Frenata dopo il ricorso delle Associazioni aderenti al Comitato “Un Altro Appennino è Possibile”
Il Consiglio
di Stato ha accolto il ricorso in
appello delle Associazioni ambientaliste e ha imposto al Tar regionale di fissare una udienza
in cui valutare le riserve elencate nel ricorso di impugnazione.
Fra l'altro, il progetto, commentano i ricorrenti, non è stato sottoposto al Via
(Valutazione di impatto ambientale) poiché l’intervento di cui si voleva la
realizzazione è nuova costruzione e non
la modifica o l’estensione dell’impianto già presente, come indicavano gli enti
proponenti. Quindi essendo una nuova opera la VIA è necessaria.
Un lettore vuole precisare:
A maggio l'assessore alle Infrastrutture e Turismo
aveva ribadito la sua linea: "Un’opera necessaria" per rendere la
struttura "più moderna e sicura", ma anche perché "sarà
funzionale alle attività outdoor praticabili tutto l’anno sul nostro
Appennino”, proprio durante un incontro con gli esponenti dell'associazione che
avevano depositato il ricorso al Tar. L'opera non ha convinto neanche Legambiente che auspica "iniziative coerenti con
le esigenze del territorio, esiste una alternativa al progetto presentato:
ristrutturare l’esistente, investire in modo diffuso su un turismo ambientale
attraente in tutte le stagioni, costruire un centro di formazione sulla
montagna che tocchi tutte le discipline e rivolto in particolare ai giovani
delle scuole della Valle del Reno".



