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giovedì 25 giugno 2026

Bonifici istantanei: comodità e velocità, ma attenzione alle truffe

L’allarme di Poste Italiane



I bonifici istantanei rappresentano uno strumento sempre più utilizzato per trasferire denaro in modo rapido e sicuro. Consentono infatti di inviare somme di denaro in pochi secondi, con accredito immediato sul conto del beneficiario. Una caratteristica che li rende particolarmente pratici, ma che richiede anche una maggiore attenzione: una volta eseguito, il bonifico istantaneo non può essere annullato.

Per questo motivo è fondamentale verificare con cura ogni operazione prima di autorizzarla.

Le verifiche da fare prima di inviare un bonifico istantaneo

Utilizza il bonifico istantaneo soltanto verso persone, professionisti o aziende di cui sei certo e di cui ti fidi. In caso di errore o di truffa, infatti, non sarà possibile revocare il pagamento.

Per offrire una tutela aggiuntiva, i sistemi di controllo verificano in tempo reale la corrispondenza tra l’IBAN indicato e i dati del beneficiario inseriti dall’utente, contribuendo a individuare eventuali incongruenze prima della conferma dell’operazione.

Ti stanno chiedendo di agire con urgenza?

Le richieste improvvise di denaro accompagnate da pressioni o urgenze sono spesso il primo segnale di una possibile truffa. Diffida sempre di chi ti mette fretta e prenditi il tempo necessario per effettuare tutte le verifiche del caso.

Il pagamento è davvero urgente?

Se non vi è una reale necessità di accredito immediato, valuta l’utilizzo di un bonifico ordinario. Qualche minuto di riflessione in più può aiutarti a evitare errori o raggiri.

Ti promettono guadagni facili?

Molte frodi nascono sui social network o attraverso piattaforme online che promettono investimenti miracolosi e rendimenti immediati. Verifica sempre l'affidabilità della fonte e diffida di chi garantisce guadagni facili e senza rischi.

Un familiare avrebbe bisogno urgente di denaro?

Una delle truffe più diffuse consiste nel simulare situazioni di emergenza che coinvolgerebbero parenti o persone care. Prima di inviare denaro, verifica sempre direttamente l'identità di chi ti contatta e la veridicità delle informazioni ricevute.

Quando entrano in gioco i sentimenti

Le cosiddette "romance scam", le truffe sentimentali online, sono in costante aumento. Dietro un profilo apparentemente affidabile potrebbe nascondersi un truffatore interessato esclusivamente a ottenere denaro. Mantieni sempre un atteggiamento prudente.

Crescono le frodi che sfruttano nomi e loghi istituzionali

Negli ultimi mesi si sono moltiplicati i casi di truffa nei quali criminali si spacciano per operatori di Poste Italiane, PostePay, forze dell’ordine o funzionari di enti pubblici, sostenendo l'esistenza di presunti problemi di sicurezza, anomalie sui conti o necessità di aggiornamento dei dati personali.

L'obiettivo è indurre le vittime a effettuare con urgenza un bonifico istantaneo o a fornire informazioni riservate.

È importante ricordare che Poste Italiane e PostePay non chiederanno mai di:

·         effettuare bonifici o trasferimenti di denaro per "mettere in sicurezza" conti, carte o prodotti di risparmio;

·         aprire nuovi conti correnti o attivare carte presso altri istituti bancari;

·         comunicare codici di accesso, password, credenziali, OTP o autorizzazioni tramite telefono, SMS o e-mail.

Come comportarsi in caso di comunicazioni sospette

Se ricevi una telefonata, un SMS, un messaggio o un'e-mail che ti sembrano sospetti, anche se apparentemente provenienti da canali ufficiali:

·         non seguire le istruzioni ricevute;

·         interrompi immediatamente la comunicazione;

·         non fornire dati personali, codici o credenziali;

·         contatta esclusivamente i canali ufficiali di Poste Italiane per verificare l'autenticità della richiesta.

Sicurezza: una responsabilità condivisa

La protezione dei propri risparmi passa attraverso una collaborazione costante tra cittadini e istituti finanziari. Se da un lato vengono adottati sistemi tecnologici avanzati per prevenire le frodi, dall'altro è fondamentale mantenere alta l'attenzione e sviluppare una maggiore consapevolezza dei rischi.

Per conoscere le più recenti tipologie di truffa e ricevere consigli utili per proteggere i propri dati e il proprio denaro, è possibile consultare le informazioni disponibili sul sito ufficiale di Poste Italiane.

In caso di dubbi o sospetti, è sempre consigliabile rivolgersi ai canali di assistenza ufficiali prima di compiere qualsiasi operazione.

(Inviato da Dubbio)

sabato 25 aprile 2026

Poste Italiane, rivoluzione : addio alla prioritaria e consegne più lente

 Nuovo contratto di servizio fino al 2036: meno lettere, più pacchi e un sistema sempre più orientato al mercato



Dal 1° maggio 2026 il servizio postale italiano cambia volto. Con l’entrata in vigore del nuovo contratto di servizio, valido fino al 2036, Poste Italiane introduce modifiche sostanziali al Servizio Postale Universale, ridefinendo tempi, costi e modalità di consegna.

Alla base della riforma c’è una trasformazione ormai evidente: diminuiscono le lettere, aumentano i pacchi. Un cambiamento strutturale che spinge l’azienda ad adattare il proprio modello operativo, con effetti diretti su cittadini e imprese.

Cos’è il Servizio Postale Universale e perché cambia
Il Servizio Postale Universale garantisce a tutti i cittadini, sull’intero territorio nazionale, l’accesso ai servizi postali a condizioni economiche accessibili. Si tratta di un pilastro della coesione sociale, che assicura la consegna della posta anche nei piccoli centri o nelle aree più isolate.

Per sostenere questo sistema, lo Stato riconosce a Poste Italiane circa 262 milioni di euro l’anno. Tuttavia, secondo l’azienda, il contributo non è più sufficiente a coprire i costi, a causa del drastico calo della corrispondenza tradizionale.

Addio alla posta prioritaria
La novità più significativa è l’uscita della posta prioritaria (Posta1 e servizi collegati) dal Servizio Universale. In concreto, questo comporta:

  • la fine delle tariffe calmierate stabilite dallo Stato;
  • l’eliminazione della consegna garantita in 24 ore;
  • il passaggio a un sistema di libero mercato, con prezzi e tempi definiti dall’azienda.

Alcuni servizi verranno eliminati, altri resteranno ma con nuove modalità. È il caso della posta prioritaria internazionale, che continuerà a esistere solo negli uffici postali, senza più l’utilizzo di cassette o francobolli dedicati.

I servizi che cambiano
Dal 1° maggio numerosi servizi escono dal perimetro universale:

  • Posta1, Posta1Pro e Posta1online (nazionale e internazionale);
  • posta prioritaria internazionale (limitata agli sportelli).

Subiscono un ridimensionamento anche:

  • le spedizioni di periodici e libri, con minori agevolazioni;
  • gli invii massivi verso l’estero;
  • il servizio Paccocelere Internazionale.

Questi ambiti entrano in una logica di mercato, senza più garanzie pubbliche su prezzi e tempi.

Cosa resta nel servizio universale
Rimangono invece inclusi:

  • la posta ordinaria (ex Posta4);
  • raccomandate e assicurate;
  • pacchi standard fino a 20 kg.

Anche in questi casi, però, si registrano cambiamenti: i tempi di consegna si allungano.

Lettere fino a cinque giorni
La posta ordinaria potrà essere recapitata entro cinque giorni lavorativi dalla spedizione. Una scelta legata a esigenze operative ed economiche: i portalettere non effettueranno più giri dedicati per le lettere, ma accorperanno le consegne insieme ai pacchi, ottimizzando i percorsi.

Le ragioni della trasformazione
Alla base della riorganizzazione ci sono dati chiari: il settore della corrispondenza registra perdite per circa 100 milioni di euro l’anno, mentre l’e-commerce ha fatto crescere in modo esponenziale il numero dei pacchi. Oggi circa la metà delle consegne di pacchi è affidata ai portalettere tradizionali.

Il sistema, dunque, evolve verso un modello sempre più orientato alla logistica.

Nuove denominazioni e transizione
Dal 2026 cambiano anche alcune denominazioni:

  • Posta4 diventa Posta Ordinaria;
  • Posta4 Pro diventa Posta Ordinaria Pro;
  • Posta4 Online diventa Posta Ordinaria Online.

Restano validi i francobolli “forever”, mentre le etichette della posta prioritaria dovranno essere utilizzate entro il 30 aprile 2026.

Impatto su cittadini e imprese
Per i cittadini, spedire una lettera veloce diventerà più costoso e meno immediato, mentre i tempi standard si allungheranno.

Per le imprese, invece, si prospetta un aumento dei costi per gli invii massivi, una riduzione delle tutele per le spedizioni editoriali e una maggiore dipendenza dai servizi commerciali.

Una trasformazione che segna il passaggio definitivo da un sistema centrato sulla corrispondenza a uno sempre più orientato alla logistica e ai pacchi.

lunedì 18 novembre 2024

A Cereglio il postino non bussa più

 


di Giorgio Vignoli


Abito a Cereglio, una frazione del comune di Vergato, in provincia di Bologna. Da oltre un mese io e i miei vicini non riceviamo la posta ordinaria. Gli uffici postali locali, situati a Tolè, Vergato e Roffeno, sostengono di non essere responsabili per le consegne in quest’area. Di conseguenza, ho presentato un reclamo alle Poste Centrali Nazionali, ma temo che la voce di un semplice cittadino non avrà grande impatto.

Questa situazione non è solo un disagio per chi abita qui, ma riflette una problematica più ampia: l’abbandono delle zone montane. La mancanza di servizi essenziali, come la consegna della posta, non è una semplice conseguenza del degrado di questi luoghi, ma una delle sue cause dirette.

(Segnalato da Dubbio) 



lunedì 12 febbraio 2024

Avviata un'istruttoria nei confronti di Poste Italiane

 


Secondo l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, Poste Italiane non avrebbe reso accessibile l’insieme della rete e degli uffici postali alle imprese direttamente concorrenti della propria controllata PostePay nei mercati della vendita al dettaglio di energia elettrica e gas naturale. Insieme all’istruttoria è stato avviato anche un procedimento cautelare.

L’Autorità ha avviato un procedimento istruttorio nei confronti di Poste Italiane per accertare l’esistenza di violazioni dell’art. 8, comma 2-quater della legge n. 287/1990.

In base a questo articolo, infatti, Poste Italiane dovrebbe rendere accessibili gli uffici e la rete postale (di cui ha la disponibilità in esclusiva in quanto fornitore del servizio universale postale) ai concorrenti della propria controllata PostePay, che li utilizza per commercializzare e per promuovere le offerte Poste Energia nel mercato della vendita al dettaglio di energia elettrica.

Alcune segnalazioni presuppongono che Poste Italiane non avrebbe invece reso accessibili tali beni o servizi ad alcuni concorrenti di PostePay che ne hanno fatto richiesta di recente. In questo modo ha attribuito alla propria controllata un vantaggio competitivo rilevante, suscettibile di alterare irrimediabilmente le dinamiche concorrenziali in un contesto di mercato singolare - caratterizzato dalla fine dei regimi tutelati nella fornitura di energia elettrica e gas naturale - in cui gli operatori attivi hanno forti incentivi ad attrarre clienti provenienti dai regimi tutelati.

Contestualmente all’istruttoria, l’Autorità ha avviato anche un procedimento per adottare eventuali misure cautelari ex art. 14-bis della legge n. 287 del 1990, per ripristinare quel level playing field nei mercati in oggetto, che sarebbe stato falsato dalle condotte oggetto di indagine.

I funzionari dell'Autorità, con l'ausilio del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza, hanno svolto ispezioni presso le sedi delle società interessate.

(Segnalato da Dubbio)

lunedì 25 aprile 2022

Per i titolari di libretti di risparmio dormienti

 


POSTE ITALIANE  avverte

 
  
Si comunica a tutti i clienti BancoPosta titolari  di  Libretti  
di Risparmio Postale che è a  disposizione  l'elenco  dei 
Libretti  di Risparmio Postale 'dormienti' alla data del 
31 marzo 2022  in  quanto non movimentati da 10 anni 
dalla libera disponibilità somme e con saldo superiore ai 100 
euro 
I titolari  sono  invitati,  entro  180  giorni  dalla  data  della
presente pubblicazione a recarsi in  qualsiasi  Ufficio  
postale  per dare disposizioni e consentire il censimento 
anagrafico  del  proprio libretto.  
Superato il predetto  termine  senza  che  siano  impartite 
disposizioni, Poste Italiane S.p.A -  Patrimonio  Bancoposta,  
dovra' procedere all'estinzione del Libretto. 
Le somme su di esso depositate saranno devolute al Fondo 
istituito dalla Finanziaria 2006  (art.  1,comma 345, legge 
n. 266/05). 
Presso ogni Ufficio postale  della  provincia  si  puo'  
consultare l'elenco  dei  Libretti  di  Risparmio  Postale   
"dormienti" della provincia stessa. 
  Sul sito www.poste.it e' possibile consultare l'elenco dei 
Libretti di Risparmio Postale "dormienti"  dell'intero  
territorio nazionale.
Per informazioni chiedere al personale  dell'ufficio  postale 
 oppure telefonare, gratuitamente, al numero 800.00.33.22

sabato 20 maggio 2017

Il Consiglio di Stato su Poste Italiane.

Marco invita a valutare la Sentenza del Consiglio di Stato che accoglie il ricorso dei comuni contro Poste Italiane. Il dispositivo si trova all'indirizzo


domenica 22 gennaio 2017

"Le bollette arrivano già scadute": Poste-lumaca, proteste in Emilia-Romagna.

Richiesto:

Dalla Cgil alla Lega, cresce il fronte contro le consegne a giorni alterni, che causano ritardi.
 

Per una raccomandata "ci vogliono 15 giorni". E le bollette? "Arrivano quando ormai sono scadute". Succede anche questo in Emilia-Romagna per effetto della consegna della corrispondenza recapitata un giorno sì e uno no. E' da un anno, di fatto, che il problema è esploso in regione (eccetto Bologna città) e si è riacutizzato prima delle feste natalizie per via della gestione dei pacchi di Amazon. I sindacati sono di nuovo sul piede di guerra. Lunedì scorso l'esecutivo nazionale della Slc-Cgil ha condiviso la necessità di "riprendere le attività di conflitto" per affrontare le problematiche del recapito.

"E' semplice - spiega Giuseppe Ledda, segretario della Slc dell'Emilia-Romagna -
con il taglio del 50% delle zone di recapito non reggiamo". In pratica ogni postino deve coprire un territorio vasto il doppio di prima e la posta non arriva più ogni giorno. Finisce invece per accumularsi e ritardare. E così "le bollette arrivano scadute, per le raccomandate servono 15 giorni...". Fatto sta che ai sindacati non resta che tornare alla carica: l'Emilia-Romagna con mesi e mesi di blocco degli straordinari e uno sciopero regionale ha fatto da apripista su questo fronte.

Il leghista Gianluca Pini questa settimana ha interrogato il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda sui "ritardi consistenti, in alcuni casi anche di un mese, nella consegna della corrispondenza da parte di Poste" in particolare nella provincia di Forlì-Cesena e, soprattutto, nella vallata del Bidente e in quella del Savio.


giovedì 9 giugno 2016

Appennino: Quotidiano in buchetta addio? Si prospetta la consegna postale a giorni alterni.


In montagna il postino non solo non suonerà due volte, suonerà, se va bene, un giorno si e uno no.

Lo si ricava da un comunicato dell’Unione dell’Appennino bolognese, che ha approvato un ordine del giorno con cui invita Poste Italiane a rivedere il piano di consegna della posta a giorni alterni, nel quale si legge:



Nei prossimi mesi il postino nei comuni dell’Appennino bolognese arriverà un giorno sì e un giorno no, come previsto dal piano di tagli dei servizi previsto da Poste Italiane concordato nel 2015 con il Governo e l’AgCom. La riduzione non riguarda a dire il vero solo i comuni della montagna, se si considera che dovrebbero essere circa 5200 i comuni toccati da questo piano. Però di sicuro i suoi effetti si faranno sentire maggiormente proprio in quelle zone periferiche come le aree montane già caratterizzate da maggiori difficoltà di mobilità e presenza ridotta di servizi pubblici e privati.

Secondo il piano di Poste Italiane la corrispondenza verrà consegnata a giorni alterni, il lunedì, mercoledì e venerdì della prima settimana, il martedì e il giovedì della seconda. Questo comporta inevitabilmente la revisione degli obiettivi di consegna della posta prioritaria, che per il recapito passa da un giorno a due (J+1 per usare il lessico di Poste) ma anche della posta ordinaria, raccomandata, assicurata e pacco ordinario nazionale che saranno consegnati secondo il nuovo obiettivo di recapito J+4 (4 giorni lavorativi oltre quello di accettazione). Le conseguenze sono evidenti: oltre alla posta ordinaria e prioritaria, infatti, ci potrebbe essere un effetto anche sull’abbonamento ai quotidiani per cittadini ed esercizi pubblici che magari si trovano in frazioni prive di edicola. Una situazione denunciata anche dalla Fieg, Federazione Italiana degli Editori di Giornali, che ha aperto una trattativa con Poste Italiane e AgCom.

Se Poste Italiane giustifica il piano con la necessità di assicurare la sostenibilità economica all’azienda, vista la riduzione dei trasferimenti statali e la diminuzione dei ricavi postali a causa della sostituzione della posta cartacea con la comunicazione digitale, molti amministratori ricordano però che la normativa europea preveda che il servizio universale possa essere limitato in condizioni geografiche “eccezionali”, ma pare difficile giustificarlo per oltre 5000 comuni. In Toscana si sono avviati una serie di confronti tra l’Anci e le Poste per monitorare i primi risultati di questa novità che per la verità non sembrano esaltanti, mentre anche sul fronte sindacale c’è una certa preoccupazione per la riduzione dei posti che questa riorganizzazione potrà comportare e per il rischio di peggioramento delle condizioni lavorative di chi rimarrà in servizio. Non da ultimo, va ricordato che una ordinanza del TAR Lazio del 29 aprile 2016 ha rimandato la questione alla Corte di Giustizia Europea, riconoscendo quindi in parte le ragioni dei 41 comuni piemontesi che avevano interpellato il tribunale.

Scongiurato invece per il momento l’altro piano di tagli, quello che concerne la riduzione degli sportelli postali nelle frazioni minori, sportelli che invece Uncem, (Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani) propone di potenziare trasformandoli in sportelli “smart” cioè multi-servizi, dove oltre alla distribuzione postale si gestiscano nuovi servizi come quelli legate all’Agenda digitale.

giovedì 28 gennaio 2016

Firma dematerializzata non è obbligatoria per ritiro pensione invalidità: Poste Italiane riconosce ragioni cittadina bolognese.

Articolo segnalato.

Poste BolognaPer Per mesi aveva richiesto di poter ritirare la sua pensione di invalidità utilizzando la firma tradizionale, sul cartaceo, e non dematerializzata, ma gli operatori di Poste italiane le avevano sempre negato questa possibilità riferendosi a obblighi di legge che però nessuno le aveva mai saputo indicare con precisione, nonostante vari solleciti, anche tramite raccomandata al direttore dell’ufficio.
È così che lo scorso dicembre una signora di Vergato, in provincia di Bologna, si è rivolta al Difensore civico regionale, Gianluca Gardini, chiedendo aiuto per ottenere risposta alla sua istanza, risalente ad agosto, di “ricevere l’informativa circa gli estremi di legge che sottopongono, eventualmente, all’obbligo della firma telematica per il ritiro della pensione di invalidità”.
Grazie all’intervento della figura di garanzia dell’Assemblea legislativa è stato coinvolto il responsabile di gestione operativa di Poste Italiane che, nello specificare che si tratta non di una firma digitale o telematica ma solo dematerializzata per motivi di archiviazione, ha chiarito che “non esiste nessun obbligo ad accettarla”, dal momento che “durante l’operatività il cliente ha la possibilità o di firmare sul supporto e confermarne l’accettazione, o rifiutare, tramite l’uso di apposita ‘penna’ dedicata. Dopo il rifiuto si prosegue in modalità cartacea”.
Rispondendo a Gardini, il responsabile ha inoltre sottolineato che “il direttore dell’Ufficio di Vergato ha assicurato di riallineare gli operatori coinvolti onde evitare future incomprensioni, ed è disposizione della cliente per porgere le proprie scuse e dare ogni chiarimento e assistenza”.

lunedì 23 febbraio 2015

APPENNINO: Prossima chiusura di quattro uffici postali.


Da Renonews

Tanto tuonò che piovve…e piove sempre sul bagnato…
Dopo i tagli minacciati e poi concretizzati nel settore Sanità, si è passati al settore Giustizia e abbiamo visto cos’è successo al Tribunale. Ma non è bastato. Le zone di montagna costano troppo e bisogna ridurre ancora, togliere altri servizi. Ed è toccato alle Poste. La Direzione P.T. del compartimento che fa capo a Bologna ha deciso di chiudere gli uffici di Granaglione e della frazione di Borgo Capanne, quindi quelli della Querciola di Lizzano e di Bargi di Camugnano. Il motivo ? Il solito: pochi utenti e non valgono la spesa di mantenere le cose inalterate. La decisione scatterà il prossimo 13 aprile e sembra inappellabile. I sindaci più arrabbiati sono ovviamente Nanni di Granaglione, Torri di Lizzano e Del Moro di Camugnano. A Porretta non cambia nulla, ma il sindaco Nesti ha dato la sua solidarietà ai colleghi. Tutti e quattro si sono riuniti in Consiglio lo scorso giovedì ed alla fine dell’incontro è uscito un documento che pubblichiamo:


“POSTE  ITALIANE : PIANO  DI CHIUSURA DEGLI UFFICI POSTALI

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE ALTO RENO

Premesso che, come appreso dalla stampa e dalla comunicazione pervenuta ai Sindaci, Poste Italiane s.p.a., con la motivazione della necessità di adeguare l’offerta all’effettiva domanda dei servizi postali nei territori comunali, nel rispetto  del Decreto Ministeriale 07/10/2008 recante “Criteri di distribuzione dei punti di accesso alla rete postale pubblica “, in ottemperanza all’art.2 comma 6 del vigente Contratto di Programma 2009-2011, ai sensi dell’art. 5 della Delibera  AGCOM 342/14/CONS del 26/10/ 2014, procederà, con decorrenza 13/04/2015, alla chiusura di uffici postali  presenti nel territorio Provinciale;
Preso atto che il  Piano elaborato da Poste Italiane colpisce in modo particolare il territorio montano già depauperato negli ultimi decenni dalla drastica riduzione di posti di lavoro e depotenziato negli ultimi anni dei servizi primari;
Considerato  che i Comuni dell’Alto Reno hanno già subito il ridimensionamento degli uffici postali avvenuto con la riorganizzazione iniziata alcuni anni fa, evento che ha comportato disagi nella popolazione residente in prevalenza anziana;
Rilevato che i Comuni dell’ Unione Dell’ Alto Reno sono interessati dall’intervento deciso da Poste Italiane, senza alcun previo confronto con le Amministrazioni Comunali, della chiusura degli uffici postali, quali: l’ufficio presente a Bargi nel Comune di Camugnano, a Querciola nel Comune di Lizzano in Belvedere, a Granaglione capoluogo e a Borgo Capanne frazione di Granaglione; uffici postali situati nelle zone più periferiche del territorio gia’ carenti di servizi e di collegamenti dove la chiusura degli stessi comporterebbe problemi logistici alla popolazione residente prevalentemente anziana la quale verrebbe così  privata di un servizio pubblico che se pur ridimensionato e’ ancora presente;
Ritenuto di opporsi con fermezza ad ogni ipotesi di programmazione che prevede la chiusura degli uffici postali presenti nelle località sopra menzionate dove  tali uffici esercitano una funzione fondamentale di presidio a carattere socio-economico e rappresentano per gli abitanti la loro appartenenza territoriale;
Invita Poste Italiane a sospendere l’attuazione del Piano di chiusura degli uffici postali, a concordare con la Giunta dell’Unione dell’Alto Reno un incontro per affrontare le problematiche dalle quali sono scaturite decisioni cosi drastiche e trovare una soluzione che non penalizzi la popolazione delle zone più deboli dei territori montani;
Chiede all’Assessore Regionale per le politiche della montagna Dott.ssa Paola Gazzolo, al Vice-Sindaco della Città Metropolitana di Bologna Dott. Daniele Manca, ai parlamentari e ai consiglieri regionali eletti nel Collegio della Montagna bolognese, ad ANCI, ad UNCEM e ai Sindacati SLC-CGIL  SLP-CISL UIL-Poste di Bologna, di intervenire e di attivarsi in sinergia, unitamente ai Sindaci dei Comuni interessati, con iniziative finalizzate a scongiurare la chiusura degli uffici postali nelle zone più deboli dei territori montani dove l’impatto sulla vita  delle persone che già vivono in condizioni di fragilità e con difficoltà logistiche sarebbe davvero rilevante.”

martedì 21 ottobre 2014

Il ' passaporto' ora te lo portano a casa.



Cogliamo la segnalazione:

Poste Italiane e dipartimento della Pubblica Sicurezza hanno firmato una convenzione che prevede il recapito del passaporto direttamente presso la propria abitazione o in ufficio, in alternativa al classico 'ritiro' negli uffici della Polizia di Stato.

Dopo la sperimentazione con le questure di Bari, Roma e Verona e in diversi commissariati, infatti, dal prossimo 27 ottobre il servizio sarà esteso a tutto il territorio nazionale. Il servizio grazie alla collaborazione tra Poste e PA si inserisce nell'ottica di rendere sempre più semplice la vita quotidiana dei cittadini.

Il passaporto verrà spedito al destinatario tramite Posta Assicurata e il pagamento di euro 8,20 potrà essere effettuato contestualmente alla consegna. Inoltre, sarà possibile monitorare la spedizione sul sito www.poste.it, inserendo su 'Cerca spedizioni' il codice identificativo rilasciato dalla questura. In caso di mancata consegna, si potrà comunque ritirare la busta contenente il passaporto presso l’ufficio postale indicato sull’avviso di giacenza.