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domenica 7 gennaio 2024

Da quest’anno il canone Rai costa meno

 Pronti i nuovi importi dell’abbonamento Tv dovuto per il 2024


La legge di bilancio 2024 ha ridotto da 90 a 70 euro l’ammontare del canone di abbonamento alla televisione per uso privato, dovuto per l’anno in corso. Con la risoluzione n. 1/E - pdf di oggi l’Agenzia delle Entrate rende noti gli importi del canone per l’anno 2024 per le varie casistiche che possono presentarsi. Per i cittadini per i quali l’addebito del canone avviene nella bolletta dell’energia elettrica o per i pensionati che in alternativa hanno scelto che le trattenute di pagamento avvengano direttamente sulla pensione, spetterà alle imprese elettriche e gli enti previdenziali addebitare i nuovi importi ridotti e quindi i diretti interessati non dovranno far nulla.

Gli altri contribuenti già titolari di abbonamento Tv per i quali invece non è stato possibile l’inserimento nella fattura di fornitura elettrica, devono effettuare entro il 31 gennaio 2024 il versamento del canone dovuto per l’intera annualità, pari a 70 euro, tramite modello F24 (codice tributo TVRI). Tra questi, ad esempio, anche i nuclei familiari in cui nessun componente è titolare di contratto di fornitura di energia elettrica su cui sia possibile addebitare il canone Tv.

Per maggiori informazioni, consultare l’area tematica del sito internet dell’Agenzia delle entrate Aree tematiche - Canone TV - Agenzia delle Entrate (agenziaentrate.gov.it), oppure telefonare al numero verde 800.93.83.62.

lunedì 1 agosto 2016

Canone Rai in bolletta, c'è una speranza di riavere i propri soldi. Martedì il Tar del Lazio dovrà esprimersi sulla legittimità della misura decisa dal governo dopo il ricorso del Codacons.

Segnalato

RAI
C'è ancora una speranza. Almeno per chi non ha alcuna intenzione di pagare il canone Rai che il governo ha introdotto nella bolletta dell'energia elettrica. Martedì 2 agosto la II sezione ter del Tar Lazio dovrà infatti esprimersi sulla legittimità dell'operazione decisa dall'esecutivo. A renderlo noto è il Codacons che, dopo aver avviato "una dura battaglia contro la decisione del Governo di imporre il pagamento del canone attraverso la bolletta della luce", si è rivolta al Tribunale amministrativo chiedendo la sospensione del decreto del Ministero dello Sviluppo Economico di concerto con il Ministero dell'Economia e delle Finanze, del 13 maggio 2016.
"Il canone Rai è imposta legata al semplice possesso di un apparecchio abilitato alla ricezione del segnale televisivo - scrive l'associazione nel ricorso in cui fa riferimento alla sentenza della Consulta del 2002 - La Corte Costituzionale ha, inoltre, chiarito come non sussiste alcuna relazione diretta tra le entrate che derivano dal canone e quelle che poi vengono effettivamente destinate alle reti Rai, dal momento che il maggiore beneficiario dell'imposta non è la Rai, bensì lo Stato e soltanto una parte viene riservata al finanziamento della televisione pubblica".
A giudizio del Codacons, quindi,  "risulterebbe persino erroneo qualificare come canone o abbonamento l'importo versato non integrando quest'ultimo il corrispettivo di un servizio ma dovendosi più propriamente parlare di imposta sul possesso della televisione. Ciò premesso in merito alla corretta qualificazione dell'entrata per lo Stato, è ancor più evidente l'illogicità di un sistema - com'è quello varato dalla Legge di Stabilità 2016 e regolato dal provvedimento impugnato, che snatura l'imposta, vincolandone il pagamento al pagamento della bolletta elettrica".
"Un soggetto privato (l'impresa fornitrice di energia elettrica) si sostituisce allo Stato per l'incasso di un importo che rimane di spettanza Erariale - prosegue -: i fornitori di energia non possono trasformarsi in esattori per recuperare il canone Rai. È un compito che non gli compete". Se il Tar accoglierà la richiesta e sospenderà l'inserimento del canone in bolletta, spiega il presidente Carlo Rienzi, "le aziende elettriche dovranno restituire agli utenti i 70 euro della prima rata scattata nei giorni scorsi". 


Le ragioni del ricorso al Tar
 
In primis, l'inserimento in bolletta snatura l’imposta legata al possesso di un apparecchio TV, legandola al pagamento di un servizio del tutto diverso (come l'utenza elettrica).
In secondo luogo, è evidente l'anomalia relativa al nuovo sistema di riscossione: un soggetto privato (l’impresa fornitrice di energia elettrica) si sostituisce allo Stato per l’incasso di un importo che rimane di spettanza Erariale. Peccato che i fornitori di energia non possano trasformarsi in esattori per recuperare il canone Rai, semplicemente perché si tratta di un compito che non gli compete.
Ancora, se è vero che il nuovo meccanismo di pagamento e riscossione del canone agevola l’Erario (nel contrasto al fenomeno dell’evasione), allora lo “sconto” praticato al contribuente risulta piuttosto esiguo: dati alla mano, infatti, il Governo avrebbe potuto abbassare il balzello fino a 80 euro.
Senza contare, in conclusione, la reiterata violazione dello Statuto del Contribuente: l'Agenzia delle Entrate avrebbe infatti dovuto richiedere ed ottenere — da parte delle anagrafi comunali — i dati relativi alla composizione dei nuclei anagrafici, così da evitare duplicazioni e confusioni; e ciascun utente avrebbe dovuto disporre di 60 giorni dall’entrata in vigore di tutti i provvedimenti di attuazione per presentare eventuali dichiarazioni di esenzione dal pagamento.

venerdì 22 aprile 2016

Che fare con il 'canone Rai'.

E' stata chiesta la pubblicazione:

 
 







COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO 
 
Dichiarazione di non detenzione Tv: c’è tempo fino al 16 maggio In un provvedimento delle Entrate le istruzioni aggiornate
I contribuenti hanno più tempo per presentare la dichiarazione sostitutiva relativa al canone di abbonamento alla Tv. Con il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate di oggi, infatti, viene spostato al 16 maggio 2016 il termine unico entro cui presentare la dichiarazione, sia in forma cartacea che online. In questo modo, i contribuenti possono presentare la dichiarazione in tempo utile per evitare l’addebito del canone da parte delle imprese elettriche, a partire dal mese di luglio 2016, qualora abbiano i requisiti previsti dalla legge. Il provvedimento pubblicato oggi aggiorna anche le istruzioni relative alla compilazione del modello di dichiarazione sostitutiva, per tenere conto dei chiarimenti sulla definizione di apparecchio televisivo contenuti nella nota n. 9668 del 20 aprile 2016 del Ministero dello Sviluppo Economico ai fini del canone di abbonamento alla televisione. Il modello di dichiarazione sostitutiva e le istruzioni per la compilazione del modello, approvati con il provvedimento del 24 marzo 2016, vengono quindi sostituiti da quelli approvati con il nuovo provvedimento. Restano ovviamente valide le dichiarazioni di non detenzione già presentate.
Roma, 21 aprile 2016



giovedì 14 aprile 2016

Dante Franchi e lo stop del Consiglio di Stato sul 'Canone Rai in Bolletta'.


Dante Franchi ha inviato 'questa considerazione provocatoria' e sollecita un dibattito che possa fare emergere le ragioni delle diverse opinioni:


La domanda sorge spontanea, si sarebbe detto in un recente passato.

Io mi chiedo e chiedo ai lettori di questo blog: 
 

Ma un Governo che non è in grado di fare un decreto per la riscossione del canone RAI, è legittimato a mettere le mani nella Carta fondamentale, la nostra preziosa Costituzione, senza produrre seri guai alla nostra Repubblica Democratica?

venerdì 25 marzo 2016

Canone Rai: pronto il modello per evitare l’addebito non dovuto.

Da Fisco Oggi. Segnalato. 

 
In via telematica o tramite raccomandata, deve essere inviato all’Agenzia delle Entrate per superare la presunzione di detenzione dell’apparecchio tv introdotta dalla stabilità 2016
Approvato il modello (con le relative istruzioni) di dichiarazione sostitutiva per evitare l’addebito del canone Rai in caso di non detenzione dell’apparecchio tv, per segnalare la presenza di un’utenza elettrica intestata ad altro familiare o la variazione di una precedente dichiarazione. La dichiarazione di non detenzione di apparecchi tv ha validità annuale.
In via transitoria, la dichiarazione presentata entro il 30 aprile 2016 ha effetto per l’intero canone dovuto per l’anno 2016. A regime, i termini vanno dal 1° luglio al 31 gennaio dell’anno di riferimento (ad esempio, la dichiarazione presentata dal 1° luglio 2016 e non oltre il 31 gennaio del 2017, avrà effetto per l’intero canone del 2017).
Le regole sull’invio della dichiarazione sostitutiva, nonché il modello e le relative istruzioni, in un provvedimento dell’Agenzia del 24 marzo.
Dichiarazione sostitutiva: chi e come
La dichiarazione deve essere presentata all’Agenzia delle Entrate esclusivamente dai titolari di un’utenza per la fornitura di energia elettrica per uso domestico residenziale o dall’erede, se l’utenza è intestata transitoriamente a un soggetto deceduto.
Per l’invio telematico del modello da parte del contribuente è disponibile una specifica applicazione web sul sito dell’Agenzia, alla quale si accede con le credenziali Fisconline o Entratel.
Il contribuente può anche delegare un intermediario abilitato. Quest’ultimo deve consegnare al dichiarante una copia della ricevuta rilasciata dall’Agenzia, conservare l’originale della dichiarazione sostitutiva sottoscritta dal dichiarante, unitamente alla copia del documento di identità, e conservare la delega alla trasmissione.
Nei casi in cui non sia possibile la trasmissione telematica, il modello può essere presentato, unitamente a una copia di un documento d’identità, tramite servizio postale in plico raccomandato senza busta al seguente indirizzo: Agenzia delle entrate, Ufficio di Torino 1, S.A.T. – Sportello abbonamenti TV - Casella Postale 22 - 10121 Torino.
 
Quando è possibile presentare il modello
L’invio della dichiarazione sostitutiva è consentito:
  • quando nessun componente della famiglia detiene apparecchi televisivi in nessuna delle abitazioni per le quali è titolare di utenza elettrica per uso domestico
  • quando nessun componente della famiglia detiene, in nessuna delle abitazioni per le quali è titolare di utenza elettrica per uso domestico, un ulteriore apparecchio televisivo oltre quello per cui è stata presentata entro il 31 dicembre 2015 denuncia di cessazione per suggellamento (va ricordato che  la stabilità 2016 ha previsto che dal primo gennaio di quest’anno non sarà più possibile la denuncia di cessazione dell’abbonamento per suggellamento, impacchettando il televisore e dimostrando in questo modo di non usufruire del servizio. Quindi, fatte salve le denunce presentate fino al 31 dicembre 2015, a partire dal 2016, con la presunzione di detenzione, i contribuenti devono certificare annualmente il mancato possesso apparecchi televisivi ulteriori rispetto a quello suggellato)
  • quando il titolare di un’utenza di energia elettrica ritiene di non dover pagare il canone perché già versato da un altro componente della famiglia intestatario anch’esso di utenza elettrica, di cui si fornisce il codice fiscale (è il caso, ad esempio, di due soggetti che fanno parte della stessa famiglia anagrafica, ma sono titolari di utenze elettriche separate)
  • quando c’è necessità di variare una dichiarazione sostitutiva già presentata, perchè i presupposti sono cambiati.
Termini di presentazione
In via transitoria, la dichiarazione sostitutiva presentata dal 1° gennaio al 30 aprile 2016 ha effetto per l’intero canone dovuto per l’anno 2016. La dichiarazione presentata dal 1° maggio 2016 al 30 giugno 2016, ha effetto per il canone dovuto per il secondo semestre solare 2016. La dichiarazione presentata dal 1° luglio 2016 al 31 gennaio 2017, ha effetto per l’intero canone dovuto per l’anno 2017.
A regime, la dichiarazione sostitutiva presentata entro il 31 gennaio dell’anno di riferimento, a partire dal 1° luglio dell’anno precedente, ha effetto per l’intero canone dovuto per l’anno solare di riferimento. La dichiarazione presentata a partire dal 1° febbraio ed entro il 30 giugno dell’anno solare di riferimento, ha effetto per il canone dovuto per il semestre solare successivo a quello di presentazione.
Nuove utenze
I contribuenti che attivano nuove utenze di energia elettrica per uso domestico residenziale  presentano la dichiarazione di non detenzione, o segnalano il familiare che paga il canone, entro la fine del primo mese successivo a quello di attivazione dell’utenza. In via transitoria per le utenze attivate a gennaio e febbraio 2016, il modello con la dichiarazione sostitutiva presentato entro il 30 aprile prossimo, ha effetto a decorrere dalla data di attivazione della fornitura stessa.

giovedì 18 febbraio 2016

Canone Rai, l’ultima beffa: si pagherà due volte Il balzello sul balzello e il rischio di una duplicazione dei costi per i cittadini.

Sollecitato da un lettore.



È di ieri la notizia che le società elettriche non sanno che pesci prendere sulla riscossione del canone Rai in bolletta. Assoelettrica (l’associazione nazionale delle imprese elettriche) lamenta di non essere ancora stata convocata – come previsto dalla legge di Stabilità – per la predisposizione del decreto attuativo sul canone Rai in bolletta. Norme in alto mare, quindi, e confusione per i contribuenti.

A questo marasma si aggiungono i legittimi dubbi delle compagnie elettriche.



  • Come evitare doppie fatturazioni del canone se il cliente/contribuente cambia gestore? E se non paga il canone in bolletta, potrà subire il distacco della luce?
  • Se la compagnia elettrica invia con ritardo le bollette – caso molto frequente – il cliente/contribuente è considerato evasore fiscale perchè non ha pagato il canone?
  • Se il cliente/contribuente paga la bolletta in ritardo, la compagnia elettrica può chiedere gli interessi moratori anche sul canone?
A queste domande ne aggiungiamo noi una: se la società elettrica riscuote il canone ma non lo versa allo Stato (come potrebbe accadere per l’IVA, ad esempio) ne va di mezzo il contribuente?
La risposta è sì, in ogni caso. Perchè anche se il singolo può dimostrare di aver adempiuto, l’eventuale mancato incasso da parte dello Stato ricade comunque sulla collettività. Il canone Rai in bolletta garantisce infatti una maggiore liquidità alle imprese elettriche, che si ritrovano in mano denaro da riversare nelle casse pubbliche. Cosa succede se la compagnia fallisce (pensiamo soprattutto alle piccole società elettriche)?
Nel documento predisposto da Assoelettrica per chiedere chiarimenti, le società elettriche chiedono di essere pagate per svolgere il servizio di riscossione del canone Rai in bolletta.
È giusto che un servizio venga pagato, ma ciò non deve avvenire a danno degli italiani, che si troverebbero costretti a pagare per pagare un’imposta. Una situazione paradossale. In buona sostanza, il rischio – più che fondato (perché è questo ciò che, in pratica, chiedono le compagnie) – è quello di dover subire un balzello sul balzello, un costo in più rispetto al canone Rai volto a indennizzare le società elettriche per le spese di riscossione e di trasferimento dei proventi allo Stato.
Il Governo dovrà trovare – e rapidamente – una soluzione che tuteli il contribuente e riconosca un compenso alle società elettriche, se queste si troveranno a dover affrontare costi alti. La nostra proposta è rivedere la distribuzione del gettito fiscale proveniente dallo stesso canone Rai, assegnando quindi al servizio pubblico televisivo un minore importo da “girare” alle compagnie elettriche. Meno soldi alla Rai, nessun ulteriore impatto economico sui contribuenti e remunerazione del servizio.



domenica 14 febbraio 2016

A proposito di Canone TV.

Di Marco






Leggendo, a fattor comune, quanto riproposto qui di seguito
.........
Anci e Tivusat hanno infatti stipulato un protocollo di intesa che consentirà ai cittadini di richiedere l’installazione a prezzi calmierati dell’apparato necessario (parabola e decoder) per la ricezione dei canali televisivi gratuiti tramite il satellite.
........


mi son detto:

Proporre un decoder a prezzo calmierato per vedere la Rai (servizio pubblico)????

I canali Rai si devono vedere con la normale antenna. punto e basta. 

A fronte proprio del contratto di servizio tra lo Stato e la Società a partecipazione interamente pubblica che i soldi della tassa sul possesso di apparecchi atti o adattabili alla ricezione, vengono riversati interamente alla RAI, sotto forma di canone. E non agli altri network (anch'essi privati. Ma privati privati)

Noi tutti già a suo tempo, quando possedevamo i televisori catodici, col passaggio al digitale siamo stati costretti a comprare un decodificatore che, attaccato alla vecchia antenna posizionata sul tetto, ci AVREBBE permesso di vedere i canali ai quali eravamo abituati.

Pubblicizzare il fatto che ne avremo visti di più, con la nuova tecnologia, è un altro paio di maniche.

E' parere di chi scrive che, in costanza del possesso di un televisore col tubo catodico ovvero avendo comprato un televisore moderno con tanto di certificazione DGTVI, che ci assicura la ricezione dei canali elencati nel loro sito alla voce copertura


comune per comune e, tra questi i canali RAI; debba essere  DGTVI ad assumersi l'accollo di pagare il decoder tivusat.

oppure la RAI comincia a fornire GRATUITAMENTE il decoder per far vedere TUTTI I CANALI RAI, UTILIZZANDO I SOLDI DEL CANONE RAI CHE RICEVE DALLO STATO MEDIANTE IL PAGAMENTO DELL'ABBONAMENTO CHE OGNI CITTADINO PAGA PER LA PRESUNZIONE SEMPLICE DETTATA DAL REGIO DECRETO ORA MODIFICATO CON L'AGGIUNTA DELLA SECONDA PRESUNZIONE SEMPLICE CHE CHI HA UN CONTRATTO DI FORNITURA ELETTRICA DEBBA POSSEDERE UN APPARECCHIO ATTO OD ADATTABILE ALLA RICEZIONE....



Dal momento che il DDL CONCORRENZA è ancora "sul traghetto" tra il Senato e la Camera, 


sarebbe opportuno che il legislatore metta fine a questa situazione, prevedendo di far distribuire GRATUITAMENTE il decoder a coloro che ......  


sabato 13 febbraio 2016

Canone Rai, pagare non porta controlli sugli anni passati.


Un lettore ha inviato questo articolo di Enrico Bronzo del Sole 24 Ore. 
 
Da pochi giorni è entrata in vigore la legge sul canone Rai in bolletta e mentre il governo sta ancora predisponendo i decreti attuativi, cresce il dibattito sul pagamento della tassa. Da quest’anno, infatti, il pagamento del canone Rai avverrà in rate mensili, direttamente nella bolletta della luce. «La dichiarazione del possesso della Tv per il pagamento del canone in bolletta non farà scattare controlli sugli anni precedenti» ha tranquillizzato il viceministro all’Economia, Enrico Zanetti, rispondendo al question time in commissione Finanze della Camera a un’interrogazione - la numero 5-07743 - di Sel presentata da Giovanni Paglia.
Nella risposta scritta, si legge che per l’agenzia delle Entrate la presunzione del possesso opera «a partire dal 2016 e non può quindi essere utilizzata per eventuali azioni di controllo relative a periodi precedenti, fatte salve le azioni di recupero già intraprese sulla base della normativa in vigore anteriormente alla legge di Stabilità 2016».
A sollevare la questione era stata l’affermazione rilasciata dal sottosegretario alle Comunicazioni, Antonello Giacomelli, secondo il quale il corretto pagamento del canone a partire dal 2016 «non costituirà una sanatoria per le evasioni degli anni precedenti che senza alcuna opposizione risulteranno pienamente sanzionabili, alla stregua di un’autodenuncia o di ammissione del debito». Per questo si era diffuso il timore che lo stesso pagamento diventasse l’occasione, per le Entrate, di pretendere la riscossione degli anni arretrati, «a meno che non fosse fatta opposizione inviando comunicazioni relative all’esistenza di un intestatario diverso, o al mancato possesso di apparecchi televisivi».
La risposta al question time, inoltre, cita il comma 153 (lettera a) della legge di Stabilità 2016 in cui si dice che «allo scopo di superare le presunzioni di cui ai precedenti periodi, a decorrere dall’anno 2016 è ammessa esclusivamente una dichiarazione rilasciata ai sensi del testo unico di cui al Dpr 445/2000». Dichiarazione - da presentare all’agenzia delle Entrate/direzione provinciale I di Torino/ufficio territoriale di Torino I/Sportello Sat - che prevede l’emanazione di un provvedimento del direttore dell’agenzia delle Entrate e che avrà validità per l’anno in cui sarà stata presentata. Dichiarazione che, a questo punto, varrà dal 2016 in poi.

Perchè in montagna tutti pagano il Canone Rai e non tutti vedono la TV? .



E' legittimo far pagare il canone di un servizio mancante o monco? E' la domanda che si fanno molti residenti in Appennino dove la ricezione del segnale televisivo è incerta o mancante.

La risposta alla loro domanda è arrivata con il cambiamento del metodo di riscossione del canone televisivo, non effettuato più con un singolo e specifico pagamento dall'utente, ma tramite la bolletta dell'energia elettrica, la quale sarà sovracarricata dell'ammontare del canone. Se non la si paga si perde la fornitura di energia elettrica. Non si può quindi più scappare.

La giunta dell'Unione dei comuni dell'Appennino bolognese ha affrontato il tema e ha approvato un ordine del giorno in cui sollecita la Rai a farsi carico del problema della cattiva ricezione del digitale terrestre in alcune aree della montagna. Intanto sul tema si muove anche ANCI proponendo la soluzione satellitare, limitatamente però ad alcune aree.


In un Comunicato dell'Unione dei Comuni si legge:

In questi giorni la Rai sta ricordando ai cittadini alcune importanti novità rispetto al pagamento del canone. La Legge di stabilità infatti ha stabilito che la “imposta sul possesso della tv”, comunemente chiamata “canone Rai”, verrà inserita sulla bolletta elettrica con rata unica, esclusivamente per la prima casa.
Ma se tutti sono chiamati a pagare questo servizio, non tutti però ne possono usufruire: è il caso per esempio di tante frazioni dell'Appennino bolognese dove il passaggio al digitale terrestre avvenuto negli anni scorsi ha di fatti reso inaccessibile il servizio a molti. Nonostante il cambio degli apparati di ricezione e in alcuni casi anche delle antenne, infatti, il segnale televisivo rimane precluso per tante famiglie.
Per questo motivo la giunta dell'Unione dell'Appennino Bolognese ha approvato un ordine del giorno in cui chiede a governo e parlamento di intervenire su questo problema.
A segnalare l'urgenza della questione è stata l'Uncem, l'Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani, che ha invitato i comuni e le unioni ad approvare ordini del giorno di sostegno. L'onorevole Enrico Borghi, presidente dell'organizzazione che raggruppa gli enti montani infatti, ha spiegato come “

"Numerosi sindaci e amministratori di comuni italiani ci continuano a segnalare le costanti e crescenti difficoltà di accesso al servizio televisivo da parte di singoli e famiglie residenti nelle zone montane. È certamente necessario ridurre l’evasione del pagamento del canone Rai, imposta sul possesso di una tv, ma allo stesso tempo deve essere assicurato un adeguato servizio agli utenti, consentendo la ricezione di tutti i canali, in particolare quelli del servizio pubblico. Nelle aree montane italiane, alpine e appenniniche, resta elevato il digital divide che ha la sua prima fonte nelle difficoltà di ricezione del segnale tv e radio".

I comuni montani si pongono l'obiettivo di ottenere dal governo un tavolo di monitoraggio nazionale, che individui le aree alpine e appenniniche dove la tv si vede male, affiancando all'impegno degli enti locali quello di Stato e Regioni. Anche Rai Way. la società che si occupa di infrastrutture televisive, deve fare la sua parte per raggiungere tutto il territorio.

“Noi sindaci della montagna sappiamo bene che il problema della ricezione del segnale televisivo non è affatto secondario” - conferma Romano Franchi, presidente dell'Unione dei comuni dell'Appennino bolognese - perché sono i cittadini a ricordarcelo. È importante che tutti paghino l'imposta e ben venga il pagamento nella bolletta elettrica se questo ridurrà l'evasione. Però i servizi devono essere assicurati a tutti: i cittadini della montagna non possono essere considerati cittadini di serie b. Specie per le persone più anziane e sole la mancanza della ricezione dei canali televisivi può portare ad una condizione di isolamento inaccettabile”.

Una risposta al problema potrebbe in futuro venire dal satellite: Anci e Tivusat hanno infatti stipulato un protocollo di intesa che consentirà ai cittadini di richiedere l'installazione a prezzi calmierati dell'apparato necessario (parabola e decoder) per la ricezione dei canali televisivi gratuiti tramite il satellite. Tivusat infatti è la piattaforma satellitare gratuita italiana (di proprietà di una società partecipata Rai, Mediaset, Telecom Italia, Associazione TV Locali e Aeranti Corallo) che replica i canali generalisti tramite il satellite.
Purtroppo però ad oggi questo protocollo è attivo solo in alcuni comuni delle province di Reggio Emilia, Parma, Modena e Forlì-Cesena, per tanto escludendo di fatto i comuni dell'Appennino bolognese.


martedì 5 gennaio 2016

Tutto sul canone Rai.



Un lettore ha chiesto la pubblicazione di questo articolo di Mauro Antonelli.






Il canone Rai in bolletta preoccupa molto i consumatori che stanno tempestando il nostro sportello con richieste di chiarimenti. Preoccupazioni fondate, considerato che, come previsto dalla Legge di stabilità 2016, dovranno essere incrociate le banche dati  dell’Anagrafe tributaria, dell’Authority per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico, Acquirente Unico,  Ministero dell’Interno, Comuni e più chi ne ha più ne metta.
Il rischio di errori, insomma, è elevato, in particolare:
  • quando l’intestatario del contratto di fornitura elettrica è diverso da chi ha pagato fino ad oggi il canone Rai. Un classico è la moglie che paga la bolletta della luce ed il marito l’abbonamento alla tv. E’ possibile che alla moglie sia chiesto il pagamento del canone già pagato dal marito, oppure che la moglie paghi, ed il marito, vecchio abbonato, sia considerato un evasore;
  • per chi paga la tariffa D3, che viene applicata sia ai residenti con impegno di potenza superiore a 3 kW sia ai non residenti, che il canone, invece, non devono pagarlo. Riusciranno a distinguere tra i due casi?
Per fare chiarezza sulla questione e diminuire l’importo del canone, abbiamo lanciato una Petizione sul canone Rai, firma anche tu!
Ecco intanto 10 consigli dell’UNC e un riassunto delle regole principali:
1) Pagamento in bolletta. Il pagamento del canone Rai , novità, avviene mediante addebito nella fattura per i titolari di utenza di fornitura di energia elettrica.
2) Paga chi possiede la tv. Il canone deve pagarlo chiunque detiene un apparecchio atto od adattabile alla ricezione delle trasmissioni televisive. Fin qui nessun cambiamento. La novità, pessima, è che si presume la detenzione dell’apparecchio nel caso in cui esiste “un’utenza per la fornitura di energia elettrica nel luogo in cui un soggetto ha la sua residenza anagrafica”. Se non è vero, per superare questa presunzione, dovrete presentare un’autocertificazione all’Agenzia delle entrate – Direzione Provinciale I di Torino – Ufficio territoriale di Torino I – Sportello S.A.T. La dichiarazione “ha validità per l’anno in cui è stata presentata“. Ossia, ahimè, dovrete ripresentarla ogni anno!!!
3) Non fate autocertificazioni anticipate, ossia prima che vi arrivi la richiesta indebita del pagamento del canone Rai. La dichiarazione di non detenere apparecchi, infatti, deve essere resa nelle forme previste dalla legge, con modalità da definirsi con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate. Si spera che, con la bolletta, sia anche allegato un modellino apposito per l’autocertificazione che eviti al consumatore dichiarazioni incomplete. In ogni caso dovete aspettare, senza mettere le mani avanti, anche perché difficilmente la vostra letterina sortirebbe gli effetti desiderati, vista la mole di banche dati che già dovranno incrociare. Si ricorda, inoltre, che ci si espone a responsabilità penali nel caso di dichiarazioni false (la dichiarazione è rilasciata ai sensi del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, che, all’art. 76, prevede che “chiunque  rilascia dichiarazioni mendaci, forma atti falsi o ne fa  uso nei casi previsti dal presente testo unico e’ punito ai sensi del codice penale…”.
4) Mandate la disdetta in tempo utile. Non dovete anticipare l’autocertificazione. Dovete invece comunicare, questo si, le variazioni intervenute che eravate obbligati a trasmettere anche in passato, come il cambio dell’indirizzo di residenza. In particolare:
  • Se avete ceduto a terzi tutti gli apparecchi televisivi in vostro possesso dovete inviare la disdetta, dando esatta comunicazione delle generalità e indirizzo del nuovo possessore.
  • Se non avete più alcun televisore dovete inviare la disdetta, fornendo adeguata documentazione. Se lo avete portato in discarica, ad esempio, è bene allegare la ricevuta di rottamazione che vi hanno rilasciato. Nel caso di furto, la denuncia.
  • In caso di morte del titolare, l’erede già abbonato deve richiedere l’annullamento dell’abbonamento intestato al defunto comunicando la data ed il luogo di decesso dell’intestatario. Se, invece, l’erede non è abbonato, può richiedere l’intestazione dell’abbonamento a proprio nome.
Importante: la disdetta va fatta entro il 31 dicembre 2015, per poter essere dispensati dal pagamento del canone dal 1° gennaio del 2016.
5) Importo. Per l’anno 2016, poi si vedrà, il canone annuo ordinario è stato ridotto a 100 euro, dai 113,50 del 2015. L’importo del canone sarà indicato nella fattura con una distinta voce, ma il rischio che il consumatore non se ne accorga è elevato, specie perché l’importo sarà suddiviso in dieci rate mensili, da gennaio ad ottobre (con l’eccezione del 2016, cfr. la voce scadenza).
6) Scadenza. Limitatamente al 2016, il primo addebito del canone avverrà nella prima fattura elettrica successiva al 1° luglio 2016 e comprenderà le rate già scadute, ossia da gennaio a luglio.
7) Suggellamento. Non è più possibile chiedere il suggellamento del televisore. Non che fosse una pratica diffusa, considerato che avrebbero dovuto venire in casa vostra e mettere la tv in un sacco, ma la legge di stabilità ha eliminato questa possibilità.
8) Esenzione. Una buona notizia! Il limite di reddito per il diritto all’esenzione dal pagamento del canone Rai a favore dei soggetti di età pari o superiore a 75 anni, previsto dall’articolo 1, comma 132, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, è stato elevato a 8.000 euro annui (era 6.713,98 euro). Sempre poco, ma meglio di prima.
9) Seconde case e tv. Nessuna novità. Se avete una seconda abitazione dove vi è un televisore, non  dovete pagare un secondo abbonamento. Idem se avete più televisori. Il canone è dovuto una sola volta per tutti gli apparecchi detenuti “nei luoghi adibiti a propria residenza o dimora, dallo stesso soggetto e dai soggetti appartenenti alla stessa famiglia anagrafica“.
10) Contattate l’UNC. In caso di dubbi o richieste di assistenza, potete contattarci attraverso il nostro sportello Segnalaci un problema generico.