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venerdì 16 gennaio 2026

Chiapporato e il bosco in inverno


Escursione domenica 18 gennaio 2026, dalle 9.30 alle 16



Chiapporato è un luogo sospeso nel tempo, affascinante e carico di memoria. Immerso nei boschi e nelle arenarie del Monte di Stagno, questo piccolo borgo fantasma conserva le tracce di vite passate: le rovine delle case un tempo abitate, una chiesetta, un piccolo cimitero, una fonte e i segni silenziosi della storia.

Domenica prossima, 18 gennaio, è in programma un’escursione alla scoperta dei boschi del Parco dei Laghi in veste invernale e del suggestivo borgo di Chiapporato, per un’intera giornata di cammino tra natura, paesaggio e memoria.

Il ritrovo è fissato alle ore 9.30 presso il parcheggio in località Belvedere di Stagno (Camugnano). Il rientro è previsto per le ore 16 nello stesso luogo.

Il percorso presenta una difficoltà E (escursionistica), con una lunghezza di 11 chilometri, un dislivello di 600 metri e un tempo di cammino effettivo di circa 4 ore.

Si consiglia di portare almeno 1,5 litri d’acqua, pranzo al sacco, scarponi da trekking impermeabili con suola scolpita e abbigliamento adeguato alla stagione, comprensivo di guanti, copricapo e giacca antipioggia. I bastoncini da trekking sono fortemente consigliati.

L’attività è gratuita, ma la prenotazione è obbligatoria entro oggi,  venerdì  16 gennaio.

Per informazioni e iscrizioni: 333 2660329, 051 6254821, eventi@enteparchi.bo.it.

martedì 30 dicembre 2025

Chiapporato (Camugnano). Denuncia pubblica di ARCA Appennino Bolognese sulla gestione del borgo medievale

 



ARCA Appennino Bolognese, gruppo di ricerca e volontariato impegnato nella tutela, valorizzazione e promozione del territorio, ha diffuso un atto di denuncia pubblica e dichiarazione di responsabilità in merito alla gestione, alla sicurezza e alla tutela del borgo medievale di Chiapporato, nel comune di Camugnano.

L’associazione chiede chiarimenti sulle condizioni di sicurezza del sito e segnala presunte situazioni di pericolo e gravi comportamenti offensivi che si sarebbero verificati negli ultimi mesi, attribuiti a soggetti riconducibili al Comitato “Chiapporato Ri-Vive”.

ARCA Appennino Bolognese sottolinea di non accettare in alcun modo minacce, ingerenze o imposizioni da parte di gruppi definiti “prepotenti”. Nell’ultimo anno, l’associazione si è assunta la responsabilità operativa della stabilità del progetto di recupero del borgo in una fase di forte criticità, intervenendo direttamente nella gestione, nella mediazione delle complessità organizzative e nella creazione, su richiesta esplicita della proprietà (Curia), di una rete strutturata di associazioni. Complessivamente sono state coinvolte oltre 45 realtà associative, con l’obiettivo di evitare la chiusura definitiva del sito e la perdita di un patrimonio collettivo.

Secondo quanto denunciato, nel corso del 2025 si sarebbero verificati almeno cinque episodi di particolare gravità:

1. Accuse infondate e offensive rivolte al referente di ARCA, Fabio Righi, da parte di una collaboratrice vicina ai responsabili del Comitato Chiapporato Ri-Vive, con intento ritenuto lesivo della reputazione personale.

2. Attacchi ingiustificati a collaboratori tecnici, in particolare a un elettricista impegnato nel ripristino dei servizi presso la canonica, accusato senza prove nonostante l’operato svolto nell’interesse della collettività.

3. Aggressione e diffamazione di un volontario, che aveva donato materiale per l’allestimento della canonica e che sarebbe stato vittima di strattonamenti e offese in un locale pubblico; episodi che l’associazione dichiara documentabili.

4. Minacce dirette e personali, avvenute il 26 dicembre, con prospettazione di aggressioni gravi nei confronti del referente dell’associazione.

5. Tentativi di delegittimazione e sabotaggio del progetto, tra cui la rimozione della segnaletica per i viandanti. Un atto considerato di estrema gravità, soprattutto in un’area di alto Appennino, dove l’assenza di indicazioni può esporre escursionisti e visitatori a rischi concreti per l’incolumità.

ARCA Appennino Bolognese rende inoltre nota una rendicontazione dettagliata delle attività svolte nell’ultimo anno. L’associazione riferisce di aver realizzato 11 interventi sul borgo, spesso con permanenze di due giorni consecutivi, coinvolgendo 2–3 volontari per sessione e una media di 8 ore di lavoro ciascuno.

Il totale stimato è compreso tra le 170 e le 260 ore di lavoro volontario, pari a un valore economico indicativo tra i 2.600 e i 4.000 euro. A queste si aggiungono donazioni dirette per un importo stimato tra i 2.000 e i 3.000 euro, sotto forma di materiali, interventi tecnici e supporto logistico.

L’associazione ha inoltre curato l’organizzazione di un convegno con associazioni locali e regionali, ritenuto un passaggio fondamentale per costruire una rete territoriale stabile e garantire un futuro a un sito particolarmente isolato. Grazie a questo lavoro, secondo ARCA, è stato possibile ripristinare una condizione di normalità nel borgo dopo precedenti episodi di vandalismo.

Durante il percorso sarebbero però emerse gravi criticità organizzative interne all’associazione che gestiva il borgo, incluse problematiche legate a rimborsi, documentazione di spesa e preventivi, che avrebbero messo a rischio il lavoro svolto.

Nel complesso, ARCA stima il proprio contributo – tra lavoro volontario, competenze, risorse economiche dirette e coordinamento – in una cifra compresa tra i 7.000 e i 10.000 euro, interamente offerti dall’associazione.

Dopo un anno di tensioni e tentativi di mediazione ritenuti infruttuosi, ARCA Appennino Bolognese ha deciso di rendere pubblica la denuncia in data 27 dicembre, trasmettendola anche ai responsabili e agli uffici competenti.

L’associazione annuncia inoltre l’intenzione di monitorare attentamente le condizioni di ospitalità turistica e la sicurezza dei viandanti nell’Alto Appennino Bolognese, con particolare attenzione alle aree di Fossato e Stagno. Qualora venissero riscontrati pericoli per l’incolumità degli escursionisti o comportamenti ritenuti instabili o violenti da parte di collaboratori del Comitato Chiapporato Ri-Vive, ARCA dichiara che procederà a segnalarli tempestivamente alle autorità competenti.

Secondo l’associazione, si tratta di un dovere civico per contrastare comportamenti che arrecherebbero danno al territorio e al lavoro dei volontari impegnati nel miglioramento della qualità della vita nelle valli appenniniche.


sabato 1 febbraio 2025

Chiapporato, il borgo medievale da salvare: l’appello per la rinascita

 Nel cuore dell’Appennino bolognese, un gruppo di volontari si mobilita per il recupero del villaggio abbandonato. Lanciata una raccolta fondi per il restauro e la valorizzazione del sito.

di Fabio Righi

<arca9bologna@gmail.com>

Tra le colline dell’Appennino bolognese sorge Chiapporato, un antico borgo medievale di straordinaria bellezza, oggi purtroppo segnato dall’abbandono e dal degrado. Un luogo ricco di storia, ma a rischio di scomparire se non verranno adottate misure urgenti per la sua tutela e valorizzazione.

Per contrastare questo destino, un gruppo di cittadini e volontari ha avviato un progetto di recupero, con l’obiettivo di riportare vita al borgo e restituirlo alla comunità e al turismo sostenibile. I primi passi sono già stati compiuti: è iniziato il ripristino della canonica e la cura degli spazi comuni, ma il cammino è ancora lungo.

Un’iniziativa che coinvolge il territorio

La scorsa settimana, oltre un centinaio di associazioni locali si sono riunite per discutere del futuro di Chiapporato, manifestando un forte sostegno all’iniziativa. Un segnale positivo che rafforza la determinazione dei promotori, ma che richiede un supporto concreto per tradurre le idee in azioni efficaci.

Per questo è stata lanciata una raccolta fondi su GoFundMe, con l’obiettivo di finanziare interventi fondamentali, tra cui:

  • Il restauro degli edifici storici più a rischio
  • La messa in sicurezza del borgo per l’accoglienza dei visitatori
  • L’organizzazione di iniziative culturali e turistiche
  • La promozione del sito come destinazione di turismo sostenibile

Un appello alla comunità

I promotori invitano tutti coloro che hanno a cuore la salvaguardia del patrimonio storico e culturale dell’Appennino bolognese a contribuire, anche con una piccola donazione, per far sì che Chiapporato torni a essere un luogo vivo, visitabile e protetto dal degrado.

Per sostenere il progetto, è possibile effettuare una donazione attraverso il seguente link:
GoFundMe – Chiapporato: un borgo medievale da tutelare e promuovere

giovedì 30 gennaio 2025

Un incontro che segna un nuovo inizio per il borgo di Chiapporato

Giornata di grande speranza e collaborazione, quella di domenica scorsa trascorsa al capezzale del Borgo Chiapporato


Gli organizzatori scrivono: 

 

L'incontro con le associazioni dell'Appennino è stato un vero successo, dimostrando che Chiapporato ha davvero una nuova possibilità di vita.

Abbiamo avuto il piacere di contare su una partecipazione straordinaria: oltre settanta associazioni hanno contribuito, attraverso interventi diretti e messaggi via posta elettronica, a questa iniziativa che sta costruendo un futuro per il nostro borgo.

Insieme ai ragazzi che già lavorano al rilancio di Chiapporato, ci siamo resi disponibili come coordinatori per tutte le idee, i progetti e le iniziative promosse. Un impegno collettivo che ci rende orgogliosi e ci dà grande entusiasmo.

Un ringraziamento speciale al sindaco Masinara, che con la sua presenza e disponibilità ha dimostrato un grande sostegno a questa causa, e al consigliere regionale Marco Mastacchi per il suo prezioso contributo.

Grazie di cuore a tutte le associazioni e alle persone di buona volontà che hanno partecipato. A breve condivideremo un rapporto completo con tutte le iniziative emerse durante l'incontro.

Insieme, possiamo davvero ridare vita a Chiappurato!

(Segnalato da Dubbio)

giovedì 23 gennaio 2025

Chiapporato, il borgo abbandonato che sogna una nuova vita

Un'iniziativa per il recupero del paese situato a 856 metri sul livello del mare, nel comune di Camugnano



L'appello di Fabio Righi


Sulle pendici occidentali del Monte Calvi, nel cuore dell’Appennino bolognese, si trova Chiapporato, un borgo storico a 856 metri di altitudine nel territorio di Camugnano. Questo luogo, un tempo abitato, oggi versa in stato di abbandono, vittima di degrado e atti vandalici.

Il gruppo di ricerca e volontariato "Arca", attivo sull'Appennino bolognese, si è impegnato a preservare e valorizzare questo borgo unico e ricco di storia. “Un luogo come Chiapporato merita di essere protetto e riportato a nuova vita,” dichiarano i volontari. Negli ultimi mesi, il gruppo ha lavorato duramente per riparare i danni, ripulire gli spazi e cercare di restituire vitalità al borgo. Tuttavia, a causa di alcune difficoltà, il progetto ha subito rallentamenti e il numero di partecipanti si è ridotto.

Per proseguire nella missione di recupero, i volontari di Arca lanciano un appello a persone, associazioni ed enti interessati a contribuire al rilancio di Chiapporato. A tal proposito, è stato organizzato un incontro il 26 gennaio alle ore 10 presso il municipio di Camugnano.

Le origini del borgo risalgono al primo millennio, con la prima menzione ufficiale nel 1145, quando il territorio apparteneva all'Abbazia di San Salvatore di Vaiano. Popolato per secoli da carbonai, pastori e boscaioli, oggi Chiapporato è meta di escursioni e itinerari turistici.

Nonostante il degrado, il borgo conserva un fascino speciale, con i resti di antichi edifici, un vecchio lavatoio, un forno, una buca delle lettere e tracce di antiche targhe sui ruderi. La chiesa di San Giovanni Battista, che domina il borgo, è stata restaurata nel 2005, portando con sé anche l’elettricità per la prima volta nella storia del paese. Accanto al borgo si trova un piccolo cimitero risalente al 1847.

Fino al 2013, Chiapporato era abitato da due donne, madre e figlia, che vivevano allevando conigli, pecore e galline. Oggi il borgo attende di essere riscoperto e riqualificato, nella speranza che l'incuria e l’abbandono possano lasciare spazio a una nuova vita per questo prezioso angolo di storia e tradizione.