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venerdì 1 settembre 2017

Lagune di Sasso Marconi per un giorno 'ombelico dell'Appennino bolognese'.


Sarà una domenica di grande attrazione la prossima, 3 settembre, per Lagune di Sasso Marconi.

La storica frazione, antico feudo dei Laigoni, ospiterà infatti la partecipatissima esposizione enogastronomica 'Chef al Massimo', che porterà all'agriturismo Le Conchiglie oltre 2500 presenze, già prenotate. 

Inoltre, sempre domenica, si tiene la tradizionale festa patronale della parrocchia, anch'essa molto sentita, in particolare dai cultori delle antiche tradizioni religiose in collina.

Inoltre, nella stessa giornata, Sasso Marconi ospita il 20° RADUNO interregionale di AUTO e MOTO D’EPOCA, promosso dal Moto Club Sasso Marconi.

Provenienti da tutta l’Emilia-Romagna, saranno circa 150 le ‘vecchie glorie’ delle due e quattro ruote ad arrivare nel centro cittadino di Sasso Marconi per fare bella mostra di sé e deliziare i tanti appassionati di questa ricerca amatoriale.

Il ritrovo è fissato per le 8.45. I leggendari veicoli (alcuni risalgono addirittura agli anni ’30) resteranno in Piazza dei Martiri fino alle 11, quando la carovana partirà per una passeggiata turistica sulle colline sassesi,e farà poi ritorno a Sasso Marconi per il pranzo e il successivo “rompete le righe”.
Si è fatta l'ipotesi che la colonna faccia un passaggio anche all'Agriturismo Le Conchiglie per rendere omaggio al compianto Massimo Zivieri cui è dedicata la kermesse gastronomica Chef al Massimo.

Intanto qualcuno ha fatto notare con soddisfazione che il ricco programma della giornata di Lagune ha fatto sì che si provvedesse a chiudere le buche sulle strade che portano ai luoghi degli appuntamenti.
Poca cosa rispetto alle necessità di quelle strade,” si legge in un salace commento apparso su un social. “Piuttosto che niente è comunque meglio piuttosto”, alla bolognese si legge nello stesso commento che termina con la proposta di eleggere a punto di riferimento per le iniziative di fine estate una frazione del comune a rotazione per avere nel giro di una decina di anni la chiusura di tutte le buche della viabilità comunale.

venerdì 23 giugno 2017

“Chef al Massimo” si trasferisce a Sasso Marconi. Zivieri: "Grazie Monzuno, ma ormai siamo troppo grandi".

La nona edizione della manifestazione enogastronomica che in questi anni ha raccolto migliaia di appassionati nel paese appenninico si trasferisce in un agriturismo. Troppo grandi ormai i costi e i vincoli per sostenere questi eventi in piena sicurezza in spazi pubblici


Con il titolo-precisazione: “Grazie Monzuno, ormai siamo troppo grandi” è stata data informazione che il frequentatissimo appuntamento con la cucina d'eccellenza organizzata in “Chef al Massimo” si trasferisce da Monzuno a Sasso Marconi. I tantissimi cultori del buon cibo che vogliono partecipare all'attesissimo appuntamento annuale sono in continua crescita e, pur mobilitando l'intero paese, il numero imponeva sforzi logistici e organizzativi elevatissimi. L'ipotesi di un trasferimento a Sasso Marconi era nell'aria da tempo. L'azienda Zivieri 'campione' nel sapere offrire quanto soddisfa i palati più attenti, ha trovato nell'agriturismo Le Conchiglie la struttura capace di soddisfare le esigenze dell'appuntamento. L'agriturismo, posto in una zona collinare di altitudine simile a Monzuno, infatti dispone di grandi e accoglienti spazi e di strutture capaci. La 'location' è quindi certamente adatta alla grande kermesse. Quest'anno quindi 'la prova del fuoco' o meglio ancora 'la prova dei cuochi' a 'Le Conchiglie' .

Il comunicato:


La nona edizione di “Chef al Massimo”, la manifestazione dedicata al ricordo di Massimo Zivieri e organizzata dalla omonima azienda che negli anni è diventata un appuntamento imprescindibile per gli amanti della buona tavola, non si svolgerà a Monzuno ma presso l’Agriturismo Le Conchiglie a Sasso Marconi.
In una lettera ai numerosissimi appassionati la famiglia Zivieri illustra i motivi di questa scelta “Pur con un grandissimo dispiacere nel cuore, con la consapevolezza di aver creato un’alchimia unica tra l’evento di paese ed una rassegna enogastronomica secondo noi irripetibile, salutiamo il Comune di Monzuno. Ringraziamo l’amministrazione comunale che fin da subito ci ha supportato ed aiutato in questo sogno a cielo aperto e tutto il paese (sia quello che aspettava un anno per l’altro questo evento, sia quei pochi che infastiditi se ne domandavano il valore aggiunto). L’immagine dei tanti volontari che animava le vie del paese rimarrà uno dei pezzi pregiati della collezione”.
La lettera spiega come ormai le dimensioni e la partecipazione raggiunta (oltre 2500 persone per un evento a numero chiuso e tanti rimasti a malincuore fuori dalle liste d’attesa), unita ad una gestione privata del suolo pubblico, avrebbero imposto misure di sicurezza, tempi di allestimento e sgombero fuori dalla portata degli organizzatori. Quello che di tragico sta succedendo in giro per il mondo ha riflessi anche sui piccoli paesi dell’Appennino; quindi tenendo conto delle normative più stringenti in termini di sicurezza e del nostro budget limitato, la famiglia Zivieri si è resa conto che non sarebbe stata in grado di continuare nel pieno rispetto della legge, senza mettere in difficoltà nessuno e senza chiedere sconti.
La lettera si chiude con il saluto della famiglia Zivieri al territorio che ha accolto e visto crescere la manifestazione: “il nostro più sentito e sincero ringraziamento al Comune di Monzuno, al sindaco Marco Mastacchi, alle centinaia di volontari che hanno permesso di trasformare il nostro sogno e la nostra utopia in qualche cosa di concreto, di vero e di realizzabile; augurandoci che non sia un piccolo spostamento territoriale ad interrompere questo sogno e questa voglia di continuare insieme”.
Non nasconde il suo rammarico il sindaco di Marco Mastacchi che questa manifestazione ha visto nascere con un successo sempre più straordinario “le misure si sicurezza che ci vengono richieste a seguito degli ultimi drammatici eventi possono mettere in difficoltà gli organizzatori e gli amministratori pubblici. A Monzuno avremmo dovuto ridurre molto la partecipazione, a fronte di una richiesta sempre crescente. Meglio allora chiudere così con il ricordo delle migliaia di persone che ci hanno fatto visita in questi bellissimi otto anni nella consapevolezza che Monzuno e Chef al Massimo rimarranno sempre indissolubilmente legati”. 


 

domenica 7 settembre 2014

Chef al Massimo conferma il successo di una manifestazione legata al 'buon cibo'. Novità, la mortadella 'Zivieri-Pasquini'.



Ben  1900 dei tanti amici di Massimo sono venuti a trovarlo a Monzuno, hanno pranzato con lui e hanno goduto della sua piacevolissima presenza.  E sono giunti di buon ora per prolungare al ‘massimo’  l’incontro. 

Per accogliere il grande numero di ‘amici’ si sono mobilitati 150 volontari che hanno dato prova della ‘grande capacità di accoglienza  di Monzuno’, come ha sottolineato il direttore di Emil Banca Daniele Ravaglia nel suo intervento di presentazione, in 25 fra chef, pasticcieri e artisti della gastronomia con i loro staff, tutti venuti ancora una volta a dire a Massimo  ‘ti voglio bene’, come ancora è stato sottolineato dal palco nella cerimonia di accoglienza.
La famiglia Zivieri
Ma soprattutto alla grande capacità organizzativa della famiglia Zivieri esempio inimitabile di grande determinazione, compattezza e esaltazione della operatività appenninica. 

Dopo la prematura e sconvolgente scomparsa di Massimo, proprio quando la sua intraprendenza e lungimiranza stavano per dare i buoni frutti agognati ( la macelleria Zivieri era appena stata premiata a un concorso nazionale), l’intera famiglia ha fatto quadrato, ha indirizzato l’attività con ancora più determinazione lungo il tracciato disegnato da Massimo e, per onorare e non perdere il percorso imprenditoriale già fatto, ha serrato i ranghi e ha saputo raggiungere quelle mete che Massimo avrebbe voluto raggiungere.
Ha migliorato ancor di più la proposta di carni di qualità della macelleria di Monzuno, sia bovine che suine e si è lanciata sulla proposta di carni di selvatici dando ordine e organizzazione a un settore già presente in Appennino e che attendeva di essere razionalizzato per divenire ‘proposta’ affidabile. Ha ‘vinto’ la gara per la gestione del macello di Castel di Casio e ha aggregato  attorno alla nuova realtà una domanda presente e finora inspiegabilmente soddisfatta in genere da importazioni.

Ha saputo esaltare le capacità nutrizionali delle carni selvatiche  anche con la preparazione e gestione di corsi informativi e dare valore a una presenza animale di grande valenza. Gli ultimi due traguardi: l’apertura di un punto vendita nel Mercato di Mezzo a Bologna, il cui successo ha superato persino le aspettativa dei proponenti e l’ideazione di una ‘ nuova mortadella’ in collaborazione con la nota ditta Pasquini di Bologna.  

 A testimoniare la validità dell’impresa era presente a Monzuno, e ha partecipato all’organizzazione dell’evento,  Raffaela Donati (nella foto) presidente dello ‘Slow Food regionale’ che non ha mancato di sottolineare la validità della proposta ‘Zivieri’ e ha annunciato prossimi interessanti iniziative sul campo intrapreso dai Zivieri.




La kermesse ‘Chef al Massimo’ ha registrato ancora una volta il pieno successo e l’apprezzamento generale, palcoscenico che Monzuno offre alla presenza e alla capacità imprenditoriale dell’Appennino sempre nella logica operativa che fu del giovane Massimo. Così sono state premiate le realtà imprenditoriali dell’Appennino: quella del centro musicale di Giordano Passini a Castel D’Aiano e del Centro di Salute di Massimo Baccilieri. 

Sono intervenuti il sindaco di Monzuno Marco Mastacchi e l’assessore all’agricoltura della Provincia Gabriella Montera. Il Presidente di Ascom Bologna Enrico Postacchini e il direttore generale di Emil Banca, Ravaglia.

 Poi il pranzo ‘esaltatore della qualità delle carni Zivieri’ e delle capacità ‘dei maestri dei maestri’  della cucina italiana. Ma questo era scontato. Neanche ricordarlo.
La cerimonia di accoglienza l’hanno accompagnata una giovanissima
rappresentanza della Banda Bignardi di Monzuno e soprattutto le esibizioni della ‘Super Band’ di Fio Zanotti che, anche in questo caso ha dimostrato  che ‘la classe non è acqua’. Ha fatto gli onori di casa Aldo, il fulcro su cui ruta l’impresa Zivieri, che in una appassionata lettura ha ricordato il fratello Massimo, più presente che mai. La regia attenta e capace  è stata quella del ‘capostipite’ Graziano che ha saputo fare con delicatezza e signorilità il ‘padrone di casa’.
La Banda Bignardi diretta dal maestro Alessandro Marchi

Fio Zanotti interpreta magistralmente un brano tratto da una colonna sonora di un film       
Anche il kebabin omaggio alla cucina internazionale


Graziano Zivieri accoglie un'ospite

I Zivieri ricevono una bottiglia di Barolo dai rappresentanti dell'allevamento piemontese de La Granda.




lunedì 2 settembre 2013

Un concerto di musica e sapori: Monzuno ha accolto così i partecipanti a ‘Chef al Massimo’.



Fio Zanotti
La musica di Fio Zanotti e il suo complesso, mescolata all’armonia degli odorini che si levavano dalle pentole e dai barbecue degli chef, intenti a preparare le loro esclusive prelibatezze, hanno dato il benvenuto a Monzuno agli oltre duemila partecipanti alla famosa manifestazione enogastronomica che ogni anno si celebra in onore di Massimo Zivieri.




Uno degli odorini


Dal 2009 infatti, da quando cioè il giovane imprenditore titolare dell’omonima macelleria, è mancato all’età di soli 39 anni, viene organizzata a cura della famiglia con la collaborazione di Ascom una ‘festa’ che non ha uguali in Italia e che riunisce a Monzuno una selezione  dei più rinomati e valenti chef chiamati a preparare piatti di loro ideazione con le carni di pregiata qualità della macelleria Zivieri, provenienti dagli allevamenti dell’azienda ‘La Granda’ di Cuneo e con i migliori prodotti locali dell’Appennino. Ogni piatto viene poi abbinato ad un vino di una azienda vinicola da loro individuata e che al meglio si sposa con i piatti presentati.   
La famiglia Zivieri
Era stato lo stesso Massimo, premiato come ‘migliore macellaio d’Italia’, ad avere l’idea ma la morte l’ha portato via prima che potesse darvi corpo. Quindi i famigliari si sono fatti carico di concretizzare quello che era uno dei suoi sogni. Ora che la manifestazione ha raggiunto un tale successo di partecipazione e di anno in anno diventa sempre più apprezzata, si capisce il grande valore dell’intuizione di Massimo.


L'ultimo arrivato, erede di Massimo.
Quest’anno le prenotazioni accettate sono state 2200 ma le richieste sono state oltre 4000, ben oltre le capacità di accoglienza del centro di Monzuno.
Le vie, attrezzate con tavoli e panche, si sono trasformate in un fiume di persone che hanno avuto il privilegio di verificare la qualità delle carni combinate con i migliori vini e preparate da 22 chef di altrettanti rinomati ristoranti.



Dopo l’introduzione affidata alla Banda di Monzuno, il cerimoniale a ricordo di Massimo ha visto la partecipazione degli assessori Gabriella Montera e Graziano Prantoni, del sindaco di Monzuno Marco Mastacchi, del presidente e del direttore di Ascom Enrico Postacchini e Giancarlo Tonelli, del presidente dei giovani Ascom Alessandro Tedeschi, del direttore di EmilBanca Daniele Ravaglia. Nei vari interventi, inframmezzati dai brani del complesso di Zanotti, è stato più volte sottolineato il grande merito dei componenti della famiglia Zivieri che, pur con il dolore nel cuore, in quanto questa giornata fa sentire loro più che mai la mancanza di Massimo, con abnegazione e tanto impegno hanno saputo trasformare, proprio in suo onore, un triste evento in una grande occasione di incontro proprio come lui avrebbe voluto.  
Aldo Zivieri
Il pubblico si commuove al ricordo di Massimo.

Graziano Zivieri
Sono stati anche comunicati due importanti risultati ottenuti dalla Macelleria Zivieri: il riconoscimento per il ‘miglior salame non suino’ e l’assegnazione dell’appalto per la gestione del macello di Castel di Casio.
Aldo Zivieri, fratello di Massimo, che con tutta la famiglia è salito sul palco per ringraziare quanti si sono adoperati per la riuscita della giornata, con la voce rotta dall’emozione ha letto un messaggio per Massimo. Tra l’altro ha riferito che, per spiegare ad un amico cosa fosse ‘Chef al Massimo’, la mamma Adua ha detto: ‘E’ il giorno in cui lui ci viene a trovare’. Fra il pubblico non pochi sono stati quelli che avevano le lacrime agli occhi.
Al termine della cerimonia sono stati consegnati due premi ad altrettanti giovani imprenditori che, come fece Massimo, con passione entusiasmo e innovazione hanno saputo emergere nel loro campo. Il primo, Gilberto Argini del ‘Re Lasagna’ di Sasso Marconi, per la sua brillante ideazione del ‘bauletto lasagna’ contenente tutti gli ingredienti per realizzare questo fantastico piatto bolognese esportabile in tutto il mondo. L’altra  è Simona Fornaciari titolare di un negozio a San Matteo della Decima nel quale commercializza solo marchi emergenti ‘made in Italy’.
Presente alla festa anche una rappresentanza del comune romeno di Predeal gemellato con Monzuno, guidata dal primo cittadino Ionel Goidescu .   

Una delle postazioni

Gli chef: Igles Corelli (Ristorante Atman (PT) ; Alberto Faccani (Ristorante Magnolia - Cesenatico (FC) ; Alberto Bettini (Trattoria Da Amerigo – Savigno (BO); Gianluca Esposito (Eataly - Bologna) ; Mario Ferrara ( Ristorante Scaccomatto – Bologna); F.lli Mazzucchelli (Ristorante Marconi- Sasso Marconi -BO); Francesco Passalacqua (Ristorante Pane e acqua –Milano) ; Massimiliano Poggi (Ristorante al Cambio – Bologna);  Ivan Poletti e G.Valenti ( Cantina Bentivoglio e Paradisino – Bologna); Giacomo Galeazzi (Majestic Due Torri Hotel- Bologna); Fabio Fiore (Ristorante Quantobasta – Bologna); Mauro Lorenzon (Ristorante Enoiteca Mascareta – Venezia); Cristiano Iacobelli (Atlas Coelestis – Roma); Isabella Lazzerini Denchi (Ristorante In Vernice e Lo Scoglietto – Livorno); Federico Garani (Agriturismo La Rocchetta – Rocca di Roffeno -BO); Emilio Barbieri (Ristorante Strada Facendo – Modena); Alessio Malaguti (Trattoria La Rosa – Sant’Agostino FE); Alessandro Cianti (Trattoria Bibo - La Traversa - Firenzuola -FI); Matteo Aloe (Berbere’ Light Pizza and Food – Castelmaggiore -Bo); Pasquale Falanga e G. Guizzardi (I Signori del Barbecue - Athos Guizzardi – Bologna); Santo Bevitore (Enoteca – Firenze); Mauro Stanzani e Luca Martelli (Il Boccone del Prete – Bologna).

La delegazione rumena

Simone Fornaciari premiata da Alessandro Tedeschi.

Gilberto Argini premiato da Daniele Ravaglia.











Gabriella Montera con il sindaco di Vergato Sandra Focci.

L'assessore Pavesi e il sindaco Mastacchi.