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mercoledì 20 maggio 2026

Bologna accoglie il Mercato Europeo 2026: sapori, culture e artigianato dal mondo a Porta Galliera

 Dal 21 al 24 maggio 2026, in piazza XX Settembre 1870, 35 bancarelle con specialità gastronomiche e prodotti tipici da 13 Paesi europei ed extraeuropei




di Nicodemo Mele 


Torna a Bologna lo storico Mercato Europeo, giunto quest’anno alla sua sesta edizione. Da giovedì 21 a domenica 24 maggio 2026, il suggestivo spazio di piazza XX Settembre 1870, a Porta Galliera, si trasformerà in un grande villaggio internazionale dedicato a cultura, sapori, artigianato e tradizioni dal mondo.

A pochi passi da via Indipendenza, dal Pincio, dall’Autostazione e dalla Stazione Centrale, il Mercato Europeo porterà nel cuore della città colori, profumi e atmosfere internazionali grazie alla presenza di 35 stand provenienti da 13 Paesi europei ed extraeuropei.

L’inaugurazione ufficiale è in programma per domani, giovedì 21 maggio alle ore 18, con il tradizionale taglio del nastro. Saranno presenti Rosa Maria Amorevole, Adriano Ciolli e Manuela Pizzirani.

Il pubblico potrà scoprire specialità enogastronomiche, street food di qualità e prodotti tipici provenienti da tutta Europa e da numerosi Paesi del mondo, accompagnati da una selezione di birre artigianali. Il mercato sarà aperto venerdì 22, sabato 23 e domenica 24 maggio dalle ore 10 alle 24.

“Il Mercato Europeo a Bologna – sottolinea Manuela Pizzirani – è animato dagli operatori del commercio su aree pubbliche che, nei fine settimana, portano nelle città italiane specialità gastronomiche e prodotti curiosi e originali. È una grande opportunità per il territorio, capace di valorizzare il centro urbano, attirare turisti e appassionati e promuovere le eccellenze alimentari e artigianali”.

Ampia e variegata l’offerta presente tra i banchi del mercato. “Si va dalle ambre della Polonia – spiega Adriano Ciolli – alla birra Guinness irlandese, dai giocattoli in legno ungheresi alle spezie francesi, dalla cucina greca ai churros spagnoli, fino alle ceramiche britanniche e allo strudel altoatesino. Non mancheranno inoltre prodotti tipici provenienti da Brasile, Amazzonia, India, Messico e Argentina, insieme alle eccellenze regionali italiane di Puglia, Liguria e Sicilia”.

Dopo la tappa bolognese, il Mercato Europeo proseguirà il suo tour nazionale approdando a Genova dal 5 al 14 giugno 2026.

martedì 20 febbraio 2024

Francesco Orsi di Sasso Marconi è medaglia di bronzo fra i giovani cuochi di tutto il mondo.



Il diciannovenne Francesco Orsi (nella foto), giovane chef di Sasso Marconi  si è classificato terzo alle olimpiadi mondiali dei giovani chef tenutesi  in India davanti a uno stuolo di  promesse della cucina mondiale provenienti da sessanta nazioni. 

Per il giovane, diplomatosi all'Alberghiero Veronelli di Casalecchio di Reno nel 2023, è stato il coronamento di un percorso che è passato dalle eliminatorie di Nuova Delhi e Pune per terminare alla finale di Calcutta. 

Dopo il diploma ha trovato già lavoro come cuoco e ha dovuto chiedere dieci giorni di ferie per partecipare all'importante manifestazione internazionale giunta alla decima edizione : l'International Young Chef Olympiad organizzata dall'Istituto Internazionale di Gestione Alberghiera con la collaborazione delle principali federazioni nazionali dei cuochi, fra le quali quella italiana (FIC).

Era accompagnato dal prof e chef Simone Magnanini. Quando era ancora studente del Veronelli, Francesco fu premiato con il riconoscimento di 'Giovane Ambasciatore del Territorio 2023' al Senato della Repubblica. 

Ora un altro importantissimo riconoscimento che lo lo proietta nell'olimpo dei grandi cuochi. 

martedì 15 agosto 2023

Alla scoperta dei gusti culinari dei grandi personaggi del passato

Saranno svelati oggi, martedì 15 agosto, al parco di Villa Mengarelli di Grizzana Morandi

 

A Giorgio Morandi piaceva il risotto al curry? Ugo Tognazzi preparò un risotto azzurro per la nazionale di calcio? Leonardo aveva aperto un’osteria insieme a Sandro Botticelli? Sarà possibile scoprirlo oggi, martedì 15 agosto, alle 11,  al parco di Villa Mengarelli di Grizzana Morandi.

Nella cornice della tradizionale Sagra dello Zuccherino, si terrà infatti la presentazione del volume "A tavola con i grandi. Ricette e curiosità dei personaggi illustri Italiani" (2021), a cura di Adriano Rigoli e Marco Capaccioli. Interverrà anche il sindaco di Grizzana Franco Rubini. Modera Stefania Fabbri.

A tavola con i grandi presenta ben 85 personaggi attraverso una scheda sulla loro casa museo e una ricetta a cui erano ‘affezionati’. In questo modo il libro offre una chiave di lettura inedita della storia della cucina italiana, vista attraverso una lente non convenzionale: quella delle preferenze gastronomiche dei numerosi personaggi che hanno segnato la nostra cultura.

Tra i personaggi citati nel volume c’è anche Giorgio Morandi, la cui casa di Grizzana Morandi fa parte dell’Associazione nazionale Case della Memoria, rete che abbraccia le case dove vissero personaggi illustri in ogni campo del sapere, dell’arte, della letteratura, della scienza, della storia.

A Morandi è abbinata la ricetta dello Zuccherino (Zucaréin) che nel comune di Grizzana Morandi si festeggia ogni Ferragosto dal 1950. Nell'occasione, sarà possibile visitare la Casa Museo Giorgio Morandi e la mostra "Morandi. Ritorno a Grizzana", a cura di Marilena Pasquali, ospitata nei Fienili del Campiaro. 

Sia la casa museo che la mostra, oggi saranno aperte dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18.

sabato 29 aprile 2023

Depositata la rinnovata ricetta del vero ragù alla bolognese

Cambia il testo di riferimento della ricetta del vero ragù alla bolognese rispetto a quello che era stato depositato alla Camera di commercio di Bologna il 17 ottobre 1982.

La nuova ricetta, frutto di lunghe ed approfondite ricerche condotte da un apposito Comitato di studi dell’Accademia Italiana della Cucina, è stata fissata in un atto notarile che entra oggi a far parte della preziosa ed unica raccolta della Camera di commercio di Bologna.

L’atto notarile è stato consegnato il 20 aprile dal segretario generale dell'Accademia Italiana della Cucina, Roberto Ariani, al presidente della Camera di commercio di Bologna, Valerio Veronesi.

Presenti i Delegati delle delegazioni bolognesi della Accademia Italiana della Cucina che hanno anche coordinato il Comitato di studi: la Prof.ssa Cristina Bragaglia della Delegazione di Bologna, l’Ufficiale Mauro Taddia della Delegazione di Bologna dei Bentivoglio, il Prof. Atos Cavazza della Delegazione Bologna San Luca. L’atto notarile è stato redatto dal dott. Massimo Esposito.

 

Questa la rinnovata ricetta del vero ragù alla bolognese:

 

INGREDIENTI E DOSI (PER 6 PERSONE)

Polpa di manzo macinata grossa: gr.400; Pancetta fresca di maiale a fette, gr. 150; mezza cipolla, circa gr. 60; 1 carota, circa gr. 60; 1 gambo di sedano, circa gr. 60; 1 bicchiere di vino rosso o bianco; Passata di pomodoro gr.200; Doppio concentrato di pomodoro: 1 cucchiaio; 1 bicchiere di latte intero (facoltativo); Brodo di carne o vegetale leggero (anche di dado); Olio extra vergine d’oliva: 3 cucchiai; Sale e pepe.

 

PROCEDIMENTO

In una casseruola (di ottima qualità, pesante) antiaderente o di alluminio o in ghisa smaltata (un tempo era molto usato il tegame di coccio) di 24-26 cm di diametro, fare sciogliere la pancetta macinata o tritata con 3 cucchiai d’olio. Quindi, aggiungere gli odori tritati finemente sul tagliere (non usare il mixer) e fare appassire il battuto lentamente a calore medio basso, sempre girando con un mestolo di legno (la cipolla non deve assolutamente prendere il sapore di bruciato). Alzare il calore e unire la carne macinata e, sempre mescolando accuratamente, cuocerla per una decina di minuti fino a che "sfrigola".

Versare il vino e farlo evaporare e ritirare completamente, fino a quando non si sentirà più odore di vino e, poi, unire il concentrato e la passata. Continuando a mescolare bene, versare una tazza di brodo bollente (ma si può usare anche semplicemente dell’acqua) e far cuocere piano, a recipiente coperto, per circa 2 ore (anche 3 ore secondo le preferenze e le carni usate) aggiungendo il brodo caldo man mano che occorre. A metà cottura, secondo una consigliabile antica tradizione, si può aggiungere il latte che deve essere fatto ritirare completamente. Infine, ultimata la cottura, aggiustare di sale e pepe. Il ragù dovrà risultare di un bel colore arancione scuro, avvolgente e cremoso.

 

NOTA:

Tradizionalmente a Bologna si usava la "cartella", cioè il diaframma del manzo, oggi difficile da trovare. In mancanza, o in aggiunta, sono da preferire i tagli anteriori ricchi di collagene quali il muscolo, la spalla, il sottospalla, la pancia, la punta di petto. Si possono fare dei misti. Secondo una moderna tecnica di procedimento, le carni si fanno ben rosolare a parte, da sole, e poi si mescolano al battuto degli odori anch’essi già rosolati.

 

VARIANTI AMMESSE

1) Carni miste: manzo (circa il 60%) e maiale (circa il 40%) (lombo o capocollo);

2) Carni tritate al coltello;

3) Pancetta stesa o arrotolata di maiale al posto della pancetta fresca;

4) Un profumo di noce moscata;

 

VARIANTI NON AMMESSE

 1) Polpa di vitello;

2) Pancetta affumicata;

3) Solo carne di maiale;

4) Aglio, rosmarino, prezzemolo, altri aromi o spezie;

5) Brandy (in sostituzione del vino);

6) Farina (per addensare).

 

IL RAGÙ ALLA BOLOGNESE PUÒ ESSERE ARRICCHITO CON:

 1) Fegatini, cuori e durelli di pollo;

2) Salsiccia di maiale spellata e sbriciolata;

3) Piselli scottati aggiunti a fine cottura;

4) Funghi porcini secchi ammollati.

  

Nel 1982 gli Accademici di Bologna deciso di depositare la ricetta del ragù alla bolognese “per vestire degnamente la tagliatella, depositata nuda come fu creata, con altrettanto degno ragù (…) per riportare ai suoi antichi canoni uno dei pilastri della cucina bolognese”.

 

Queste le motivazioni che hanno portato l’Accademia Italiana della Cucina ad intraprendere il percorso che ha portato a rinnovare la ricetta di riferimento: 

“Nel corso degli anni, la ricetta depositata nel 1982 è stata riportata in libri, riviste, articoli di giornali e siti internet in Italia e nel resto del mondo, costituendo un punto di riferimento chiaro ed affidabile; tuttavia, dopo quattro decenni, si imponeva uno studio delle modifiche intervenute nella realizzazione di questo piatto simbolo della cucina italiana, amato in tutto il mondo.

Sono intervenuti miglioramenti negli ingredienti, nella qualità dei recipienti e nelle fonti di calore, oltre a mutamenti nelle abitudini alimentari che hanno avuto riflessi parziali sulla modalità di preparazione del ragù.

Le tre Delegazioni bolognesi hanno, pertanto, costituito un "Comitato di Studio" per l’aggiornamento ed il perfezionamento della ricetta del Ragù alla Bolognese e, allo scopo di ottenere un panorama attuale e completo, il Comitato ha consultato, tramite apposito questionario: i migliori ristoranti della città depositari di sperimentate ricette; nuclei familiari di antica tradizione; esperti gastronomi.

Il Ragù alla Bolognese, come tutte le ricette di lunga tradizione, viene realizzato nelle famiglie e nei ristoranti in modi sempre diversi, prova ne sia che le ricette ricevute nel corso dello studio sono tutte diverse tra loro, spesso per piccoli dettagli ma, talvolta, anche con differenze sostanziali.

Il "Comitato di Studio", facendone una sintesi ragionata, ha quindi redatto una nuova versione del Ragù alla Bolognese che risulta molto dettagliata nel procedimento, con varianti (ammesse e non ammesse) e consigli sui tagli di carne e su possibili "arricchimenti".

Le tre Delegazioni Bolognesi della Accademia Italiana della Cucina hanno così decretato quale sia la ricetta attualmente più aderente alla formula che garantisce il gusto classico e tradizionale del vero Ragù alla Bolognese, quale è quello che oggi si fa, si cuoce, si serve e si gusta nelle case, nelle

trattorie e nei ristoranti della dotta e grassa Bologna.

La ricetta depositata non vuole rappresentare l’unica possibile, ma vuole essere una guida sicura alla realizzazione di un piatto eccellente che non tradisce gli usi e che stabilisce alcuni punti fermi, con la consapevolezza che, come per gli spartiti musicali, la vera arte sta nell’esecuzione”. 

L’atto notarile della ricetta è ora custodito gelosamente a palazzo della Mercanzia. Completa la raccolta delle trentaquattro ricette della cultura gastronomica bolognese depositate. Tutte frutto della collaborazione fra Camera di commercio di Bologna e Accademia Italiana della Cucina iniziata il 16 aprile 1972 con il deposito della misura aurea della autentica tagliatella alla bolognese.

domenica 23 aprile 2023

Cambia la ricetta del ragù bolognese, ammesso misto carni

Tutto viene riformato, persino il ragù bolognese, caposaldo della cucina petroniana: non solo la 'cartella', ma adeguamento a ingredienti reperibili. Molte nonne inorridiscono

Era necessario adeguare la ricetta originale con le abitudini di consumo delle famiglie di oggi.

È una delle motivazioni che hanno spinto l'Accademia italiana della cucina ad aggiornare la ricetta del ragù alla bolognese e a depositarla, questa mattina, alla Camera di commercio di Bologna.

La differenza principale rispetto alla prima ricetta depositata il 17 ottobre 1982 consiste appunto nell'uso della carne.
    La cosiddetta "cartella"(il diaframma di manzo), infatti, non è più facilmente reperibile nei supermercati delle città e, per questo motivo, le famiglie hanno iniziato a usare, secondo l'Accademia, sempre più il macinato misto proposto dalle catene dei supermercati.
    "Il ragù ce l'abbiamo nel nostro dna - ha spiegato durante la conferenza stampa Valerio Veronesi, presidente della Camera di commercio bolognese - lo annusiamo la domenica mattina, ad esempio, quando siamo abituati a sentirlo da una casa all'altra.
    Questa consegna ufficiale vuol dire consegnare la storia del ragù bolognese, e quindi una parte della nostra storia, al mondo".
    La nuova ricetta prevede, quindi, l'uso dell'olio extra vergine, la polpa di manzo macinata grossa, la pancetta fresca, gli odori (cipolla, sedano e carota), il vino (bianco o rosso), la passata e il concentrato di pomodoro, 1 bicchiere facoltativo di latte e il brodo, anche di dado, vegetale o di carne.
    Ovviamente il dibattito non si esaurisce con il deposito della ricetta, e durante la conferenza stampa è intervenuto anche lo chef del ristorante Diana, Mauro Fabbri, che ha scongiurato la possibilità, ad esempio, di usare il latte.
    Assolutamente non ammesse, come varianti, la polpa di vitello, la pancetta affumicata, l'uso esclusivo di carne di maiale, l'aglio, il rosmarino, il prezzemolo, il brandy in sostituzione del vino e la farina. Tra le variazioni concesse, invece, l'uso di fegatini, cuori e durelli di polli, la salsiccia di maiale sbriciolata, i piselli scottati aggiunti a fine cottura e i funghi porcini secchi ammollati. (ANSA).

sabato 9 luglio 2022

Lavoro: in Emilia Romagna 'sfoglina' diventerà una qualifica professionale

 Approvata in commissione Cultura una risoluzione del Pd


'Sfoglina' e 'sfoglino', le persone dedite alla preparazione della pasta stesa a mano col mattarello, diventeranno figure professionali qualificate, accedendo a una specifica attività formativa.

È quanto ha proposto il consigliere emiliano romagnolo del Pd, Antonio Mumolo, con una risoluzione approvata dalla commissione Cultura.

    "Fra le qualifiche regionali - ha spiegato Mumolo - manca la figura professionale specifica di sfoglina e di sfoglino e vogliamo che abbiano un adeguato riconoscimento. Esistono corsi per imparare a preparare la sfoglia che, seppur ben strutturati e meritevoli di apprezzamento, non danno garanzie ai fini della certificazione delle competenze per essere assunti in attività di ristorazione, nei negozi artigianali di sfoglia e per svolgere attività imprenditoriale in proprio. L'eventuale riconoscimento delle competenze specifiche di sfoglina e di sfoglino servirebbe - ha aggiunto il consigliere regionale dem - inoltre, alla tutela e valorizzazione di una lavorazione artigianale oltre che di una tradizione artigiana con valenza culturale e storica accumulata nei secoli sul territorio regionale".
    La proposta ha ottenuto il plauso della consigliera leghista Valentina Stragliati: "Valutiamo la proposta positiva e di buon senso, poiché offre la possibilità di conseguire una qualifica che incarna gli antichi mestieri e valorizza le tradizioni gastronomiche della nostra regione, apprezzate in tutto il mondo". (ANSA).

domenica 24 aprile 2022

L’attività di sfoglina e di sfoglino è da certificare

 Presentato una risoluzione per chiedere di programmare un’attività formativa sulla preparazione della pasta fresca che consenta un riconoscimento a fini lavorativi

 


Programmare un’attività formativa che consenta di ottenere la certificazione di sfoglina e di sfoglino, figure professionali dedite alla preparazione della pasta fresca. Lo chiede, con una risoluzione, Antonio Mumolo (Partito democratico).

“Fra le qualifiche regionali -ha spiegato Mumolo- manca la figura professionale specifica di sfoglina e di sfoglino. Esistono corsi per imparare a preparare la foglia, che, seppur ben strutturati e meritevoli di apprezzamento, non danno garanzie ai fini della certificazione delle competenze per l’assunzione in attività di ristorazione, nei negozi artigianali di sfoglia e per svolgere attività imprenditoriale in proprio. L’eventuale riconoscimento delle competenze specifiche di sfoglina e di sfoglino servirebbe, inoltre, alla tutela e la valorizzazione di una lavorazione artigianale, oltre che di una tradizione artigiana, con valenza culturale e storica accumulata nei secoli sul territorio regionale”.

(Lucia Paci)

 

martedì 5 gennaio 2021

Boom pizza fatta in casa, da Bologna arriva il corso online

Si ordina un box con gli ingredienti e si accede a tutorial

Nei mesi di lockdown dovuto al Covid-19. in tanti si sono cimentati panettieri in casa e pizzaioli improvvisati, e così da Bologna arriva un corso online dedicato, la prima "scuola di pizza a domicilio".

L'iniziativa è di Antonio Arcieri, mastro pizzaiolo 35enne originario della Basilicata, che ha creato Home Made Pizza.
    "Durante il lockdown - spiega Antonio, proprietario di una pizzeria da asporto in città - alcuni miei clienti intolleranti al glutine mi chiedevano come fare in casa un pizza adatta a loro. Così ho pensato di creare per loro una box con ingredienti selezionati, di altissima qualità, che potevano utilizzare. Ma non mi sono fermato qui".
    La sua idea è mettere chiunque nelle condizioni di realizzare a casa una pizza 'da pizzeria'. "Chi acquista la box sia nella versione con farina normale che senza glutine, ha accesso, a tempo illimitato a una serie di contenuti video in cui spiego passo passo in che modo realizzare una pizza perfetta, a prescindere dal forno che si ha a disposizione e dalla manualità".
    Al momento le consegne sono su Bologna, ma si punta a inviare prodotti - specialmente senza glutine - e 'know how' anche nel resto d'Italia

 

lunedì 16 dicembre 2019

Si lavora il maiale per tradizione e storia culinaria.


E' arrivato il clima ideale per i cultori della carne di maiale lavorata tradizionalmente: zero termico e neve. Al piacere della lavorazione delle carni si aggiunge quindi quello della vista di un paesaggio incantevole coperto di una bianco e pulito manto di neve.

Il panorama da Lagune
L'avvenimento, un tempo un appuntamento obbligato in ogni casa, è divenuto però molto raro; sono pochi coloro che optano per una dieta ricca di carne di maiale e ancora meno sono quelli attrezzati per tale lavoro e conoscono l'arte del trattare al meglio il 'prodotto', un tempo irrinunciabile per ogni famiglia. Molti hanno forzatamente cessato l'attività appesantiti dagli anni e in pochissimi hanno raccolto il testimone e fatta loro un'arte antica, quanto quella dell'uomo allevatore. 

Fra queste poche eccezioni c'è il giovane sassese Simone Neri (al centro nella foto) , figlio d'arte poiché è stato allievo del padre Silvano e del 'mitico' mastro Guerrino. E l'arte di cui è divenuto titolare lo ha fatto divenire 'prezioso'. Quest'anno è stato chiamato anche a Lagune dalla famiglia Righi dove, con l'appoggio diligente di Mauro, Romano e Giorgio, ha riempito di insaccati le pertiche di fronte al camino, collocando per una prima 'asciugatura' salami e salsicce appena insaccati. 
Il tutto verrà riposto in un ambiente umido e arieggiato, predisposto alla migliore stagionatura. Infine sarà il piacere dei palati che avranno il privilegio di gustare il frutto del lavoro di 'Simone e soci', nell'attesa della neve dell'inverno successivo per la nuova 'avventura culinaria' .

Anche in parrocchia a Lagune l'appuntamento con piatti ricchi di carne di maiale è frequente. Avviene nelle ricorrenze più care ai parrocchiani, in quelle comunitarie e negli incontro di valenza collettiva. Qui i protagonisti sono Remo Tonelli, Franco Bendini  e Andrea Mantovani. 




La cottura della coppa

 

martedì 24 settembre 2019

L'orto: una ricchezza da non abbandonare








In un momento in cui ci si è ormai convinti della necessità di nutrirsi in modo genuino e si moltiplicano le iniziative per la commercializzazione di prodotti a cosiddetti 'chilometri zero' e sempre un maggior numero di persone si dedica, ove possibile, alla realizzazione e alla cura di un orto per poter usufruire dei frutti e delle verdure appena raccolti da portare in tavola, si assiste a Sasso Marconi al triste spettacolo di un'area che fino a pochi anni fa ospitava orti rigogliosi e generosi, ora abbandonata e ridotta a una giungla di erbacce, rampicanti e infestanti. 

Si tratta dell'alveo del rio Gemese che attraversa il centro di Sasso Marconi lambendo a nord la Rupe. Vi si accede da un lato del 'ponte del Diavolo' e un sentiero, ora rimasto percorribile poiché fa parte della rete dei sentieri CAI, porta fino alle vicinanze di Lagune, attraversando boschi e scorci molto pittoreschi, sempre accanto al corso di Rio Gemese.

Era il sentiero dei laboriosi ortolani che fino ad alcuni anni fa avevano trasformato piccoli lotti di terreno in una rigogliosa e ordinata esplosione di piante ortofrutticole che venivano innaffiate grazie a sapienti sistemi di irrigazione con l'acqua di Rio Gemese.
Poi il 'dramma'. Il tentativo di liberare l'area dagli orti, portato avanti per molti anni, è andato in porto e tutti hanno dovuto abbandonare i loro piccoli appezzamenti tanto curati. Sono entrati in azione gli agenti della Polizia comunale, hanno intimato con tanto di ordinanza lo sgombero, e hanno controllato che il comando venisse rispettato.

Diverse le ipotesi sulle motivazioni : la prima è quella che il demanio, proprietario del corso del Rio, non abbia rinnovato le concessioni, un'altra è che i piccoli ricoveri attrezzi, in certi casi divenuti anche baracche spaziose entro le quali si organizzavano partite a carte e grigliate, non rispettassero i regolamenti comunali ed essendo tutte diverse tra loro e realizzate con materiali poveri, in alcuni casi con lamiere arrugginite, deturpassero il decoro cittadino. Altra motivazione, la presenza nelle baracche di animali da cortile o d'affezione, come cani e polli.
Ora però la situazione non è certo migliore di prima, anzi, un desolante abbandono scoraggia anche le passeggiate e, in più, non è più nemmeno possibile accedere alla preziosa sorgente d'acqua che è stata utilizzata dai sassessi per generazioni, in quanto anche quella è sommersa tra la vegetazione e non più localizzabile.

Il luogo dove presumibilmente c'è la sorgente ora sommersa dalla vegetazione
Ora la passione per l'orto è tornata di forte attualità e la cura dell'ambiente è un tema all'attenzione dei cittadini, sempre più sensibili alla salute assicurata da una alimentazione genuina e dal rispetto e cura della natura.
Chissà che ciò non possa portare a un ripensamento.


I lavori dell'orto nel mese di settembre ( da il Lunario Bolognese Tradizionale):
Si seminano in piena terra: cicoria, bietola, carote, radicchio, fava, prezzemolo, finocchio, spinaci e lattuga. Si trapiantano: fragole, cavoli, carciofi.
Questo è il mese in cui si producono le sementi dalle piante con frutto carnosi ( per esempio, pomodori e zucchine). 
 
Un produttore di Tignano, Raffaele Cipollini, nel suo orto raccoglie e mostra il frutti della sua attenta attività: la zucca trombetta, particolarmente soda e dolce, i classici pomodori da insalata e la zucca da marmellata. Si vanta dei risultati ottenuti che sono il frutto di una attenzione quasi giornaliera. “ L'orto è generoso,” commenta Cipollini, “ma anche esigente e geloso. Pretende visite frequenti per liberarlo dalle erbe infestanti, per curare i legacci che saldano le piante ai sostegni, per risistemare i nuovi getti scomposti dal vento; vuole un po' d'acqua ma con frequenza; quasi si compiace della tua frequentazione costante e ti ricompensa con tanti frutti saporiti, come un innamorato soddisfatto”. 

Raffaele Cipollini
 

martedì 3 settembre 2019

Bambini 'stellati' protagonisti a Modena il 5 e 6 ottobre


Da ANSA


Modena sarà il 5 e 6 ottobre la capitale della cucina 0-12 con l'ottava edizione di 'Cuochi per un giorno', Festival nazionale di cucina per bambini. Decine gli eventi, gli stand e i laboratori in programma: grandi chef come Luca Marchini, Filippo Saporito, Daniele Reponi, Stefano Pinciaroli, Marta Pulini guideranno i piccoli cuochi nella preparazione di numerose ricette, dagli antipasti ai dolci, e i bambini cucineranno sulle note dei giovani musicisti dell'Istituto superiore di studi musicali 'Vecchi-Tonelli' di Modena. Appuntamento al Club La Meridiana, alle porte della città.
    Lo scorso anno oltre seimila bimbi hanno messo le 'mani in pasta' per realizzare ricette pensate apposta per loro. Charity partner dell'edizione di quest'anno sarà la Fondazione Mission Bambini, che sostiene in Italia e nel mondo progetti di assistenza sanitaria, educazione ed emergenza rivolti ai più piccoli: in 19 anni di attività ha sostenuto più di 1,4 milioni di bambini, finanziando 1.600 progetti di aiuto in 75 Paesi.


martedì 15 gennaio 2019

La tradizione non muore mai. Non può morire.

In aumento coloro che trovano nel recupero delle tradizioni contadine il miglior modo di cucinare.

Dopo la fatica per la preparazione degli insaccati
Sempre all'opera i cultori del mangiare sano e genuino 'di una volta'. Fra questi i fratelli Calzolari di Mongardino, eredi e detentori della più severa, e minuziosamente curata, tradizione culinaria collinare. In questa arte del 'mangiare bene' non può mancare, e non manca, l'uso e la lavorazione casereccia della carne di maiale. Allevato anch'esso con una dieta collinare in cui primeggiano la ghianda, il 'ràmal' (la crusca del grano) e il granoturco, offre una carne dal 'sapore superiore' che preparata, condita e stagionata nel luogo adatto che solo la collina può offrire, assicura ai palati più esigenti un gusto superiore, ma soprattutto riavvicina il presente a un passato 'snobbato' in quanto povero, a favore dell'esaltazione di un presente ricco di cose ma povero a tavola. Spesso il cucinare attuale è più un'opera d'arte, presentato con estro, dai sapori forzati, piuttosto che un semplice e genuino tripudio per il palato. Bravi quindi i fratelli Calzolari che hanno operato come usavano fare il loro padre, il nonno e il nonno del padre e ancora indietro, di generazione in generazione e da lassù sicuramente essi guarderanno con compiacimento i loro figli, nipoti e pronipoti che sapientemente continuano a operare seguendo il 'solco' da loro tracciato e gelosamente curato. 

Stefano Calzolari con una ghirlanda di salsicce


 

domenica 16 dicembre 2018

Spaghetti col tonno alla bolognese nel 'gotha culinario petroniano'

Diventano 'tradizione'. Accademia della cucina deposita ricetta alla Camera di commercio

Qualcuno li definisce i veri e unici spaghetti alla bolognese, qualcuno li associa al ricordo di vigilie di Natale, più povere ma profondamente sentite: sono gli spaghetti con il tonno alla bolognese che da oggi entrano ufficialmente a far parte delle trenta ricette tradizionali bolognesi depositate dall'Accademia Italiana della Cucina alla Camera di commercio di Bologna.
Si tratta degli unici spaghetti presenti dall'inizio del secolo sulle tavole bolognesi, spiega la Camera di Commercio, soprattutto nei giorni di magro che la religione imponeva. Al pari di una trentina di altre ricette, la preparazione ha superato il severo regolamento procedurale ed è stata registrata con atto notarile. La ricetta per il condimento degli spaghetti prevede tonno sott'olio di qualità, cipolla rosata (possibilmente di Medicina), pomodori freschi o una scatola di pelati, sale e olio. Due le varianti ammesse: l'aggiunta di un tocco di sapore dato dalle acciughe o dal prezzemolo. (ANSA)

venerdì 21 settembre 2018

Torna a Bologna il festival del ragù

Degustazioni e incontri per scoprire i segreti del condimento


Di ANSA
 
Ingredienti di prima qualità dalla carne al pomodoro, introdotto nella ricetta originaria tra fine Settecento e inizio Ottocento; cottura lenta e una pasta che ne esalti il sapore, come tagliatelle all'uovo, spaghetti o lasagne. 
Al ragù, il condimento per eccellenza noto in tutto il mondo, Bologna dedica un festival organizzato insieme a 'Le Salsamentarie', un altro evento per conoscere la tradizione gastronomica locale. 

Da oggi a domenica, Palazzo Re Enzo ospiterà degustazioni e incontri durante la seconda edizione del 'Festival del Ragù' organizzato dall'Associazione Ragù-The Real Bolognese Sauce e in collaborazione con la Mutua Salsamentari 1876. Si celebra il ragù bolognese, nel rispetto della ricetta depositata nell'ottobre del 1982 alla Camera di Commercio, abbinato a tagliatelle preparate ogni ora dalle sfogline, ma spazio anche a mortadella e Parmigiano Reggiano. Sabato e domenica, chioschi anche in via Rizzoli, e in piazza del Nettuno, in serata, gran ballo ottocentesco in costume



mercoledì 27 luglio 2016

Invito alla Baracchina AIGO di Vado.

Riceviamo e pubblichiamo:

ANCHE QUEST'ANNO SI RIPETE L'EVENTO DELL'ESTATE CHE PERMETTERA' DI METTERE SOTTO I RIFLETTORI LE VOSTRE DOTI CULINARIE.

DOMENICA PROSSIMA 31 LUGLIO LA GELATERIA AI GO E LA PIAZZA DI VADO OFFRONO UNA SERATA DI DIVERTIMENTO IN COMPAGNIA DELLA BUONA TAVOLA.

NON PRENDERE IMPEGNI QUINDI E PORTA IL TUO PIATTO FORTE AL ' BARACCA CHEF'.
NE VALE LA PENA. 

 

venerdì 11 settembre 2015

Sasso Marconi. Musica in cucina insieme con Sabina, si presenta.



Domani, sabato 12 febbraio, alle 18, al Barrumba di Sasso Marconi  verrà presentato e inaugurato il sito ‘Musica in cucina con Sabina’.
Il sito, ideato e curato dalla autrice Sabina, consiglia e guida per fare della propria casa una reggia nella quale ognuno realizza e concretizza la fase socio-relazionale-culinaria della propria esistenza. La casa non più usata come un luogo di passaggio, ma un isola felice di grande dinamicità. La casa-cucina non è più destinata alla donna, ma a tutti i componenti della famiglia. Nei casi dei single, non luogo di fuga, ma di ritrovo. In questa operazione la musica ha una funzione essenziale di accompagnamento.
L’idea è nata a Sabina dopo una lunga e difficile fase della sua vita, caratterizzata da eventi negativi: la perdita del padre, guida esistenziale cui lei si era affidata in tutto il percorso della propria vita; della madre, costretta per lunghi anni immobilizzata a letto e altre difficoltà famigliari che l’hanno portata a una pesante depressione.
Seguita anche da specialisti, è riuscita a reagire in modo positivo e ha quindi pensato di concretizzare la sua esperienza in un ‘racconto informatico’ che potesse essere di utilità generale. 
Sabina

“Quando toccano il fondo,”  racconta Sabina, “ le donne hanno la capacità  di darsi la spinta per risalire. La mia musa è la Fallaci,” precisa poi. “Sono una donna scomoda e ribelle e ho incanalato queste mie forze in un percorso di positività. La grande lezione di vita che mi ha dato mio padre, uomo altruista, socievole, positivo, sempre in mezzo ai giovani, è stata  la guida cui mi sono ispirata. Mio padre è stato il faro che mi ha condotto alla sicurezza del porto e da lassù continua a proteggermi e a guidarmi. La sua carica è divenuta la mia.  Affronto a 360 gradi tutte le tematiche sociali che oggi affliggono il vivere quotidiano di ognuno, con particolare attenzione a quelle delle donne. Ho promesso al nostro sindaco Mazzetti di far rifiorire con questa iniziativa l’economia del paese,  in particolare quella del settore commerciale ”.