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sabato 6 settembre 2025

“Siamo il vostro equipaggio di terra”: a Monte Sole la mobilitazione per Gaza e la Global Sumud Flotilla

 Cgil pronta allo sciopero “se necessario” per fermare la guerra e difendere i diritti



Dopo l’iniziativa in piazza Nettuno e la maratona di preghiera di metà agosto, la mobilitazione per la pace e la Palestina torna a Monte Sole. Oggi, 6 settembre, la Cgil ha promosso una nuova manifestazione alla quale hanno aderito, oltre al Comune di Marzabotto, al Comitato per le onoranze dei Caduti e al Comune di Bologna, numerose realtà associative: Amnesty International Bologna, Anpi, Arci, AssoPacePalestina, la comunità islamica di Bologna e Ucoii, Cucine popolari, Emergency, Legambiente, Libera, Mediterranea, Nexus Emilia-Romagna, Pax Christi, Percorsi di Pace, Portico della Pace e diverse associazioni studentesche.


Tra gli interventi, quelli della sindaca di Marzabotto Valentina Cuppi, del presidente dell’Ucoii Yassine Lafram, del segretario del Pd bolognese Enrico Di Stasi e dell’assessore comunale alla scuola Daniele Ara.

“Le piazze di questi giorni segnano una svolta nel protagonismo delle forze sociali”, ha dichiarato dal palco Michele Bulgarelli, segretario della Cgil di Bologna. “Non possiamo accettare che il genocidio contro il popolo palestinese avvenga sotto i nostri occhi. Stati e governi, membri delle Nazioni Unite e firmatari di convenzioni sui diritti umani devono fermare questa barbarie”.

Bulgarelli ha ribadito il sostegno alla Global Sumud Flotilla, definita “la più grande iniziativa umanitaria della storia con navi civili”. Rivolgendosi agli attivisti ha aggiunto: “Ci assumiamo un impegno: saremo il vostro equipaggio di terra, al fianco del vostro diritto pacifico e determinato di raggiungere Gaza”. Un impegno che, ha concluso, potrebbe tradursi anche nello “sciopero, se sarà necessario”.

Le foto sono di Fiom 

mercoledì 15 novembre 2023

Garante a Cgil-Uil: mancano i requisiti dello sciopero generale

 



 All’esito dell’audizione con le Confederazioni sindacali Cgil e Uil, in merito alla proclamazione dello sciopero nazionale del 17 novembre, la Commissione di garanzia ha ritenuto di confermare il contenuto del provvedimento adottato in data 8 novembre, ai sensi dell’articolo 13, lett. d) della legge n. 146/90.

 Lo sciopero, così come proclamato dalle Confederazioni sindacali (con esclusione di numerosi settori) non può essere considerato, come da consolidato orientamento della Commissione, quale sciopero generale, ai fini dell’applicazione della disciplina che consente delle deroghe alle normative di settore sui servizi pubblici (delibera n. 03/134).  

La Commissione di garanzia, con la decisione assunta, non intende in alcun modo mettere in discussione l’esercizio del diritto di sciopero, ma continuare ad assicurare l’osservanza delle regole che ne garantiscono il contemperamento con i diritti costituzionali della persona.

mercoledì 23 marzo 2022

Allo stabilimento Basf di Pontecchio Marconi è in corso lo sciopero di 8 ore con presidio ai cancelli.


All’origine della protesta il tema della sicurezza portato in evidenza da due gravi incidenti. Il primo, spiegano i componenti della RSU, Andrea Rami Emanuele Aldrovandi e Denis Ramponi,  quello di un ventenne che ha avuto l’amputazione di un pollice a causa  di uno schiacciamento durante le operazioni di lavoro. Il secondo, anch’esso dovuto allo schiacciamento durante le lavorazioni, ha portato il ferito all’ospedale con 5 costole rotte 3 vertebre danneggiate , fratture al bacino e per un intervento all’osso sacro.


“L’accaduto è la conseguenza dello scarso impegno dell’azienda su questo tema anche se la Rsu l’ha portato all’attenzione da  diversi anni. I due incidenti,” denunciano ancora i sindacalisti Cgil Cisl Uil del settore chimico, “sono infatti la conseguenza di questo scarso interesse. E ciò è solo la punta dell’Iceberg”.

I componente della RSU vanno anche oltre e denunciano un atteggiamento inaccettabile: “ Di fronte agli incidenti la direzione reagisce cercando di scaricare la colpa sui feriti con lettere di addebito.”

Lo  stesso Rami racconta di essere alla verifica legale per una contestazione che gli è derivata per aver chiesto  ai medici dell’USL di san Biagio di verificare  lo stato di insicurezza dello stabilimento.

Alla domanda di spiegare cosa ci si aspetta da questa azione di protesta, la risposta è sintetica: “ Trattare il trema della sicurezza approfonditamente e risolutivamente. Inoltre ottenere che il ragazzo di vent’anni, in azienda per un lavoro interinale, sia assunto in maniera definitiva.


Immediata la replica dell’azienda che in un comunicato scrive:

Il sito  di Pontecchio Marconi è lo stabilimento più grande ed importante di BASF in Italia. Gli investimenti realizzati negli ultimi 5 anni sono stati oltre 100 milioni di euro. In particolare, gli investimenti per la sicurezza (20 milioni di euro negli ultimi 3 anni) hanno portato a miglioramenti delle dotazioni del sito in ogni sua area operativa.

Nonostante gli investimenti per migliorare il livello già alto di sicurezza degli impianti e dei processi produttivi e nonostante le tantissime iniziative di comunicazione e formazione, i due infortuni avvenuti nelle ultime settimane hanno ricordato come nessun traguardo raggiunto possa essere considerato acquisito per sempre.

L’azienda è vicina ai lavoratori infortunati e ha immediatamente avviato il dialogo con i Rappresentanti dei Lavoratori perché ritiene che, quando si parla di sicurezza, si debba lavorare insieme per raggiungere un obiettivo comune: la tutela della salute di tutti i collaboratori.

Per questa ragione BASF crede sia necessario proseguire dopo la giornata di stop con ancora maggiore impegno, nel percorso di miglioramento continuo della cultura della sicurezza; l’azienda è consapevole come, in questo processo, sia centrale il coinvolgimento della RSU e degli RLSSA, portavoce delle esigenze dei lavoratori.

giovedì 18 novembre 2021

Appuntamento di solidarietà ai cancelli della fabbrica Saga Coffee di Gaggio Montano

Domani, venerdì 19 novembre, alle 10, al presidio  all’ingresso della fabbrica


Nell’invito si legge:

Il presidio permanente delle lavoratrici e dei lavoratori Saga Coffee / Gruppo Evoca di Gaggio Montano, congiuntamente alla FIOM CGIL di Bologna e alla FIM CISL Amb promuove un momento pubblico di incontro davanti ai cancelli della fabbrica per l’assunzione comune di un impegno di tutte e tutti, ognuno per le proprie responsabilità e ruolo, per il mantenimento dell’occupazione e del sito produttivo Saga Coffee in vista dell’incontro già previsto in Regione per il prossimo 23 novembre 2021.

Vi aspettiamo venerdì prossimo, 19 novembre, alle 10,  al presidio.

venerdì 26 giugno 2020

Gestione centri estivi comunali: accordo fra Comune di Casalecchio di Reno e Organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil


Il Comune di Casalecchio di Reno informa:

È stato siglato in questi giorni l’Accordo tra il Comune di Casalecchio di Reno e le Organizzazioni Sindacali confederali Cgil, Cisl e Uil in merito ai centri estivi comunali gestiti dalla Cooperativa Nuovegenerazioni rivolti a bambini e ragazzi delle scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado e attivi sul territorio di Casalecchio.

Questi i punti principali già in corso di applicazione:
·         Il comune ha messo a disposizione spazi pubblici non onerosi nei quali l’uso di spazi chiusi è previsto solo in caso di necessità.
·         Le attività si svolgono per gruppi piccoli di bambini secondo precisi rapporti numerici: rapporto 1/10 per bambini della scuola secondaria di primo grado; rapporto 1/7 per i bambini della scuola primaria; rapporto 1/5 per i bambini della scuola dell’infanzia.
·         Come da protocollo regionale, vengono rispettati tutti gli aspetti legati alla postazione triage all’ingresso, la sanificazione delle strutture, l’orario scaglionato di accesso e uscita.
·         Sul piano del personale utilizzato, è prevista la figura del coordinatore e per le attività  viene impiegato solo personale professionale maggiorenne e non volontario, ad esclusione degli spazi dedicati all’accoglienza dove è consentito il presidio da parte di figure professionali non inquadrate come educatori.

La presenza degli adulti e dei bambini viene registrata da un apposito registro, condiviso con le autorità sanitarie, qualora necessario per eventuali controlli.
I pasti vengono serviti in monoporzioni realizzate dalla società di ristorazione collettiva Melamangio S.p.a – che si occupa dei pasti per scuole e assistiti domiciliari dei Comuni di Casalecchio di Reno e Zola Predosa – da consumare preferibilmente all’aperto oppure nelle aree interne di riferimento per ciascun gruppo.
 
Massimo Bosso, sindaco di Casalecchio di Reno e Concetta Bevacqua, assessore a Scuola e Infanzia
"Grazie al proficuo dialogo con il gestore dei centri estivi comunali, siamo arrivati a definire una proposta per le famiglie pochi giorni dopo l'uscita dei protocolli regionali del servizio. Un risultato più che soddisfacente, condiviso anche dalle organizzazioni sindacali, che tiene insieme l'esigenza di offrire questa opportunità alle famiglie e lo fa nel rispetto di tutte le disposizioni igienico-sanitarie previste. Bene anche l’impiego di Melamangio per la preparazione dei pasti sia dal punto di vista della continuità nell’educazione alimentare sia dal punto di vista occupazionale”.

venerdì 10 gennaio 2020

Contributo affitto 2019: firmato l’Accordo tra Unione e organizzazioni sindacali

Pubblicato il bando. Per la domanda basterà presentare la Dichiarazione Sostitutiva Unica (D.S.U.) in attesa dell’arrivo dell'ISEE

L'Unione Comuni Valli del Reno, Lavino e Samoggia informa:

È in pubblicazione da oggi sul sito di ASC InSieme www.ascinsieme.it – l’Azienda Servizi per la Cittadinanza che gestisce i Servizi alla Persona per i Comuni dell'Unione Valli del Reno, Lavino e Samoggia – il bando per il contributo affitto 2019 con la relativa modulistica (“Avviso pubblico per la concessione di contributi economici in favore di conduttori di alloggi per il sostegno al pagamento dei canoni di locazione”).
Le domande di contributo si riceveranno a partire da venerdì 10 gennaio e fino a venerdì 28 febbraio 2020 (salvo proroghe) presso gli Sportelli sociali dei Comuni dell’Unione oppure, per i possessori di posta elettronica certificata, via PEC all’indirizzo insiemeaziendaconsortile@legalmail.it
Ogni Sportello Sociale riceverà solo le domande dei residenti del Comune in cui si trova. I residenti di Casalecchio di Reno dovranno invece fare domanda presso Semplice Sportello Polifunzionale.
Non può presentare domanda chi è componente di nucleo famigliare beneficiario di Reddito di cittadinanza o pensione di cittadinanza.
Il contributo sarà erogato in un’unica soluzione e il procedimento di formazione della graduatoria definitiva unica di Unione sarà concluso entro il 30 aprile 2020 con graduatoria pubblicata sul sito di Asc InSieme.

In occasione dell’uscita del bando, è stato sottoscritto dall’Unione dei Comuni Valli del Reno, Lavino e Samoggia e dalle Organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL un Accordo sul fondo affitto.

Questi i punti principali dell’Accordo e del bando:
·       Il “Fondo affitto” verrà destinato a nuclei familiari con ISEE compreso fra € 3.000 e € 17.154 e un canone mensile di affitto non superiore a € 700;
·       il numero massimo di mesi di copertura dal fondo è di tre mensilità;
·       il contributo massimo erogabile è pari ad € 1.800;
·       la somma complessiva del Fondo locazione per l’ambito distrettuale dell’Unione è pari a € 353.386, di cui € 210.342 da risorse statali e regionali e € 143.044 da economie del fondo inquilini morosi incolpevoli e dai residui del fondo rinegoziazione canoni liberi. I residui sui fondi sopracitati sono attribuiti ai singoli comuni, mentre i trasferimenti statali e regionali sono attribuiti all’Unione;
·       per poter presentare la domanda sarà sufficiente produrre la Dichiarazione Sostitutiva Unica (D.S.U.) entro la scadenza del bando, in attesa dell’arrivo della dichiarazione ISEE vera e propria.

Per garantire maggiore equità di trattamento dei cittadini dell’Unione e per far sì che i nuclei con maggiori difficoltà ottengano il contributo, si è concordato di gestire i fondi disponibili per i singoli e per l’Unione secondo il seguente criterio:
·       la graduatoria sarà unica unionale;
·       innanzitutto si procederà a liquidare, mediante i residui dei fondi dedicati ad ogni singolo comune, i contributi spettanti ai cittadini in base alla loro residenza;
·       verranno esauriti in maniera prioritaria i residui comunali, successivamente verranno utilizzati i fondi regionali per liquidare gli aventi diritto rimasti in graduatoria senza considerare il loro comune di residenza in Unione.


Roberto Parmeggiani, sindaco di Sasso Marconi e assessore al welfare dell’Unione Reno Lavino Samoggia, dichiara: “Il contributo affitti è una delle misure sociali più importanti per i cittadini della nostra Unione. Si tratta di un aiuto concreto alle famiglie, uno strumento di prevenzione rispetto a possibili scenari di sfratto per morosità che consente, a chi lo riceve, di affrontare con maggiore serenità momenti di difficoltà. Come Unione abbiamo condiviso l'impegno di essere al fianco dei cittadini, su tutto il territorio dei cinque comuni, con gli strumenti e le risorse di cui, anche grazie alla Regione, possiamo usufruire. Valuto in maniera molto positiva anche la condivisione del percorso e delle scelte con le organizzazioni sindacali, ciò rende più efficaci le azioni intraprese”.


martedì 12 febbraio 2019

CGIL, CISL e UIL hanno firmato l’Accordo Sicurezza dell'Unione Reno Lavino Samoggia

L'Unione invia:

È stato firmato il 4 febbraio 2019 dai sindaci dell’Unione dei Comuni Valli del Reno, Lavino e Samoggia e dalle organizzazioni sindacali confederali CGIL, CISL e UIL l’Accordo in merito al Decreto Sicurezza n. 113/2018 con particolare riguardo alla valutazione delle sue ricadute sul territorio.
I punti principali dell’accordo sono:
- una forte presa di posizione rispetto all'operato del governo nazionale sui temi dell'accoglienza e della sicurezza;
- un’azione comune, anche coinvolgendo la Città Metropolitana, per costruire un albo per l'iscrizione anagrafica di tutti i richiedenti asilo;
- la garanzia per il richiedente asilo al diritto di accedere a corsi di formazione professionale, per favorire il percorso di reinserimento lavorativo;
- l’apertura di un dialogo con i soggetti privati che erogano servizi pubblici – come Poste Italiane e gli istituti di credito del territorio – per permettere ai migranti di richiedere ai loro sportelli l’apertura di un conto corrente anche presentando il solo permesso di soggiorno.

Massimo Bosso, presidente dell’Unione dei Comuni Valli del Reno Lavino Samoggia
L’accordo sull’applicazione del Decreto Sicurezza firmato dai Sindaci della nostra Unione con CGIL-CISL-UIL, rappresenta la volontà di chiarire e superare i problemi derivanti da queste recenti norme.
Molti aspetti relativi alla tutela delle persone già presenti sui nostri territori quali l’assistenza sanitaria, l’accesso ai servizi, la residenza, ecc. hanno la necessità di chiarimenti ministeriali e di una gestione metropolitana rispettosa dei profughi e dei loro diritti.
Il sistema (Sprar) adottato dalle nostre Amministrazioni Comunali, con un’accoglienza diffusa in piccoli gruppi, si è dimostrato in grado di gestire l’accoglienza senza problemi e con una vera  integrazione sociale. Un modello il cui futuro non è chiaro ma che va difeso avendo dimostrato nella pratica la sua efficacia”.

Gianni Monte, responsabile CdLI/CGIL Casalecchio
 “L'accordo appena sottoscritto con l'Unione Reno Lavino Samoggia rappresenta la migliore risposta a tutti coloro, in primis il Ministro dell'Interno, che seminano panico solo a fini elettorali. I Comuni di Casalecchio di Reno, Monte San Pietro, Sasso Marconi, Valsamoggia e Zola Predosa da oggi sono più sicuri e più accoglienti. E questo, come sempre, anche grazie alla concertazione fatta nell’ambito dell’Unione con le parti sociali”.

Alberto Schincaglia, CISL Bologna
L'accordo sottoscritto rappresenta un ulteriore tassello del percorso che unitariamente abbiamo intrapreso insieme alle amministrazioni di questo territorio. Percorso contraddistinto dalla forte volontà di perseguire i valori democratici di solidarietà che da sempre ci contraddistinguono, mettendo al centro il valore dell'uomo e della persona con l'obiettivo preciso che la sicurezza di tutta la comunità viene altresì garantita non dalla militarizzazione del territorio ma da un insieme di fattori che puntano sull'integrazione delle persone, sulla volontà di attuare politiche finalizzate all'inserimento delle stesse nel tessuto comunitario così come peraltro richiamato dalla nostra Costituzione. Siamo soddisfatti di questo accordo perché ci permette di mantenere integra la nostra umanità”.

Luciano Roncarelli, UIL Bologna
L’obiettivo principale di questo accordo è soprattutto quello di voler sostenere con forza la richiesta, specificatamente formulata, riguardante l’indispensabile necessità di aprire un confronto con il Ministro dell’Interno ed il Governo, considerato l’inevitabile impatto negativo che tale Decreto avrà sul territorio con riflessi deleteri di carattere sia economico che sociale, nonché sulla sicurezza del territorio stesso.
È del tutto ovvio che in merito sarà necessario il contributo della Città Metropolitana, la quale dovrà assumere l’analoga posizione, quale rafforzativo nell’ambito del territorio di sua competenza, per non disperdere l’efficacia delle iniziative già intraprese da altri distretti”.



martedì 30 ottobre 2018

Sindacati, non lavorare l'1 novembre

L'appello delle sigle del commercio in Emilia-Romagna

I sindacati confederali del commercio dell'Emilia-Romagna invitano ad astenersi dal lavoro nei centri commerciali il primo novembre, festa di Ognissanti.
    Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil ricordano ai lavoratori che "sulla base delle norme contrattuali vigenti, e alla luce delle recenti sentenze della Cassazione potranno rifiutarsi di effettuare prestazioni lavorative in tutte le festività, senza incorrere in nessuna sanzione.
    I tre sindacati chiedono inoltre "di porre un limite alle aperture incontrollate che in questi anni hanno stravolto il settore e la vita delle lavoratrici e dei lavoratori delle aziende del commercio. E "di escludere la possibilità di aprire in occasione delle festività nazionali, restituendo a questi giorni il valore civile e religioso che è patrimonio della nostra storia e della nostra cultura", oltre che "di restituire agli Enti locali congiuntamente alle parti sociali la prerogativa di definire la regolamentazione delle aperture territoriali.

sabato 11 agosto 2018

I sindacati Emiliano Romagnoli, “ astenersi dal lavoro il 15 agosto”

Chiesto incontro al Mise per immediato intervento legislativo

Invito ai dipendenti del commercio e agli addetti nei centri commerciali a non lavorare, nella giornata festiva di Ferragosto. A lanciarlo sono i sindacati Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil dell'Emilia-Romagna che hanno richiesto un incontro al Ministro dello Sviluppo Economico auspicando un immediato intervento legislativo.
    Le organizzazioni sindacali, spiega una nota, hanno più volte ipotizzato modifiche al decreto 'Salva Italia' così da porre un limite a aperture incontrollate; escludere la possibilità di aprire per le festività nazionali; restituire a istituzioni locali e parti sociali la facoltà di definire le aperture; riconsegnare alle istituzioni locali la prerogativa di determinare quali e quanti nuovi insediamenti commerciali è possibile avviare. A giudizio dei sindacati, "questi anni di liberalizzazioni hanno contribuito ad aumentare i metri quadri di area vendita generando una concorrenza selvaggia i cui costi si stanno scaricando sull'occupazione e sulle condizioni di lavoro".

martedì 20 febbraio 2018

Domani, mercoledì 21 febbraio assemblea sindacale degli operatori di Cup2000. Possibili disagi, invitiamo i cittadini ad utilizzare i canali alternativi

L'Azienda USL di Bologna informa:

Una assemblea sindacale degli operatori di CUP 2000 è stata indetta dalla CGIL per domani, mercoledì 21 febbraio, tra le 11.15 e le 15.15.
Per evitare possibili disagi, l’Azienda Usl di Bologna invita i cittadini ad utilizzare le tante possibilità offerte dai canali alternativi, a partire dalle farmacie e parafarmacie, per prenotare, cambiare, disdire gli appuntamenti e pagare l’eventuale ticket sanitario. Le stesse operazioni possono essere effettuate attraverso i canali digitali: l’app “ER Salute”, il sito cupweb.it, il Fascicolo Sanitario Elettronico www.fascicolo-sanitario.it o, solo per la disdetta, il sito opencup.cup2000.it
Anche i pagamenti possono essere effettuati online, sul sito pagonlinesanita.it, oppure con i riscuotitori automatici presenti nelle strutture sanitarie o alle casse abilitate dei supermercati Coop.
L’elenco di tutte le operazioni che si possono fare dallo smartphone o dal computer di casa è disponibile sul sito web dell’Azienda Usl di Bologna, sezione Sanità On Line.


venerdì 2 febbraio 2018

C'è accordo tra Amministrazione comunale e sindacati sul Bilancio comunale di Sasso Marconi.

I rappresentanti sindacali 
e il sindaco Stefano Mazzetti

Il Comune di Sasso Marconi invia:

L’intesa con le parti sociali è stata raggiunta sulla base dei contenuti del Bilancio, che per il 2018 non registra aumenti delle tariffe e del carico fiscale complessivo a carico dei cittadini di Sasso Marconi, mentre sono previsti investimenti su infrastrutture, ambiente e nuove tecnologie, e azioni finalizzate al mantenimento e al consolidamento dei servizi alla persona.


Siamo soddisfatti dell’intesa raggiunta con le organizzazioni sindacali, frutto di un costruttivo confronto sui contenuti del Bilancio - osserva il sindaco Stefano Mazzetti. E’ stato riconosciuto l’impegno dell’Amministrazione comunale nella tutela del lavoro e dei servizi alla persona, ed è stata apprezzata anche la scelta di destinare ancora più risorse alla manutenzione del territorio, dalle strade alle aree verdi fino alle infrastrutture esistenti. E’ la conferma che intendiamo proseguire e consolidare il lavoro fatto finora per mantenere elevati gli standard dei servizi e la qualità della vita di chi vive a Sasso Marconi”.


Consideriamo positivo l’accordo raggiunto con il Comune di Sasso Marconi sul Bilancio di previsione 2018 - afferma Gianni Monte di CGIL. E’ la dimostrazione che, a Sasso Marconi come negli altri Comuni dell’Unione Reno Lavino Samoggia, è possibile realizzare una concertazione avanzata e di qualità, a tutto beneficio dei cittadini: l’accordo prevede infatti periodiche verifiche delle azioni intraprese dall’Amministrazione comunale, rendendo quindi il Bilancio 2018 uno strumento realmente vicino ai cittadini e ai loro bisogni”.
Soddisfazione per l’accordo siglato è stata espressa anche da Vincenzo Curcio, responsabile area montagna di CISL, che sottolinea come “nonostante i tagli imposti ai già magri bilanci comunali, a Sasso Marconi sia stato possibile contenere la pressione fiscale, prevedendo al tempo stesso investimenti su infrastrutture e opere pubbliche”.

domenica 10 dicembre 2017

Marzabotto, presidio contro calciatore

Torna in campo Luppi. In prima fila anche deputato Pd De Maria.

Dentro, in campo dal primo minuto con la nuova maglia del Borgo Panigale, Eugenio Maria Luppi. Fuori, 50 persone per il presidio di Anpi, Cgil, Fiom per protestare contro l'approdo in squadra del giocatore che a Marzabotto esultò col braccio teso e mostrando una maglia della Repubblica di Salò. In prima fila, il deputato Pd ed ex sindaco di Marzabotto Andrea De Maria e il presidente del quartiere Borgo Reno-Panigale Vincenzo Naldi. "Bisogna ribadire i valori dell'antifascismo - ha detto De Maria - e contrastare i segnali del ritorno dell'estrema destra". Proprio sul caso Luppi, De Maria ha presentato un'interrogazione al ministro dello Sport Luca Lotti.
    Al presidio erano presenti anche quattro esponenti di Forza Nuova. "La politica di sinistra va a inquinare tutto - ha detto il forzanovista Fiorenzo Corso - deve rimanere fuori dallo sport". Il giocatore è stato schierato in campo dal primo minuto, con indosso la casacca numero sette.
(ANSA)

mercoledì 29 marzo 2017

Licenziamenti Stampi, Saliera: "Mettere in campo tutte le possibilità di trovare una soluzione". 62 dipendenti non hanno più diritto alla cassa integrazione.


 © ANSA


Da ANSA


"Esprimo vicinanza e solidarietà ai lavoratori della Stampi Group di Monghidoro e alle loro famiglie: stanno vivendo un dramma che non può lasciare indifferenti. L'auspicio è che si perseguano tutte le strade, tutte le possibilità per trovare soluzioni perché nessuno sia abbandonato a un destino ingiusto e che lede la dignità delle persone e impoverisce un territorio già di per se fragile come la nostra montagna". Così Simonetta Saliera, presidente dell'Assemblea legislativa regionale, sulla notizia "diffusa da alcuni siti Internet sul licenziamento di tutti i dipendenti dell'azienda di Monghidoro".
    L'azienda, chiusa un anno fa, è fallita dopo quasi 9 mesi di presidio dei dipendenti. I 62 dipendenti saranno licenziati perchè non hanno più diritto alla cassa integrazione nonostante una proposta d'acquisto per parte dell'attività. "E' un fulmine a ciel sereno - commenta a Repubblica.it Giuliano Macchiavelli, delegato aziendale Fiom Cgil - Pensavamo di essere arrivati a una soluzione".
   

mercoledì 30 settembre 2015

LUNEDI’ 5 OTTOBRE SCIOPERO REGIONALE DI 24 ORE DEL PERSONALE FERROVIARIO DI TPER INDETTO DA CGIL, CISL, UIL, UGL E FAISA E SCIOPERO DI 4 ORE INDETTO DA USB LAVORO PRIVATO: MODALITA’ PER I SERVIZI DI TRENI TPER REGOLARI I SERVIZI DI BUS DI LINEA TPER


Completiamo la notizia dello sciopero 

Per lunedì 5 ottobre, le Organizzazioni Sindacali FILT CGIL – FIT CISL – UILTRASPORTI – UGL TRASPORTI e FAISA CISAL hanno proclamato uno sciopero di 24 ore del personale ferroviario (macchinisti e capitreno) di TPER.
Queste le modalità per i servizi di treni TPER, nel rispetto delle fasce di garanzia previste dalla legge di regolamentazione degli scioperi:

Per il personale viaggiante dei servizi ferroviari TPER, lo sciopero di 24 ore si svolgerà dalle ore 00.01 alle ore 24 di lunedì 5 ottobre, con fasce di servizio garantite dalle ore 6 alle ore 9 e dalle ore 18 alle ore 21 sulle linee della rete di competenza FER Bologna-Portomaggiore, Bologna-Vignola, Ferrara-Suzzara, Ferrara-Codigoro, Reggio Emilia-Guastalla, Reggio Emilia-Sassuolo, Reggio Emilia-Ciano d'Enza, Modena-Sassuolo e Parma-Suzzara.
Negli orari di sciopero, ad eccezione delle predette fasce orarie, il servizio ferroviario non sarà garantito.
Per informazioni telefoniche sul servizio dei treni TPER il call center 840.151.152 è attivo tutti giorni feriali dalle ore 7 alle 14 e dalle ore 15 alle 18.
Disagi conseguenti allo sciopero potrebbero verificarsi anche in relazione alla possibile soppressione di treni TPER che circolano sul servizio regionale delle linee della rete RFI Ferrara-Ravenna-Rimini-Pesaro, Ferrara-Bologna-Imola-Rimini, Bologna-Parma-Milano, Bologna-Poggio Rusco, Bologna-Porretta Terme e Modena-Mantova.

Sempre per lunedì 5 ottobre, l’Organizzazione Sindacale USB LAVORO PRIVATO ha proclamato uno sciopero di 4 ore del personale ferroviario TPER che si svolgerà dalle ore 10 alle ore 14. L’astensione è, quindi, in orari concomitanti con quelli, più ampi, previsti per lo sciopero regionale descritto in precedenza.

L'Azienda adotterà ogni misura tecnico-organizzativa utile ad agevolare, al termine dello sciopero, un più celere ed integrale ripristino del servizio.
__________________________

L’iniziativa di sciopero non coinvolge il personale viaggiante del settore automobilistico: pertanto, lunedì 5 ottobre i servizi di linea di bus e corriere Tper nei bacini di Bologna e Ferrara saranno effettuati regolarmente.



giovedì 6 agosto 2015

Casalecchio di Reno. Chiude la pasticceria ‘Dolce Lucia’. Licenziati i dieci dipendenti.










Da R.it Bologna

 Addio Dolce Lucia: "E' improvvisa e senza alcun preavviso la dipartita dello storico bar-pasticceria", da anni punto di riferimento nel cuore di Casalecchio, Comune alle porte di Bologna. E' la Filcams-Cgil ad annunciare che "chiude un pezzo di storia", con "altri 10 lavoratori improvvisamente disoccupati", mentre "i cittadini di Casalecchio, da stamane, non potranno più fare le loro soste per colazione, aperitivi, ordinare pasticceria di qualità per le liete ricorrenze".

Cosa è successo lo racconta Andrea Carrà, della Filcams: il locale è di proprietà della pasticceria "Pollacci srl", alcuni mesi fa è stato dato in fitto d'azienda alla costituita società "Dolce lucia 2015 srl" che fa capo sempre alla famiglia Pollacci. Questo per "facilitare la cessione del locale ad un imprenditore del settore interessato". Ma le cose non sono andate per il verso giusto. "Dopo lunga trattativa si stava ormai per concludere, ma è intervenuto il fallimento della proprietà "Pasticceria pollacci srl". Ciò ha fatto recedere da ogni disponibilità all'acquisto", spiega Carrà. E solo venerdì scorso, alla sera, si è saputo che la "Dolce Lucia 2015" intendeva recedere già dal 6 agosto, cioè da oggi, dal contratto di fitto d'azienda, restituendo l'attività alla società fallita.

"Come sindacato, pur nello scarsissimo tempo disposizione abbiamo fatto di tutto per evitare la chiusura del locale. Abbiamo interessato l'amministrazione, il sindaco di Casalecchio che si è reso disponibile a offrire ogni collaborazione affinchè si evitasse la cessazione dell'attività. Ma purtroppo pure gli appelli e le telefonate fatte dal sindaco non hanno prodotto ripensamenti", allarga le braccia Carrà.

Ieri sera alle 16.30 dal notaio è stato sottoscritto il recesso dal fitto d'azienda, alle 18.30 i dipendenti sono stati convocati per ricevere la lettera di licenziamento immediato "e da stamane serrande tristemente abbassate". Nel dirlo la Filcams denuncia "una irresponsabile gestione dei tempi, ed ora non possiamo che appellarci alla curatela ed al giudice affinchè sia fatta al più presto l'asta per la cessione del locale, agli imprenditori del settore a far emergere offerte evitando vada deserta l'asta ed a questi ultimi a rendersi disponibili a proporre una riassunzione a quei dipendenti che per anni hanno offerto la loro professionalità ed esperienza così apprezzata dalla clientela".

giovedì 7 maggio 2015

Accordo sugli appalti firmato fra Fp, Cgil e Unione Appennino Bolognese .



Un lettore ha inviato questa comunicazione della CGIL accompagnata dal commento : “Speriamo che i Comuni e l'Unione perdano anche l'abitudine del cottimo fiduciario. Soprattutto in tema di gestione dei terreni dal punto di vista idrogeologico. E comincino a fare le gare”.


Di Simone Raffaelli

La Fp Cgil e la Camera del Lavoro di Vergato esprimono soddisfazione per l'importante risultato raggiunto nella contrattazione con l'Unione dell'Appennino Bolognese.
In questi giorni è stato siglato un accordo di grande portata, anche alla luce dei recenti avvenimenti sul territorio.
Tutti ricordiamo i casi recenti di appalti assegnati dal Comune di Bologna, soprattutto nel settori sociale e istruzione, a Cooperative che hanno praticato ribassi pari anche all'11% del costo complessivo del servizio.
Oppure, è storia di questi giorni, il caso dell'appalto dei servizi di accompagnamento disabili, in cui il nuovo gestore Cosepuri si rifiuta di applicare la clausola contrattuale di riassorbimento e riassumere il personale già presente.

Nell'accordo appena stipulato fra sindacato e Unione dei Comuni dell'Appennino, prendendo occasione dalla redazione del capitolato di gara sui servizi educativi scolastici, si pongono le basi per superare tutte queste problematiche.

Innanzitutto perché si scrive chiaramente che all'offerta economica non verranno concessi più di 25 punti su 100, in luogo degli abituali 30 o 40, con particolare attenzione a non inserire formule che rischino di distorcere eccessivamente l'esito dell'offerta economica.

In seconda battuta la parte pubblica si impegna a inserire nel capitolato di gara un obbligo di riassunzione per tutto il personale già impegnato sui servizi (clausola sociale o di riassorbimento),  in modo da non lasciare dubbi sulla necessità di applicare questo vincolo, in maniera anche più forte e incisiva di quanto non sia già previsto dai contratti nazionali.

Infine, coronando una battaglia che la nostra organizzazione porta avanti da anni, non verrà richiesto agli operatori presenti da anni sul servizio l'obbligo di possedere una laurea specifica come educatore provescio na le o sociale, fatto che discriminerebbe gli educatori che hanno una maggiore conoscenza del servizio "sul campo".

Quest'ultima previsione dovrebbe garantire ancora di più l'occupazione e la continuità del servizio.

Si tratta dunque di un ottimo risultato, che occorre replicare altrove e in ogni caso su tutti i servizi in appalto