Riceviamo e pubblichiamo il comunicato di Un’Altra Sasso
Apprendiamo con grande entusiasmo che nella giornata di ieri, 29
ottobre 2014 si è ufficialmente riaperto il tavolo della trattativa tra parti
sociali, l’azienda, le istituzioni ed Unindustria con un incontro programmato
per il 4 novembre prossimo venturo in Regione nel quale è stato invitato anche
l’Amministratore Delegato di Kemet.
L’impegno di Un’Altra Sasso ha dato i suoi frutti
Innumerevoli tavoli informativi, due maratone
di 30 ore non stop e la instancabile e quotidiana
presenza a Sasso, Pontecchio e Borgonuovo informando incessantemente le persone
e battendosi affinché l’azienda sappia con chi ha a che fare hanno dato
i loro frutti. Ma non ci adageremo! Un’Altra Sasso vigilerà ancora a
lungo sull’azienda americana al fine di ottenere il rispetto dei patti; non
soltanto operazioni di facciata ma un concreto piano industriale in cui siano
evidenziati chiaramente gli investimenti attuali e futuri per mantenere la
realtà produttiva più grande di Sasso Marconi salda al territorio.
Una vittoria sul piano del Lavoro
Riportiamo il testo dell’ultimo comunicato di Un’Altra Sasso
Non ci interessa rispondere agli insulti e alle polemiche che sono state
lanciate contro di noi poiché riteniamo che l’impegno e la passione che stiamo
dedicando alla vicenda Kemet, in difesa dei lavoratori e del tessuto produttivo
del nostro Comune, parli già abbondantemente per noi.
Quello che invece
vorremmo e che abbiamo cercato fin dall’inizio, è la creazione di un unico
fronte, politico-sindacale-istituzionale, per contrastare con più
efficacia le richieste di una multinazionale che sembra aver scambiato il
nostro territorio per una terra di conquista e i nostri lavoratori come se
fossero merce da scambio.
Pensiamo che dividerci su queste cose, quando in ballo c’è la vita di centinaia
di persone, di intere famiglie e di una realtà industriale come la nostra, non
sia solo irresponsabile (e in questo caso il termine è usato con cognizione di
causa), ma dimostri anche quanto provinciale, rancorosa e miope possa essere
una certa politica a livello locale.
Noi di UN’ALTRA SASSO siamo convinti che, in questa fase, sia essenziale
richiamare l’attenzione del Ministero del Lavoro e in tal senso, abbiamo fatto
partire una petizione per ricordare all'azienda americana gli accordi
sottoscritti, le promesse non mantenute e tutto ciò che gli è stato concesso e
che, in presenza di altri esuberi, può essergli tolto (un esempio tra
tutti il cambio urbanistico dell’area di San Lorenzo) in qualunque
momento.
Il nostro impegno non è strumentale, ma concreto e produttivo e la
riapertura del tavolo della trattativa ci spinge ancora più di prima a credere
nella battaglia condotta fino ad ora e che non si fermerà qui, ma proseguirà in
caso fino ad adire il Ministero del Lavoro.
Un’Altra Sasso … è possibile!
( per
informazioni 3389240752
- Capogruppo consiliare Un'Altra Sasso)