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mercoledì 5 novembre 2014

Sasso Marconi. Riprende la trattativa su 'Crisi Kemet'.



Si è tenuto ieri in Regione l’annunciato incontro   per trovare una possibile soluzione alla ‘crisi Kemet’ di Sasso Marconi. La direzione aziendale aveva annunciato 53 esuberi e l’intenzione di rivedere  l’orario dei turni di lavoro.

L’incontro si è protratto a lungo e non ha portato ad un accordo. Non si è arrivati infatti allo sperato rientro delle procedure annunciate dalla multinazionale , ma  si è concretizzata la volontà di riprendere la trattativa, interrotta dalla direzione aziendale,  riportandola in azienda. Il confronto diverrà quindi sindacale e non istituzionale. 
Si può perciò ancora sperare in una soluzione condivisa.


giovedì 30 ottobre 2014

Kemet: riaperto il tavolo della trattativa.



Riceviamo e pubblichiamo il comunicato di Un’Altra Sasso
Apprendiamo con grande entusiasmo che nella giornata di ieri, 29 ottobre 2014 si è ufficialmente riaperto il tavolo della trattativa tra parti sociali, l’azienda, le istituzioni ed Unindustria con un incontro programmato per il 4 novembre prossimo venturo in Regione nel quale è stato invitato anche l’Amministratore Delegato di Kemet.
L’impegno di Un’Altra Sasso ha dato i suoi frutti
Innumerevoli tavoli informatividue maratone di 30 ore non stop e la instancabile e quotidiana presenza a Sasso, Pontecchio e Borgonuovo informando incessantemente le persone e battendosi affinché l’azienda sappia con chi ha a che fare hanno dato i loro frutti. Ma non ci adageremo! Un’Altra Sasso vigilerà ancora a lungo sull’azienda americana al fine di ottenere il rispetto dei patti; non soltanto operazioni di facciata ma un concreto piano industriale in cui siano evidenziati chiaramente gli investimenti attuali e futuri per mantenere la realtà produttiva più grande di Sasso Marconi salda al territorio.
Una vittoria sul piano del Lavoro
Riportiamo il testo dell’ultimo comunicato di Un’Altra Sasso
Non ci interessa rispondere agli insulti e alle polemiche che sono state lanciate contro di noi poiché riteniamo che l’impegno e la passione che stiamo dedicando alla vicenda Kemet, in difesa dei lavoratori e del tessuto produttivo del nostro Comune, parli già abbondantemente per noi.
Quello che invece vorremmo e che abbiamo cercato fin dall’inizio, è la creazione di un unico fronte, politico-sindacale-istituzionale, per contrastare con più efficacia le richieste di una multinazionale che sembra aver scambiato il nostro territorio per una terra di conquista e i nostri lavoratori come se fossero merce da scambio.
Pensiamo che dividerci su queste cose, quando in ballo c’è la vita di centinaia di persone, di intere famiglie e di una realtà industriale come la nostra, non sia solo irresponsabile (e in questo caso il termine è usato con cognizione di causa), ma dimostri anche quanto provinciale, rancorosa e miope possa essere una certa politica a livello locale.
Noi di UN’ALTRA SASSO siamo convinti che, in questa fase, sia essenziale richiamare l’attenzione del Ministero del Lavoro e in tal senso, abbiamo fatto partire una petizione per ricordare all'azienda americana gli accordi sottoscritti, le promesse non mantenute e tutto ciò che gli è stato concesso e che, in presenza di altri esuberi, può essergli tolto (un esempio tra tutti il cambio urbanistico dell’area di San Lorenzo) in qualunque momento.
Il nostro impegno non è strumentale, ma concreto e produttivo e la riapertura del tavolo della trattativa ci spinge ancora più di prima a credere nella battaglia condotta fino ad ora e che non si fermerà qui, ma proseguirà in caso fino ad adire il Ministero del Lavoro.
Un’Altra Sasso … è possibile!

( per informazioni 3389240752 - Capogruppo consiliare Un'Altra Sasso)