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venerdì 27 dicembre 2024

Crisi Kemet e Manz Italy: a rischio 230 lavoratori nella valle del Reno

 



Gravi preoccupazioni emergono per il futuro industriale della valle del Reno, dove due storiche aziende del territorio, la Kemet Electronics (ex Arcotronic) e la Manz Italy, si trovano ad affrontare una crisi quasi contemporanea che mette a rischio complessivamente 230 posti di lavoro. La situazione colpisce duramente la comunità locale, in gran parte residente nella vallata.

La crisi di Kemet Electronics

La Kemet Electronics, azienda con una lunga storia legata al territorio, ha recentemente annunciato un possibile esubero di 120 dipendenti su un totale di 278. L’annuncio è stato comunicato durante un incontro con Confindustria Emilia Area Centro, le rappresentanze sindacali unitarie (RSU), la Fiom-Cgil e la Fim-Cisl di Bologna. L’azienda ha dichiarato di voler ricorrere nuovamente alla Cassa integrazione guadagni ordinaria per quattro settimane a partire da gennaio, citando una costante diminuzione degli ordini come causa strutturale della crisi.

“Kemet Electronics Italia è una realtà industriale di grande importanza che, negli ultimi anni, ha subito profondi processi di riorganizzazione a seguito delle trasformazioni del settore automotive”, si legge in una nota sindacale. Le rappresentanze dei lavoratori evidenziano come la crisi sia aggravata dalla mancanza di politiche industriali efficaci, di investimenti mirati e di un piano industriale credibile. “Le lavoratrici e i lavoratori Kemet pagano il prezzo di scelte aziendali e pubbliche inadeguate a sostenere e rilanciare il settore”, aggiungono.

Il collasso di Manz Italy

Situazione altrettanto critica per la Manz Italy, filiale locale della multinazionale tedesca Manz AG, specializzata nella produzione di macchine automatiche per batterie e condensatori. Lo stabilimento, situato in via San Lorenzo nell’ex sede Kemet, conta 110 dipendenti che temono di perdere il lavoro a seguito del fallimento della casa madre. La chiusura della multinazionale ha generato forti incertezze sul futuro della filiale italiana.

La risposta dei sindacati e delle istituzioni

I sindacati hanno convocato assemblee per informare i lavoratori sulle difficili prospettive e valutare possibili azioni di protesta. “L’assenza di un piano industriale adeguato e la scarsa attenzione alle esigenze del settore stanno penalizzando l'intero comparto”, sostengono Fiom-Cgil e Fim-Cisl, richiamando l’urgenza di un intervento pubblico e aziendale per evitare il tracollo definitivo.

Un patrimonio industriale in pericolo

La crisi di Kemet Electronics e Manz Italy rappresenta un duro colpo per il tessuto produttivo della valle del Reno, già provato da precedenti difficoltà economiche. Il rischio di perdere oltre 200 posti di lavoro sottolinea la necessità di interventi tempestivi e coordinati per salvaguardare il patrimonio industriale locale e garantire un futuro sostenibile per i lavoratori e le loro famiglie. 

domenica 9 gennaio 2022

Proposta di Accordo Operativo presentato dalla Kemet



Si rende noto che ai sensi dell'art. 38, comma 8 della L.R. 24/2017, il Consiglio comunale con delibera n. 91 del 23/11/2021 ha approvato la proposta di Accordo Operativo per la riqualificazione urbana dell’Ambito AN6 del PSC presentata da Kemet Electronis Italia Srl. Gli atti e gli elaborati costituenti l’accordo operativo sono depositati per 60 giorni consecutivi, dalla data di pubblicazione del presente avviso presso il Comune di Sasso Marconi, Area Tecnica – U.O. Pianificazione Territoriale e Opere connesse Piazza Martiri della Liberazione n. 6 e possono essere liberamente visionati sul sito www.comune.sassomarconi.it nella sezione: Servizi al cittadino / Pianificazione territoriale / Strumenti di pianificazione urbanistica / Strumenti Operativi/ Accordo Operativo AN6 oppure presso l'U. O. Pianificazione Territoriale e Opere Connesse, 

previo appuntamento da concordare (tel.051 

843531).


Entro 60 giorni dalla data di pubblicazione del presente avviso chiunque può presentare osservazioni sui contenuti dell’accordo operativo pubblicato, che saranno valutate prima dell’approvazione definitiva.


mercoledì 17 febbraio 2021

Si cerca un futuro per la Kemet di Pontecchio Marconi

Incontro in Regione per concordare un futuro occupazionale e produttivo positivo dello stabilimento di Sasso Marconi. 

 

Dubbio segnala:

Si apre una opportunità per i lavoratori della Kemet di Sasso Marconi, la cui direzione, per difficoltà di mercato, ha denunciato un esubero di 105 unità, su un organico di poco più di 400.

In Bologna Today leggiamo infatti che in Regione si è aperto il cantiere 'futuro per la Kemet', con la finalità di dare garanzie sulla produttività, sull'occupazione e per un contributo alla crescita economica dell'Appennino. E' l'intento annunciato dall'assessore regionale allo Sviluppo Economico e Lavoro, Vincenzo Colla, al termine dell'incontro con i sindacati. Incontro in cui si è affrontato appunto il tema del futuro dello stabilimento Kemet di Pontecchio Marconi e dei lavoratori.

Su Bologna Today si legge. “Rispetto alle ipotesi di un ridimensionamento che non lascia tranquilli sul futuro dello stabilimento, Colla ha proposto l'avvio di un percorso che è stato condiviso sia dall'azienda che dalle organizzazioni sindacali". Ci sarà un confronto impresa-sindacati su livelli occupazionali che escludano scelte unilaterali e che si basino sul principio della volontarietà, ma anche sugli investimenti, sulle potenzialità del nuovo prodotto, in termini di sviluppo commerciale, sui volumi produttivi e sui tempi per raggiungere gli obiettivi industriali.

Infine, ci sarà una verifica su possibili progetti di fattibilità innovativi e ulteriori nuovi prodotti da sviluppare a Pontecchio Marconi, "vista la presenza di un centro di ricerche di grande importanza, a partire dai settori della mobilità".

Kemet dal canto suo ha annunciato, a fronte di una difficoltà produttiva e di mercato dei prodotti tradizionali (condensatori) che escono dallo stabilimento, di aver assunto 30 ingegneri nel reparto ricerca e sviluppo e la realizzazione di un prodotto innovativo (una nuova generazione di attuatori tattili) in collaborazione con Novasentis, su cui il gruppo ha investito, e intende ancora farlo per i prossimi anni, considerandolo strategico per le prospettive di mercato.

"La Regione - assicura Colla- è disponibile ad affiancare da subito l'azienda nella definizione di un piano industriale, in accordo con le organizzazioni sindacali, per dare prospettive di sviluppo allo stabilimento e di stabilità ai lavoratori.”


lunedì 15 febbraio 2021

Lavoratori della Kemet di Sasso Marconi in lotta per l'occupazione

L'azienda si propone il ridimensionamento del 30 % dell'oraganico attivo allo stabilimento di Pontecchio

 

Morris Battistini scrive:

Oggi ho partecipato, quale referente locale di Forza Italia,  alla manifestazione dei lavoratori della Kemet (ex Arcotronics) a Pontecchio Marconi di Sasso Marconi. La protesta è nata dall'annuncio della Direzione aziendale di voler mettere in atto ulteriori tagli di personale. Il provvedimento sarebbe rivolto a oltre 105 dipendenti.

Siamo quindi di fronte a un altro attacco all'occupazione e alle famiglie dei lavoratori. L’intero Appennino sta da anni perdendo 'futuro' con il continuo impoverimento del proprio patrimonio occupazionale.

Tutto ciò è intollerabile. Abbiamo dovuto assistere negli ultimi anni alla chiusura di 3 cartiere, della Saeco e della Fiac. Adesso basta. 

Dobbiamo chiedere alla Regione che intervenga affinché si arrivi, non solo al blocco dell'emoragia di posti di lavoro, ma anche a una inversione di tendenza. Presidio davanti alla Kemet: "105 posti di lavoro a rischio"
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All'incontro erano presenti per testimoniare la vicinanze delle comunità da loro rappresentate, il sindaco di Sasso Marconi Roberto Parmeggiani, la sindaca di Marzabotto  Valentina Cuppi, il capogruppo regionale di Coraggiosa Igor Taruffi e l'assessore di Bologna Matteo Lepore. 

Per portare un messaggio di forte solidarietà, alla dimostrazione-sciopero hanno partecipato anche i colleghi di aziende del territorio, come la stessa Fiac, sempre di Sasso e la Lamborghini di Sant'Agata Bolognese.


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Potrebbe interessarti: https://www.bolognatoday.it/cronaca/Kemet-pontecchio-marconi-presidio-lavoratori.html

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sabato 13 febbraio 2021

Salvare la Kemet di Pontecchio Marconi

Il consigliere regionale, Marco Mastacchi, interroga la Giunta per chiedere interventi che scongiurino la chiusura dello stabilimento in provincia di Bologna nonché iniziative di rilancio del settore che coinvolgano anche i sindaci dei Comuni limitrofi

 

di Luca Molinari

La Regione intervenga per impedire la chiusura dello stabilimento Kemet di Pontecchio Marconi, in provincia di Bologna, e per assicurare un futuro ai lavoratori.

A chiederlo è, in un’interrogazione, il consigliere Marco Mastacchi (Rete Civica), che ricorda come “sia assolutamente necessario procedere con strumenti per sostenere la crisi in un’ottica di prospettiva, garanzia produttiva e occupazionale per non ritrovarci davanti all’ennesima riduzione occupazionale dello stabilimento, che aggraverebbe ancor di più la crisi economica della zona”.

Da qui l’atto ispettivo per sapere dall’esecutivo regionale “se intenda attivarsi e con quali iniziative, affinché la Kemet arrivi a proporre ai lavoratori una nuova prospettiva produttiva e occupazionale, garantita e integrata con investimenti
appropriati, al fine di far riconsiderare la scelta organizzativa che andrebbe a incidere in maniera drammatica nell’economia della zona, in questo momento già fortemente provata dall’emergenza Covid-19”.

giovedì 28 gennaio 2021

Lo stabilimento Kemet di Pontecchio Marconi è a rischio ridimensionamento occupazionale

L'allarme della Fiom: “L'azienda denuncia una sofferenza di ordini e di fatturato e una eccedenza occupazionale del 30 %.”

La Kemet di Sasso Marconi ha iniziato un viaggio in acque che si stanno agitando. Lo ha riferito la Fiom di Bologna dopo un incontro di aggiornamento il cui esito ha piuttosto allarmato l'organizzazione sindacale. L'azienda denuncia una riduzione di ordini e di fatturato e la spietata concorrenza dei produttori asiatici. Propone la riduzione del 30 % dei 319 occupati con contratto di solidarietà. Si tratterebbe quindi di circa 100 dipendenti. Non è un fulmine a ciel sereno poiché delle difficoltà dello stabilimento sassese se ne parlava da tempo.


La Fiom ha riferito il risultato dell'incontro in un comunicato che riportiamo:

Il 19 gennaio scorso si è svolto in via telematica una riunione tra le Organizzazioni Sindacali e la Direzione aziendale di Kemet Italia.
Gli argomenti sul tavolo sindacale di confronto sono stati:

  • Un aggiornamento rispetto alla possibilità di usufruire ancora di cassa covid;

  • Rendere nota da parte del Ministero del Lavoro la proroga del contratto di
    solidarietà fino ad agosto 2021 (anziché marzo 2021);

  • Budget 2021. 

In occasione dell’incontro l’Azienda ha comunicato alla Rsu e alle OrganizzazioniSindacali il calo di ordini e fatturato: 2 milioni di dollari in chiusura anno 2019 e 3 milioni e 200.000 dollari per l’anno 2020, con la preoccupante conseguenza che il conto economico sullo stabilimento di Pontecchio non si sostiene. 

L’Azienda ha dichiarato inoltre che oggi la situazione del mercato vede una concorrenza spietata di competitor asiatici.
Sugli investimenti sono confermati 1.000.000 di euro circa sul nuovo prodotto Novasentis e rimane confermata la missione industriale dello stabilimento di Pontecchio come polo di Innovazione e Produzione Tecnologica della Business Unit Film di Kemet.
Nel contempo l’Azienda ha comunicato la volontà di attuare un piano di ridimensionamento occupazionale importante (su 319 coinvolti nel Contratto di Solidarietà, il 30% in eccedenza) da condividere e agendo sul criterio della
volontarietà. L’azienda oggi occupa circa 376 dipendenti esclusi i dirigenti.
La RSU e la Fiom di Bologna esprimono la loro forte preoccupazione in termini di sostenibilità e prospettive future occupazionali dello stabilimento di Pontecchio; per questo sarà difficile trovare un punto di incontro.

Q

Quest’ultimo atto non deve essere l’ennesima riduzione occupazionale dello stabilimento di Pontecchio Marconi. In questi anni le Organizzazioni Sindacali hanno condiviso gli strumenti per sostenere la crisi, ma sempre in un’ottica di prospettiva e garanzia produttiva e occupazionale.
Oggi riteniamo che il quadro rappresentato degli investimenti in termini di prodotto e industrializzazione non sia sufficiente per garantire la tenuta occupazionale a lungo termine dello stabilimento storico di Pontecchio Marconi.
Per questo chiediamo alle Istituzioni locali e alla Regione Emilia Romagna un approfondimento affinché la Kemet arrivi a proporre ai lavoratori dello storico impianto una nuova prospettiva produttiva e occupazionale, garantita e integrata con investimenti appropriati.
Riteniamo infine che l’ulteriore ridimensionamento occupazionale di Kemet Italia a Pontecchio Marconi recherebbe un danno e conseguenze devastanti per la
prosperità della comunità locale.



lunedì 23 ottobre 2017

Kemet, il bonus per i licenziati: settemila euro a chi li assume

Gli esuberi dell’impresa del Bolognese sono 58. L’incentivo scade dopo un anno, i lavoratori possono anche decidere di tenersi i soldi

Un lettore chiede la pubblicazione di questo articolo del Corriere Bologna.

Kemet di Sasso Marconi licenzia 58 dipendenti su base volontaria e paga 7.000 euro alle aziende che li assumeranno entro un anno. Sempre se i lavoratori che lasceranno l’azienda non decideranno di incassare la cifra. Lo prevede l’accordo siglato in Regione, che chiude la procedura di licenziamento aperta poco più di un mese fa a Pontecchio Marconi.
Il «buono»
Ed è una novità, per il nostro territorio: nell’incentivo per andarsene, i dipendenti potranno contare su 7.000 euro che andranno alle aziende che li assumeranno. Un caso simile si era visto, negli anni scorsi, alla Electrolux, ma qui c’è una differenza: «In questo caso il lavoratore può decidere se utilizzare così quella cifra o se incassarla dopo dodici mesi», spiega Stefano Zoli della Fiom. Insomma, è una specie di «buono» che i dipendenti possono scegliere se sfruttare. Per i sindacati dovrebbe andare a compensare gli sgravi che c’erano prima del Jobs Act per chi assumeva i lavoratori in mobilità, sgravi pesantemente ridimensionati dall’istituzione della Naspi.


L’offerta ai dipendenti per andarsene
Nell’offerta che l’azienda fa ai dipendenti per andarsene ci sono anche un incentivo di ricollocazione da 3.000 euro che verranno versati a chi firmerà un contratto di lavoro o aprirà un’attività entro sei mesi (o, comunque, alla fine di questo lasso di tempo), oltre a un assegno da 44.500 euro per i dipendenti fino a 48 anni e di 54.500 per quelli dai 49 in su, a cui vanno aggiunti 300 euro per anno di anzianità aziendale.
La crisi
Per Kemet si chiude un altro capitolo della travagliata storia degli ultimi anni. L’azienda metalmeccanica è da due anni in solidarietà e, quando scadrà (a febbraio 2018), sarà la prima big del territorio a finire gli ammortizzatori. Nell’accordo si prevede che, se da qui ad agosto 2020 ci saranno altre difficoltà nel mantenere l’occupazione, «le parti si incontreranno per valutare interventi condivisi privilegiando il ricorso agli strumenti non traumatici». Tradotto, spiega Zoli, «c’è l’impegno a non procedere a iniziative unilaterali». Fino a non molti anni fa il gruppo americano contava oltre mille dipendenti: adesso, in attesa di sapere quanti si licenzieranno (58 è il numero massimo), ne ha 442. Lo stabilimento di Pontecchio Marconi raccoglie i lavoratori che una volta si distribuivano tra Sasso Marconi, Vergato e Monghidoro: qui, in particolare, dopo Kemet si stabilì Stampi, che poi è fallita nonostante i nove mesi di presidio davanti ai cancelli dei suoi dipendenti. «Speriamo che ci sia la luce in fondo al tunnel e che questa sia la parola fine per quanto riguarda la riorganizzazione», auspica Marino Mazzini della Fim. Nell’accordo, Kemet ha promesso ulteriori investimenti per poco più di due milioni nel biennio 2018-19.

sabato 21 ottobre 2017

Lavoro Valle del Reno, un altro anno di cigs alla Demm. Kemet, gli esuberi scendono a 58

L'azienda di Porretta alla ricerca di un nuovo partner industriale. Quella di Pontecchio Marconi "pronta a intervenire".

Un lettore ha inviato:


Porretta (oggi Comune di Alto Reno terme), storica azienda di ingranaggi con 200 lavoratori, scatta un ulteriore anno di cassa integrazione straordinaria. E' arrivato oggi il via libera da parte del ministero del Lavoro, che ha emanato il decreto di proroga per un anno, fino a luglio 2018, della misura di sostegno. Richiesta dal Commissario straordinario dell'azienda, la Cigs era attesa e arriva dopo le richieste in tal senso nei giorni scorsi di Regione, istituzioni locali e sindacati. "Il via libera del ministero è uno dei tasselli fondamentali del percorso previsto per garantire continuità e prospettiva ad una realtà produttiva importante dell'Appennino", commenta il governatore Stefano Bonaccini. "Ora il nostro impegno prosegue nel sostegno alla ricerca di un nuovo partner industriale". Ora, infatti, con l'estensione dell'ammortizzatore sociale può proseguire con maggiore tranquillità il lavoro del Commissario straordinario del Gruppo Paritel, che ha ottenuto la proroga di un anno della procedura per valutare le offerte d'acquisto della Demm. La proroga della cassa integrazione si è resa necessaria in quanto le commesse attuali non sono in grado di garantire l'impiego di tutta la manodopera presente in azienda.

In Regione accordo siglato per un'altra importante realtà, la
Kemet di Pontecchio Marconi. Gli "esuberi scendono da 70 a 58 e uscite incentivate" e azienda "pronta a investire", chiarisce viale Aldo Moro. A sottoscrivere l'intesa, oltre alla Regione Emilia-Romagna, la Fiom-Cgil e la Fim-Cisl, i rappresentanti dei lavoratori i vertici dell'azienda, l'amministrazione comunale di Sasso Marconi e la Città metropolitana di Bologna. In Italia Kemet ha un organico complessivo di 442 dipendenti, oltre a 12 dirigenti, tutti nello stabilimento di Pontecchio Marconi. Attualmente 351 lavoratori, fino al prossimo 3 febbraio 2018, sono interessati da contratto di solidarietà.

L'accordo prevede una riduzione dei posti di lavoro "che scende da 70 a 58 dipendenti e mobilità volontaria, senza opposizione, incentivata economicamente e affiancata da specifiche azioni per la ricollocazione. L'azienda - prosegue la nota - ha inoltre confermato l'impegno a proseguire la valorizzazione delle attuali produzioni (film metallizzato e condensatori in film plastico), ma anche la volontà di esplorare opportunità di differenziazione con lo sviluppo di nuovi prodotti per mercati emergenti, continuando a potenziare la funzione di ricerca e sviluppo".

martedì 31 gennaio 2017

Kemet, proroga contratto solidarietà Costi, ringrazio azienda e lavoratori per senso responsabilità.


Da ANSA

Altri 12 mesi per il contratto di solidarietà alla Kemet di Sasso Marconi. Questa la conclusione dell'incontro nella sede dell'assessorato alle Attività produttive della Regione con l'assessore Palma Costi, i rappresentanti istituzionali della Città metropolitana e il sindaco di Sasso Marconi, Stefano Mazzetti. Presenti anche i vertici della multinazionale che si occupa di componenti elettronici e le organizzazioni sindacali e Rsu per firmare il rinnovo del contratto a partire dal prossimo 3 febbraio. L'ammortizzatore sociale coinvolgerà 351 lavoratori su 438 attualmente impiegati e si rende necessario per favorire una transizione non traumatica verso un delicato periodo di ristrutturazione e di rilancio dello stabilimento, scongiurando eventuali esuberi del personale.
   
 Nel ringraziare i lavoratori e l'azienda per il senso di responsabilità e per i sacrifici che comporterà questa fase, l'assessore Costi ( nella foto)  ha ribadito la disponibilità dell'Assessorato regionale insieme al sindaco di Sasso Marconi e alla Città metropolitana a seguire e sostenere iniziative di consolidamento e di espansione della produzione nel sito bolognese di Kemet.

mercoledì 27 gennaio 2016

Kemet di Pontecchio Marconi, contratto di solidarietà per 362 dipendenti.

Da Bologna Today
 
Verso il contratto di solidarietà per 362 dipendenti della Kemet di Sasso Marconi che consente alla azienda di completare gli investimenti previsti. È questo in sintesi quanto emerso dal tavolo regionale sulla Kemet Electronics Italia Srl dove oggi pomeriggio in  Regione, si è ha fatto il punto sulla situazione sullo stabilimento di Pontecchio Marconi.
 
All’incontro – convocato dall’assessore regionale alle Attività produttive,Palma Costi – sono intervenuti la Città Metropolitana di Bologna, il Comune di Sasso Marconi, i rappresentanti  dell’azienda, le rappresentanze sindacali aziendali assistiti da Fim-Cisl e Fiom-Cgil. Al termine dell’incontro è stato siglato un verbale di accordo.
 
«La Regione continua a lavorare, impegnando  risorse e azioni, a sostegno di iniziative volte a mantenere e creare occupazione nel nostro territorio: l'obiettivo generale resta quello di creare le condizioni perché possano consolidarsi e svilupparsi le imprese esistenti ed insediarsi nuove attività. L’accordo raggiunto rappresenta un esempio di buone relazioni tra azienda, una multinazionale, e le parti sociali". Accordo utile – ha sottolineato l’assessore regionale Palma Costi - alla salvaguardia occupazionale e al "sostegno del piano industriale aziendale necessario per affrontare le sfide della competizione futura". È la dimostrazione "che si può dialogare con le multinazionali, si possono trovare accordi nell'interesse dei lavoratori, dell’azienda e del territorio: con responsabilità e condivisione insieme si posso affrontare le difficoltà". Così conclude Costi, probabilmente pensando invece al dialogo complesso in essere con un'altra multinazionale operante sul nostro territorio, la Philips, che non arretra sugli oltre 240 licenziamenti alla Saeco di Gaggio Montano.
 
Nell’Accordo si evidenzia che l’azienda proseguirà con il piano di investimenti prevedendo che una parte di quelli previsti oggi non siano oggi più prioritari in funzione delle variazioni del mercato poiché le nuove tecnologie e le scelte industriali dei clienti finali rendono necessarie successive e costanti rivalutazioni. Per questo Kemet sta esplorando e testando nuove produzioni e ambiti di mercato e entro il mese di maggio 2016 sarà avviata una verifica specifica sui test contestualmente alla presentazione delle linee generali dell’aggiornamento del piano industriale.
"Per accompagnare questo percorso di investimento e sviluppo - dice l'amministrazione regionale - compatibilmente con i tempi tecnici"  è stato firmato con le organizzazioni sindacali nel verbale di accordo per un Contratto di Solidarietà della durata di 12 mesi per un massimo di 362 dipendenti coinvolti. Al termine del Contratto di Solidarietà, e comunque non oltre il novembre 2016, Kemet valuterà la situazione produttiva e di mercato al fine di esaminare l’eventualità di fare ricorso a ulteriori strumenti. Le parti mensilmente esamineranno lo stato di applicazione dell’accordo.

venerdì 23 gennaio 2015

Il pungolo di Fortuzzi ritorna a punzecchiare.



Alfa Wasserman di Borgonuovo

La volontà di chiarire vicende che paiono essersi arenate ha spinto il consigliere comunale di Sasso Marconi Pietro Fortuzzi ad attivarsi per avere un quadro esatto della situazione
Il suo obiettivo si è diretto su Kemet e Alfa Wasserman.
Le due realtà sono tornate all’attenzione degli amministratori poiché la prima è stata interessata da una vertenza occupazionale terminata con un accordo sindacale, non privo di critiche .
La seconda perché destinata a  una riorganizzazione strutturale che prevede il recupero dello scheletro industriale ora esistente e  un ampliamento edificatorio nel lotto.
Il consigliere sta ricercando   tutta la documentazione relativa alle tappe delle lunghe procedure amministrative e sindacali che hanno portato le due realtà allo stato attuale.
A tal fine ha chiesto la documentazione al Comune, ma non sempre ha trovato soddisfazione. Ha quindi ‘sparato’ addirittura una serie di richieste scritte al sindaco. Inoltre ha indirizzato al segretario comunale una lettera – protesta sulla mancata consegna del materiale.
Al sindaco Stefano Mazzetti ha richiesto il testo del ‘primo accordo Arco-Kemet  sottoscritto tra le parti aziendali, sindacali e regionali con l’ex sindaco Marilena Fabbri, comprese tutte le clausole di salvaguardia per i lavoratori”. Oltre a questo, la delibera consigliare che approvava l’accordo.
Nella stessa lettera ricorda al sindaco di avere chiesto oltre un mese fa anche l’accordo del 25 novembre scorso.
Riguardo all’altra questione egli richiede ufficialmente “ la delibera consigliare riguardante  l’approvazione del piano di sviluppo dell’area Alfa Wasserman con i relativi mappali che specifichino i vari interventi di settore”. Inoltre vuole l’elenco dei componenti del Collegio di vigilanza  del’Art Science Center che avevano il compito di controllare la corretta attuazione dell’accorda.
Fortuzzi non ha poi mancato di chiedere chiarimenti sul terreno prospiciente  il Centro sportivo Ca’ De Testi : “chi è il proprietario dei terreni e degli edifici, se questi ultimi sono abitati e se lo siano legalmente e legittimamente”.

mercoledì 31 dicembre 2014

A proposito della KEMET, caro sindaco dacci il testo dell’accordo.



Il consigliere comunale Pietro Fortuzzi chiude il 2014 con una nuova presa di posizione. Manca all’appello il testo del recente accordo per la soluzione della vertenza Kemet, anche se il sindaco Mazzetti aveva promesso di renderlo pubblico.  Ciò è stato considerato dal consigliere un grave affronto al Consiglio comunale e ha destato sospetti che, egli dice, devono essere fugati .  

Ecco il testo della lettera-interrogazione:



 Gent.mo sindaco ,  Le chiedo, come consigliere comunale, quando ha intenzione di consegnare l’accordo KEMET a tutti i consiglieri comunali, come da lei promesso durante il consiglio comunale del 26 novembre u.s. e sottoscritto  fra le parti:  Sindacato , Azienda e Istituzioni  .
 Dopo oltre un mese di attesa , e la convocazione di un altro consiglio comunale, in cui il documento poteva essere consegnato ai consiglieri, non c’è traccia dell’ accordo KEMET . Perchè  l’intero consiglio comunale deve essere preso in giro in questo modo dal primo responsabile dell’istituzione? Tutto ciò è forse    frutto  di una cattiva organizzazione comunale o di una volontà politica ben precisa  che tende a sminuire il CONSIGLIO COMUNALE  come organo politico-rappresentativo?
 Caro Sindaco i cittadini e i lavoratori di Sasso Marconi ci hanno eletto per svolgere seriamente e con trasparenza il nostro compito. Perché  questo mancanza di rispetto ?
Le chiedo quindi che entro pochi giorni venga consegnato a ogni consigliere  l’accordo KEMET nel suo testo integrale, cui dovrà allegare la lettera con le Sue scuse per il ritardo .
       

giovedì 30 ottobre 2014

Kemet: riaperto il tavolo della trattativa.



Riceviamo e pubblichiamo il comunicato di Un’Altra Sasso
Apprendiamo con grande entusiasmo che nella giornata di ieri, 29 ottobre 2014 si è ufficialmente riaperto il tavolo della trattativa tra parti sociali, l’azienda, le istituzioni ed Unindustria con un incontro programmato per il 4 novembre prossimo venturo in Regione nel quale è stato invitato anche l’Amministratore Delegato di Kemet.
L’impegno di Un’Altra Sasso ha dato i suoi frutti
Innumerevoli tavoli informativi, due maratone di 30 ore non stop e la instancabile e quotidiana presenza a Sasso, Pontecchio e Borgonuovo informando incessantemente le persone e battendosi affinché l’azienda sappia con chi ha a che fare hanno dato i loro frutti. Ma non ci adageremo! Un’Altra Sasso vigilerà ancora a lungo sull’azienda americana al fine di ottenere il rispetto dei patti; non soltanto operazioni di facciata ma un concreto piano industriale in cui siano evidenziati chiaramente gli investimenti attuali e futuri per mantenere la realtà produttiva più grande di Sasso Marconi salda al territorio.
Una vittoria sul piano del Lavoro
Riportiamo il testo dell’ultimo comunicato di Un’Altra Sasso
Non ci interessa rispondere agli insulti e alle polemiche che sono state lanciate contro di noi poiché riteniamo che l’impegno e la passione che stiamo dedicando alla vicenda Kemet, in difesa dei lavoratori e del tessuto produttivo del nostro Comune, parli già abbondantemente per noi.
Quello che invece vorremmo e che abbiamo cercato fin dall’inizio, è la creazione di un unico fronte, politico-sindacale-istituzionale, per contrastare con più efficacia le richieste di una multinazionale che sembra aver scambiato il nostro territorio per una terra di conquista e i nostri lavoratori come se fossero merce da scambio.
Pensiamo che dividerci su queste cose, quando in ballo c’è la vita di centinaia di persone, di intere famiglie e di una realtà industriale come la nostra, non sia solo irresponsabile (e in questo caso il termine è usato con cognizione di causa), ma dimostri anche quanto provinciale, rancorosa e miope possa essere una certa politica a livello locale.
Noi di UN’ALTRA SASSO siamo convinti che, in questa fase, sia essenziale richiamare l’attenzione del Ministero del Lavoro e in tal senso, abbiamo fatto partire una petizione per ricordare all'azienda americana gli accordi sottoscritti, le promesse non mantenute e tutto ciò che gli è stato concesso e che, in presenza di altri esuberi, può essergli tolto (un esempio tra tutti il cambio urbanistico dell’area di San Lorenzo) in qualunque momento.
Il nostro impegno non è strumentale, ma concreto e produttivo e la riapertura del tavolo della trattativa ci spinge ancora più di prima a credere nella battaglia condotta fino ad ora e che non si fermerà qui, ma proseguirà in caso fino ad adire il Ministero del Lavoro.
Un’Altra Sasso … è possibile!

( per informazioni 3389240752 - Capogruppo consiliare Un'Altra Sasso)