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domenica 9 giugno 2019

Opere discutibili e brutture innegabili

Da SGARBI SETTIMANALI

di Vittorio Sgarbi


Splendori nel Bolognese. A Vergato, Luigi Ontani, fra i più noti e sofisticati artisti del nostro tempo, realizza una fontana con cui mitizza in senso ironico la condizione orofluviale del luogo. Al centro un fauno in veste di Reno fa uscire acqua dal suo pene, direi anche con una certa logica: apriti cielo, c’è chi parla di apologia satanica, si promettono distruzioni e colate di cemento. È improbabile che la fontana venga ricordata come qualcosa di memorabile. Ma da qui a inquisirla per vilipendio di chissà cosa ce ne corre. L’espressione artistica è un’opinione: può essere discussa, biasimata, ma non censurata in un regime di tolleranza delle idee. Marzabotto, non troppo distante da Vergato. Nel paese che ha sofferto la famigerata strage nazista si piazzano nuove panchine che assomigliano maledettamente a delle bare. A chi è potuta venire in mente una cosa del genere? Possibile che i loro occhi non vedano quello che tutti i normodotati colgono? Non ci fossero arrivati i progettisti, ci sarebbe stato il Comune committente che avrebbe dovuto farli ravvedere: qui evocate tutto ma non delle bare, non è proprio il caso. Macché, ciechi anche loro. Condoglianze vivissime.


giovedì 10 maggio 2012

Da Napoli a Bologna per truffare tre galleristi ad 'Artefiera'


Aveva acquistato sette opere d’arte  ad ‘Artefiera’, ma gli assegni circolari che aveva dato in pagamento sono risultati rubati.
L’estimatore di creazioni artistiche, il 48enne Ciro MARIGLIANO, è stato arrestato per truffa ad Arzano (Na), dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Bologna, ai comandi del Capitano Ciro Imperato, e condotto nel carcere di Poggio Reale,  con ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Bologna Mirko Margiocco su richiesta del Sost. Proc. Francesco Caleca.
La truffa è stata operata ai danni di tre galleristi durante la manifestazione “Artefiera” dello scorso Gennaio. Unitamente a un complice in via di identificazione, il Marigliano aveva acquistato le sette opere d’arte  (cinque arazzi dell’artista Boetti e due  di Helmut Newton ed Henri Cartier Bresson) del valore di circa 100.000 euro,  spacciandosi durante la trattativa per un intenditore di Perugia. Si era infatti presentato con  falsa identità dicendo di chiamarsi Mario Medici ed esibendo documenti risultati falsi. Poi aveva pagato con assegni circolari rubati.
Interrogato in carcere il Marigliano si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Le opere sottratte illecitamente sono tuttora oggetto di ricerche.
Oltre alla truffa, il Marigliano è chiamato a rispondere dei reati di ricettazione degli assegni rubati, sostituzione di persona  e falsificazione di documenti d’identità.
Le indagini sono tuttora  in corso. 
Nella foto una delle opere ricercate.