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lunedì 19 ottobre 2026

False e-mail sulla sostituzione della Tessera Sanitaria. Attenzione è una truffa!

 


Il Ministero della salute informa:


Stanno circolando false e-mail che utilizzano indebitamente il nome del Ministero della Salute e invitano i cittadini a fornire dati personali per il rinnovo della Tessera Sanitaria.
Si tratta di una campagna di phishing finalizzata a sottrarre dati personali e sensibili. Non si tratta di comunicazioni ufficiali. 

Come funziona la truffa
Le e-mail fraudolente invitano l’utente a cliccare su un link per procedere al rinnovo della Tessera Sanitaria.
Il link rimanda a un sito web falso, graficamente simile alle piattaforme istituzionali, all’interno del quale viene richiesto di compilare un modulo con numerosi dati personali e sensibili.
I dati raccolti possono essere utilizzati per scopi illeciti, come la rivendita delle informazioni, la clonazione di documenti o altre attività fraudolente.

Come riconoscere ed evitare la truffa
Il Ministero della Salute non invia e-mail per richiedere l’inserimento di dati personali tramite moduli online non istituzionali.
Si ricorda che eventuali richieste vanno effettuate esclusivamente tramite i canali ufficiali.

Cosa fare

·         non cliccare sui link contenuti nelle e-mail sospette;

·         non fornire dati personali o sensibili;

·         cancellare immediatamente il messaggio.

Per aggiornamenti e informazioni ufficiali si invita a fare riferimento esclusivamente ai siti istituzionali del Ministero della Salute e delle altre amministrazioni competenti.

lunedì 17 agosto 2026

False fatture via Pec: la truffa del pulsante «Scarica fattura». L’allarme dell’Agenzia delle Entrate

 

La Pec truffa 


Una nuova campagna di phishing sta colpendo cittadini e imprese attraverso messaggi inviati tramite Pec apparentemente affidabili. A lanciare l’allarme è l’Agenzia delle Entrate, che invita a cestinare immediatamente le comunicazioni sospette e ribadisce la propria totale estraneità all’invio di tali messaggi.

Secondo quanto segnalato anche da BolognaToday, le e-mail fraudolente vengono recapitate da caselle Pec compromesse, circostanza che può indurre le vittime a considerarle autentiche. Ai messaggi è allegato un archivio compresso contenente un file in formato Html che, se aperto su un computer con sistema operativo Windows, mostra una schermata con il pulsante «Scarica fattura».

Il clic sul pulsante reindirizza l’utente verso un dominio malevolo, da cui prende avvio il tentativo di compromettere il dispositivo attraverso il download e l’esecuzione di uno script PowerShell. Il file dannoso è nascosto all’interno dell’archivio compresso, mentre il collegamento associato al pulsante non compare in chiaro nel codice Html, ma viene generato soltanto al passaggio del puntatore del mouse, una tecnica che rende più difficile individuarlo con le normali verifiche.

Il sistema, inoltre, è in grado di riconoscere il dispositivo utilizzato dalla vittima. Sui computer Windows viene visualizzato l’invito a scaricare la presunta fattura, mentre sugli altri sistemi operativi compare una schermata di errore, studiata per spingere l’utente a riprovare da un dispositivo vulnerabile.

L’Agenzia delle Entrate raccomanda di non aprire allegati sospetti e di eliminare immediatamente comunicazioni analoghe. In caso di dubbi, è possibile consultare la sezione dedicata al phishing sul portale istituzionale dell’Agenzia o contattare direttamente l’ufficio territoriale competente.

L’invito delle autorità è alla massima prudenza: la credibilità apparente delle Pec e il richiamo alle fatture elettroniche rendono questa nuova frontiera delle truffe informatiche particolarmente insidiosa per cittadini, professionisti e aziende.

venerdì 22 maggio 2026

Falso maresciallo raggira una 17enne sola in casa: arrestati due presunti truffatori

 



Una telefonata, il racconto di un’indagine inesistente e la paura per il padre coinvolto in un presunto furto: così una ragazza di 17 anni è stata convinta a consegnare denaro e gioielli a due falsi carabinieri. La fuga dei presunti responsabili, però, è durata solo poche ore. Un uomo di 48 anni e una donna di 29, entrambi originari del Napoletano, sono stati arrestati dalla polizia stradale e dai carabinieri del nucleo radiomobile di Cesena.

L’episodio è avvenuto nel pomeriggio del 14 maggio, quando la giovane, sola in casa, ha ricevuto una chiamata sull’utenza fissa da parte di un uomo che si è presentato come “maresciallo dei carabinieri”. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il truffatore le avrebbe raccontato che il padre si trovava in caserma perché alcuni malviventi avevano utilizzato i suoi dati anagrafici per commettere un furto.

Con questa scusa, il falso militare sarebbe riuscito a ottenere informazioni personali e il numero di cellulare del genitore, mantenendo la ragazza al telefono mentre la convinceva a raccogliere soldi e gioielli custoditi in casa. Alla 17enne sarebbe stato inoltre detto che un collega sarebbe passato poco dopo per ritirare il materiale richiesto dal padre.

Dopo circa venti minuti un complice si è presentato all’abitazione della giovane, facendosi consegnare il denaro e i preziosi prima di allontanarsi rapidamente in auto. La scena, tuttavia, ha insospettito alcuni vicini di casa, che hanno immediatamente contattato i genitori della ragazza e i veri carabinieri.

È così scattata la caccia ai responsabili. I militari hanno raccolto in breve tempo le informazioni sull’auto utilizzata dai sospetti e sulla direzione di fuga, trasmettendole al centro operativo della polizia stradale di Casalecchio di Reno. Le pattuglie sono state disposte lungo l’autostrada A14, tra Cesena Nord e Bologna, con un controllo a reticolo.

Poco dopo una pattuglia della sottosezione della polizia stradale di Bologna Sud ha intercettato la vettura dei sospettati, fermandola al casello di San Lazzaro di Savena.

Durante la perquisizione dell’auto e degli occupanti sono stati recuperati circa mille euro in contanti e diversi gioielli sottratti poco prima alla ragazza, per un valore complessivo stimato intorno ai 5mila euro.

I due arrestati sono stati accompagnati negli uffici della polizia stradale e successivamente trasferiti nel carcere di Bologna, su disposizione della procura.

venerdì 20 febbraio 2026

Attenzione alla truffa del finto finanziere

Tentata truffa agli anziani, arrestato 19enne



I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Imola hanno arrestato un 19enne napoletano con l’accusa di tentata truffa aggravata in concorso.

L’operazione è scaturita da un approfondimento investigativo avviato dai militari dopo diverse segnalazioni giunte al numero unico di emergenza 112, relative a presunti tentativi di truffa ai danni di persone anziane nel territorio imolese.

In particolare, una donna di circa ottant’anni ha riferito ai Carabinieri di essere stata contattata al telefono di casa da un sedicente finanziere. L’uomo le avrebbe comunicato che la sua autovettura risultava coinvolta in una rapina a una gioielleria di Bologna e che, per evitare conseguenze penali, sarebbe stato necessario effettuare una comparazione tra la refurtiva recuperata e i gioielli in suo possesso.

La vittima, pur sottoposta a una continua pressione telefonica da parte del finto appartenente alle forze dell’ordine, ha iniziato a nutrire sospetti a causa del tono dell’interlocutore. Ha quindi deciso di interrompere la conversazione e chiedere aiuto al vicino di casa, un carabiniere in congedo. Alla percezione della presenza dell’uomo, la telefonata è stata immediatamente interrotta.

Allertati, i militari hanno avviato tempestive ricerche nella zona, riuscendo a rintracciare il giovane nei pressi dell’abitazione dell’anziana, procedendo al suo arresto.

Su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bologna, il 19enne è stato condotto in Tribunale in attesa del giudizio direttissimo. L’arresto è stato convalidato dal giudice che, in attesa della sentenza rinviata per la richiesta dei termini a difesa, ha disposto per l’indagato la misura degli arresti domiciliari.

Le indagini proseguono per accertare eventuali ulteriori responsabilità e la possibile presenza di complici

lunedì 28 luglio 2025

"Codice per accedere al FSE", ma è una truffa: l’alert della Regione Emilia-Romagna

 Numerose segnalazioni all’Ausl 




Una falsa email che invita a inserire un codice per continuare ad accedere al Fascicolo sanitario elettronico (FSE) sta circolando tra i cittadini. A segnalarlo è la Regione Emilia-Romagna, dopo le numerose segnalazioni arrivate all’Ausl di Reggio Emilia.

Il messaggio, che simula una comunicazione ufficiale, contiene un link attraverso il quale si richiedono dati personali e bancari, con il pretesto di garantire l’accesso al FSE.

La Regione precisa che si tratta di un tentativo di truffa e invita i cittadini a non cliccare sul link né a fornire alcun tipo di informazione sensibile. L’amministrazione regionale si riserva inoltre di segnalare l’accaduto alle autorità competenti.

venerdì 25 aprile 2025

Truffano un’anziana a Sasso Marconi: arrestati due malviventi a Frosinone, recuperati gioielli e bancomat

 



Hanno raggirato una pensionata con la classica truffa del “finto incidente” e si sono allontanati con un bottino composto da gioielli e un bancomat. Ma la loro fuga è durata poco: due truffatori sono stati arrestati a Frosinone dalla Polizia Stradale, grazie alla segnalazione dei Carabinieri di Sasso Marconi.

L’episodio si è verificato nei giorni scorsi nel comune bolognese, dove i due malviventi, fingendosi appartenenti alle forze dell’ordine, hanno suonato alla porta di un’anziana donna, raccontandole che la figlia aveva causato un grave incidente stradale. Per evitare conseguenze giudiziarie, secondo quanto riferito dai truffatori, la pensionata avrebbe dovuto consegnare denaro e oggetti di valore come forma di “cauzione”.

La vittima, visibilmente scossa e in buona fede, ha consegnato ai falsi agenti una pochette contenente numerosi gioielli e una carta bancomat a lei intestata. I due si sono poi allontanati a bordo di una Volkswagen T-Roc.

Immediatamente dopo la denuncia, i Carabinieri di Sasso Marconi hanno avviato le indagini e diramato l’allarme alle forze dell’ordine sul territorio, fornendo la descrizione dell’auto. Il veicolo è stato intercettato a Frosinone da una pattuglia della Polizia Stradale, che ha fermato i due sospetti e ha proceduto all’arresto.

Durante il controllo, gli agenti hanno rinvenuto la pochette rubata con all’interno i gioielli e il bancomat, che sono stati posti sotto sequestro in attesa di essere restituiti alla legittima proprietaria. I due arrestati, entrambi con precedenti specifici, sono ora a disposizione dell’autorità giudiziaria.

L’episodio riporta l’attenzione sulle truffe agli anziani, un fenomeno purtroppo ancora diffuso. Le forze dell’ordine raccomandano di prestare la massima attenzione e di non fidarsi mai di chi, presentandosi come pubblico ufficiale, chiede denaro in contanti o preziosi.

sabato 1 marzo 2025

Allarme phishing: Trenitalia Tper mette in guardia gli utenti su e-mail fraudolente


Valerio Giusti del Comitato per la Ferrovia Porrettana avverte: 


Trenitalia Tper ha diramato un avviso ufficiale per mettere in guardia i propri clienti su una nuova ondata di truffe informatiche che sfruttano illecitamente il nome e il logo della società. Alcuni utenti hanno infatti segnalato di aver ricevuto e-mail fraudolente ( come quella in allegato) che, con un aspetto apparentemente autentico, promettono un inesistente "Pass Annuale gratuito" in cambio della partecipazione a un sondaggio online.

Le comunicazioni ingannevoli contengono un invito a cliccare su un link sospetto, un chiaro tentativo di phishing finalizzato a ottenere dati personali e sensibili dei destinatari. Questa tecnica, sempre più diffusa, mira a sottrarre informazioni riservate che potrebbero poi essere utilizzate per scopi fraudolenti.

A seguito di nuove segnalazioni di messaggi di questo tipo, Trenitalia Tper invita tutti i clienti a prestare la massima attenzione e a non cliccare sui link contenuti in e-mail sospette. La società ricorda inoltre che non è prassi aziendale richiedere dati personali attraverso simili modalità e raccomanda di verificare sempre l’autenticità delle comunicazioni ricevute, consultando il sito ufficiale o contattando il servizio clienti.

Per contrastare il fenomeno, si consiglia di segnalare eventuali e-mail sospette alle autorità competenti e di adottare le consuete misure di sicurezza informatica, come l'uso di password sicure e l’attivazione di sistemi di autenticazione a due fattori per la protezione dei propri account online.



venerdì 17 gennaio 2025

Truffatore si finge bancario per frodare un imprenditore: denunciato e recuperati 14mila euro

 Attenzione, l’intraprendenza dei truffatori non ha limiti


Si è finto un operatore di banca per truffare un imprenditore, ma è stato scoperto e denunciato. Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ferrara, al termine di un'indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Bologna, ha identificato un uomo accusato di frode informatica, accesso abusivo a sistema telematico e sostituzione di persona.

Grazie all’intervento delle forze dell’ordine, è stato possibile sequestrare e restituire al legittimo proprietario una somma di 14mila euro illecitamente sottratta.

Dalle indagini condotte dai militari della Tenenza di Cento, avviate dopo la denuncia dell’amministratore di una società locale, è emerso che il truffatore, fingendosi un rappresentante dell’istituto di credito presso cui l’impresa aveva un conto corrente, ha inviato un SMS all’imprenditore segnalando un presunto addebito sospetto.

Attraverso una serie di contatti telefonici, l’uomo è riuscito a convincere la vittima a fornire i dati di accesso al conto societario. Utilizzando queste informazioni, il malvivente ha acceduto da remoto al sistema bancario e sottratto fraudolentemente i 14mila euro.

L’amministratore dell’impresa, resosi conto della truffa dopo aver contattato il vero servizio clienti della banca, ha denunciato immediatamente l’accaduto ai militari della Tenenza di Cento. Le indagini hanno permesso di identificare il responsabile, denunciarlo e recuperare integralmente la somma sottratta, poi restituita al legittimo proprietario.

Il caso evidenzia ancora una volta l’importanza di prestare attenzione alle comunicazioni ricevute, specialmente quelle che richiedono dati sensibili, e di segnalare tempestivamente eventuali anomalie alle autorità competenti.

lunedì 23 dicembre 2024

Dottoressa truffata: finto operatore bancario le sottrae quasi 21mila euro

L’intraprendenza dei malandrini è stupefacente. Necessario quindi moltiplicare le attenzione e le difese dalle truffe.

Foto d'archivio


Ha ricevuto un SMS che sembrava provenire dalla società che gestisce la sua carta di credito e segnalava presunte anomalie. Preoccupata, una dottoressa bolognese ha cliccato sul link indicato nel messaggio, convinta di poter risolvere il problema. Poco dopo, però, è stata contattata telefonicamente da un uomo che si è presentato come “Luca”, un operatore della banca.

Con tono rassicurante, il finto operatore le ha spiegato che qualcuno avrebbe tentato di accedere indebitamente al suo conto e che, per proteggere i suoi risparmi, era necessario trasferire il denaro su un conto più sicuro. Fidandosi delle sue parole, la donna ha seguito le istruzioni ricevute: si è recata a uno sportello Bancomat e ha trasferito ben 20.900 euro sul conto indicato, utilizzando la causale “Restituzione fondi personali”.

Solo successivamente ha scoperto che il conto non apparteneva a un istituto bancario, bensì al truffatore. Resasi conto dell’inganno, si è rivolta ai carabinieri della stazione Bologna Navile, che hanno immediatamente avviato le indagini.

Grazie al lavoro investigativo, è stato identificato il presunto responsabile: un 49enne italiano, disoccupato e con precedenti penali, il cui vero nome, ovviamente, non è Luca. Le indagini proseguono per verificare eventuali altri episodi simili.

sabato 7 dicembre 2024

Falsi rimborsi fiscali: il phishing torna in azione

L’Agenzia delle Entrate raccomanda di non cliccare sui link presenti, di non scaricare, aprire e compilare eventuali allegati e di non fornire le credenziali d’accesso

 

L'agenzia invia: 


Le truffe online non conoscono tregua. L’Agenzia con l’avviso del 6 dicembre mette in guardia sull’ennesima campagna di phishing che sfrutta il tema dei rimborsi fiscali e il logo dell’Amministrazione per sottrarre via mail le credenziali bancarie delle malcapitate vittime. Come già avvenuto in circostanze simili, i truffatori utilizzano il pretesto di un falso rimborso dell’Amministrazione finanziaria in favore del destinatario della comunicazione per incoraggiarlo a inserire i propri dati personali o, come in questo caso, le credenziali del proprio istituto di credito bancario.

Le comunicazioni mail relative a questa nuova tipologia di phishing si caratterizzano per:

  • mittente indirizzo estraneo all’Agenzia delle entrate
  • riferimento nel corpo del messaggio o nell’oggetto a un fantomatico rimborso fiscale di importo variabile e casuale
  • presenza di un link malevolo che punta a una pagina con una grafica simile a quella dell’Agenzia delle entrate.

Cliccando sul link presente nel corpo della mail si viene indirizzati a una pagina di phishing nella quale l’utente viene invitato a selezionare la propria banca, a partire dall’elenco proposto, per una verifica dell’account ai fini del corretto trasferimento dell’importo da rimborsare.

 

Una schermata del portale contraffatto.


Le comunicazioni potrebbero esser recapitate anche sulla Pec della vittima, con l’intento di renderle ancora più verosimili.

L’Agenzia raccomanda di prestare la massima attenzione a questa tipologia di comunicazioni, di non cliccare sui link presenti, di non scaricare, aprire e compilare eventuali allegati, di non fornire credenziali d’accesso, dati personali e le coordinate bancarie in occasione di eventuali telefonate legate a questo tipo di fenomeni e di non ricontattare assolutamente il mittente di eventuali comunicazioni.

L’Agenzia delle entrate disconosce questa tipologia di comunicazioni, rispetto alle quali si dichiara totalmente estranea. In caso di dubbi sulla veridicità di una comunicazione ricevuta dall’Agenzia, è sempre preferibile verificare preliminarmente consultando la pagina “Focus sul phishing”, rivolgersi ai contatti reperibili sul portale istituzionale   www.agenziaentrate.gov.it o direttamente all’ufficio territorialmente competente.

mercoledì 2 ottobre 2024

Anche le offerte di lavoro social possono nascondere la truffa

 Il raggiro si attua offrendo un lavoro semplice da svolgere comodamente da casa e con la prospettiva di ottenere facili guadagni.


Codici informa: 


Attenzione agli annunci

Questi annunci sono sempre più diffusi e circolano frequentemente tramite le app di messaggistica istantanea. Sono offerte che attirano inevitabilmente l’attenzione dell’utente e su cui l’associazione Codici invita a prestare la massima attenzione, perché spesso nascondo una trappola.

Il “lavoro” sui social

Una delle frodi più diffuse è quella che riguarda lavori da svolgere sui social. I compiti sono all’apparenza banali: seguire pagine e profili, pubblicare commenti, mettere like a foto e video, scrivere valutazioni di hotel. Qualche click in cambio di somme discrete. Il problema, su cui l’associazione Codici richiama l’attenzione degli utenti mettendoli in guardia, è che inizialmente viene richiesto il pagamento di una piccola somma. Questo è l’elemento che deve far scattare l’allarme, come sottolineato anche dalla Polizia Postale, sempre attenta su questo fronte per informare e tutelare i cittadini. Se la spesa appare cosa di poco conto, il problema è che poi si ricevono altre richieste, questa volta con la scusa di poter sbloccare il pagamento del lavoro svolto. Le somme non saranno mai liquidate. È così che il lavoro facile e remunerativo si rivela una truffa.

Come bloccare i messaggi sospetti

L’associazione Codici invita a diffidare da offerte di lavoro che prospettano compiti poco impegnativi e guadagni facili, soprattutto quando vengono veicolate tramite messaggi via app o social inviati da mittenti sconosciuti. Per evitare di essere inseriti su gruppi indesiderati, la Polizia Postale consiglia di selezionare, dalle impostazioni di privacy delle app di messaggistica istantanea, l’opzione “consenti solo ai miei contatti di aggiungermi sui gruppi”.

Questo comunicato stampa rientra nell’ambito del progetto Circolo Virtuoso, finanziato dal MIMIT D.M. 6/5/2022 art. 5.

L’associazione Codici può supportarti, non esitare a contattarci!
Per informazioni scrivere a segreteria.sportello@codici.org
Telefono 06.55.71.996

(Segnalato da Dubbio)

martedì 27 agosto 2024

Attenzione alle fake news: Gli abbonamenti gratuiti per bus e treni regionali offerti a tutti i residenti dell’Emilia-Romagna sui social sono una truffa.

La notizia veicolata con un post su Facebook. Numerose le segnalazioni pervenute da inizio agosto a Tper e all’Urp regionale. La Regione interviene segnalando i falsi profili a Meta e alla Polizia postale

 

Attenzione, i post che stanno circolando di nuovo in queste settimane su Facebook e che promettono abbonamenti gratuiti per bus o treni regionali per tutti i residenti dell’Emilia- Romagna, sono una truffa.

Si tratta di una falsa campagna di comunicazione “Mi muovo” lanciata sulla piattaforma Meta da profili falsi per ottenere soldi o rubare l’identità dei cittadini.

Lo sottolinea la Regione che, in seguito alle numerose segnalazioni pervenute a Tper e all’Urp regionale a partire da inizio agosto, ha segnalato la frode alla Polizia postale e a Meta per individuare i responsabili e oscurare le pagine.

Il falso messaggio, che può trarre in inganno perché riporta l’immagine della tessera regionale ‘Mi Muovo’, promette sei mesi di abbonamento gratuito con un’offerta speciale da attivare subito.

È importante non cliccare sugli url riportati nella comunicazione truffaldina e controllare sempre prima sul sito della Regione (https://www.regione.emilia-romagna.it/) o quello della Mobilità (https://mobilita.regione.emilia-romagna.it/) se sono attive iniziative di risparmio per gli abbonati ai mezzi pubblici.

La Regione, ad esempio, mette a disposizione, con l’iniziativa Salta Su, l’abbonamento gratuito per gli studenti delle elementari, medie, superiori e istituti di formazione professionale, residenti in Emilia-Romagna, che scelgono di andare a scuola utilizzando bus e treni regionali. Una misura che, lo scorso anno, ha fatto viaggiare gratuitamente oltre 220mila ragazze e ragazzi con un risparmio per le famiglie emiliano-romagnole che supera i 47,5 milioni di euro (in media circa 300 euro a figlio).

 

mercoledì 14 agosto 2024

L’intraprendenza dei truffatori non conosce soste

Atm manomesso. Sequestrato congegno per bloccare le banconote .In questi casi, restare davanti al bancomat e contattare immediatamente il servizio clienti della banca o il numero unico di emergenza 112.


I Carabinieri della Stazione di Roma Tor Vergata sono intervenuti su segnalazione di un cittadino che aveva riscontrato una mancata erogazione di banconote durante un prelievo presso l’ATM di un istituto di credito. 

Sul posto i militari hanno constatato la manomissione del dispositivo da parte di ignoti. Questi avevano inserito all’interno dell’erogatore un congegno artigianale, realizzato in plastica, appositamente per trattenere le banconote appena erogare, impendendo al prelevante di riceverle. 
Lo stratagemma avrebbe consentito ai malviventi di recuperare le banconote in un secondo momento, lasciando la vittima inconsapevole del furto delle banconote. 
I militari hanno recuperato le banconote e le hanno restituite alla vittima, mentre il congegno utilizzato per ingannare le vittime è stato sequestrato. 

I Carabinieri consigliano, in questi casi, di restare davanti al bancomat e contattare immediatamente il servizio clienti della banca o il numero unico di emergenza 112.

(Segnalato da Dubbio) 

giovedì 1 agosto 2024

L’intraprendenza dei truffatori è a volte stupefacente

 Fingendosi postino chiamava la vittima al piano terra  dicendo che doveva firmare la ricevuta di una raccomandata. Quindi velocemente saliva le scale e mentre il malcapitato a terra cercare inutilmente il postino, entrava nell'appartamente rimasto incustodito e la svuotava.

 


L'espediente era quello del finto postino, che invitava a scendere per firmare una raccomandata: mentre la vittima di turno era in ascensore, lui raggiungeva per le scale l'appartamento, entrava facilmente e rubava soldi e gioielli.

Il ladro, arrestato a Bologna dalla polizia, è un 44enne di origine tunisina, regolare in Italia e con alle spalle vari precedenti, tanto che solo lo scorso aprile era tornato in libertà dopo una condanna per rapina.

    Gli investigatori della squadra Mobile lo hanno incastrato al termine di un'indagine avviata a seguito di una serie di furti di questo tipo messi a segno nelle ultime settimane in città. Ieri l'uomo, già al centro di sospetti, ha adocchiato una pensionata di 84 anni mentre faceva la spesa al mercato di San Ruffillo, poi l'ha seguita fino a casa, in via Toscana. Qualche minuto dopo ha suonato il campanello qualificandosi come postino e le ha chiesto di scendere per la firma di una raccomandata.
    Mentre l'anziana era in ascensore, lui ha avuto il tempo di salire per le scale, entrare in casa (la cui porta era stata chiusa senza mandate), e rubare quello che ha trovato. Quando ha tentato di allontanarsi, su un'auto a noleggio, ha trovato la polizia.
    Gli agenti hanno recuperato il bottino appena trafugato (soldi e gioielli per circa 3mila euro), ma anche refurtiva di altri due furti in abitazione commessi di recente: uno via Vasco de Gama e un altro in via Tita Ruffo, dove aveva portato via anche attrezzature medicali di un paziente diabetico. L'uomo è accusato di furto e di ricettazione per questi episodi, ma non è escluso un suo coinvolgimento anche in altri fatti analoghi avvenuti nelle ultime settimane a Bologna. ( Ansa)
 

domenica 7 luglio 2024

Si spaccia per la figlia e con telefonate e sms riesce a truffare l'ignara madre. L’ ideatore del raggiro è stato identificato e denunciato dai carabinieri.

I male intenzionati riescono sempre a trovare nuove tecniche per 'fregare'  il prossimo. Riportiamo l’ennesimo caso rilevato dai Carabinieri come monito a fare attenzione.

 

E’ stato denunciato un 40enne italiano, coniugato, già noto alle Forze dell’Ordine, accusato del reato di truffa. 

La vittima, 55enne, si è rivolta ai militari riferendo di aver ricevuto, durante un pomeriggio dello scorso mese di giugno, alcuni sms e telefonate sul proprio numero di cellulare. L’interlocutrice, facendo finta di essere la figlia della 55enne, le ha chiesto di ricevere una ricarica postepay pari a 920 euro, raccontandole di essere in difficoltà economica perché aveva smarrito il portafogli ed il cellulare.

La donna, sapendo che la figlia si trovava all’estero in vacanza e, ipotizzando che potesse avere realmente bisogno di denaro, ha provveduto così ad effettuare la ricarica. La donna ha raccontato inoltre di aver ricevuto il giorno seguente una telefonata da parte di un altro numero telefonico con una nuova richiesta di soldi, questa volta dell’importo pari a 980 euro; richiesta non accolta in quanto la donna, dopo essere riuscita a parlare con la 'vera' figlia, si è resa conto di essere stata raggirata e truffata.

 

I Carabinieri del Comando Provinciale di Bologna raccomandano la massima attenzione sul fenomeno delle truffe, soprattutto ai danni delle fasce deboli e ricordano che al link www.carabinieri.it/in-vostro-aiuto/consigli/contro-le-truffe<http://www.carabinieri.it/in-vostro-aiuto/consigli/contro-le-truffe> è possibile consultare i consigli dell’Arma.

mercoledì 8 maggio 2024

Gli abbonamenti gratuiti per bus e treni regionali offerti sui social sono una truffa.

 Mobilità. “Mi muovo”, attenzione alle fake news: La Regione interviene segnalando i falsi profili a Meta e alla Polizia postale


La Regione informa: 

Attenzione, i post che stanno circolando sui social network da circa una settimana su Facebook e che promettono abbonamenti gratuiti per bus o treni regionali per tutti i residenti dell’Emilia- Romagna, sono una truffa.

Si tratta di una falsa campagna di comunicazione “Mi muovo” lanciata sulla piattaforma Meta da profili falsi per ottenere soldi o rubare l’identità dei cittadini.

Lo sottolinea la Regione che, in seguito alle numerose segnalazioni pervenute a Tper e all’Urp regionale a partire dal 30 aprile scorso, ha segnalato la frode alla Polizia postale e a Meta per individuare i responsabili e oscurare le pagine.

Il falso messaggio, che può trarre in inganno perché riporta l’immagine della tessera regionale ‘Mi Muovo’, promette da uno a tre anni di abbonamento gratuito, in un’offerta speciale da attivare entro il 31 maggio, e invita l’utente a cliccare sugli Url https://healthquino.com/FcGkrWBz o multidalt.com.

È importante non cliccare su quegli Url e controllare sempre prima sul sito della Regione (https://www.regione.emilia-romagna.it/) o quello della Mobilità (https://mobilita.regione.emilia-romagna.it/) se sono attive iniziative di risparmio per gli abbonati ai mezzi pubblici.


Esempi di truffa: 




(Segnalato da Dubbio) 

giovedì 7 settembre 2023

Ex autista del 118 denuncia il furto dell’uniforme.

 18 anni dopo si  è  fatta luce sul furto ed è stato denunciato per ricettazione il finto volontario che lo utilizzava per raccogliere fondi indebitamente

 

I Carabinieri di Monzuno  sono risaliti all’origine di un giaccone del 118 sequestrato nel luglio scorso durante una perquisizione richiesta dalla Procura della Repubblica di Bologna nel corso di un’indagine finalizzata all’identificazione di un truffatore  che si stava spacciando per un volontario della Protezione Civile, al fine di raccogliere gli aiuti umanitari da destinare alle popolazioni colpite dall’alluvione dell’Emilia Romagna.

Il giaccone sequestrato dai Carabinieri, grazie ai contrassegni riportati sullo stesso, è stato accertato essere stato rubato ben 18 anni fa al Pronto Soccorso di Vergato , ma all’epoca dei fatti la denuncia non era stata presentata.

L’indumento era stato assegnato a un’autista del 118 che aveva 50 anni. Sentito dai Carabinieri, l’autista, che oggi di anni ne ha 68, ha ricostruito la vicenda e presentato ora per allora denuncia di furto, specificando che in quella giornata del 2005, dopo aver terminato il turno di servizio, aveva riposto il giaccone nell’area allestita al lavaggio degli indumenti. Al suo rientro, però, il giaccone era scomparso.

Adesso, nei confronti del cittadino che si spacciava per volontario, già denunciato per truffa continuata e usurpazione di titoli, è scattata una nuova denuncia per ricettazione.



giovedì 13 luglio 2023

A Vado di Monzuno, truffa ai danni degli alluvionati.

Scoperto e arrestato dai Carabinieri chi raccoglieva senza titolo fondi per i  danneggiati dal maltempo di maggio. 

Si spacciava per volontario della Protezione Civile incaricato di raccogliere aiuti umanitari da destinare alle popolazioni colpite dall'alluvione di maggio in Emilia-Romagna, ma era un truffatore.

Lo hanno scoperto i carabinieri di Monzuno  che hanno indagato un 40enne residente sull'Appennino per  truffa continuata e usurpazione di titoli.

L'uomo è stato anche sottoposto a una perquisizione domiciliare che ha portato al sequestro di pettorine con strisce catarifrangenti e altri indumenti riconducibili a enti e associazioni di solidarietà.

L'indagine dei Carabinieri è scaturita da segnalazioni che di recente in alcuni comuni dell'Appennino bolognese un soggetto si stava spacciando per volontario della Protezione Civile e raccoglieva beni e denaro sostenendo che sarebbe stato destinato in beneficenza alle popolazioni romagnole.

Il 30 maggio scorso i militari, venuti a conoscenza che una tassista avrebbe dovuto incontrarlo per consegnargli beni di prima necessità da destinare agli alluvionati di Ravenna, si sono presentati all'appuntamento riuscendo cosi ad identificarlo. L'uomo non è stato in grado di giustificare in alcun modo la sua attività di beneficienza.

La tassista, ignara di essere stata imbrogliata, ha poi sporto denuncia per truffa. Analoga denuncia è stata presentata anche da un'associazione di cacciatori della zona che avevano donato al 40enne cibo e bevande del valore di 720 euro, sempre da destinare agli alluvionati.


mercoledì 7 giugno 2023

La truffa era semplicissima: offrivano on line ricambi originali e fornivano invece pezzi rigenerati o scadenti

 La Guardia di Finanza di  Bologna ha sequestrato un sito e-commerce di ricambi per stampanti. Raggirati centinaia di clienti. 

In un sito internet si pubblicizzava ricambi originali per stampanti di noti marchi , quali HP, Samsung, Toshiba e Dell e si offrivano a un prezzo molto vantaggioso. Nel sito erano stati inseriti circa 50 annunci,  toner e cartucce per stampanti, con  dettagli tecnici e le immagini dei prodotti. Gli acquirenti però, dopo aver pagato il prezzo richiesto, all'arrivo della merce a casa scoprivano che erano prodotti compatibili o rigenerati, spesso di scarsa qualità.

Nonostante i reiterati reclami, i consumatori  non riuscivano a ottenere il rimborso di quanto corrisposto e, in alcuni casi, i prodotti acquistati non venivano neppure spediti.

Grazie a tali condotte l’amministratore della piattaforma ha ottenuto ricavi, nell’ultimo triennio, per oltre 500.000 euro.

I  finanzieri del 1° Nucleo Operativo Metropolitano hanno approfondito, attraverso tecniche di open source intelligence, le circa 100 recensioni negative presenti sul web riferite alla piattaforma  hanno individuato  un soggetto residente a Bologna, protagonista della truffa.

Il responsabile è stato quindi deferito per “frode in commercio” alla Procura della Repubblica di Bologna, la quale ha disposto la perquisizione dell’abitazione dell’indagato e del luogo di stoccaggio della merce, entrambi collocati nella periferia di Bologna. All’esito delle perquisizioni sono stati sequestrati il pc e il server utilizzati per l’attività illecita nonché circa 200 ricambi destinati alla vendita.

venerdì 17 marzo 2023

La truffa è sempre dietro l’angolo. Attenzione.

Ennesimo subdolo tentativo di phishing, molto “fantasioso”: messaggi arrivano alla casella di posta elettronica e mirano a imbrogliare i contribuenti tramite l’annuncio di rimborsi fiscali erogabili una volta scaricato il modulo a portata di click

L’Agenzia delle Entrate informa:

Le false e-mail dell’Agenzia delle entrate contengono comunicazioni di presunti “compensi” per “operosità fiscale”, in realtà sono portatori dell’ennesima ondata di diffusione del malware Ursnif. I messaggi citano i consueti dati “esca” in tema di rimborsi, scelti ad hoc per ingannare i destinatari. L’Agenzia dichiara la totale estraneità rispetto a questo tipo di e-mail e invita a cestinarle senza indugi e senza aprire allegati e link.

I testi confezionati dai truffatori, in questo caso, sono particolarmente maldestri e contengono errori molto grossolani: mittente completamente estraneo all’Agenzia delle entrate, uffici inesistenti, testo generico ed errori di sintassi e di ortografia.
In particolare, a colpire, è l’uso fantasioso dei termini fiscali.

I falsi messaggi comunicano che l’Agenzia avrebbe “statuito” o “decretato” che il contribuente avrebbe diritto a un rimborso fiscale o a un “compenso fiscale”, ottenibile una volta compilato il modulo accessibile tramite apposito link, ovviamente malevolo e assolutamente da non cliccare.

 

Eccone un esempio: