Visualizzazione post con etichetta occupazione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta occupazione. Mostra tutti i post

venerdì 19 giugno 2026

De Maria (PD) lancia un preoccupato comunicato sugli 80 licenziamenti alla Gaggio Tech informando di aver presentato una interrogazione parlamentare

 Gaggio Tech: 83 assunzioni, riparte la produzione ...


L’on. Andrea De Maria scrive:

 

Destano grande preoccupazione le notizie relative alla Gaggio Tech, ex Saga Caffee, di Gaggio Montano. Un presidio produttivo fondamentale per l’Appennino Bolognese e di valore nazionale.

Da tempo è in atto una vertenza legata a un forte ridimensionamento dell’attivtà, che vede oggi, scaduta la cassa integrazione, la notizia della previsione del licenziamento , con il ricorso alla Naspi , di circa 80 lavoratori.

Ho presentato una interrogazione parlamentare al Ministero per lo Sviluppo Economico e il Made in Italy per sollecitare l’attenzione del governo.”

martedì 10 febbraio 2026

Vergato lancia “Under 30 Lab”: quattro incontri gratuiti per orientare i giovani al lavoro

 



Un percorso pratico e gratuito per aiutare i giovani a orientarsi nel mondo del lavoro e a costruire una strategia efficace per il proprio futuro professionale. È questo l’obiettivo di Under 30 Lab, il nuovo progetto promosso dal Comune di Vergato in collaborazione con Insieme per il Lavoro, Namo APS e BIS – Bologna Innovation Square.

L’iniziativa è rivolta a ragazze e ragazzi tra i 19 e i 29 anni e si articolerà in quattro incontri, in programma tra febbraio e marzo 2026, che si svolgeranno presso la Sala Consiliare del Municipio di Vergato. La partecipazione è gratuita.

Il laboratorio offrirà strumenti concreti per l’orientamento professionale, l’analisi delle competenze e la ricerca attiva di opportunità occupazionali. Gli incontri saranno strutturati come momenti di confronto guidato, esercitazioni pratiche e accompagnamento personalizzato, con l’obiettivo di rafforzare la consapevolezza delle proprie capacità e migliorare l’efficacia delle candidature.

Questo il calendario degli appuntamenti, tutti dalle 16.00 alle 18.00:

·         23 febbraio 2026 – Progetti e obiettivi di inserimento professionale;

·         3 marzo 2026 – La valorizzazione delle competenze;

·         10 marzo 2026 – La definizione di una strategia di ricerca;

·         17 marzo 2026 – La ricerca attiva del lavoro.

Il progetto punta inoltre a rafforzare la rete tra enti pubblici, servizi per l’impiego e realtà locali, contribuendo a creare un sistema di supporto più integrato per l’occupazione giovanile nel territorio dell’Appennino.

Per informazioni è possibile contattare i numeri 051 2197106 e 331 4903853.

martedì 16 dicembre 2025

A rischio un altro polo occupazionale della Val del Reno.




La Manz Italy Srl ha annunciato l’intenzione di chiudere lo stabilimento di Sasso Marconi, mettendo in discussione il futuro di decine di lavoratrici e lavoratori. La società, controllata dal gruppo multinazionale tedesco Manz e attiva nella produzione di batterie al litio e condensatori, ha comunicato la decisione a circa un anno dal default della casa madre, avvenuto alla fine del 2024, i cui effetti si sono riflessi immediatamente anche sull’azienda italiana.

Manz Italy era infatti inserita in un avanzato percorso di acquisizione che avrebbe dovuto garantire continuità produttiva e occupazionale. Il processo si è però interrotto bruscamente negli ultimi giorni utili, a seguito di una decisione assunta dalla capogruppo dell’impresa offerente, lasciando il personale in una situazione di improvvisa e profonda incertezza.

Per affrontare l’emergenza occupazionale, si è riunito oggi il Tavolo di Salvaguardia del patrimonio produttivo della Città metropolitana di Bologna, presieduto dal capo di Gabinetto e delegato al Lavoro Stefano Mazzetti. All’incontro hanno partecipato l’assessore regionale al Lavoro Giovanni Paglia, il sindaco di Sasso Marconi Roberto Parmeggiani, l’assessora comunale Silvia Martini, oltre ai rappresentanti dell’Agenzia regionale per il lavoro, di Confindustria Emilia Area Centro, della proprietà aziendale e delle organizzazioni sindacali.

Obiettivo della riunione è stato individuare strumenti e percorsi di tutela efficaci per tutte le persone coinvolte, in un passaggio ritenuto cruciale per limitare l’impatto sociale della possibile chiusura dello stabilimento.

Durante il confronto, la dirigenza di Manz Italy ha sottolineato come l’esito negativo della vicenda sia stato del tutto inatteso. L’operazione di acquisizione – hanno spiegato – appariva ormai prossima alla conclusione e rappresentava una concreta prospettiva di rilancio. Il repentino cambio di scenario ha invece determinato un clima di forte incertezza, che l’azienda stessa ha definito motivo di grande sconcerto.

Forte la preoccupazione espressa dalle organizzazioni sindacali, che hanno sollecitato un intervento urgente delle istituzioni per garantire la massima tutela possibile agli occupati. Tra le priorità indicate, l’attivazione immediata di contatti con altre realtà produttive del territorio, al fine di favorire concrete opportunità di ricollocazione lavorativa per gli addetti coinvolti.

Netta la posizione delle istituzioni. «Siamo sconcertati da una decisione arrivata quasi al termine di un processo già avviato – hanno dichiarato Stefano Mazzetti e Giovanni Paglia –. Ci muoviamo in un contesto complicato e del tutto inatteso: le premesse erano ben diverse e questa conclusione non fa onore a chi si era fatto carico dell’offerta, vanificando l’intera operazione all’ultimo metro».

I due rappresentanti hanno infine assicurato un impegno immediato: «Verificheremo in tempi brevissimi tutte le strade possibili, dalle politiche attive del lavoro ai percorsi formativi messi a disposizione dalla Regione, fino agli strumenti di supporto alla ricollocazione della Città metropolitana, mantenendo un dialogo costante con le parti sociali e con tutti gli attori coinvolti»


domenica 15 giugno 2025

L’Agenzia delle Entrate cerca 250 tecnici: pubblicato il bando

I nuovi assunti si occuperanno di servizi catastali, cartografici, estimativi e dell’osservatorio del mercato immobiliare. Domande entro il 14 luglio sul portale InPA.


Nuove opportunità di lavoro nella Pubblica Amministrazione. L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato  un bando di concorso per l’assunzione a tempo indeterminato di 250 funzionari tecnici. I vincitori saranno impiegati in attività legate ai servizi catastali, cartografici, estimativi e all’osservatorio del mercato immobiliare.

I posti disponibili sono distribuiti tra le direzioni regionali e la Direzione centrale di Roma, come dettagliato in una tabella allegata al bando.
Le candidature dovranno essere inviate esclusivamente online, attraverso il portale InPA, entro le ore 23:59 del 14 luglio 2025.

Possono partecipare al concorso coloro che, entro la scadenza del bando, siano in possesso di uno dei seguenti titoli di studio:

·         Diploma di laurea in architettura o ingegneria secondo l’ordinamento previgente al D.M. n. 509/1999 (o titolo equipollente);

·         Laurea magistrale o specialistica equiparata ai suddetti diplomi secondo il D.M. 9 luglio 2009.

Sono ammessi anche i candidati con titoli di studio conseguiti all’estero, riconosciuti equipollenti ai sensi della normativa vigente, o in fase di riconoscimento, purché la relativa richiesta sia stata presentata entro la scadenza del bando.

Ulteriori requisiti richiesti:

·         cittadinanza italiana;

·         regolare posizione rispetto agli obblighi di leva;

·         godimento dei diritti civili e politici;

·         idoneità fisica all’impiego.

Le domande devono essere inoltrate tramite il Portale unico del reclutamento “inPA”, previa autenticazione con SPID, CIE, CNS o eIDAS. È necessario essere in possesso di un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) o di un domicilio digitale intestato al candidato.

È previsto il pagamento di una quota di partecipazione di 10 euro, da versare entro la scadenza del bando. La somma sarà rimborsata in caso di effettiva partecipazione alla prova scritta.

I candidati con disabilità potranno richiedere tempi aggiuntivi o sussidi specifici, allegando la documentazione necessaria durante la compilazione della domanda.

La selezione prevede un’unica prova scritta con quesiti a risposta multipla. Le materie oggetto della prova sono:

·         Geodesia, topografia e cartografia

·         Architettura tecnica

·         Estimo ed economia immobiliare

·         Normativa catastale

·         Legislazione edilizia e urbanistica

·         Elementi di diritto amministrativo e tributario

·         Normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro

Durante la prova sarà inoltre verificata la conoscenza della lingua inglese e delle principali applicazioni informatiche.

La prova è valutata in trentesimi e si considera superata con un punteggio minimo di 21/30. Il calendario della prova scritta sarà pubblicato il 24 luglio 2025 sul sito dell’Agenzia delle Entrate e su InPA, con valore di notifica ufficiale.

La graduatoria finale sarà pubblicata su entrambi i portali con valore legale. I candidati risultati vincitori, in regola con la documentazione, saranno assunti a tempo indeterminato e dovranno restare nella sede di assegnazione per almeno cinque anni.

L’inserimento in servizio sarà preceduto da un periodo di prova di quattro mesi, finalizzato a valutare la capacità dei neoassunti di applicare le proprie conoscenze in contesti operativi e le competenze trasversali.

domenica 19 maggio 2024

Occupati e disoccupati marzo 2024

 



A marzo 2024, rispetto al mese precedente, aumentano gli occupati e gli inattivi, mentre diminuiscono i disoccupati.

L’occupazione cresce (+0,3%, pari a +70mila unità) per uomini e donne, per dipendenti e autonomi e per tutte le classi d’età a eccezione dei 35-49enni che registrano un calo. Il tasso di occupazione sale al 62,1% (+0,2 punti).

Similmente, il numero di persone in cerca di lavoro diminuisce (-2,8%, pari a -53mila unità) per entrambi i generi e in ogni classe d’età tranne per i 35-49enni. Il tasso di disoccupazione totale scende al 7,2% (-0,2 punti), quello giovanile al 20,1% (-2,3 punti).

La crescita del numero di inattivi (+0,1%, pari a +12mila unità, tra i 15 e i 64 anni) si osserva solo per gli uomini e gli under 50; tra chi ha almeno 50 anni l’inattività diminuisce. Il tasso di inattività si mantiene stabile al 33,0%.

Confrontando il primo trimestre 2024 con il quarto 2023, si registra un aumento del livello di occupazione pari allo 0,2%, per un totale di 56mila occupati.

La crescita dell’occupazione, osservata nel confronto trimestrale, si associa alla diminuzione delle persone in cerca di lavoro (-2,1%, pari a -40mila unità) e all’aumento degli inattivi (+0,3%, pari a +40mila unità).

Il numero di occupati a marzo 2024 supera quello di marzo 2023 dell’1,8% (+425mila unità). L’aumento coinvolge uomini, donne e tutte le classi d’età, a eccezione dei 35-49enni per effetto della dinamica demografica negativa: il tasso di occupazione, che nel complesso è in aumento di 1,0 punti percentuali, sale anche in questa classe di età (+0,6 punti) perché la diminuzione del numero di occupati 35-49enni è meno marcata di quella della corrispondente popolazione complessiva.

Rispetto a marzo 2023, calano sia il numero di persone in cerca di lavoro (-7,4%, pari a -148mila unità) sia quello degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-1,7%, pari a -213mila).

A marzo 2024 la crescita dell’occupazione è effetto dell’aumento sia dei dipendenti, che raggiungono i 18 milioni 793mila, sia degli autonomi, pari a 5 milioni 56mila.
Il numero degli occupati – 23 milioni 849mila – è superiore di 425mila unità rispetto a marzo 2023, come conseguenza dell’incremento di 559mila dipendenti permanenti e di 46mila autonomi, a fronte della diminuzione di 180mila dipendenti a termine.
Su base mensile, il tasso di occupazione sale al 62,1%, quello di disoccupazione scende al 7,2%, mentre il tasso di inattività è stabile al 33,0%.
 

sabato 5 agosto 2023

Dati sugli occupati e disoccupati - giugno 2023

 

ISTAT informa:

A giugno 2023, rispetto al mese precedente, all’aumento degli occupati si associa la diminuzione dei disoccupati e degli inattivi.

L’occupazione cresce (+0,3%, pari a +82mila unità) per uomini e donne, per tutte le classi d’età e per i dipendenti, calando solo tra gli autonomi. Il tasso di occupazione sale al 61,5% (+0,2 punti).

Il numero di persone in cerca di lavoro, rispetto a maggio 2023, diminuisce (-2,3%, pari a -44mila unità) anch’esso per uomini e donne e per tutte le classi d’età. Il tasso di disoccupazione totale scende al 7,4% (-0,2 punti), quello giovanile al 21,3% (-0,4 punti).

Il numero di inattivi tra i 15 e i 64 anni cala (-0,3%, pari a -43mila unità) per entrambi i sessi e tra gli over 24, restando sostanzialmente stabile tra i più giovani. Il tasso di inattività scende al 33,5% (-0,1 punti).

L’incremento del numero di occupati si osserva anche confrontando il secondo trimestre 2023 con il primo (+0,6%, pari a +147mila unità).

La crescita dell’occupazione, osservata nel confronto trimestrale, si associa alla diminuzione delle persone in cerca di lavoro (-4,0%, pari a -80mila unità) e degli inattivi (-0,5%, pari a -60mila unità).

Il numero di occupati a giugno 2023 supera quello di giugno 2022 dell’1,7% (+385mila unità). L’aumento coinvolge uomini, donne e tutte le classi d’età, ad eccezione dei 35-49enni per effetto della dinamica demografica negativa; il tasso di occupazione, che nel complesso è in aumento di 1,1 punti percentuali, sale anche in questa classe di età (+0,7 punti) perché la diminuzione del numero di occupati 35-49enni è meno marcata di quella della corrispondente popolazione complessiva.

Rispetto a giugno 2022, diminuisce sia il numero di persone in cerca di lavoro (-8,7%, pari a -178mila unità) sia il numero di inattivi tra i 15 e i 64 anni (-2,2%, pari a -280mila).

giovedì 16 dicembre 2021

Saga Coffee: preaccordo con Tecnostamp Triulzi e Minifaber

 Nell'incontro in Regione sindacati e istituzioni ha aperto una speranza

Primo incontro fra i rappresentanti dei lavoratori della Saga Coffee di Gaggio Montano , in presidio da oltre un mese, e due imprese interessate a reindustrializzare il sito in Appennino: oltre alla Tecnostamp Triulzi di Carate Brianza (Monza), il cui interesse allo stabilimento era già noto, si è aggiunta anche la bergamasca Minifaber, che si occupa di lavorazione lamiere.

Fra le due aziende e la proprietà, il gruppo bergamasco Evoca che intende chiudere il sito di Gaggio entro il 2022, c'è già un preaccordo, ma l'accordo definitivo andrà raggiunto nelle prossime settimane anche sulla base della trattativa con i sindacati.(ANSA).

martedì 9 marzo 2021

La chiusura della Fiac di Pontecchio, l'ennesimo scippo al patrimonio occupazionale della Valle del Reno

FDI : “l’epilogo non ci soddisfa e costituisce un precedente pericoloso”

 


di Marta Evangelisti

Consigliere metropolitano gruppo “Uniti per l’Alternativa”


Avevamo già espresso preoccupazione nei confronti della situazione FIAC e sulla stessa, avevamo chiesto - con l’On Galeazzo Bignami deputato di FDI e Lorenzo Biagioni, responsabile locale FDI - massima attenzione da parte delle istituzioni locali, avendo ravvisato, fin da subito, una posizione oltremodo rigida della proprietà.
Le rassicurazioni ricevute e, soprattutto, la tranquillità con cui la gestione assumeva essere sotto controllo, non ci ha mai rassicurato.

Ciò che è accaduto è davvero allarmante e, purtroppo, costituirà un precedente pericoloso.

Infatti alla conferma dello spostamento della produzione nel torinese, seguirà Cassa integrazione straordinaria per cessazione di attività, dimissioni incentivate, pensionamenti alla scadenza degli ammortizzatori, outplacement e trasferimenti volontari nello stabilimento piemontese: insomma, più o meno tutto quello che era già stato previsto sin dall’inizio, dalla stessa proprietà.

Si tratta dell’ennesima delocalizzazione che contribuirà a rendere più fragile il territorio in un momento in cui la contrazione nel mondo del lavoro è forte così come molteplici sono le difficoltà per chi decide di investire, soprattutto nel territorio della provincia.

Questa vicenda infatti attesta come il nostro territorio non è così attrattivo come si rinviene nella narrazione dell’Ente Regione e Città metropolitana, e di quanto di nuovo, di diverso ancora bisogna mettere in campo.

Auspichiamo quindi che nessuno venga lasciato solo ma soprattutto che vengano poste in essere nuove politiche atte a rendere davvero appetibili i nostri siti produttivi per chi decide di investire. Servono sgravi fiscali, contributi a fondo perduto e minor costo del lavoro, oltre ad una burocrazia anche a livello locale, più snella e meno ingarbugliata.
Sono queste le richieste che riproporremo ad ogni livello istituzionale compreso quello nazionale ove, riteniamo, si debba porre particolare attenzione anche alle ormai numerose delocalizzazioni, individuando una nuova legislazione che dia alle Istituzioni gli strumenti e le facoltà per governare processi con ricadute negative di tale portata”.

 

domenica 7 febbraio 2021

Imprese: cala l'occupazione in Emilia Romagna, -2,6% in terzo trimestre

Unioncamere, Covid pesa su hotel, ristorazione, divertimento

Cala l'occupazione nelle imprese in Emilia-Romagna nel terzo trimestre del 2020 - del 2,6% - ma non in tutti i settori: l'effetto pandemia pesa soprattutto, come prevedibile, sui comparti di alloggio, ristorazione, su alcuni segmenti del commercio, sulle attività ricreative e del divertimento, mentre al contrario crescono la filiera sanitaria e quella legata al digitale. È la fotografia scattata da Unioncamere regionale sulla base dei dati del Registro imprese delle Camere di commercio.
    A fine settembre gli addetti erano complessivamente 1.698.647, in un anno 45.148 in meno. Per ora tuttavia non c'è un effetto diffuso a tutti i settori sull'occupazione. Il dato trimestrale tendenziale regionale è stato determinato dal terziario (-3,3% rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente). Più contenuto il calo nel commercio (-2,4%). In agricoltura crollo del 6%. Tiene il settore delle costruzioni (+0,3%). Secondo gli analisti il blocco dei licenziamenti ha contenuto effetti più pesanti ma non ha evitato che determinate fasce di lavoratori - gli stagionali, i contratti a termine, i collaboratori con partita Iva - subissero gli effetti negativi della pandemia. Nei servizi di ristorazione gli addetti sono diminuiti del 6,2%, in quelli di alloggio del 18,5%.
    Ci sono stati però dei settori che nello stesso periodo hanno guadagnato occupati: quello della produzione di software, consulenza informatica e attività connesse (+8%), poi servizi finanziari (+5,2%). Più 8,7% gli addetti nella fabbricazione di computer e apparecchi elettromedicali. (ANSA).

 

giovedì 28 gennaio 2021

Lo stabilimento Kemet di Pontecchio Marconi è a rischio ridimensionamento occupazionale

L'allarme della Fiom: “L'azienda denuncia una sofferenza di ordini e di fatturato e una eccedenza occupazionale del 30 %.”

La Kemet di Sasso Marconi ha iniziato un viaggio in acque che si stanno agitando. Lo ha riferito la Fiom di Bologna dopo un incontro di aggiornamento il cui esito ha piuttosto allarmato l'organizzazione sindacale. L'azienda denuncia una riduzione di ordini e di fatturato e la spietata concorrenza dei produttori asiatici. Propone la riduzione del 30 % dei 319 occupati con contratto di solidarietà. Si tratterebbe quindi di circa 100 dipendenti. Non è un fulmine a ciel sereno poiché delle difficoltà dello stabilimento sassese se ne parlava da tempo.


La Fiom ha riferito il risultato dell'incontro in un comunicato che riportiamo:

Il 19 gennaio scorso si è svolto in via telematica una riunione tra le Organizzazioni Sindacali e la Direzione aziendale di Kemet Italia.
Gli argomenti sul tavolo sindacale di confronto sono stati:

  • Un aggiornamento rispetto alla possibilità di usufruire ancora di cassa covid;

  • Rendere nota da parte del Ministero del Lavoro la proroga del contratto di
    solidarietà fino ad agosto 2021 (anziché marzo 2021);

  • Budget 2021. 

In occasione dell’incontro l’Azienda ha comunicato alla Rsu e alle OrganizzazioniSindacali il calo di ordini e fatturato: 2 milioni di dollari in chiusura anno 2019 e 3 milioni e 200.000 dollari per l’anno 2020, con la preoccupante conseguenza che il conto economico sullo stabilimento di Pontecchio non si sostiene. 

L’Azienda ha dichiarato inoltre che oggi la situazione del mercato vede una concorrenza spietata di competitor asiatici.
Sugli investimenti sono confermati 1.000.000 di euro circa sul nuovo prodotto Novasentis e rimane confermata la missione industriale dello stabilimento di Pontecchio come polo di Innovazione e Produzione Tecnologica della Business Unit Film di Kemet.
Nel contempo l’Azienda ha comunicato la volontà di attuare un piano di ridimensionamento occupazionale importante (su 319 coinvolti nel Contratto di Solidarietà, il 30% in eccedenza) da condividere e agendo sul criterio della
volontarietà. L’azienda oggi occupa circa 376 dipendenti esclusi i dirigenti.
La RSU e la Fiom di Bologna esprimono la loro forte preoccupazione in termini di sostenibilità e prospettive future occupazionali dello stabilimento di Pontecchio; per questo sarà difficile trovare un punto di incontro.

Q

Quest’ultimo atto non deve essere l’ennesima riduzione occupazionale dello stabilimento di Pontecchio Marconi. In questi anni le Organizzazioni Sindacali hanno condiviso gli strumenti per sostenere la crisi, ma sempre in un’ottica di prospettiva e garanzia produttiva e occupazionale.
Oggi riteniamo che il quadro rappresentato degli investimenti in termini di prodotto e industrializzazione non sia sufficiente per garantire la tenuta occupazionale a lungo termine dello stabilimento storico di Pontecchio Marconi.
Per questo chiediamo alle Istituzioni locali e alla Regione Emilia Romagna un approfondimento affinché la Kemet arrivi a proporre ai lavoratori dello storico impianto una nuova prospettiva produttiva e occupazionale, garantita e integrata con investimenti appropriati.
Riteniamo infine che l’ulteriore ridimensionamento occupazionale di Kemet Italia a Pontecchio Marconi recherebbe un danno e conseguenze devastanti per la
prosperità della comunità locale.



mercoledì 18 novembre 2020

La Fiac di Pontecchio Marconi non genera profitti, ma la proprietà non vuole cederla.

Molto preoccupate le maestranze.  


C'è molta preoccupazione alla Fiac Compressori di Pontecchio Marconi. L'azienda è accusata di non 'procurare profitti', ma è ritenuta dalla multinazionale proprietaria invendibile. 

Ciò è risultato nel confronto al 'tavolo occupazione', uno dei 3 istituiti dopo l'accordo del luglio scorso che superava la crisi in corso, e che, con l'appoggio delle istituzioni, avrebbe dovuto valutare il 'piano sociale' e portare a un equilibrio occupazionale e produttivo. All'ultima dichiarazione della dirigenza  di assenza di utili, il segretario provinciale della Fiom, Michele Bulgarelli, ha prospettato l'eventualità di cedere il polo produttivo ad un altro gruppo industriale, nella convinzione che l'ipotesi potesse interessare: la proprietà, non solo avrebbe potuto ricavare un utile dalla cessione, ma si sarebbe disfatta di un polo produttivo che giudicava inutile, se non gravoso. Ne è seguita una decisa risposta negativa: la Fiac non era cedibile. E ciò ha ancor più allarmato poiché è parsa evidente la strategia della multinazionale che non ricerca la valorizzazione del polo produttivo di Pontecchio per il pieno utilizzo delle professionalità che lo stabilimento vanta. L'intento della proprietà è un altro.

 “L'azienda denuncia un 'bilancio sofferente' e non prende minimamente in esame proposte migliorative", racconta la componente della rappresentanza sindacale Fiac, Barbara Gasparoni . " E' un muro di gomma. Ciò genera inquietudine. Non è un gioco,” continua. “Sono in discussione 160 stipendi, quindi la vita di altrettante famiglie e il reddito di numerose altre persone impegnate nell'indotto. Siamo molto preoccupati. Molti di noi abitano in montagna L'unica luce è la vicinanza attiva delle istituzioni,” conclude Barbara.

 

venerdì 3 aprile 2020

Operatori socio sanitario cercasi

E' stato indetto un concorso pubblico per la copertura di n.3 posti  di 'Operatore Socio Sanitario' presso il Servizio di Assistenza Domiciliare dell’Istituzione servizi sociali educativi e culturali dell'Unione dei Comuni dell'Appennino Bolognese.

La graduatoria del concorso conserva efficacia per due anni decorrenti dalla data di pubblicazione all'albo pretorio dell’Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese, e per la formazione di una graduatoria valida nell’ambito degli Enti dell’Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese. Viene garantita la pari opportunità fra uomini e donne per l'accesso al lavoro.

La domanda di ammissione al concorso dovrà essere inviata entro le 24 di GIOVEDI’ 30 APRILE 2020 e potrà essere presentata esclusivamente in modalità telematica seguendo le indicazioni riportate nella sezione 'Bandi di concorso' del sito dell’Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese: http://www.unioneappennino.bo.it.

Eventuali informazioni o copia del Bando di Concorso, possono essere richiesti all’Area Non Autosufficienza dell’Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese, piazza della Pace n.4 a Vergato (BO), telefono 0534801609 o 051-911056 int. 309 o all’e-mail: personale@unioneappennino.bo.it.

giovedì 4 aprile 2019

Demm, resteremo vigili e continueremo a monitorare situazione. fondamentale salvaguardia dei livelli occupazionali


Il deputato per Forza Italia Galeazzo Bignami scrive:

Partecipando ai lavori del tavolo convocato presso il MISE sulla situazione della DEMM di Alto Reno Terme, ho potuto direttamente riscontrare come, anche dopo questo incontro, particolarmente atteso dai lavoratori, non siano purtroppo emerse soluzioni risolutive. L'azienda ha infatti confermato che si è in presenza di un calo dei volumi produttivi e pertanto, al momento, la proposta formulata è quella di richiedere 12 mesi di Cassa integrazione. Pertanto, resteremo vigili e continueremo a monitorare una situazione che non si prospetta semplice sotto il profilo della ripresa dei volumi di produzione: il piano industriale infatti non risulta essere in linea con quanto inizialmente previsto a seguito dell'acquisto da parte di Certina.
In ogni caso, prendiamo atto dell'impegno dell'azienda ad attuare una nuova politica commerciale, volta sia a recuperare i regimi previsti sia a realizzare nuovi e diversificati prodotti. DEMM resta un'azienda strategica e fondamentale per l'Appennino bolognese e la salvaguardia dei suoi livelli occupazionali deve rimanere priorità assoluta a qualunque livello istituzionale.


mercoledì 14 novembre 2018

Per chi cerca occupazione

 
Marco invia gli indirizzi informativi di alcune  proposte occupazionali:


 
Avviso per la presentazione di curricula volto alla selezione di candidati per la stipulazione di un contratto di formazione e lavoro per un posto di Specialista Contabile (cat. D) presso il Settore Programmazione e Gestione risorse
Scadenza avviso ore 17 del 10 dicembre 2018.

Avviso per la presentazione di curricula volto alla selezione di candidati per la stipulazione di un contratto di formazione e lavoro a tempo pieno della durata di 24 mesi per un posto di Specialista Giuridico Amministrativo (cat. D) presso il Settore Programmazione e Gestione Risorse

Scadenza avviso ore 17 del 10 dicembre 2018.



MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, DELL'UNIVERSITA' E DELLA RICERCA

CONCORSO (scad. 12 dicembre 2018)  

Concorso straordinario per titoli ed esami per il reclutamento a tempo indeterminato di personale docente per la scuola dell'infanzia e primaria su posto comune e di sostegno, indetto ai sensi dell'articolo 4, comma 1-quater, lettera b), del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2018, n. 96, recante: «Disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese».


sabato 28 aprile 2018

I bolognesi lavorano quasi tutti.

Tasso 71,8%, migliore tra grandi province. Disoccupazione a 5,1%


domenica 28 maggio 2017

La Polizia di Stato recluta 1148 allievi agenti.

 
Segnalato: 
 
    1. Per le esigenze di reclutamento di un  numero 
complessivo  di 1148 
allievi agenti della Polizia di Stato, sono indetti  i 
seguenti concorsi 
pubblici: 
    a) concorso pubblico, per esame, a 893 posti, aperto ai cittadini italiani,
 purche' siano in  possesso  dei  requisiti  prescritti  per l'assunzione nella
 Polizia di Stato; 
    b) concorso pubblico, per esame e titoli, a 179 posti,  riservato a coloro
 che sono in servizio,  da  almeno  sei  mesi  alla  data  di scadenza della 
domanda di partecipazione al concorso, come  volontari in ferma prefissata 
di un anno (VFP1) o in rafferma annuale,  purche' siano in possesso dei 
requisiti  prescritti  per  l'assunzione  nella
Polizia di Stato; 
    c) concorso pubblico, per esame e titoli, a 76  posti,  riservato ai volontari 
in ferma prefissata  di  un  anno  (VFP1)  collocati  in congedo, al termine 
della ferma annuale, alla data di scadenza  della domanda di partecipazione
 al concorso, nonche' ai volontari in  ferma quadriennale (VFP4), in servizio 
 o  in  congedo,  purche'  siano  in possesso dei requisiti prescritti per 
l'assunzione nella  Polizia  di
Stato. 
    2. Si  precisa  che  i  citati  volontari  delle  FF.AA.  Possono partecipare 
solo ad uno dei concorsi sopra elencati. 

martedì 25 ottobre 2016

Cessione Saeco vending. "Philips faccia chiarezza sul futuro produttivo dell'Appennino".

Così il monito della Regione, preoccupata per la decisione della multinazionale di cedere il ramo d'azienda, dopo l'uscita di 243 lavoratori dallo stabilimento di Gaggio




È ora che Philips "scopra le carte" e faccia chiarezza sul suo futuro produttivo sull'Appennino bolognese. Il monito arriva dalla Regione Emilia-Romagna, preoccupata per la decisione della multinazionale olandese di cedere il ramo d'azienda Saeco vending, dopo la chiusura nel febbraio scorso della lunga vertenza che ha portato all'uscita di 243 lavoratori dallo stabilimento di Gaggio. Il primo faccia a faccia è atteso per venerdì prossimo, al tavolo di monitoraggio convocato dal ministero dello Sviluppo economico.
La cessione di Saeco vending è avvenuta "in piena autonomia e lo abbiamo imparato nei tempi e nei modi con cui sono stati informati gli altri soggetti- sottolinea l'assessore regionale alle Attività produttive, Palma Costi- è un ramo d'azienda separato, lo sappiamo bene, ma necessita comunque un chiarimento sostanziale e non di facciata rispetto agli impegni presi, perchè il sacrificio fatto dai lavoratori e le ricadute sul territorio meritano risposte chiare".
Risposte che "pretenderemo al tavolo coi sindacati e il ministero- assicura Costi- noi non possiamo certo obbligare le imprese, ma è necessario scoprire tutte le carte ed essere molto chiari sulle prospettive" della Philips sull'Appennino bolognese. L'assessore così questa mattina in Assemblea legislativa all''interrogazione presentata dal capogruppo di Sel, Igor Taruffi, che sottolinea la "preoccupazione molto alta" dei lavoratori e del territorio per la cessione di Saeco vending, che occupa circa 300 persone.
n'operazione che Taruffi giudica come un "segno preoccupante di disimpegno della Philips, a fronte di un accordo che prevede nuovi investimenti" per arrivare a produrre circa 100.000 pezzi all''anno. Un piano di rilancio che pero'' "tarda ad arrivare", critica il capogruppo di Sel, rendendo la situazione "molto incerta" in un territorio che oltre alla Saeco vede anche le crisi di aziende come Demm e Stampi Group. Insomma, “una situazione che definire difficile e'' un eufemismo", attacca Taruffi.

mercoledì 2 marzo 2016

Philips-Saeco: 'road map' per i lavoratori della 'vallata'. Un milione di euro per sostenere il reinserimento occupazionale dei lavoratori nell'ambito di crisi aziendali.


Da Bologna Today
 
Un milione di euro per sostenere il reinserimento occupazionale dei lavoratori nell'ambito di crisi aziendale. Si è tenuto oggi a Gaggio Montano un incontro tra Regione, Città metropolitana di Bologna, Comune Gaggio Montano e lavoratori Saeco-Philips. A illustrare nel dettaglio le azioni di propria competenza sottoscritte nell’intesa del 4 febbraio scorso a Roma al ministero dello sviluppo economico l’assessore regionale alle Attività produttive Palma Costi, il sindaco del comune e della Città metropolita di Bologna Virginio Merola, il sindaco di Gaggio Montano Maria Elisabetta Tanari.

La vicenda Saeco non è conclusa con l'accordo, dobbiamo concentrarci sull'impegno preso insieme affinché l'applicazione sia coerente con quanto scritto – ha detto il sindaco Virginio Merola - Questa è la prima tappa di un percorso insieme, una intera vallata si è scoperta comunità: capiamo insieme quali progetti proporre alla Regione per accedere ai finanziamenti stanziati. Turismo, agricoltura, manifatturiero, vediamo insieme come possiamo creare occasioni di lavoro”.
"Stiamo disegnando – ha sottolineato l’assessore Palma Costi - assieme alla Città Metropolitana ed al Comune di Gaggio Montano una road map con strumenti e tempistiche per accompagnare questa fase di riorganizzazione aziendale e consentire a coloro che accetteranno volontariamente la mobilità di potersi ricollocare nel mondo del lavoro. Oggi le istituzioni danno concretezza ad un impegno che  abbiamo sottoscritto il 4 febbraio, che sta alla base del patto per il Lavoro e che è profondamente radicato nella nostra visione di sviluppo e coesione di un territorio e di una comunità. Crediamo fermamente che la collaborazione tra istituzioni, lavoratori e imprese sia ancora l’unica chiave di volta concreta per raggiungere questi obiettivi. Un grazie ai lavoratori che in questi mesi hanno sofferto nell'incertezza del futuro e, consapevoli che per alcuni di loro si aprirà una fase di transizione, vogliamo fare di tutto affinché questa sia la meno incerta possibile".

L'assessore Costi ha illustrato ai lavoratori che, sulla re-industrializzazione della parte del sito produttivo non più utilizzato dalla multinazionale olandese la Regione Emilia-Romagna e il ministero dello sviluppo economico hanno avviato – attraverso società specializzata - una analisi complessiva del sito (strutture, logistica, potenziale occupazionale, eccetera) al termine della quale saranno formulate ipotesi di possibili nuovi insediamenti industriali.
Per quanto riguarda le misure di politica attiva del lavoro (percorsi formativi, azioni orientative e di accompagnamento e promozione di tirocini formativi) per sostenere il reinserimento occupazionale dei lavoratori – per le quali sono a disposizione 1 milione di euro di risorse Fse 2014/2020 - è prevista, entro 12 mesi dall’avvio della mobilità, l’approvazione di un apposito bando pubblico con procedura di richiesta a sportello aperto – la cosi detta procedura just in time - in modo da poter rispondere alle situazioni di crisi in tempo reale. Attraverso un bando, gli enti di formazione accreditati disporranno azioni di orientamento e i percorsi formativi mentre le agenzie di intermediazione autorizzate realizzeranno i servizi di accompagnamento al lavoro.
Per le opportunità di finanziamento attivabili sia per il Fesr sia per il Psr sono attivi o saranno attivati bandi per di sostegno alle imprese (riqualificazione, promozione, internazionalizzazione eccetera), favorendo investimenti che, anche se indirettamente, potrebbero avere ricadute occupazionali. Usciranno a breve bandi per il sostegno alla nuova imprenditoria in agricoltura (fondi Psr), per le nuove imprese innovative e per imprese extra agricole in zone rurali (fondi Fesr). In campo anche contributi per piccole e micro imprese, finanziamenti per la valorizzazione delle risorse artistiche, culturali e ambientali. Altri strumenti, sul versante finanziario che potrebbero essere messi in campo: StartER, fondo rotativo di finanza agevolata per le pmi, la creazione di un fondo di microcredito, il fondo per società cooperative tramite finanziamenti agevolati a valere sul fondo rotativo Foncooper, il fondo di cogaranzia regionale per l'accesso al credito delle imprese, le agevolazioni sotto forma di garanzia e contributi in conto interessi gestiti da consorzi-fidi e cooperative di garanzia.

lunedì 15 febbraio 2016

Saeco, la grande fuga degli operai «Prendiamo i soldi e ci licenziamo». Oltre cento adesioni per la mobilità con 75 mila euro lordi di incentivo. Giovedì la firma dell’accordo a Roma.

Un lettore ha inviato per la pubblicazione questo articolo del Corriere Bologna.


Dopo il presidio a tutti i costi, alla Saeco è iniziata la fuga di massa. Le preadesioni alla mobilità incentivata hanno già toccato quota cento. Numero più, numero meno, nei loro silenziosi «sì» all’uscita dalla fabbrica in cambio di 75.000 euro lordi, gli operai hanno abbattuto a malincuore l’ultima cortina di ferro tra gli esuberi voluti da Philips e le proprie speranze. Non sarà mai più come prima. Cinzia Nanni ha 48 anni e due figli. Lavora in Saeco da 26 anni, dieci in più di suo marito che di anni ne ha 46. Entrambi hanno firmato per l’uscita volontaria e vorrebbero utilizzare l’incentivo per aprire un’attività in proprio.
«Mi voglio dare un’altra possibilità — racconta la donna —. Vorrei sfruttare le mie potenzialità, quelle che lì dentro non sono più apprezzate, per creare qualcosa di mio e di piccolo». Cinzia ha l’età della maggior parte dei lavoratori: soltanto una trentina di persone su 558 dipendenti è vicina all’età della pensione. Gli altri, l’85% donne, hanno tra i 35 e i 50 anni. «Questa mobilità è volontaria solo nel nome — precisa Cinzia —: restare sarebbe stata una lenta agonia per arrivare a una morte certa». Tutte le speranze ora sono riposte nella Regione, «la nostra battaglia — conclude — non era per arrivare all’incentivo ma per salvare i posti di lavoro. Il governo non ne è stato in grado e davanti a una multinazionale ha perso come abbiamo perso tutti». Alessandro Alvino ha 38 anni. È tra i firmatari per l’incentivo all’uscita e ripone tutte le speranza in un imprenditore o in una cordata che rilevi, con l’aiuto della Regione, le strutture dismesse della Saeco per farne una nuova impresa in grado di recuperare la forza lavoro soppressa. «Posso rimanere in zona solo con un’alternativa, altrimenti dovrò andarmene». Per Alvino, «visto l’esodo, la sensazione è di essere di fronte agli stessi 243 esuberi annunciati a novembre: quasi duecento persone resteranno senza lavoro e senza promessa proprio come voleva l’azienda». Anche per lui, come per la collega, il finale della vicenda Saeco «è un atto di resa», e la firma per andarsene «una scelta obbligata, qui non c’è futuro». Due sportelli per le adesioni sono stati allestiti in fabbrica: uno per ricevere le informazioni prima di fare il grande passo, l’altro per la firma vera e propria «non vincolante», spiegano i sindacati. E c’è chi su Facebook fa i conti e propone di unire le forze per fare una startup: «Perché non trasformare la crisi in un’opportunità? In tantissimi hanno già aderito alla buonuscita di 60.000 euro netti — scrive Fabrizio Uliani — in 10 fanno 600.000, in 100 sono 6 milioni. Tanti soldi per fare una nuova azienda».
Intanto giovedì prossimo è attesa al ministero dello Sviluppo economico la ratifica dell’ipotesi di accordo del 5 febbraio scorso. Entro il 23 del mese, inoltre, dovrà essere sottoscritta la cassa integrazione per 400 persone. «Non bello vederci tutti ad aspettare il nostro turno per firmare quel foglio — dice Sonia Ricci — Qualche riga che ti porta via tutti questi anni di lavoro dove ognuno di noi ha dato tanto». Claudia Menoni, che lavora in amministrazione, invece non molla: «Ho dei bambini e abito qui vicino — spiega — per un altro paio di anni l’azienda dovrebbe andare perciò resto. Purtroppo so bene che i posti di lavoro che stiamo perdendo non torneranno più».



sabato 30 gennaio 2016

Crisi Manz. Fortuzzi chiede di parlarne in Consiglio comunale.




Il consigliere comunale di Sasso Marconi, Pietro Fortuzzi, con una interrogazione chiede un Consiglio comunale aperto per un confronto sulla 'vicenda Manz', l'azienda meccanica a Sasso Marconi in cui sono a rischio 9 posti di lavoro.


L'interrogazione:

Interrogazione urgente scritta

Al Sindaco di Sasso Marconi, Stefano Mazzetti

Oggetto: Manz 

Gent. Sindaco di Sasso M., nella giornata di venerdì 22/01/2016 la multinazionale tedesca Manz ha comunicato la decisione di sopprimere 171 posti di lavoro 9 dei quali riguardano lo stabilimento di San Lorenzo di Sasso M. I licenziamenti risultano incomprensibili anche alla luce delle performance positive che lo stabilimento ha potuto vantare nell’ultimo biennio . L’indisponibilità a qualsiasi confronto richiesto dai sindacati si collocano sulla scia di quanto sta accadendo nel nostro Appennino. Una pericolosa tendenza all’emulazione in particolar modo fra le multinazionali presenti sul nostro territorio. 

Pertanto come consigliere comunale le chiedo:

1) l’immediato convocazione di un consiglio comunale aperto su questa delicata vertenza. 
 
2) chiedo se la MANZ ha ancora intenzione di rinnovare l’affitto del capannone dove attualmente si lavora e che è a breve in scadenza . O la multinazionale ha intenzione di delocalizzare la lavorazione? . Quali sono le sue vere intenzioni? 
 
3) chiedo inoltre un ceck-up completo sulla situazione occupazionale di tutte le ditte metal meccaniche e chimiche (Kemet , Ciba…) presenti a Sasso M .
Ci sono in arrivo altre criticità occupazionali ? Ci informi caro sindaco in modo completo ed esaustivo , glielo chiedono i lavoratori le lavoratrici di Sasso M.

Sasso M.28/01/2016

 il Consigliere Comunale Pietro Fortuzzi