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mercoledì 1 aprile 2026

Furti con 'spaccate' nei negozi, sgominata banda con 5 ordinanze in carcere

Indagini polizia su colpi in varie regioni, chissà se è responsabile anche della rapina alla Skizzo di Sasso Marconi 


di Redazione ANSA

 

Cinque ordinanze di custodia cautelare in carcere sono state eseguite dalla squadra Mobile di Padova nell'ambito delle indagini su vari colpi, compiuti con la tecnica della spaccata, in negozi di beni di lusso tra il Veneto e l'Emilia Romagna e la Toscana.

La polizia ha così sgominato una banda formata da cittadini stranieri che operava tra l'Italia e la Romania e che riciclava la merce rubata nell' area balcanica.

La squadra Mobile aveva già bloccato quattro indagati il 3 marzo scorso dopo che avevano sfondato con un tombino la vetrata del negozio 'Officine ottiche Gianeletti' con un bottino di 200 mila euro, intercettandoli a Bologna. Un quinto componente, una donna romena di 40 anni, era stata invece localizzata e arrestata a Roma. Le indagini hanno portato gli investigatori ad accertare il coinvolgimento dei malviventi in altre razzie, come quella all' "Ottica Max" del 18 dicembre 2025 in via San Fermo a Padova e poi, la spaccata del 23 gennaio 2026 a Castelfranco Veneto (Treviso) ai danni del negozio di borse "Luxury Mood", e la spaccata del 2 marzo 2026 a Montecatini Terme (Pistoia) ai danni della "Profumeria Rossana".
    I poliziotti hanno inoltre identificato altri due appartenenti al gruppo criminale, un romeno ancora latitante ed una sua connazionale di 28 anni. La banda si muoveva con un'Alfa Romeo 159, con targa francese, vista attraversare i varchi di frontiera tra Italia e Slovenia, proprio in concomitanza con i colpi. E seguendo i movimenti della vettura la 'mobile' è riuscita ad intervenire dopo l'ultimo colpo a Padova, arrestando quattro dei malviventi che avevano viaggiato sull'autostrada Padova - Bologna, fermandosi nel capoluogo felsineo.

mercoledì 25 marzo 2026

Inseguimento dall’A1 a Casalecchio, fuga finisce con uno schianto: arrestati due uomini

 



Si è concluso con un violento incidente stradale e l’arresto dei responsabili un inseguimento partito dall’autostrada A1 e terminato nel centro abitato di Casalecchio di Reno.

Protagonisti della vicenda due cittadini cileni di 27 e 28 anni, intercettati dalla polizia dopo un tentato furto avvenuto in provincia di Prato nella serata di martedì 24 marzo, intorno alle 22. I due erano stati sorpresi dai proprietari di un appartamento mentre cercavano di introdursi nell’abitazione. Scattato l’allarme, le forze dell’ordine hanno raccolto le indicazioni sul veicolo utilizzato per la fuga, una Peugeot grigia diretta verso Bologna lungo l’A1.

L’auto è stata individuata da una pattuglia della Polizia Stradale all’altezza del chilometro 220. Alla vista degli agenti, però, il conducente non si è fermato all’alt e ha accelerato, dando il via a un inseguimento ad alta velocità.

La fuga è proseguita fino all’uscita di Casalecchio, dove i due hanno abbandonato l’autostrada dirigendosi verso il centro cittadino. Qui, a forte velocità, hanno urtato diverse auto in transito, mettendo in pericolo anche i pedoni.

La corsa si è conclusa in via Sandro Pertini, quando la vettura è finita contro un marciapiede. I due occupanti hanno tentato un’ulteriore fuga a piedi, dirigendosi verso il parco Nicholas Green, dove hanno cercato di nascondersi sul tetto di un edificio. Sono stati però rintracciati e bloccati poco dopo dagli agenti.

Dalla perquisizione sono emersi arnesi da scasso — tra cui un piede di porco e cacciaviti — oltre a ricetrasmittente, torce, telefoni cellulari e refurtiva composta da orologi, bigiotteria e documenti intestati ad altre persone.

I due sono stati arrestati con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale e denunciati per ricettazione, porto di oggetti atti a offendere e violazione di domicilio. A loro carico anche diverse infrazioni al Codice della strada. L’autorità giudiziaria ha disposto il rito per direttissima.

venerdì 11 luglio 2025

Arrestato latitante cileno sull’A1 tra Bologna e Firenze: deve scontare 15 anni per furti e riciclaggio

 



Fermato nella notte sull’A1 Direttissima un 23enne ricercato dal Lussemburgo. Viaggiava con un connazionale senza documenti.

Un cittadino cileno di 23 anni, latitante e ricercato a livello internazionale, è stato arrestato nella notte dell’8 luglio dalla Polizia Stradale lungo l’Autostrada A1, tra Bologna e Firenze. L’uomo, condannato dalle autorità del Lussemburgo a 15 anni di reclusione per furti in abitazione e riciclaggio, è stato intercettato dagli agenti della Sottosezione di Pian del Voglio durante un controllo nei pressi dello snodo di Puliana, sulla A1 Direttissima.

Il veicolo su cui viaggiava, un SUV con targa italiana, è stato notato intorno alle 2 del mattino mentre effettuava una manovra sospetta per eludere la pattuglia: il conducente ha improvvisamente cambiato corsia, cercando di confondersi tra alcuni mezzi pesanti in manovra in una zona di deviazione per lavori stradali e traffico commerciale.

Insospettiti, gli agenti hanno inseguito e fermato l’auto all’altezza del casello di Barberino di Mugello, richiedendo il supporto di un’altra unità per procedere all’identificazione dei due occupanti, entrambi cileni.

Dal controllo è emerso che il passeggero era destinatario di un mandato di arresto internazionale emesso dal Lussemburgo. L’uomo, irregolare sul territorio italiano, aveva già numerosi precedenti di polizia. L’arresto è stato eseguito dopo la conferma dei dati da parte del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia di Roma. Il 23enne è stato condotto nel carcere di Firenze, in attesa delle decisioni della Corte d’Appello competente per l’estradizione.

Il conducente del SUV, anch’egli privo di documenti, permesso di soggiorno e patente, è stato sanzionato ai sensi dell’articolo 116 del Codice della Strada e denunciato per violazione della normativa sull’immigrazione.

domenica 26 novembre 2023

Dal Comune di San Benedetto tre alloggi agli agenti della Polizia di Stato

 


L’attenzione si è resa possibile anche grazie al PNRR. Gli  alloggi saranno messi a disposizione  già entro la fine del 2023


 

Rispondendo ad una richiesta del Prefetto di Bologna inviata a tutti i sindaci dell’area metropolitana, con la quale si chiedeva la disponibilità di alloggi a prezzi calmierati per superare il disagio abitativo in cui versano gli operatori della Polizia di Stato, l’Amministrazione Comunale di San Benedetto Val di Sambro ha prontamente risposto offrendo la  disponibilità tre appartamenti, due dei quali a San Benedetto Val di Sambro ed uno a Monteacuto Vallese.

Mentre l’alloggio di Monteacuto Vallese era storicamente destinato ad alloggi ERP, i restanti due di San Benedetto sono entrati a far parte del patrimonio dell’Ente grazie a risorse del PNRR finalizzate alla realizzazione del progetto PINQUA (programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare). 

La particolarità di questo accordo, che lo rende originale, sta nel fatto che i due appartamenti posti nel Capoluogo, all’interno del Residence Valsambro, verranno messi a disposizione degli agenti a titolo gratuito per due anni, a condizione che gli stessi agenti ne prendano la residenza.

«Per i giovani non può esserci un progetto di vita senza una casa.» chiarisce il sindaco Alessandro Santoni «Ecco che per essere al loro fianco, abbiamo deciso  di mettere a disposizione alloggi a condizioni molto agevolate proprio per incentivare nuove residenzialità. Un progetto, “ continua il primo cittadino, “ costruito con l'importante collaborazione del sindacato di polizia SIULP, con l’obiettivo di dare la possibilità a ragazze e ragazzi di venire a vivere in un contesto dove la qualità e lo stile di vita rappresentano un plus valore rispetto agli ambiti urbani, ai quali siamo comunque ben collegati. La decisione del Comune nasce per dare risposta alla Prefettura di Bologna, offrendo una opportunità che potrà essere utilmente sfruttata anche dagli agenti delle locali caserme di Pian del Voglio e della Polfer di Ripoli, a cui il nostro comune è storicamente legato. Gli  alloggi saranno messi a disposizione  già entro la fine del 2023. Questa collaborazione vuole essere anche un segno di ringraziamento a tutte le forze dell’ordine per la loro azione quotidiana, volta a garantire la sicurezza di tutti noi,” conclude il primo cittadino di San Benedetto Val di Sambro. 

sabato 22 luglio 2023

La Polizia di Stato per chi va in vacanza

 Piano Estate 2023


In vista degli spostamenti verso le località turistiche, anche di transito da e verso altri Paesi, ove trascorrere le vacanze estive, Viabilità Italia ha predisposto il calendario contenente le previsioni di traffico ed i divieti di circolazione per i mezzi superiori alle 7,5 t relativo al mese di luglio.


Per coloro che si metteranno in viaggio nelle prossime settimane sono disponibili qui di lato:

 

- il calendario traffico intenso (bollini); 

- l’elenco dei principali cantieri inamovibili nelle autostrade a pedaggio in concessione; 

- l'elenco dei principali cantieri inamovibili nella rete autostradale a libero transito; 

- schema dei flussi di traffico nelle giornate critiche sulla rete autostradale; 

- itinerari alternativi nord - centro - sud; 

- le aree geografiche ordinariamente oggetto di sorvolo da parte dei mezzi aerei della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri; 

- una brochure informativa per coloro che utilizzeranno i treni per gli spostamenti. 

 

Come di consueto, si raccomanda a tutti gli automobilisti di intraprendere il viaggio con un veicolo efficiente e completo nelle dotazioni di sicurezza, in condizioni fisiche ottimali e ben informati sulle condizioni delle strade, del traffico e del meteo. Attenzione alla concentrazione alla guida e alla prudenza, nonché alla tutela di sè e dei passeggeri con l'uso delle cinture di sicurezza dei posti anteriori e posteriori. 

Notizie sempre aggiornate sul traffico sono disponibili tramite i canali del C.C.I.S.S. (numero gratuito 1518, siti web www.cciss.it e mobile.cciss.it, applicazione iCCISS per iPHONE, canale Twitter del CCISS), le trasmissioni di Isoradio, i notiziari di Onda Verde sulle tre reti Radio-Rai e sul Televideo R.A.I.. 

Per informarsi sullo stato del traffico sulla rete stradale di competenza Anas è possibile, inoltre, utilizzare l'applicazione “VAI” (Viabilità Anas Integrata) visitabile sul sito www.stradeanas.it e disponibile anche per Smartphone. Gli utenti hanno a disposizione anche il numero unico 800.841.148. 

Altre informazioni sulla rete autostradale in concessione con numeri e contatti utili sono disponibili sui siti istituzionali delle Società Concessionarie autostradali - di seguito le maggiori:   www.autostrade.itwww.autovie.itwww.autobrennero.it,  www.astm.it.


(Segnalato da Dubbio) 

mercoledì 11 maggio 2022

I consigli di ABI e Polizia di Stato per proteggere i dati personali

Arriva il Vademecum di ABI e Polizia di Stato con i consigli per proteggere i dati personali e difendersi dalle truffe. Pochi semplici accorgimenti e buone prassi per una maggiore sicurezza


ABI e Polizia di Stato promuovono un Vademecum con i consigli utili per mantenere sempre alta l’attenzione sulla protezione dei propri dati personali e per difendersi dalle truffe. Pochi semplici accorgimenti e buone prassi, forniti con un linguaggio semplice e diretto per ridurre i fattori di vulnerabilità e i comportamenti potenzialmente rischiosi.

Il Vademecum, da oggi facilmente consultabile sul sito dell’Associazione Bancaria nella sezione dedicata e sul portale della Polizia Postale va ad affiancarsi agli strumenti e alle iniziative già realizzate in materia di sicurezza dall’ABI, istituzioni e singole banche. Un esempio è la campagna di comunicazione avviata nei mesi scorsi, “I Navigati“, sulle buone pratiche da adottare per un uso “informato e sicuro” dei canali digitali.

Ecco i 12 semplici accorgimenti da seguire per proteggere la propria identità:

1. in caso di smarrimento o furto di documenti personali, recarsi immediatamente dalle Autorità di polizia preposte per sporgere denuncia. In caso di furto o smarrimento di carte di credito e/o di debito, dopo averne ordinato il blocco chiamando il numero messo a disposizione, la denuncia va comunicata anche alla propria banca.

2. Fare molta attenzione nello smaltimento della documentazione cartacea che contiene informazioni personali (es. estratti conto, utenze domestiche): è opportuno rendere illeggibili i dati sensibili riportati nei documenti prima di cestinarli.

3. Proteggere con cura le credenziali di accesso ai conti online e i codici delle carte di credito e/o di debito e tutti gli altri codici di accesso (es. lo SPID); se si sceglie di salvare questi dati sui propri dispositivi (es. computer e/o cellulare) assicurarsi che siano adeguatamente protetti (es. cifrati). Allo stesso modo occorre tenere sempre attentamente custodite le credenziali e i codici utili a disporre della propria firma digitale.

4. Salvaguardare le proprie carte di pagamento dotate di tecnologia cd. “contactless” (ovvero quelle per cui non è richiesto l’inserimento nel POS per effettuare la transazione), con custodie schermate (rivestite in alluminio) per ridurre al minimo la possibilità di essere vittime di truffe che prevedano la lettura del chip [es. con comunicazione RFID (identificazione con la radiofrequenza) e NFC (identificazione attraverso comunicazione di prossimità)].

Occorre comunque ricordare che ci sono delle regole che limitano i rischi: il PIN è sempre richiesto per le operazioni al POS sopra i 50 euro; inoltre dopo 5 pagamenti consecutivi al POS senza digitare il PIN, il successivo, anche se di piccolo importo, necessita dell’autenticazione forte del cliente, cioè dell’inserimento del codice segreto/PIN. Analogamente se l’ammontare dei pagamenti disposti al POS “senza contatto”, a partire dalla data dell’ultima applicazione della SCA, supera complessivamente i 150 euro occorre inserire il codice segreto/PIN.

5. Cambiare frequentemente le credenziali di accesso (le password) per entrare nei conti online ed evitare di utilizzare password che potrebbero essere facilmente individuate dai frodatori (es. la data di nascita). In generale, una password, per avere un livello di sicurezza considerato adeguatamente tutelante, deve essere caratterizzata da lettere maiuscole e minuscole, numeri e caratteri speciali.

6. È importante, inoltre, imparare a riconoscere i messaggi autentici dai messaggi fraudolenti. A questo proposito il Vademecum ricorda che le banche non chiedono mai – né tramite posta elettronica, né telefonicamente, né con messaggi sms – le credenziali di accesso al conto e i codici delle carte del cliente. Qualora si ricevano richieste di questo tipo, è necessario avvisare la propria banca per avere conferma della sua estraneità all’invio ed evitare di dare alcun riscontro alla richiesta ricevuta.

Le banche, inoltre, non inviano mai e-mail contenenti link, se non nell’ambito di un processo avviato dall’utente (es. modifica e-mail personale, aggiornamento documento di riconoscimento). Qualora il cliente ricevesse un messaggio con link dalla banca senza preventiva richiesta da parte sua, occorre avvisare la propria banca per avere conferma della sua estraneità all’invio ed evitare di dare alcun riscontro alla comunicazione ricevuta.

7. Ogni volta che si usa un computer pubblico per accedere al proprio conto online, occorre poi ricordarsi di chiudere la sessione (logout). Inoltre, è sempre preferibile digitare personalmente l’indirizzo online della propria banca e non cliccare su indirizzi già memorizzati. Se la connessione è pubblica, è maggiore il rischio che possibili malintenzionati sfruttino la connessione precedentemente aperta per carpire informazioni.

8. I messaggi fraudolenti contengono spesso link malevoli (attraverso cui il computer e/o cellulare vengono violati) o collegamenti per reindirizzare l’utente su siti clone (utilizzati per carpire informazioni personali). Per questo motivo, è fondamentale non cliccare mai su questi link.

9. Diffidare da presunti operatori che contattano le potenziali vittime affermando di aver bisogno di informazioni personali, bancarie o di credito, per verificare l’identità o per sapere dove inviare pacchi, denaro, vincite fasulle o documenti legati alla giustizia.

10. Nel caso il proprio cellulare non sia più in grado di effettuare/ricevere chiamate, verificarne i motivi contattando il proprio operatore telefonico: si potrebbe essere vittima di una frode effettuata tramite scambio della tua scheda telefonica (ovvero una truffa denominata Sim Swap).

11. Utilizzare con attenzione e prudenza i canali social e soprattutto non comunicare e non condividere mai attraverso questi canali dati personali o finanziari.

12. Scegliere un programma antivirus e mantenerlo sempre aggiornato, installare regolarmente gli aggiornamenti del sistema operativo utilizzato in modo da proteggere tutte le apparecchiature e i dispositivi in uso da infezioni da malware.


Il progetto è stato realizzato dall’Associazione Bancaria in collaborazione con OSSIF (il centro di ricerca dell’ABI sulla sicurezza anticrimine), CERTFin (l’iniziativa cooperativa pubblico-privata diretta dall’ABI e dalla Banca d’Italia finalizzata a innalzare la capacità di gestione dei rischi cibernetici degli operatori bancari e finanziari), la Polizia Postale e le Associazioni dei Consumatori (ACU, Adiconsum, Adoc, Asso-Consum, Assoutenti, Casa del Consumatore, Centro Tutela Consumatori Utenti (CTCU), Cittadinanzattiva, Codacons, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Movimento Consumatori, Unione per la Difesa dei Consumatori (UDICON), Unione Nazionale Consumatori).

(Segnalato da Dubbio) 

mercoledì 3 febbraio 2021

Truffe ad anziani con la scusa del vaccino Covid, due arresti

La Polizia recupera 35mila euro e un chilo e mezzo di gioielli

La Polizia ha recuperato 35mila euro e circa un chilo e mezzo di gioielli, provento di una serie di raggiri a persone anziane, truffate da 'finti' nipoti con la scusa di doversi procurare un costoso vaccino anti Covid19. Due persone sono state arrestate con l'accusa di ricettazione: Simone Lakatosz, 25 anni di Novara, e Leonardo Luludzi, 23 anni, nato in Germania ma domiciliato in Polonia.

Gli investigatori della squadra Mobile di Bologna li hanno rintracciati in un bed&brakfast del centro storico, dove è stata anche recuperata la refurtiva, nascosta nel termoconvettore della stanza presa in affitto per due settimane.

Parte dei gioielli sono stati riconosciuti come propri da una pensionata bolognese di 87 anni, che il pomeriggio stesso era rimasta vittima di una truffa di quel tipo, inscenata da una persona che le aveva telefonato a casa spacciandosi per un familiare e chiedendo un aiuto economico urgente per fare il vaccino. L'anziana era caduta nel tranello e aveva consegnato i gioielli e 1.100 euro a un'altra persona che l'aveva raggiunta. Con le stesse modalità, sono almeno cinque i raggiri messi a segno fra il 19 e il 27 gennaio, quattro a Bologna e uno a Forlì, ai danni di persone tra i 71 e 96 anni. Secondo gli investigatori, ad agire potrebbe essere stata una stessa banda, sulla quale le indagini sono ancora in corso.

L'ipotesi è che nell'organizzazione ci sia anche una donna, con il ruolo di 'telefonista' che si spacciava per nipote delle vittime. I due giovani accusati di ricettazione sono stati fermati la sera del 27 gennaio a causa dell'elevato rischio che potessero darsi alla fuga. Avevano infatti in uso un'auto presa a noleggio a Varsavia, con un contratto dal 17 al 28 gennaio. All'udienza di convalida del fermo, il Gip di Bologna su richiesta del Pm Elena Caruso che ha coordinato le indagini della Polizia di Bologna e di Forlì, ha applicato la misura della custodia cautelare in carcere. (ANSA)

mercoledì 30 dicembre 2020

Polizia consegna regali Natale a bambini ricoverati

Iniziativa con Ageop in oncologia pediatrica del S. Orsola

 © ANSA Anche in occasione di questo Natale 2020 si rinnova l'iniziativa che vede la Polizia impegnata nella raccolta fondi in favore dell'Ageop, associazione dei genitori dell'ematologia e oncologia pediatrica dell'Ospedale S.Orsola di Bologna.
    L'iniziativa, alla decima edizione, si è sviluppata attraverso il contributo volontario dei poliziotti del Reparto Prevenzione Crimine Emilia-Romagna Orientale.

Gli agenti hanno versato i fondi necessari per poi acquistare i regali destinati ad esaudire i desideri che ognuno dei bambini ricoverati aveva espresso in una letterina indirizzata a Babbo Natale. Durante le feste, nel reparto del S.Orsola e alla presenza del primario Andrea Pession, è stata effettuata la consegna al rappresentante Ageop dei doni e del calendario della Polizia di Stato, che sono stati poi distribuiti ai piccoli pazienti. (ANSA).

 

sabato 2 maggio 2020

Botte e rapine a gestori minimarket, due arresti

Indagine della squadra Mobile Bologna su 8 episodi: 6 a Bologna e 2 a Casalecchio


Due rapinatori ritenuti responsabili di 8 assalti in altrettanti minimarket sono stati arrestati dalla Polizia, al termine di un'indagine della squadra Mobile di Bologna. Si tratta un 25enne e un 32enne, entrambi nati in Moldavia, finiti ai domiciliari in esecuzione di ordinanze di custodia cautelare firmate dal Gip di Bologna.
    Gli episodi sono avvenuti fra aprile e maggio 2019 e i commercianti vittime delle rapine, sei a Bologna e due a Casalecchio di Reno, tutti stranieri originari di Bangladesh o Pakistan, in molti casi sono stati aggrediti e picchiati selvaggiamente dai due banditi, come mostrato dai filmati della videosorveglianza di alcuni negozi.
    A incastrarli è stata anche un'impronta, che uno dei rapinatori ha lasciato sul bancone di un negozio preso di mira, in via Montefiorino. E' stato analizzando i filmati che gli investigatori si sono accorti che, mentre uno dei malviventi colpiva il gestore, l'altro appoggiava sul bancone una mano senza guanti. In questo modo è stato identificato il 33enne, dal cui profilo Facebook è stato in seguito possibile risalire anche al complice. Le perquisizioni domiciliari a carico di entrambi hanno permesso alla Polizia di trovare gli indumenti (scarpe, maglie e pantaloni) indossati dai due durante le rapine. (ANSA).

sabato 11 aprile 2020

Attenzione alle fakes pasquali



La Polizia di Stato di Stato informa:
#covid19 #FakeNews Attenzione al messaggio “Vinci un uovo di Pasqua Gran Ferrero” o “Guarda! Ferrero regala uova Ferrero”. Il Logo del Gruppo Aziendale è falso e cliccando sul link si risponde a un sondaggio che ruba dati personali.


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mercoledì 29 gennaio 2020

OPERAZIONE “BOLOGNA SOMMERSA”

Eseguite da Carabinieri e Polizia di Stato di Bologna misure cautelari personali e reali, nei confronti di 5 persone e 2 società.

Conferenza stampa

Il Comando Provinciale Carabinieri Bologna informa:

L’articolata e complessa indagine, condotta dalla Stazione Carabinieri di Anzola dell’Emilia  e dalla 4^ Sezione dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Bologna (con il supporto della Direzione Provinciale dell’INPS di Bologna, dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Bologna e del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Bologna) da agosto 2017 - coordinata dal Procuratore Capo di Bologna dott. Giuseppe AMATO e dal Sostituto Procuratore dott. Flavio LAZZARINI, condivisa dal G.I.P. del Tribunale di Bologna dott. Alberto GAMBERINI, che ha emesso l’Ordinanza applicativa delle misure cautelari – ha permesso di appurare l’esistenza di una stabile e consolidata associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, alla truffa ai danni dello Stato e all’induzione alla falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale.
Le indagini sono state avviate dai Carabinieri della 

Stazione di Anzola Emilia, che, nel corso dei controlli di rito richiesti dall’Ufficio Immigrazione della Questura in ordine all’istanza di una cittadina extracomunitaria di rinnovo del permesso di soggiorno, concessole sulla base di un “normale e regolare” rapporto di lavoro subordinato, avevano invece constatato che la stessa esercitava il meretricio lungo la via Emilia.
Insospettiti per l’evidente incompatibilità di un normale contratto di lavoro con l’attività di meretricio, i Carabinieri hanno effettuato degli approfonditi accertamenti che hanno permesso di appurare che il contratto di lavoro in argomento fosse fittizio e strumentale al rinnovo del permesso di soggiorno e all’emissione di indennità da parte dell’INPS.

Le successive complesse attività investigative, svolte con l’ausilio di intercettazioni telefoniche e servizi di osservazione controllo e pedinamento, consentivano di acquisire gravi elementi indiziari circa l’esistenza di una stabile organizzazione nella quale i partecipanti, a seconda del proprio ruolo, instauravano rapporti di lavoro fittizi, sulla base dei quali i beneficiari ottenevano il rilascio/rinnovo del permesso di soggiorno, nonché indebite erogazioni di indennità da parte dell’INPS (disoccupazione, maternità) a fronte di contributi previdenziali mai versati.
Dalle indagini effettuate congiuntamente da Carabinieri e Polizia di Stato, anche mediante analisi di copiosa documentazione, è emerso che due cittadini italiani, un cinquantanovenne e una cinquantatreenne, residenti in un popoloso comune dell’hinterland bolognese, rispettivamente procuratore generale e amministratore unico di due società “fantasma”, registrate alla Camera di Commercio di Bologna e rivelatesi strumentali all’esercizio delle attività illecite, grazie alla complicità di stimati professionisti del settore operanti nel capoluogo felsineo (2 consulenti del lavoro, un sessantacinquenne e un sessantaduenne, e un commercialista cinquantaquattrenne), avevano instaurato almeno 200 rapporti di lavoro fittizi a favore di altrettanti cittadini stranieri extracomunitari e talvolta italiani, i quali poi avevano ottenuto (o tentato di ottenere) il rilascio/rinnovo del permesso di soggiorno, ovvero incassato indebitamente dall’INPS varie indennità.
L’attività investigativa ha permesso di accertare che:
-        le due società erano, in realtà, delle “scatole vuote” totalmente prive di mezzi, organizzazione, addirittura delle sedi sociali, di qualsivoglia rapporto di conto corrente bancario o postale e sconosciute al fisco;
-        non avrebbero mai potuto assumere, a tempo indeterminato, 200 lavoratori, anche in considerazione dell’attuale assetto del mondo del lavoro, caratterizzato – specialmente per i nuovi assunti – da contratti a termine;
-        alcuni dei falsi contratti di lavoro sono stati usati da 10 soggetti sottoposti a pene detentive o misure cautelari per ottenere la concessione del beneficio di misure alternative alla detenzione, ovvero l’autorizzazione ad allontanarsi dal luogo degli arresti domiciliari;
-        i due proprietari delle società e la madre di uno di questi sono risultati datori di lavoro domestico di oltre 60 dipendenti.
Il danno per lo Stato è stimato in circa 500.000 euro.
Sulla base degli accertamenti eseguiti, sono state effettuate le procedure di rigetto delle istanze volte ad ottenere i permessi di soggiorno ottenuti sulla base di presupposti fraudolenti, nonché quelle di recupero delle somme indebitamente percepite.

sabato 4 gennaio 2020

Casalecchio di Reno. Erika Seta condanna le scritte contro la Polizia di Stato



Un adesivo con scritta di spregio alle Forze dell'Ordine è comparsa su un cartello indicatore del Parco Talon. Numerose le proteste e i comunicati di condanna fra cui quello della consigliera di minoranza di Casalecchio di Reno Erika Seta ( nella foto) , che in una nota scrive:


Il continuo vilipendio delle Forze dell’Ordine che parte dalla T-shirt indossata in un evento pubblico con la scritta 'Frociaria di Stato' e arriva agli adesivi evocativi della Polizia di Stato con una frase offensiva, è un atto gravissimo che merita una forte condanna perché è un degrado verso lo Stato stesso attraverso gli insulti ai suoi uomini.
Invito il Comune a rimuovere subito questi adesivi e a condannare il gesto con la stessa veemenza con cui ha condannato le scritte presunte fasciste sulla casa della conoscenza”.

giovedì 28 novembre 2019

Droga: 15 arresti Polizia per traffico

Stupefacente da Belgio e Albania distribuito in Emilia Romagna e Toscana

Da ANSA

Gli uomini della della Squadra Mobile della questura di Bologna, dalla prime ore di questa mattina, stanno eseguendo 15 ordinanze di custodia cautelare - emesse dal Gip su richiesta del sostituto procuratore Roberto Ceroni della Dda bolognese - nei confronti degli aderenti ad una associazione a delinquere, costituita da cittadini albanesi e attiva sul mercato della cocaina. Gli indagati sono accusati di associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacente. La droga, importata dal Belgio e Albania, veniva distribuita in Emilia-Romagna e Toscana. L'operazione della Polizia, ribattezzata 'Casper', vede coinvolti circa 150 agenti impegnati nell'esecuzione dei provvedimenti restrittivi e in numerose perquisizioni in varie città del Nord Italia. L'indagine ha permesso di ricostruire le rotte del narcotraffico dal Belgio e dall'Albania. Un traffico gestito da corrieri che trasportavano la sostanza stupefacente a bordo di autovetture modificate. Per comunicare tra loro, i protagonisti della vicenda, utilizzavano un linguaggio criptato che gli investigatori della Polizia sono riusciti a decifrare. Gli appuntamenti - è stato ricostruito - venivano fissati nel corso di incontri mentre poche e veloci erano le comunicazioni per telefono.

martedì 19 febbraio 2019

Bandi Ausl pilotati, 10 indagati. ASL precisa.

Chiusa l'inchiesta della Guardia di Finanza sui servizi di supporto alla disabilità

Da Ansa


Dieci persone, sette dirigenti e funzionari dell'Ausl di Bologna più il responsabile e due dipendenti della Aias Bologna Onlus, hanno ricevuto un avviso di conclusione indagini preliminari per turbata libertà del procedimento di scelta del contraente. Si tratta di un'inchiesta del nucleo polizia economico-finanziaria Guardia di Finanza, coordinata dal pm Roberto Ceroni, su alcuni bandi pubblici sulla gestione delle attività e dei servizi a supporto della disabilità che gli indagati avrebbero pilotato o tentato di indirizzare. Nel mirino degli investigatori atti diretti a condizionare o alterare il procedimento di scelta su tre appalti e affidamenti indetti dall'Ausl per il dipartimento Salute mentale - Dipendenza patologiche, di cui uno concesso e due revocati in corso d'opera, per un importo complessivo di oltre 3 milioni di euro.
    I bandi in pratica venivano predisposti, per l'accusa, per essere 'cuciti addosso' alle caratteristiche della onlus.

In riferimento alle notizie  sulla ipotesi di presunti appalti Ausl pilotati, l’Azienda USL di Bologna precisa quanto segue:

Siamo di fronte a una procedura di gara revocata nel mese di maggio del 2018, che pertanto non ha dato esito ad alcuna assegnazione di servizi. In particolare, si trattava della gara per il Centro Regionale Ausili (che include anche il Centro Ausili Tecnologici) ed il Centro adattamento ambiente domestico, il cui capitolato risulta potenzialmente oggetto dell’impianto accusatorio.

Lo scorso anno, venuta a conoscenza dell’apertura di un procedimento penale verso ignoti da parte della Procura della Repubblica sul tema in oggetto, l’Azienda Usl aveva revocato la procedura di gara allora ancora in essere. Non potendo lasciare il territorio privo di servizi così complessi e rilevanti, questa Direzione Aziendale ha dunque chiesto supporto, per il tramite dell’Agenzia regionale Intercent-ER, ad altra Azienda Sanitaria della Regione Emilia-Romagna di espletare la procedura di gara, al fine di garantire la massima trasparenza scegliendo un ente terzo non coinvolto in alcun modo nella vicenda. Tale procedura risulta in fase di conclusione.

Con la conclusione delle indagini preliminari, appresa questa mattina quasi in contemporanea all’uscita delle agenzie di stampa, l’Azienda USL di Bologna ha dato mandato a un legale di propria fiducia di effettuare una richiesta di accesso agli atti del procedimento, passaggio possibile solo ora con la conclusione delle indagini preliminari.
Alla luce delle informazioni che verranno acquisite l’Azienda valuterà se e quali provvedimenti adottare.
 

domenica 27 gennaio 2019

Torna il Festival della Salute Digitale

A Cesena incontri e spettacoli dal 4 al 9 febbraio

 
Si chiamano "ritirati sociali", sono i giovani (14-30 anni) che non escono di casa. Sempre connessi e in chat, si stima che in Italia siano circa 100mila.
    E' questo uno dei temi che saranno analizzati nella 2/a edizione del Festival della Salute Digitale, a Cesena dal 4 al 9 febbraio. "Oggi ogni aspetto della vita dell'uomo - ha spiegato Francesco Rasponi dell'associazione Psichedigitale, che ha organizzato l'evento - è mediato da uno schermo. Per la loro centralità fondamentale è creare una coscienza critica e promuovere una consapevolezza sui rischi, ricordando che gli schermi hanno sì rivoluzionato la nostra vita, ma la persona ha il potere di decidere che direzione dare a questo cambiamento". Sette gli appuntamenti del Festival (tutti gratuiti) tra incontri e spettacoli: la realtà virtuale e quella aumentata, le "insidie" di internet insieme agli esperti della polizia, i ritirati sociali, il ruolo della scuola nell'educare i nuovi cittadini digitali, il deep web, il cellulare nell'asilo.

mercoledì 23 gennaio 2019

Gli anziani nel mirino dei truffatori

Sempre fertile la fantasia dei truffatori. Ora sanno vestire con efficacia anche i panni da bancario e da impiegato comunale, grazie ai quali hanno portato a termine ieri a Bologna ben due truffe ai danni di persone anziane.

Una donna di 95 anni è stata raggirata da un sedicente impiegato comunale che ieri mattina si è presentato alla porta dicendo che era lì per riscuotere la Tari. Per carpire la fiducia dell'anziana ha anche mostrato delle banconote: "Questi sono i soldi della sua vicina" ha detto per essere più credibile. 

La pensionata lo ha fatto entrare e ha provveduto a prelevare la 198 euro per saldare la finta Tari da una busta con 1000 euro che teneva in camera. L'uomo, ancora nell'ingresso, ha poi chiesto un bicchiere di acqua. Appena la donna si è portata in cucina, ha preso la busta con il denaro e si è allontanato velocemente senza lasciare traccie . 

Sempre ieri mattina una donna ha ricevuto una telefonata da quella che si era spacciata per la figlia che le chiedeva 10 mila euro per la banca dopo l'acquisto di una casa. La somma le era necessaria immediatamente per non perdere l'affare.

La signora, seppur non del tutto convinta che la telefonata fosse della figlia, ha racimolato circa 10 mila euro e li ha consegnati al bancario Bianchi, un truffatore ben vestito. Anche in questo caso dei truffatori nessuna traccia.


La Polizia di Stato raccomanda agli anziani di non far entrare in casa gli sconosciuti anche se si presentano come avvocati, impiegati del comune o agenti. 

domenica 6 gennaio 2019

Anziano scomparso, 4/o giorno di ricerche

Ai Carabinieri aveva dato una indicazione, in campo anche i droni


Proseguono sulle colline di Bologna le ricerche di Gianni Boldini, 80 anni, scomparso durante una passeggiata quattro giorni fa. E' stata la moglie giovedì sera a chiamare i soccorsi. Con il coordinamento della Prefettura, Carabinieri, Vigili del Fuoco, Soccorso Alpino, Polizia di Stato, Protezione Civile stanno passando al setaccio colline, valli e radure di Bologna, Sasso Marconi, Marzabotto e Pianoro.
Impegnati anche elicotteri e droni. Ai militari, durante un ultimo contatto telefonico giovedì sera, il pensionato, abituato a lunghe camminate, aveva riferito di avere superato il monumento ai caduti di Sabbiuno, in via Pieve del Pino, e di avere male a una gamba e a una mano. Le ricerche proseguiranno per tutta la giornata. (ANSA)

sabato 5 gennaio 2019

Anziano disperso, terzo giorno di ricerche

L'uomo, rimasto ferito, si era allontanato per una passeggiata


Sono riprese questa mattina le ricerche, giunte al terzo giorno, dell'80enne scomparso a Sabbiuno, nel Bolognese, dopo essere uscito di casa per fare una passeggiata. L'ultimo contatto con l'anziano, in difficoltà dopo essersi ferito, risale alle 18 di giovedì, quando con il suo cellulare ha chiamato la moglie, una 38enne moldava, che a sua volta ha allertato i carabinieri.
L'80enne ha fornito qualche indicazione di dove si trovava, senza però riuscire ad essere preciso. Alle ricerche, che si stanno concentrando sui primi rilievi tra Bologna e Sasso Marconi, stanno partecipando trenta tecnici del Cnsas (Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico), insieme ai vigili del fuoco, carabinieri e protezione civile di Sasso Marconi e Valsamoggia. In giornata è previsto anche un sorvolo di un elicottero del Terzo reparto Volo della polizia, con a a bordo un tecnico del soccorso alpino.

giovedì 3 gennaio 2019

Picchia la fidanzata, la madre di lui chiama la Polizia

Tre episodi di maltrattamenti in famiglia nel Bolognese di cui a Marzabotto


Sebbene non fosse la prima volta che la picchiava, quasi sempre per gelosia, la fidanzata anche ieri non lo avrebbe denunciato. E' stata la madre di lui a chiamare il 113 dopo che il figlio aveva preso a schiaffi la convivente e insultato anche lei, oltre a sfasciare mezza cucina. E' successo alla periferia di Bologna, dove la Polizia ha denunciato per maltrattamenti in famiglia un 28enne nato in Marocco, irregolare e con alle spalle precedenti per droga e un provvedimento di espulsione non rispettato. L'uomo abita con la mamma, il fratello più piccolo e la fidanzata, una bolognese di 31 anni con la quale convive da circa un anno.
    Nei primi giorni del 2019, altri due casi di maltrattamenti in famiglia si sono verificati nel Bolognese. A Malalbergo, i Carabinieri hanno denunciato per minacce gravi un marocchino di 37 anni che, durante una lite, ha puntato un coltello alla moglie connazionale. Un siciliano 57enne è stato denunciato a Marzabotto per lesioni personali e minacce alla convivente 37enne.

giovedì 1 novembre 2018

Attenti al finto avvocato

Chiesti ad una anziana 7mila euro o monili per cauzione, nuovo caso di truffa a Bologna


Da ANSA


        Si spaccia per avvocato, chiedendo denaro o gioielli come fantomatica cauzione per un familiare arrestato, e così truffa e deruba anziani. L'ultimo episodio di questo tipo, a Bologna, è avvenuto ieri in zona Bolognina.
    Vittima una donna di 76 anni che ha chiamato la Polizia solo dopo essersi resa conto di aver subito un raggiro.
    La donna ha raccontato di essere stata contattata dal sedicente avvocato Molinari, cognome sfruttato più di una volta per truffe di questo tipo, che le ha chiesto 7mila euro come cauzione per la figlia, arrestata. In alternativa ai contanti sono stati chiesti anche monili e oggetti di valore. L'anziana, in assenza di liquidità in casa, ha quindi messo insieme gioielli del valore di qualche migliaio di euro e li ha consegnati a un complice che ha bussato alla porta qualificandosi come dipendente del tribunale.
    La Polizia, oltre a ricordare che non esiste un sistema su cauzione, rinnova l'invito a diffidare di sconosciuti che chiedono soldi per telefono o alla porta di casa.