“Che burloni quelli che hanno inaugurato il dicembre scorso il ‘resuscitato’ Ponte Leonardo da Vinci,” si ironizza nei caseggiati in destra Reno a Sasso Marconi. “Lo hanno inaugurato anche se la parte ciclabile e pedonale non era ancora agibile dicendo che comunque era cosa di pochi giorni e poi la bella struttura avrebbe messo in mostra tutta la sua completezza e la capacità di soddisfare ogni esigenza di mobilità. Si disse che c’erano ancora da ultimare le collocazioni delle condutture dei servizi che attraversano il fiume allacciate alla base della struttura carrabile, come le tubature del gas, poi avremmo potuto sbizzarrirci a transitare sul ponte in piena sicurezza in bici e a piedi. I lavori di posa delle condutture sono ultimati, ma l’ingresso nelle bretelle per ciclisti e pedoni è ancora sbarrato”.
Il disappunto dei residenti in via Ziano e zone limitrofe passa dallo sconsolato all’irritato. Per loro condividere pericolosamente il transito sul ponte in bicicletta o a piedi con le auto e i mezzi pesanti, contendendosi il tratto carrabile, è inspiegabile quando sulle ali del ponte sono presenti due larghe ciclopedonali volute proprio per garantire anche a pedoni e ciclisti una mobilità sicura.
Chi si sente tradito per le promesse da marinaio e
chi ironizza: “ Forse si sta aspettando per poter fare una seconda
inaugurazione, quella delle ciclabili. D'altronde a novembre ci saranno le
elezioni regionali e quella potrebbe proprio essere una bella occasione per
radunare un bel po’ di elettori e perché no,
per raccontare qualche altra balla preelettorale”.

