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venerdì 27 marzo 2009

Reali di Svezia


I reali di Svezia Carl XVII Gustaf e la consorte Silvia sono giunti a Villa Griffone a Pontecchio Marconi alle 11 di ieri nel più attento rispetto del protocollo. In occasione del centenario del Nobel, assegnato allo scienziato bolognese, hanno reso omaggio alle spoglie dell’inventore che riposa nel mausoleo ricavato ai piedi della sua casa sulla Porrettana.

Sono poi saliti alla villa fino alla ‘stanza dei bachi’ dove il giovane Marconi, nelle notti calde d’estate, verificava l’attendibilità dei suoi studi con prove pratiche di trasmissione via etere mediante l’invio di impulsi elettrici che lampeggiavano di luce bluastra. I vicini, attratti da quei bagliori che illuminavano la finestra del solaio di villa Griffone, avevano finito per apostrofare il giovane scienziato con l’epiteto ‘ Marconi al mat’.

I reali hanno molto apprezzato la dotazione di strumenti del museo curato dalla Fondazione Marconi che custodisce all’interno della villa molte delle apparecchiature ideate da Marconi e realizzate dalle sue aziende, in parte riprodotte fedelmente a quelle originali utilizzando materiali d’epoca . Con molto interesse hanno ascoltato le guide facendo numerose domande. La regina ha fatto prove interattive e ha spinto il pulsante di invio del segnale che aziona un campanello dopo aver superato la collina dei Celestini. La prova riproduce nel museo lo stesso evento che nel 1895 portò Marconi all’invenzione della radio e che si caratterizzò per il colpo di fucile del colono Magnani con il quale annunciava l’arrivo del segnale che l’inventore aveva inviato dalla villa e che, contrariamente alle conoscenze dell’epoca, aveva superato una barriera fisica rappresentata dalla collina alle spalle di villa Griffone.

Quello scoppio di fucile annunciò la nascita dell’era delle telecomunicazioni.

La regina ha anche accettato di porre le mani sul congegno che misura la capacità del corpo umano di funzionare come una ‘pila’. I Reali, per la cronaca, hanno evidenziato un coefficiente piuttosto basso. Hanno poi partecipato a un breve incontro scientifico nell’aula Magna della villa: è stato presentato un video con una retrospettiva storica e una visione futura sulle telecomunicazioni, commentata attraverso alcuni interventi delle personalità presenti, fra cui il presidente della fondazione Marconi, Gabriele Falciasecca, la direttrice del Museo Marconi Barbara Valotti, l’amministratore delegato della Ericsson Italia Cesare Avenia e il sindaco di Sasso Marconi Marilena Fabbri.

La presenza dell’amministratore della Ericsson testimonia la collaborazione scientifica tra Italia e Svezia: tra i ricercatori operanti a Villa Griffone e i centri di ricerca della Ericsson sono state svolte attività congiunte, in particolare per lo sviluppo dei sistemi radiomobili come GSM e UMTS. Era inoltre presente la figlia dello scienziato Elettra Marconi.

Reali di Svezia


Una biscottiera di Colle Ameno è da oggi alla corte di Svezia.

Ai reali di Svezia, a villa Griffone per il centenario del premio Nobel per la Fisica a Guglielmo Marconi, l’amministrazione comunale ha offerto una magnifica ceramica di Colle Ameno riprodotta con la tecnica degli insuperati maestri del settecento voluti a Colle Ameno dal senatore bolognese Ghisilieri e colorate con la stessa pittura di allora. Il laboratorio della ceramica, fiore all’occhiello del borgo settecentesco alle porte di Sasso Marconi, rimase attivo per poco più di un decennio e in questo breve lasso di tempo produsse vere opere d’arte ora ricercatissime dai collezionisti sia per la rarità sia per la qualità.

La sassese Alessandra Pellacani ha ripreso il cammino intrapreso intorno alla metà del 1750 e interrotto per oltre due secoli. Dopo una lunga e approfondita ricerca, è riuscita a riprodurre fedelmente tutte le tipologie di ceramiche dell’epoca prima in un proprio laboratori a San Lorenzo di Sasso Marconi, poi riportando la fabbrica artistica e l’arte dei ceramisti del settecento proprio a Colle Ameno, in una bottega ricavata nelle costruzioni del borgo, nel frattempo ricostruito in parte dopo il tragico passaggio della guerra.

Ciò che il senatore Ghisilieri aveva avviato nell’intento di diffondere in tutta Europa l’arte bolognese è ritornata una realtà: una ceramica di Colle Ameno è ora alla reggia di Svezia.