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sabato 29 agosto 2026

Medaglie d’Onore agli Internati Militari Italiani: a Bologna il riconoscimento a 51 uomini

 


di Patrizia Zanasi

Presidente Anei Marzabotto

 

Il prossimo 21 settembre, presso la Prefettura di Bologna, saranno conferite le Medaglie d’Onore alla memoria di 51 Internati Militari Italiani (IMI) della provincia di Bologna.

Per 25 di queste medaglie la nostra Associazione ha seguito direttamente l’iter delle richieste. A queste si aggiungono altre quattro onorificenze che saranno consegnate dalle Prefetture dei Comuni di residenza dei familiari e una che sarà conferita dal Consolato competente per il Comune di Wasier, in Francia. È il risultato del lavoro di ricerca e ricostruzione delle vicende degli IMI che la nostra Associazione porta avanti da alcuni anni.

Un percorso che ha permesso di riportare alla luce storie personali rimaste spesso per decenni nel silenzio e di restituire un volto e una memoria a uomini che, dopo l’8 settembre 1943, furono catturati dai tedeschi e internati nei campi del Reich perché rifiutarono di aderire alla Repubblica Sociale Italiana e di continuare a combattere al fianco della Germania nazista.

Per la nostra Sezione, assume un significato particolarmente importante il fatto che questo progetto sia stato costruito e portato avanti insieme alle famiglie. È stata proprio questa collaborazione, fatta di testimonianze, documenti, ricordi e ricerca condivisa, a rendere possibile il percorso che conduce alla cerimonia del prossimo 21 settembre.

La Medaglia d’Onore non rappresenta soltanto un riconoscimento individuale. È anche un atto attraverso il quale lo Stato restituisce dignità e riconoscimento a una scelta compiuta più di ottant’anni fa: quella di uomini che, di fronte alla prigionia e alle pressioni per aderire alla Repubblica Sociale Italiana, scelsero di non rinunciare ai propri principi.

Allo stesso tempo, la Medaglia affida alle comunità una responsabilità: quella di custodire e trasmettere la memoria. Perché queste storie non restino confinate nei documenti e negli archivi, ma continuino a essere raccontate, conosciute e trasmesse alle nuove generazioni.

Il 21 settembre, dunque, non sarà soltanto una giornata di conferimento delle onorificenze, ma anche un momento di memoria collettiva. Un'occasione per dare un volto a quelle vicende, riconoscere il valore delle scelte compiute dagli IMI e ricordare, attraverso le loro storie, una pagina della nostra storia che non può essere dimenticata.


Elenco degli IMI insigniti della Medaglia d’onore, per i quali abbiamoseguito l’iter delle richieste.


Albicocchi Artemio nato a Grizzana, riceve la medaglia il figlio Daniele residente a Grizzana Morandi.

Antoni Giulio nato a Lizzano in Belvedere, riceve la medaglia la figlia Luciana residente in Valsamoggia.

Baccolini Gino nato a Grizzana, riceve la medaglia la figlia Anita residente a Grizzana Morandi.

Barzini Antonio nato a Gaggio Montano, riceve la medaglia la nipote Silviaresidente a Castel di Casio.

Bassi Felice nato a Porretta Terme, riceve la medaglia il nipote Marco Fari residente a Calderara di Reno.

Bernardi Damiani nato a Gaggio Montano, riceve la medaglia il figlio Renzo residente a Gaggio Montano.

Bernardi Nello nato a Grizzana, riceve la medaglia il figlio Claudio residente a Marzabotto.

Boni Pacifico nato a Granaglione, riceve la medaglia il figlio Vinicio residente ad Alto Reno Terme.

Borelli Luigi nato a San Benedetto Val di Sambro, riceve la medaglia la figlia Patrizia residente a Castiglione dei Pepoli.

Degli Esposti Elio nato a Camugnano, riceve la medaglia la nipote Lisa Torri residente a Gaggio Montano.

Degli Esposti Mario nato a Camugnano, riceve la medaglia la figlia Bruna, residente a Casalecchio di Reno.

Filippini Mario nato a Bologna, riceve la medaglia la figlia Anna residente a Bologna.

Fornaciari Dino nato a Granaglione, riceve la medaglia il figlio Sergio residente a Castel di Casio.

Idalghi Guerrino nato a San Benedetto Val di Sambro, riceve la medaglia la figlia Silvia residente a Marzabotto.

Laffi Mario nato a Marzabotto, riceve la medaglia il figlio Loris residente a Marzabotto.

Lanzarini Arciso nato a Marzabotto, riceve la medaglia la nipote Alessandra residente a Marzabotto.

Mattioli Domenico nato a Castel d’Aiano, riceve la medaglia la figlia Franca residente a Castel d’Aiano.

Moruzzi Vitaliano nato a Grizzana, riceve la medaglia la figlia Leda residente aVergato.

Nenzioni Arturo nato a Camugnano, riceve la medaglia il figlio Pietro residente a San Lazzaro di Savena.

Nucci Ezio nato a Camugnano, riceve la medaglia la figlia Anna Maria residente a Camugnano.

Pedrini Armando nato a Castel d’Aiano, riceve la medaglia la sorella Linaresidente a Vergato.


A.N.E.I. – Associazione Nazionale ex Internati Militari Italiani Sezione territoriale di Marzabotto

Puccetti Marino nato a Grizzana, riceve la medaglia la figlia Graziella residente aCamugnano.

Recla Enrico nato ad Arco, Trento, riceve la medaglia il nipote Maurizio residente a Monzuno.

Tibuzzi Ledo nato a Porretta Terme, riceve la medaglia il figlio Rodolfo residente ad Alto Reno Terme.

Zanasi Angelo nato a Bologna, riceve la medaglia la figlia Patrizia residente a Marzabotto.

Altre Prefetture

Arcangeli Armando nato a Wasier, Francia e residente a Gaggio Montano, ricevela medaglia tramite il Consolato, la figlia Arlette che vive a Wasier.

Drusiani Elio nato a Bologna, riceve la medaglia la nipote Silvia Ferrari residente a Bergeggi, Savona.

Meringolo Salvatore nato ad Acri, CS, riceve la medaglia il nipote Davide Salvatore residente a Castellanza, VA.

Nucci Rino nato a Camugnano, riceve la medaglia il figlio Loris residente a Quarrata, PT.

Puccetti Romualdo nato a Camugnano, riceve la medaglia il figlio Maurizio residente a Lugo, RA.

venerdì 14 agosto 2026

Tre incontri con la storia tra Sambuca, Casio e L’Acqua

Renzo Zagnoni presenta tre appuntamenti dedicati alla storia del territorio: venerdì 14 agosto alla Sambuca, domenica 16 a Castel di Casio e martedì 18 a L’Acqua.


Tre occasioni per riscoprire documenti, personaggi e vicende che hanno segnato la storia dell’Appennino. È il ciclo di incontri promosso da Renzo Zagnoni, con appuntamenti in programma nei prossimi giorni tra la Sambuca Pistoiese, Castel di Casio e L’Acqua.

Il primo appuntamento è in programma oggi, venerdì 14 agosto alle 17, all’Ostello della Sambuca Pistoiese, dove sarà presentato il volume di Roberto Daghini “I sindaci, commissari e podestà del Comune della Sambuca (1866-1946)”. L’incontro sarà seguito da un brindisi e da un piccolo concerto.

Domenica 16 agosto alle 17, a Castel di Casio, nel cortile di Casa Bentivoglio Magelli, sarà invece presentato il volume “Il Castello di Casio”. Al termine è previsto un brindisi offerto dalla Pro Loco.

L’ultimo appuntamento si terrà martedì 18 agosto alle 16.30, in collaborazione con le associazioni de L’Acqua, nel Parco fluviale de L’Acqua. Al centro dell’incontro sarà “Lo statuto della Sambuca (1291-1340)”, un approfondimento dedicato a uno dei documenti più significativi per la conoscenza dell’organizzazione e della storia del territorio. Anche in questo caso l’incontro si concluderà con un brindisi, a cura delle associazioni de L’Acqua.

Un piccolo percorso attraverso la storia locale, dunque, che mette in dialogo luoghi, documenti e comunità e offre l’occasione di conoscere più da vicino il patrimonio storico e culturale dell’Appennino.

venerdì 10 luglio 2026

Storia, tradizione e sapori sull’Appennino: domenica 12 luglio a Tolè arriva Matilde Di Canossa

Una giornata unica tra rievocazione storica, l'inaugurazione della Spianata Montanara DE.CO. e gastronomia locale



 di Martina Mari

 

Una giornata in cui il fascino del Medioevo incontra l’autenticità dei sapori montanari. Domenica 12 luglio 2026, il suggestivo borgo di Tolè, frazione del Comune di Vergato arroccata a circa 700 metri d’altezza sull’Appennino bolognese, ospiterà l’atteso evento "Matilde di Canossa a Tolè!".

L'iniziativa, organizzata dall'associazione "Le Squisite di Tolè" con il patrocinio del Comune di Vergato e della Città Metropolitana di Bologna, propone un ricco programma che unisce cultura, intrattenimento e valorizzazione del territorio, offrendo al contempo un perfetto rifugio estivo dal caldo della pianura.

Saranno presenti Daniele Ara, Ass.re all'Agricoltura e alla Scuola del Comune di Bologna, la Presidente dell'Unione Comuni Appennino Bolognese Valentina Cuppi e il Sindaco di Vergato Giuseppe Argentieri. 

Il programma della giornata

·         Ore 10:00 – Apertura dei mercatini: La manifestazione prenderà il via la mattina sul piazzale della chiesa, che si animerà con caratteristiche bancarelle artigianali e locali.

·         Ore 12:00 – Taglio del nastro e la Spianata DE.CO.: Presso il Palazzo Bice Sapori si terrà l’apertura ufficiale dell'evento con un momento cruciale per la gastronomia locale: l’inaugurazione della Spianata Montanara certificata DE.CO. (Denominazione Comunale). Gli stand delle "Squisite" apriranno sia per il pranzo sul posto sia per l'asporto, con la presentazione d’eccezione di Giorgio Vitali, esperto conoscitore dell’agroalimentare del territorio.

·         Ore 17:00 – Il grande corteo storico: Dal piazzale dell’Autostazione prenderà il via l'evento clou. La Gran Contessa Matilde di Canossa sfilerà a cavallo per le vie del paese, scortata dai suoi cavalieri, dalle note solenni della Banda G. Verdi di Riola e dai bambini delle scuole elementari di Tolè.

·         A seguire – Cultura e istituzioni: Il corteo raggiungerà Palazzo Bice Sapori per l'accoglienza da parte delle autorità locali. Subito dopo, gli alunni delle scuole elementari presenteranno una ricerca storica inedita dedicata proprio al legame profondo tra Matilde di Canossa e l'Appennino bolognese.

·         Ore 19:00 – Cena e gran finale: Riapriranno gli stand gastronomici per la cena, accompagnata nuovamente dalla musica della Banda G. Verdi. La serata si concluderà all'insegna del divertimento con una sessione musicale interamente dedicata ai giovani.

Oltre agli appuntamenti in programma, l'evento sarà l'occasione perfetta per scoprire Tolè. Noto per la purezza delle sue sorgenti storiche (esplorabili attraverso un suggestivo "itinerario dell'acqua" tra fontane e lavatoi), il borgo è un vero e proprio museo a cielo aperto, impreziosito da decine di murales e sculture che decorano le case raccontando la vita contadina e le leggende locali.

martedì 19 maggio 2026

Madonna dei Fornelli, inaugurato il restauro del pilastrino in memoria delle 14 vittime del 15 maggio 1945

 


 

di Martina Mari

 


Si è svolta domenica a Madonna dei Fornelli la cerimonia di inaugurazione del restauro del pilastrino dedicato alle 14 persone che persero tragicamente la vita il 15 maggio 1945, in uno degli episodi che più profondamente hanno segnato la comunità locale nell’immediato e difficile dopoguerra.
Alla presenza di tanti cittadini, parenti delle vittime, ma anche dei sopravvissuti, assieme ad associazioni e autorità, la comunità ha voluto restituire dignità e memoria ad un luogo simbolico, che racconta una pagina dolorosa ma fondamentale della storia del territorio.
Gli interventi che si sono susseguiti durante la cerimonia hanno ripercorso il contesto storico di quei giorni: l’Italia stava faticosamente uscendo dalla guerra, i campi erano ancora segnati dal passaggio del fronte e la montagna cercava di rialzarsi tra macerie e povertà. In quel periodo, molti uomini del territorio venivano impiegati dall’esercito sudafricano nei lavori di ricostruzione della linea ferroviaria Bologna-Firenze, la Direttissima, pesantemente colpita durante il conflitto.
Un lavoro durissimo, svolto “a piccone e pala”, sottopagato – circa 70 lire al giorno – ma che rappresentava per molte famiglie della zona l’unica possibilità di sostentamento e la speranza di contribuire alla ricostruzione di un territorio devastato, a partire dalla vicina Vado, praticamente distrutta dalla guerra, verso la quale erano diretti gli sforzi di queste persone.
Proprio il 15 maggio 1945, giorno di paga, un camion carico di lavoratori dei nostri paesi perse il controllo uscendo di strada in quel punto. Quattordici persone morirono in quel tragico incidente.


“La fatica di quel lavoro rappresentava il futuro e la speranza – ha ricordato il Sindaco Alessandro Santoni –. Per tanti era l’unica occasione per ricominciare a vivere dopo gli anni terribili della guerra. Quel giorno, invece, quella speranza si trasformò improvvisamente in tragedia”.

Nel corso della cerimonia è stato ricordato anche il grande gesto di solidarietà della popolazione di Madonna dei Fornelli, che si mobilitò immediatamente per portare soccorso ai feriti e alle famiglie coinvolte, facendo tutto ciò che era possibile in un momento tanto drammatico.

Il restauro del pilastrino è stato realizzato grazie all’impegno condiviso della comunità e alla collaborazione tra il Comune, l’Associazione Fornelli 2000, Emil Banca e il Comitato Soci locale. Un ringraziamento particolare è stato rivolto ad Alessandro Gironi e Massimo Simoncini per avere seguito il progetto, alle maestranze comunali che hanno realizzato i lavori, al marmista Manuel Blanco che ha donato la nuova lapide, e al parroco don Giuseppe Bastia che ha accompagnato la cerimonia con la benedizione del monumento restaurato.

Un momento particolarmente sentito è stato dedicato al ricordo di Terziglio Santi, anche lui sopravvissuto a quell’incidente e per anni instancabile custode della memoria di quei fatti. Terziglio Santi si è sempre impegnato per mantenere viva tale memoria, ed è grazie anche al suo impegno se oggi esiste a Castel dell’Alpi una piazzetta intitolata ai “Caduti del 15 maggio 1945”.

“A 81 anni da quel tragico evento – conclude il Sindaco – il restauro del monumento e della lapide rappresenta un gesto profondo: continuare a ricordare il sacrificio, la dignità e la storia di quelle 14 persone e delle loro famiglie. Questo pilastrino racchiude una parte importante della nostra identità collettiva. La dignità sta nella vita, ma anche nel saper tributare il giusto e doveroso ricordo a chi ci ha preceduto”.

giovedì 9 aprile 2026

Casalecchio, riapre il giardino Walter Mignani: inaugurazione dopo la riqualificazione

 



Il Comune di Casalecchio di Reno informa:

 

Sarà inaugurato domani, venerdì 10 aprile,  alle ore 12.30 il rinnovato giardino dedicato al partigiano Walter Mignani, in via dei Carbonari a Casalecchio di Reno.

L’intervento ha interessato la riqualificazione complessiva dell’area verde, con l’inserimento di nuovi giochi e arredi urbani, migliorando la fruibilità e la qualità dello spazio pubblico. Il progetto si inserisce nel più ampio programma di urbanizzazione del comparto di via dei Carbonari, che ha incluso anche la realizzazione di strade, marciapiedi e parcheggi.

Alla cerimonia di inaugurazione parteciperanno il sindaco Matteo Ruggeri, l’assessora alla Transizione ecologica, Infrastrutture verdi e Qualità urbana Barbara Negroni, l’assessore ai Lavori pubblici Paolo Nanni e Roberto Mignani, familiare del partigiano a cui è intitolato il giardino.

L’iniziativa rappresenta un momento di restituzione alla cittadinanza di uno spazio riqualificato, oltre che un’occasione per ricordare la figura di Walter Mignani.

giovedì 12 marzo 2026

La montagna bolognese nel Medioevo: a Porretta Terme sei incontri con lo storico Renzo Zagnoni

 



A La montagna bolognese nel Medioevo è il titolo di un ciclo di incontri dedicati alla storia dell’Appennino bolognese, che si terrà nella primavera 2026 a Porretta Terme. L’iniziativa, curata dallo storico Renzo Zagnoni, è promossa dal Gruppo di studi Alta Valle del Reno “Nuèter” con il patrocinio del Comune di Alto Reno Terme.

Gli incontri si svolgeranno presso la Biblioteca comunale di Porretta Terme (via Roma 32) dal 13 marzo al 22 maggio 2026 e offriranno un percorso storico articolato attraverso le diverse fasi del Medioevo, con particolare attenzione al territorio appenninico bolognese.

Il ciclo prenderà avvio domani, venerdì 13 marzo, alle ore 17.30 con una conferenza dedicata all’Alto Medioevo, incentrata sul confine appenninico, sulla conquista longobarda e sulle prime forme di governo del territorio. Il secondo appuntamento, in programma il 27 marzo, approfondirà invece la cristianizzazione dell’area, la nascita delle pievi e gli aspetti economici e sociali legati allo sviluppo demografico e agricolo.

Il 17 aprile l’attenzione si sposterà sul pieno Medioevo, con un’analisi dell’economia, della demografia, dei beni collettivi e dell’organizzazione dei comuni rurali, nonché delle attività agricole e artigianali. Il 24 aprile si parlerà invece della viabilità transappenninica e delle dinamiche politiche e militari del territorio, tra cui il conflitto tra Bologna e Pistoia.

L’8 maggio l’incontro sarà dedicato al ruolo delle cappelle di villaggio, ai rapporti tra signorie e comunità locali e alla presenza di monasteri e ospitali lungo le vie di comunicazione. Il ciclo si concluderà il 22 maggio con una riflessione sugli ultimi secoli del Medioevo, segnata dalla crisi demografica e agricola del Trecento e dalla scomparsa di numerosi villaggi e chiese.

Tutte le conferenze saranno trasmesse anche in streaming sul canale YouTube di Renzo Zagnoni, permettendo così di seguire il ciclo di incontri anche a distanza.

martedì 3 marzo 2026

A Monte Sole una passeggiata didattica dedicata alle donne partigiane

 



Il Gruppo di Studi Savena Setta Sambro informa che domenica 8 marzo è in programma una passeggiata didattica a Monte Sole, dedicata al ruolo delle donne partigiane nella Liberazione.

Il ritrovo è fissato alle ore 9.30 in piazza della Libertà a Vado. Da qui i partecipanti si sposteranno in auto fino a Monte Sole, punto di partenza dell’escursione.

Il percorso, di media difficoltà, si sviluppa per circa 7 chilometri, con rientro previsto intorno alle ore 16. È richiesto un abbigliamento adeguato all’escursione, con calzature idonee; si consiglia inoltre di portare acqua e pranzo al sacco.

Ad accompagnare il gruppo sarà un’autrice che ha dedicato studi e pubblicazioni al contributo femminile alla Resistenza, offrendo approfondimenti storici e spunti di riflessione lungo il cammino.

La partecipazione è gratuita, ma è obbligatoria la prenotazione contattando il numero 366 7062145 (Loris).

mercoledì 7 gennaio 2026

A Bologna la presentazione de L’Europa di Aldo Moro: storia e attualità del pensiero europeista dello statista

 


 

Un appuntamento dedicato alla storia, alla politica e al futuro dell’Europa, nel segno del pensiero di Aldo Moro. Domani, giovedì 8 gennaio 2026, dalle 17.30 alle 19, la Mediateca “Giuseppe Guglielmi” di Bologna ospiterà la presentazione del volume L’Europa di Aldo Moro, firmato dallo storico Rocco D’Alfonso.

Il libro propone una rilettura approfondita della visione europea dello statista democristiano, collocandola tra passato, presente e prospettive future. Un’Europa non solo come progetto istituzionale, ma come spazio politico e culturale, capace di mediare tra sovranità nazionali, democrazia e cooperazione internazionale: una riflessione quanto mai attuale nel contesto delle crisi geopolitiche e delle trasformazioni in atto nell’Unione europea.

All’incontro interverrà lo stesso autore, docente a contratto di Storia contemporanea all’Università di Modena e Reggio Emilia, affiancato da studiosi e analisti di primo piano. L’introduzione sarà affidata a Luca Di Lembo (Geopolis) e Giuseppe Clemente (Paideia), mentre il dibattito vedrà la partecipazione di Aldo Giannuli, professore emerito dell’Università di Milano e analista geopolitico, Mario Chiaro, vicepresidente dell’Istituto De Gasperi, e Alessandro Crisci, divulgatore e responsabile della redazione Geopolis. A moderare l’incontro sarà Marco Boccaletti, divulgatore Geopolis.

L’evento, organizzato da Geopolis in partnership con Paideia e l’Istituto De Gasperi di Bologna, si propone come un’occasione di confronto pubblico sul lascito politico di Aldo Moro e sulla sua idea di Europa, tra memoria storica e interrogativi sul futuro del progetto europeo. Un momento di riflessione aperto alla cittadinanza, nel cuore di Bologna, per rileggere il pensiero di uno dei protagonisti più complessi e lungimiranti della storia repubblicana.

martedì 23 dicembre 2025

San Benedetto Val di Sambro ricorda la strage del Rapido 904

Memoria, responsabilità e speranza come impegno civile per il presente e il futuro



di Martina Mari

 

San Benedetto Val di Sambro ha commemorato anche quest’anno la strage del Treno Rapido 904, avvenuta il 23 dicembre 1984, con una cerimonia partecipata presso la stazione ferroviaria, luogo simbolo di una ferita che ha segnato profondamente la comunità locale e l’intero Paese.

A oltre quarant’anni dall’attentato, cittadini e istituzioni si sono stretti nel ricordo delle vittime innocenti dell’atto terroristico-mafioso che colpì il Rapido 904 nella galleria dell’Appennino, causando la morte di 16 persone e il ferimento di oltre duecento passeggeri. Un attentato avvenuto a pochi giorni dal Natale, che colpì non solo vite umane, ma anche il senso più profondo di umanità, condivisione e speranza legato a quel periodo dell’anno.

Nel suo intervento, il sindaco Alessandro Santoni ha sottolineato come la memoria non possa ridursi a un gesto rituale o formale, ma debba rappresentare un dovere morale e civile. Ricordare, ha affermato, significa assumersi una responsabilità verso le vittime, verso i loro familiari e verso le generazioni future. Dietro ogni numero ci sono volti, nomi e storie interrotte: persone che viaggiavano per tornare a casa e incontrare i propri affetti, portando con sé l’attesa semplice delle feste.

Un pensiero particolare è stato rivolto ai familiari delle vittime, ai quali è stato rinnovato un abbraccio collettivo che, come ha ricordato il sindaco, non è mai venuto meno. Il loro dolore è parte integrante della storia di San Benedetto Val di Sambro, una ferita che continua a essere vissuta con rispetto, pudore e profonda partecipazione.

Accanto al ricordo, il sindaco ha voluto rivolgere un messaggio ai giovani presenti, ribadendo che la memoria non è qualcosa da conservare in una teca, ma un testimone da trasmettere. La strage del Rapido 904, ha ricordato, non fu un incidente, ma un atto deliberato di violenza, un attacco allo Stato, alla convivenza civile e alla fiducia che tiene unita una società.

“Partendo da questo insegnamento – ha dichiarato Santoni – è necessario richiamare l’attenzione sulle fragilità del tempo presente: un mondo cambiato, ma non meno violento, segnato da guerre, terrorismo, odio che corre sui social, radicalizzazione del linguaggio, disinformazione e delegittimazione delle istituzioni. Anche oggi la democrazia è attaccata non solo con le armi, ma con l’odio sistematico, l’indifferenza verso i più fragili e il disimpegno civile”.

Da qui l’appello alla responsabilità, parola chiave dell’intervento: responsabilità nelle parole, nei gesti, nel modo di guardare l’altro, soprattutto chi è diverso o la pensa diversamente. Libertà e democrazia, ha ribadito il sindaco, non sono mai scontate, ma vanno difese ogni giorno attraverso scelte quotidiane: informarsi, rispettare, partecipare, prendersi cura degli altri.

“San Benedetto Val di Sambro – ha concluso Santoni – è una comunità segnata da questa tragedia, che ha scelto la legalità, la memoria e la solidarietà. Continuiamo a credere nel valore delle istituzioni democratiche e dell’educazione, coinvolgendo le scuole e le nuove generazioni, insegnando che la violenza non è mai lo strumento giusto. Il terrorismo non vince, l’odio non costruisce futuro: il futuro lo costruiscono le persone che scelgono la vita ogni giorno”.

giovedì 27 novembre 2025

27 novembre – Ottantaduesimo anniversario della prima incursione aerea su Vergato



di Roberto Giusti


Alle 12.40 del 27 novembre 1943 Vergato subì il primo bombardamento aereo della sua storia. In pochi minuti il centro abitato venne devastato: oltre cinquanta civili persero la vita e più di cento rimasero feriti. Fu l’inizio di una lunga stagione di violenze belliche che, tra il 1943 e il 1944, colpì duramente l’intera valle del Reno, snodo strategico per i collegamenti tra Bologna e l’Appennino e dunque bersaglio ripetuto delle operazioni alleate.

Nei mesi successivi altre incursioni si abbatterono sulla cittadina, aggravando un bilancio già drammatico e sommando ai caduti della guerra anche numerose vittime tra la popolazione civile, travolta dagli eventi e spesso colpita mentre svolgeva le attività quotidiane. Di quei giorni restano testimonianze, documenti e memorie familiari che ancora oggi raccontano la paura, lo smarrimento e la distruzione che segnarono profondamente la comunità vergatese.



Nel giorno dell’82º anniversario l’Amministrazione comunale ha voluto rendere omaggio a quelle vite spezzate, ricordando non solo le vittime del primo bombardamento, ma tutte le persone innocenti che subirono le conseguenze del conflitto. Una parte di esse — quindici cittadini — riposa nella Cappella “Davide Carboni” all’interno del cimitero comunale, luogo della memoria collettiva e simbolo della resilienza della comunità.

Il ricordo pubblico di quei tragici eventi, sottolinea l’Amministrazione, rappresenta un impegno costante affinché la storia continui a parlare alle generazioni presenti e future, preservando il valore della pace e della convivenza civile.



martedì 18 novembre 2025

Appennino etrusco: due convegni internazionali svelano la metallurgia del I millennio a.C.

Metalli nell’Appennino antico: studiosi da tutta Europa tra Dicomano e Rocchetta Mattei



Dopo l’apertura toscana prevista per giovedì 20 novembre a Dicomano, il Convegno Internazionale di Studi sulla cultura materiale etrusca prosegue venerdì prossimo, 21 novembre, nelle suggestive sale della Rocchetta Mattei a Grizzana Morandi. I lavori inizieranno alle ore 10.00.

I due appuntamenti intendono fare il punto sulle modalità di produzione e consumo dei metalli nell’Appennino settentrionale durante momenti chiave del I millennio a.C., senza trascurare uno sguardo alle dinamiche avviate già nel Bronzo Finale.
Il convegno rappresenta la tappa conclusiva del progetto PRIN 2022 “Apenninescape”, dedicato ai paesaggi produttivi delle vallate del Reno e del Bisenzio-Sieve. Il programma coinvolge le Università di Bologna, Firenze, Pisa e il CNR-ICCOM, e si inserisce in un percorso di ricerca avviato nel 2019 con il primo convegno sulla ceramica appenninica. Obiettivo dichiarato: indagare il territorio montano come una vera e propria cerniera culturale tra le valli dell’Arno e quelle del Po.

A conferire respiro internazionale alla due giorni è la presenza del Mugello Valley Archaeological Project, coordinato da Gregory Warden (Southern Methodist University, Texas), e la partecipazione dell’Università di Vienna. Accanto alle Soprintendenze di Bologna e Firenze, interverranno anche la Direzione Regionale Musei dell’Emilia-Romagna e le Università di Napoli Federico II e Campania Luigi Vanvitelli.

 

Programma della giornata del 21 novembre – Rocchetta Mattei

Ore 10.00 – Saluti istituzionali

Ore 10.15–12.00 – Sessione mattutina

Presiede: Petra Amann (Università di Vienna)

  • Produzioni metallurgiche nella Romagna interna preromana tra originalità e influenze esterne – C. Negrini
  • Bronze finds from Verucchio: archaeological and analytical analysis – M. Bode, A. Naso, T. Stöllner
  • La cista cordonata in bronzo da Mercato Saraceno al Museo Archeologico Nazionale di Sarsina – F. Timossi
  • Specchi e statuette votive nell’Appennino settentrionale come risorse sociali e media – R. Da Vela

 

Ore 14.00–17.00 – Sessione pomeridiana

Presiede: Sara Campagnari (SABAP Bologna)

  • L’Appennino emiliano tra bronzo e ferro. Nuovi dati dai siti di Monte della Croce (Bologna) e Ca’ Nova di Albareto (Parma) – C. Cavazzuti, C. Putzolu, E. Zanotti
  • Processi produttivi dei metalli a Kainua – Marzabotto e nella Valle del Reno – A. Gaucci, D. Masini, C. Trevisanello
  • Presenza di vasellame in bronzo nell’etrusca Kainua-Marzabotto: un quadro aggiornato – G. Morpurgo
  • Metalli dall’abitato de “La Quercia”: lettura preliminare dei dati e dei materiali di scavo – L. Manzoli, C. Negrini, P. Poli

 

Tavola rotonda finale

Presiede: Giuseppe Sassatelli (Istituto Nazionale di Studi Etruschi e Italici)

Interventi di:
Petra Amann (Università di Vienna), Cristina Ambrosini (Regione Emilia-Romagna), Marco Benvenuti (Università di Firenze), Elisabetta Govi (Università di Bologna), Alessandro Naso (Università di Napoli Federico II), Gregory Warden (Southern Methodist University), Andrea Zifferero (Università di Siena).

Prenotazioni

La partecipazione è gratuita ma è richiesta la prenotazione: inviare una mail con nome e cognome alla Segreteria all’indirizzo andrea.gaucci@unifi.it.

 



sabato 8 novembre 2025

“Insegnare col fascismo”: letture e memorie della scuola tra Sasso Marconi e Vergato negli anni Trenta e Quaranta

 



SASSO MARCONI – Domani, domenica 9 novembre, alle ore 16.30, presso la Sala Mostre “R. Giorgi” di via del Mercato 13 a Sasso Marconi, si terrà l’incontro “Insegnare col fascismo. Letture di vita scolastica degli anni Trenta e Quaranta tra Sasso Marconi e Vergato”. L’ingresso è libero e gratuito.

L’iniziativa, promossa dal Comune di Sasso Marconi, dall’ANPI “G. Suzzi – G. Venturi” e dall’Istituto Storico Parri, rientra nel progetto “10 Righe” ed è pensata come finissage della mostra “La scuola a Sasso Marconi nel Ventennio fascista”, visitabile nei fine settimana fino al 9 novembre 2025.

Attraverso documenti, lettere e testimonianze d’epoca, l’evento ricostruisce il mondo scolastico locale durante il regime fascista, raccontando le vicende di Armida Simonelli e Dina Poggi, direttrici didattiche di Sasso Marconi e Vergato. Le loro scuole, spesso isolate sulle colline del Reno, furono al centro di un’educazione segnata da propaganda, controlli e rigida disciplina.

Le letture, curate da Gianluca Gabrielli, saranno interpretate da Donatella Manico ed Elisa Pompilio, con accompagnamento musicale di Stefano Rossetti.

Un’occasione per riflettere, attraverso le parole e i documenti di maestre e ispettori dell’epoca, su come la scuola sia stata – e possa essere ancora oggi – luogo di formazione, ma anche strumento di potere e di resistenza.

sabato 1 novembre 2025

San Benedetto Val di Sambro, un ponte tra storia e futuro: l’Appennino Bolognese e il Sudafrica aprono nuovi orizzonti di cooperazione



Si è concluso con successo l’incontro di cooperazione bilaterale tra il territorio dell’Appennino Bolognese e la Repubblica del Sudafrica, un evento che rafforza un legame storico profondo e rilancia nuove prospettive di sviluppo condiviso.

La presenza del Ministro Plenipotenziario Ms Mmathari J. Mashao ha segnato un momento di grande rilevanza istituzionale e simbolica, aprendo la strada a importanti collaborazioni nei settori chiave per l’economia locale:

  • Industria 4.0, con particolare attenzione alle macchine automatiche e al packaging di qualità;
  • Agroalimentare, con la valorizzazione del Parmigiano Reggiano e dei frutti antichi dell’Appennino;
  • Turismo e ambiente, attraverso progetti per la promozione dei sentieri e del patrimonio naturale.

L’incontro ha rinnovato anche il sentimento di amicizia e riconoscenza verso il popolo sudafricano per il contributo dei suoi soldati alla liberazione e ricostruzione del nostro territorio durante la Seconda guerra mondiale, nell’area della Linea Gotica.

Tra i prossimi passi, è prevista una visita della delegazione sudafricana alle eccellenze produttive dell’Appennino – dai caseifici alle aziende agricole fino alle industrie del packaging – per rafforzare i legami economici e culturali tra i due Paesi.

Un segnale concreto di come la memoria storica possa diventare motore di cooperazione e di crescita sostenibile, nel segno dell’amicizia tra comunità lontane ma unite da valori condivisi.

venerdì 10 ottobre 2025

Vergato inaugura “Gotica 64”, un nuovo luogo della memoria sulla Linea Gotica

 



 

Si inaugura domani, sabato 11 ottobre, a Vergato “Gotica 64 - La strada del fronte appenninico”, un nuovo luogo della memoria dedicato alla storia del territorio e alla Linea Gotica. La giornata si apre alle 9.30 al Centro Polivalente “F. Nanni” con il convegno “Recuperare e riqualificare per valorizzare la storia e il territorio”, cui seguiranno il taglio del nastro di “Gotica 64”, il disvelamento di un’opera scultorea e, dalle 13, una visita guidata.

Ad aprire i lavori saranno il sindaco di Vergato, Giuseppe Argentieri, e la presidente dell’Unione dei comuni dell’Appennino bolognese, Valentina Cuppi. La prima sessione, dedicata a rigenerazione urbana e cultura e moderata da Francesca Marchi, vedrà gli interventi di Giovanna Trombetti (Città metropolitana di Bologna), Amleto Gardenghi (assessore alla Cultura di Vergato) e Roberta Franceschinelli (presidente de Lo Stato dei Luoghi).

La seconda parte, intitolata “Gotica 64: il luogo della memoria” e coordinata da Marco Tamarri, sarà invece dedicata agli aspetti progettuali e scientifici dell’iniziativa, con i contributi di Giovanni Facciorusso, Stefano Piazzi, Erica Pè, Matteo Carboni / Un Altro Studio, e degli storici Vito Paticchia, Gabriele Ronchetti e Massimo Turchi.

La conclusione dei lavori è affidata all’assessora regionale alla Cultura, Gessica Allegni, che precederà l’inaugurazione ufficiale.

Il progetto nasce dalla rigenerazione delle ex Fornaci Bonani Pelloni, grazie a un investimento complessivo di 1,5 milioni di euro: 500 mila euro della Città metropolitana (fondi FSC 2014-2020), 1 milione dal bando regionale per la rigenerazione urbana e un contributo del Comune di Vergato per allestimento e completamento.

domenica 5 ottobre 2025

Vergato, il ricordo della Linea Gotica: l' 11 ottobre l’evento “La strada del fronte appenninico”

 



Vergato si prepara ad accogliere un appuntamento di grande valore storico e civile. Sabato 11 ottobre 2025, dalle ore 9:30 alle 13:00, si terrà l’evento “La strada del fronte appenninico”, organizzato in occasione dell’inaugurazione di Gotica 64, il nuovo luogo della memoria dedicato alla Linea Gotica.

La giornata vuole restituire voce e spazio a una delle pagine più drammatiche e decisive della storia del nostro Paese: il fronte appenninico, che tra il 1944 e il 1945 vide scontri sanguinosi, sofferenze civili e atti di resistenza che hanno segnato profondamente le comunità locali.

“Gotica 64” nasce come centro di documentazione, testimonianza e riflessione, pensato non soltanto per custodire la memoria storica, ma anche per stimolare una più ampia consapevolezza sul valore della pace, della libertà e della convivenza democratica.

L’evento di inaugurazione prevede interventi istituzionali, contributi di storici e studiosi, oltre alla partecipazione di associazioni culturali e realtà impegnate nella tutela della memoria resistenziale. Non mancheranno momenti dedicati alla comunità e agli studenti, con l’obiettivo di trasmettere alle nuove generazioni la conoscenza di un passato che ancora interroga il presente.

Con “La strada del fronte appenninico” Vergato si conferma punto di riferimento per la ricerca e la divulgazione storica, rafforzando la rete di iniziative che, lungo l’Appennino bolognese e modenese, tengono viva la memoria della Linea Gotica e delle popolazioni che ne hanno vissuto la tragedia.

domenica 21 settembre 2025

Gaggio Montano ricorda l’eccidio di Ronchidoso: due giorni di celebrazioni il 26 e 28 settembre

 


Il Comune di Gaggio Montano si prepara a ricordare l’eccidio di Ronchidoso, uno dei momenti più drammatici della Resistenza sull’Appennino bolognese. Tra il 28 e il 30 settembre 1944, infatti, 66 partigiani appartenenti in gran parte alla Brigata Giustizia e Libertà furono catturati e uccisi dalle truppe nazifasciste in località Ronchidoso, nei pressi di Castelluccio di Moscheda. Una ferita profonda che ancora oggi la comunità tiene viva attraverso la memoria e la partecipazione.

Le celebrazioni prenderanno il via venerdì 26 settembre presso la Chiesina di Ronchidoso con una lettura scenica dell’attore Matteo Belli, tratta dal libro Viaggio con l’amico di *Francesco Berti. L’iniziativa è a posti limitati e richiede prenotazione (francesca.marchi@unioneappennino.bo.it, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 15).

Il momento centrale della commemorazione sarà domenica 28 settembre.
Il programma prevede:

·         Ore 9.45 – Santa Messa

·         Ore 10.45 – Cerimonia al Memoriale alla Brigata Giustizia e Libertà

Seguiranno gli interventi di Giuseppe Pucci, sindaco di Gaggio Montano, di Maurizio Fabbri, consigliere regionale e presidente dell’Assemblea Legislativa Emilia-Romagna, e del Consiglio Comunale dei Ragazzi delle scuole medie di Gaggio Montano.

La giornata sarà conclusa da Anna Cocchi, presidente provinciale ANPI Bologna. Alla cerimonia parteciperanno inoltre i rappresentanti dell’Esercito brasiliano, dell’ANPI di Bologna, dei Comuni del territorio e i familiari dei partigiani. In forma ristretta verranno resi gli onori ai caduti e ai luoghi della Resistenza, con un momento dedicato anche a Castelluccio di Moscheda.

La commemorazione si concluderà con un pranzo conviviale a Gaggio Montano (info e prenotazioni in locandina).