Visualizzazione post con etichetta Marzabotto Civica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Marzabotto Civica. Mostra tutti i post

giovedì 6 marzo 2025

La nostra adesione alla Campagna "LA CASA BRUCIA" e l’inaccettabile gestione della mozione in Consiglio

Dalla presentazione alla votazione: manovre, stravolgimenti e contraddizioni su un tema che dovrebbe unire, non dividere. 


di Maria Francesca Carbonaro


Consiglio Comunale di Marzabotto, 28 febbraio 2025. 

Punto all’ordine del giorno: Adesione alla campagna nazionale “La casa brucia basta armi – campagna nazionale per fermare le guerre”. 

Come gruppo consiliare “Marzabotto Civica” abbiamo condiviso quanto proposto dal gruppo “Cittadini Contro La Guerra- Art.11”, inviato con mail il 17 gennaio a tutti i consiglieri del comune di Marzabotto, che riportava una Campagna nazionale, proposta da “LA CASA BRUCIA #DISARMA, centomila NO per fermare le guerre.” 

All’indomani dell’incontro organizzato dal gruppo stesso, tenutosi il 1° febbraio presso la Casa della Cultura, dove veniva lanciata la Campagna nazionale, il 3 febbraio abbiamo protocollato la mozione proposta, per discuterla al primo Consiglio Comunale utile. 

Come Marzabotto Civica, abbiamo aderito perché condividiamo quanto espresso, siamo fermamente convinte che le guerre non si fermino con le armi ma con la diplomazia, per poter giungere, soprattutto in Ucraina, ad un cessate il fuoco bilaterale, ma anche perché siamo consapevoli che essere a Marzabotto, Città messaggera Pace, comporti l’attuazione di azioni concrete e non solo di facciata. 

Dalla presentazione della mozione, alla seduta di Consiglio Comunale, sono trascorsi molti giorni, nei quali non siamo mai stati contattati dalla maggioranza per eventuali emendamenti da discutere, eventualmente condividere e proporre in Consiglio. Non sono bastate due riunioni dei capigruppo, dove la maggioranza si è presentata con un testo diverso ogni volta, per trovare un accordo; pertanto, non essendo interessati a far apparire il logo della nostra lista perché quella mozione non è nostra, né di chiunque altro gruppo consiliare, ma dei proponenti, ho accolto la richiesta di presentare la mozione originale, peraltro identica a quella che abbiamo presentato come Civica, per poi ritrovarci in Consiglio ad esaminare oltre una decina di emendamenti presentati da maggioranza e minoranza di Forza Italia. 

È apparso chiaro che qualcuno non gradiva che il nostro simbolo fosse accomunato alla mozione, come se i temi della Pace appartenessero unicamente alla maggioranza, che si è poi presentata in Consiglio con un testo ancora diverso dai precedenti, motivando con queste testuali parole: “Condividiamo il testo della mozione e proponiamo modifiche, integrazioni e aggiustamenti che non pregiudicano né lo spirito, né tantomeno le richieste della mozione, queste modifiche e integrazioni sono anche stilistiche per rendere più agevole e più facile la lettura del testo.” Come siano poi andati i lavori della riunione di Consiglio è visibile a tutti. 

Quello che vogliamo far emergere è solo l’esito assurdo della votazione, anzi delle tre votazioni sullo stesso odg, che denotano una gestione alquanto discutibile dei lavori di Consiglio, dove più volte si è arrivati addirittura a votare delle “prese d’atto”: 

CONTRARIETÀ della maggioranza e del gruppo di Forza Italia, al testo originale. 

CONTRARIETÀ agli emendamenti proposti dal gruppo di Forza Italia. 

APPROVVAZIONE, a maggioranza, del testo presentato dalla maggioranza stessa, spacciato indebitamente come adesione alla Campagna nazionale, alla quale due loro esponenti avevano preannunciato di aderire, durante l’incontro del 1° febbraio. Ci chiediamo, a quale scopo manipolare continuamente il testo e solo all’ultimo momento? 

Se si vuole aderire ad una campagna, non si possono stravolgere le richieste contenute. Il testo approvato è ambiguo e non assolutamente corrispondente ai principi della mozione de LA CASA BRUCIA, tra l’altro stravolge la richiesta sulla cessazione del fuoco, infatti chiedere che “l’Italia si adoperi per il cessate il fuoco immediato e - a tale scopo - cessi di alimentare la guerra fornendo armi e munizioni all’Ucraina” è contrario a chiedere, che “l’Italia si adoperi per un immediato cessate il fuoco e in conseguenza di esso interrompa la fornitura di armi all’Ucraina, come è scritto nella mozione della maggioranza; sintetizzato significa “cessate il fuoco e DOPO non invieremo armi”, quindi se il fuoco prosegue ad oltranza, noi continueremo ad inviare armi ad oltranza. 

Così diceva Lev Tolstoj “Non si può asciugare l'acqua con l'acqua, non si può spegnere il fuoco con il fuoco, quindi non si può combattere il male con il male.”

lunedì 3 febbraio 2025

Marzabotto: il Consiglio Comunale chiamato ad aderire alla campagna “La Casa Brucia, Basta Armi”

Il Consiglio Comunale di Marzabotto discuterà, nella  prima seduta utile, una mozione per l’adesione alla campagna nazionale contro le guerre “La Casa Brucia, Basta Armi”, promossa da Elena Basile, Roberta De Monticelli, Domenico Gallo, Moni Ovadia e Linda Santilli.


La mozione, presentata dal gruppo consiliare Marzabotto Civica, parte dal principio sancito dall’articolo 11 della Costituzione italiana, che ripudia la guerra e promuove la pace tra le nazioni. Il documento sottolinea il dovere di Marzabotto, teatro di uno dei più tragici eccidi nazisti, di farsi portavoce di un messaggio di pace e di opposizione ai conflitti in corso.

Ucraina: stop all’escalation militare

Nel testo si esprime preoccupazione per il prolungarsi della guerra in Ucraina e per il rischio di un’escalation globale. Il Consiglio denuncia la decisione della NATO e dell’Unione Europea di proseguire con il sostegno militare a Kiev, anziché cercare soluzioni diplomatiche. La mozione chiede quindi che l’Italia:

  • sospenda l’invio di armi all’Ucraina e si impegni per un cessate il fuoco immediato;
  • si opponga allo schieramento in Europa di missili a raggio intermedio, già banditi dal Trattato INF del 1987;
  • promuova una soluzione negoziata basata sui principi di sicurezza e cooperazione europei.

Medio Oriente: fermare il massacro a Gaza

La mozione affronta anche il conflitto in Medio Oriente, denunciando la strage in corso a Gaza, dove si contano oltre 44.000 morti, tra cui migliaia di bambini e civili. Si chiede che l’Italia:

  • sospenda la fornitura di armi a Israele e imponga sanzioni diplomatiche e commerciali;
  • riconosca ufficialmente lo Stato di Palestina.

Infine, il documento dispone l’invio della mozione al Governo italiano e ai gruppi parlamentari di Camera e Senato, sollecitando un intervento concreto per la pace.

 

Il testo integrale della mozione:

Alla Presidente del Consiglio Comunale di Marzabotto Dott.ssa Valentina Cuppi 

Mozione: adesione alla Campagna nazionale per fermare le guerre “LA CASA BRUCIA, BASTA ARMI”, da inserire come o.d.g. nel primo Consiglio Comunale utile. 

Questo gruppo consiliare, premesso che: 

- Ripudia la guerra, come sancito dall’art. 11 della Costituzione italiana che recita “L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.” 

- Consapevole di trovarsi a Marzabotto, ritiene che la storia di queste terre debba essere un monito per costruire una comunità fondata sulla pace, e che quanto accaduto non debba essere dimenticato ma offrire piuttosto le basi per azioni mirate a far sì che ciò che è stato qui, e in altre realtà simili dell’Europa, non accada altrove, anche se la situazione internazionale ci rimanda a scenari di guerre ancor più terribili; Ritiene di aderire alla Campagna nazionale per fermare le guerre “LA CASA BRUCIA, BASTA ARMI”, promossa da Elena Basile, Roberta De Monticelli, Domenico Gallo, Moni Ovadia, Linda Santilli. Propone quindi la seguente mozione: 

MOZIONE 

Il Consiglio comunale di Marzabotto 

Rilevato che la guerra comporta la massima violazione dei diritti dell'uomo e la irrimediabile sconfessione delle Carte dei diritti che fondano la legittimità dell'ordine internazionale sorto dopo la Seconda Guerra mondiale; 

Considerato che la Costituzione italiana ripudia la guerra, vincolando il nostro paese alla costruzione della pace e della giustizia fra le Nazioni; 

Profondamente preoccupato per l'esplosione, il perdurare e l'estendersi della guerra in Europa ed in Medio Oriente e per il rischio di una guerra globale che inevitabilmente comporterebbe l'uso di armi nucleari; 

OSSERVA 

Ucraina 

La guerra iniziata il 24 febbraio con l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia, si protrae da oltre due anni causando sofferenze inenarrabili alle popolazioni coinvolte, disastri ambientali e la morte sui due fronti di centinaia di migliaia di giovani mandati al massacro dai rispettivi governi. Dopo il fallimento di un accordo di pace negoziato nell'aprile del 2022, l'orientamento assunto dalla NATO e dai vertici dell'Unione Europea, scartata ogni ipotesi di negoziato, punta ad alimentare lo scontro armato poiché auspica la "vittoria" militare dell'Ucraina e la sconfitta della Russia come unico sbocco possibile del conflitto. Questa direttiva politica, consacrata da numerose risoluzioni del Parlamento europeo, punta ad obiettivo palesemente impossibile che richiede una continua escalation della violenza bellica attraverso la fornitura di armamenti di ogni tipo, senza limitazione alcuna. Da ultimo, la decisione, ribadita con la Risoluzione del 28 novembre 2024, di colpire la Russia in profondità, utilizzando sistemi missilistici forniti dai paesi occidentali si presta a innescare una spirale incontrollabile di violenza fino allo scontro diretto fra Russia e NATO con l'uso di armi nucleari in Europa. 

ln questo contesto di tensione crescente, particolarmente allarmante è la decisione di schierare nuovamente in Europa quei missili a raggio intermedio che il Trattato INF, stipulato del 1987 fra Regan e Gorbaciov, aveva smantellato ponendo fine alla guerra fredda. 

Tanto premesso, il Consiglio Comunale di Marzabotto, interpretando la volontà dei suoi cittadini, 

CHIEDE CHE L’ITALIA

 - si adoperi per il cessate il fuoco immediato e, a tale scopo, cessi di alimentare la guerra fornendo armi e munizioni all'Ucraina; - si opponga allo schieramento in Europa dei missili a raggio intermedio a capacità nucleare, già banditi del Trattato INF; 

- denunci come irresponsabile e criminogena la pretesa di perseguire la vittoria militare di una parte sull'altra come soluzione del conflitto e proponga una soluzione negoziata fondata sull'equilibrio degli interessi e sui principi della cooperazione e sicurezza in Europa espressi dall'Atto finale della Conferenza di Helsinki del 1975. 

Medio Oriente 

Il martirio di Gaza procede incessantemente da oltre un anno; 

Il bilancio, in continuo aggiornamento, di oltre 44.000 morti, fra cui 16.800 minori, 11.400 donne, 1.000 operatori sanitari, 220 impiegati delle Nazioni Unite e 175 giornalisti, oltre 100.000 feriti, è solo uno degli indicatori della gravità della tragedia in atto, aggravata dalla fame, dalle epidemie, dalla mancanza di presidi sanitari e dalla distruzione di ogni struttura civile, indispensabile per la vita della popolazione. Il mandato di cattura emesso dalla Corte penale internazionale contro Netanyahu e l'ex Ministro della difesa Gallant, certifica, fra l'altro, il ricorso alla fame come strumento di guerra. Quello che sta succedendo a Gaza è una vergogna per l'umanità. Le distruzioni operate a Gaza si stanno estendendo nella Cisgiordania, nel Libano, in Siria, nello Yemen e minacciano di provocare uno scontro diretto con l'Iran. L'impunità che, per troppo tempo la Comunità internazionale ha assicurato ad Israele, consente al Governo israeliano di violare tutte le leggi internazionali, di contravvenire alle ordinanze della Corte Internazionale di Giustizia volte alla prevenzione del genocidio e di estendere la violenza bellica ad altri paesi e territori del Medio Oriente, senza limitazione alcuna. La condotta di Israele pregiudica ogni soluzione politica che possa assicurare la convivenza fra i due popoli in un Medio Oriente finalmente pacificato. 

Tanto premesso, il Consiglio comunale di Marzabotto, interpretando la volontà dei suoi cittadini e cittadine, e considerando che la Convenzione per la prevenzione e la repressione del delitto di genocidio, vincola l'Italia ad agire per prevenire il crimine di genocidio 

CHIEDE CHE L’ITALIA 

- si adoperi per l'immediato cessate il fuoco e, a questo fine, si adoperi perché cessi ogni fornitura di armi, sia sospeso l'accordo di associazione UE Israele e siano applicate delle sanzioni adeguate, diplomatiche, politiche e commerciali, idonee a ridimensionare l'onnipotenza di cui gode il Governo d'Israele; 

- riconosca senza indugio lo Stato di Palestina. 

DISPONE 

che copia della delibera di questa mozione, sia trasmessa al Ministro degli affari esteri, al Ministro dell'Interno ed al Presidente del Consiglio, nonché ai capigruppo di tutti i gruppi parlamentari di Camera e Senato.



Maria Francesca Carbonaro (nella foto)

Valentina Dondarini 

domenica 15 settembre 2024

Il gruppo consiliare di Marzabotto Civica ha espresso critiche in merito alla comunicazione riguardante il ripristino della normalità nel servizio di mobilità per Lama di Reno e Pian di Venola, ritenendo che lasci molto "a desiderare".

 Secondo le consigliere comunali Maria Francesca Carbonaro e Valentina Dondarini, il tentativo di ripristinare il servizio ferroviario di Marzabotto appare come una "corsa ai ripari".

Esse scrivono:

"È curioso come, subito dopo che questa lista ha presentato l’interrogazione sulla soppressione delle fermate di Lama di Reno e Pian di Venola (il 12 settembre), gli altri gruppi consiliari di Marzabotto si siano improvvisamente attivati. Addirittura, il Comune ha risposto affermando che 'la sindaca ha partecipato a vari incontri con la Regione Emilia-Romagna e la Città Metropolitana di Bologna sui nuovi orari dei treni, ribadendo sempre la necessità di reintegrare entrambe le fermate.'

Considerando che questi incontri si sono tenuti mesi fa, poiché la programmazione degli orari dei treni richiede tempo e collaborazione con Rfi e altri enti, ci chiediamo: perché la sindaca non ha informato i cittadini prima? Gli stessi cittadini, increduli, hanno scoperto la soppressione vedendo il treno passare senza fermarsi.

Inoltre, si afferma che la fermata di Lama di Reno è stata riattivata, ma l’orario sarà aggiornato solo dal 16 settembre. Una coincidenza alquanto strana! Se la richiesta era stata avanzata da tempo, perché attendere fino al 16, dato che il personale ferroviario lavora anche nel weekend? Se è possibile riattivare la fermata, perché non evitare tutti questi disagi fin dall'inizio? Quali sono state le reali motivazioni dietro queste scelte? Problemi di incroci? Difficoltà con il materiale rotabile a Porretta? Mancanza di personale viaggiante?

Inoltre, si fa riferimento alla possibilità di attivare una navetta in collaborazione con la Città Metropolitana per collegare le frazioni alla stazione di Marzabotto. Tuttavia, ci chiediamo perché discriminare la stazione di Pian di Venola a causa del minor numero di utenti. Se l’obiettivo è promuovere l’uso del treno, questa sembra una decisione controproducente. E l’istituzione di una navetta tra Marzabotto e Pian di Venola? Sarebbe un ulteriore servizio su gomma. Chi ne sopporterà i costi?

Ogni commento sembra superfluo: ancora una volta, emergono pressapochismo, superficialità e mancanza di lungimiranza da parte di chi amministra."

venerdì 3 maggio 2024

'Marzabotto Civica' aspetta i marzabottesi al Parco Bottonelli.

 Mirca Risi informa che domani, sabato 4 maggio, alle 18.30,  presso il Parco Bottonelli di Marzabotto, la lista 'Marzabotto Civica' si presenta all’elettorato. L'invito è rivolto a tutti i residenti. 

 

sabato 6 aprile 2024

E’ nata ‘Marzabotto Civica’ e si propone per le elezioni amministrative del prossimo giugno

La candidata Sindaca è l’avvocatessa Maria Francesca Carbonaro 


La candidata si presenta:

 Sono Maria Francesca Carbonaro (nella foto), candidata sindaco a Marzabotto per la lista ‘MARZABOTTO CIVICA’. 

Questa lista che mi onoro di rappresentare, è scaturita da un percorso che alcuni cittadini del nostro comune hanno avviato più di un anno fa, al quale ho aderito convintamente, insieme a molte altre persone, con importanti competenze ed esperienze che spaziano in vari settori, competenze che metteremo al servizio dei nostri concittadini con entusiasmo, umiltà e coraggio: cittadini per i cittadini.


Si tratta di una lista fortemente eterogenea, formata da persone determinate che hanno sentito la necessità di dare una svolta al nostro comune, poiché hanno visto in questi anni molte promesse disattese, unitamente allo svilimento del Consiglio Comunale.

Premetto subito che ciò che non faremo, sarà rispondere a logiche di qualsiasi partito, desideriamo infatti rispondere piuttosto a logiche di buon governo, elaborando progetti per rivitalizzare il nostro comune, tessendo relazioni positive, ricercando finanziamenti anche attraverso la partecipazione a bandi regionali, nazionali ed europei.

Ci presentiamo con la convinzione che alla base dell’operato dell’organizzazione amministrativa più prossima ai cittadini, come quella di un comune, debba stare il riconoscimento dei diritti fondamentali espressi della nostra Costituzione.

L'amore per questa terra, con il suo patrimonio storico, ambientale e culturale, ci spingono a impegnarci in questo ambizioso percorso, con l’obiettivo di favorire la valorizzazione e lo sviluppo delle tante potenzialità delle nostre meravigliose vallate, non ancora completamente espresse.

Nel nostro essere civici, e indipendenti da qualsiasi vincolo partitico, siamo fermamente convinti risieda la ricchezza dei contenuti, nella nostra passione la volontà di realizzarli.

Per ciò che invece mi riguarda personalmente, devo dire che molti in questi giorni mi hanno chiesto le ragioni della mia candidatura. Sono una professionista, senza tessere di partito, che può vantare solo una modesta esperienza amministrativa, svolta alcuni anni fa a livello di opposizione comunale; da cittadina naturalmente ho sempre partecipato alla vita di questa comunità facendo parte, ad esempio, della Proloco di Marzabotto.

Perché allora la decisione di questo impegno diretto in prima persona? A livello emozionale ha pesato molto il debito di riconoscenza nei confronti di questo paese che mi ha visto crescere negli anni degli studi universitari, che mi ha dato la possibilità di formare una famiglia, di avviare un’attività professionale ricca di soddisfazioni, ha visto crescere i miei figli e nascere uno di loro.

A breve presenteremo i vari componenti che fanno parte di questa lista.