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domenica 24 gennaio 2016

Il Maresciallo karateca si racconta.

Di Mario Becca

Come in tanti caso si comincia per caso. Io avevo sentito che un amico di andava in palestra a fare karate e voli provare anch’io.” Così a Francavilla Fontana (Brindisi) iniziò la sua avventura di karateca, che si fermerà a circa 20 anni per essere ripresa a distanza di circa 15 a Castiglione dei Pepoli con l’incontro di un istruttore dello Sport Village di Bologna che ha come presidente e d.t. il M.o Carlo Maurizzi.
Dopo un allenamento di prova a S.Bendetto Val di Sambro con oltre 80 partecipanti ho proseguito e sono entrato nel gruppo dei Master andando a vari stage. Mi stavo accorgendo che con grande entusiasmo e rinnovata carica stavo facendo quello che avrei voluto e dovuto fare a 20 e non c’ero riuscito.
Denotando qualità tecniche e fisiche è arrivata la convocazione agli Europei di Nizza.
Ricordo quando gli consegnai la tuta della Nazionale di cusi sono D.T. Era molto emozionato, la prese in braccio denotando una commozione che mi sorprese.”
E poi vennero le gare. Molto dure, molto difficili, perché nei Master troviamo tutti atleti ex agonisti e quindi con esperienza e tecnica raffinata.
A Nizza i miei giovani allievi non c’erano, ma sentivo nelle orecchie e nella testa i loro caldi incitamenti. Rivedevo mentalmente quel video che avevano fatto proprio per me. Sentivo che non avevo alternative: dovevo vincere per me ma soprattutto per non deludere loro. E mi sono impegnato al massimo sotto l’aspetto psicofisico ed è arrivato il grande risultato, il primo gradino sul podio, la medaglia d’oro e la cerimonia di premiazione avvolto nel tricolore: Sono emozioni che non si dimenticano, lasciano un segno indelebile che porterò sempre con me.”
Grandi festeggiamenti al ritorno sia a Castiglione che a S.Bendetto ed anche a Bologna allo Sport Village dal M.o Maurizzi. “A lui e all’Arma debbo molto, mi hanno affiancato, guidatoe e quindi permesso di arrivare a questo prestigioso traguardo.”
La categoria Master è relativamente nuova ed è stata riconosciuta e ufficializzate di recente dalla federazione perché hanno capito che in un certo senso è sopra a tutte le altre perché racchiude i veri appassionati, quelli che hanno il karate nello spirito. L’hanno praticato a livello agonistico e poi dovuto abbandonare per motivi di lavoro o famiglia e l’hanno ripreso con intatta anzi superiore carica e convincimento. Pertanto vanno apprezzati e giudicati tra i migliori.


Maresciallo karateca” questa fu la definizione apparsa sui quotidiani che davano il resoconto della sua vittoria europea. “Trovo che mi definisca molto bene. Esclusa la famiglia, racchiude le due passioni della mia vita .”

Ora il Maresciallo Capo si trova ad un bivio: continuare l’attività agonistica o accontentarsi di fare l’istruttore ?
Farò una riflessione, ma dentro di me ho già deciso: per fare le gare dovrei tenermi allenato, dedicare molto ore in palestra a me stesso ed invece tengo troppo ai miei allievi (ndr) , non li posso abbandonare e i traguardi che loro raggiungeranno saranno i miei. Li vivrò e sentirò come se li avessi conquistati io. E quindi mi dedicherò completamente all’Associazione “Arti e Lealtà” che ho fondato a S. Benedetto V. di S. Mi dà grandi soddisfazioni. Debbo rispondere Alla fiducia che hanno risposto in me i 40 allievi e i loro genitori. Siamo seguiti con attenzione dal Comune che si è sempre dimostrato disponibile e pronto a rispondere alle nostre necessità. E il mio prossimo obiettivo sarà proprio aprire con la collaborazione di tutti, dal Sindaco ai genitori dei ragazzi, una nuova e più accogliente sede.”
Col M.° .Maurizzi spostiamo il discorso sul territorio che c’interessa da vicino, ovvero l’Appennino. “Mi dispiace affermarlo ma non offre grandi risorse per la nostra disciplina. La stragrande maggioranza dei ragazzi si dedica al calcio. Se avessimo istruittori in loco potremmo aprire dei corsi e in quel caso sono sicuro che si iscriverebbero, come abbiamo già visto, molte donne. L’Associazione che ha fondato il Maresciallo è nata anche grazie all’appello di Lamberto Vacchi, figura nota a tutti gli sportivi bolognesi per il suo passato nella FIDAL e nel CONI, che ci ha richiesto appunto di fare qualcosa che possa interessare i residenti a Pian del Voglio, Castiglione, S.Benedetto e Vernio.
Ora stiamo lavorando in collaborazione con l’Esercito, Con l’Arma dei Carabinieri , con la Guardia di Finanza e con le Scuola. Sappiamo tutti quale sia la situazione attuale a livello sociale, non c’è più educazione, né rispetto del prossimo. E’ in gioco il futuro cittadino. E noi insegniamo valori che vanno al di là del fatto puramente sportivo. Ad esempio quando un atleta sale sul tatami (ndr il tappeto su cui si svolge l’allenamento o la gara) deve salutare chi l’ha preceduto e l’avversario, questo già insegna e obbliga a riflettere su tante cose.”
Alla serata hanno partecipato anche Villiam Vitali e Massimo Piacentini e grazie al loro intervento è nata la promessa da parte del M.° Maurizzi di venire a fare con i suoi allievi un’esibizione di karate al PalaBiagi nella prossima estate


mercoledì 7 ottobre 2015

E' nata la 'Piccola Cassia'. Il tratto Monteveglio-Lizzano verrà presentato a Savigno.



Mario Becca ha consegnato  il gagliardetto del Club al sindaco Gnudi

Facciamo rete”, lo dicono in tanti, lo dicono tutti gli amministratori dei vari versanti delle nostre montagne. E finalmente c’è chi lo fa in concreto e sicuramente arriverà a grandi risultati. L’Unione dei Comuni dell’Appennino bolognese, il GAL (Gruppo di Azione Locale), il Comune di Monte S.Pietro ed il Comune di Valsamoggia, che in questo caso è il capofila, stanno portando avanti un progetto di notevole rilievo che racchiude turismo, cultura e sport.
Si chiama Piccola Cassia. E’ un’antica via (Cassiola era il nome d’origine) che per diversi tratti coincideva con la Romea-Nonantolana e, seguendo le antiche fonti storiche e le numerose tracce ancora presenti e visibili, è possibile ricostruirne il percorso. 
Becca consegna il gagliardetto del Club a Zanetti e Aldrovandi
Il progetto in atto intende recuperare in particolare il tratto che va tra Monteveglio e Lizzano e verrà presentato in ogni suo particolare sabato 14 novembre a Savigno in occasione della locale Tartufesta, ma un’eccezionale anteprima è stata fatta sere fa al Panathlon Club Valle del Reno nel consueto meeting mensile che si svolge a Sasso Marconi. Erano presenti Massimo Gnudi, sindaco di Vergato, Marco Tamarri, responsabile dei settori Cultura e Turismo dell’Unione dell’Appennino, Angelo Zanetti, presidente del Consiglio Comunale di Valsamoggia, Gian Luca Aldrovandi, funzionario dello stesso Comune e rappresentante del GAL, Claudio Bernagozzi, noto giornalista e organizzatore di manifestazioni sportive, gli ultramaratoneti Andrea Accorsi e Monica Barchetti.
Mario Becca consegna il gagliardetto
all'avv. Davide Conti del Panathlon Club
di Ferrara (si prospetta un gemellaggio)
Dopo una breve premessa del Presidente del Panathlon Club Valle del Reno, Mario Becca, che ha sottolineato come in occasioni come queste vengano evidenziate le possibilità del Club di creare incontri che possano favore conoscenze e quindi lo sviluppo del territorio, è intervenuto Marco Tamarri: “Questa unione delle Unioni ci ha particolarmente stimolato – ha sottolineato – C’è un perfetto accordo su questo progetto che, facendo anche cultura, lancia nuove proposte turistiche e sportive. Per gli appassionati quindi non ci sono più solo la Via degli dei e l’Alta Via dei Parchi, ma anche questa Piccola Cassia, di cui tutti scopriranno ben presto i valori e ne rimarranno affascinati. Questo tipo di turismo è in grande ascesa e noi desideriamo inserirci nei grandi circuiti sicuri di soddisfare i tanti appassionati. Un fatto molto importante è l’affiancamento a Bologna Welcome – ha concluso – Con questa sinergia siamo ancora più sicuri di allargare ben presto il nostro raggio d’azione e che tanti, anche dall’estero, chiederanno informazioni per conoscere da vicino la Piccola Cassia”
Zanetti, presidente del Consiglio Comunale di Valsamoggia
Il progetto ha potuto usufruire di un aiuto finanziario di 80.000 euro da parte del Gal “Il nostro compito è intervenire affiancando le proposte di sviluppo e valorizzazione nelle aree svantaggiate. –ha dichiarato Gian Luca Aldrovandi - In questo caso c’è un’iniziativa che riteniamo molto interessante che vuol portare turismo in luoghi non conosciuti abbastanza ma ricchi di storia, cultura e tradizioni. Basti pensare a Pieve di Roffeno, all’Abbazia di Monteveglio e agli altri centri che si attraversano in un itinerario che va da cento a Mote S.Pietro, Savigno, Ca’ Bortolani per arrivare a Lizzano. Sono 70 km ricchi di..tutto. E non dimentichiamo che la Romea- Nonantolana si interseca con questa e si arriva in Toscana. E infatti sono già attivi collegamenti fra le nostre Associazioni e quelle di Lucca e Pistoia. Noi abbiamo già preparato una cartoguida del territorio con i punti sosta e gli alberghi. “
Da parte di tutti i relatori traspare un sincero entusiasmo verso questo progetto che, come detto, verrà presentato ufficialmente il 14 novembre ma che punta a essere pronto in tutti i particolari per la Pasqua 2016.
Tamarri parla a tavola con Zanetti e Aldrovandi
Ci sentiamo un po’ i fondatori di questa iniziativa che abbiamo chiamato “Piccola Cassia” e abbiamo coinvolto le altre Unioni perché siamo tutti consci che il nostro territorio ha bisogno di essere valorizzato. Una volta ognuno pensava solo al proprio comune, adesso si collabora ed i risultati arrivano per tutti. Anche noi abbiamo provato da soli, ma non è stato facile, ora in tanti, e colgo l’occasione per ringraziare tutti i Sindaci che hanno aderito, la fatica viene divisa ed i risultati raggiunti più facilmente. Possiamo essere protagonisti del turismo del “camminare lento” e abbiamo una gastronomia che non ha niente da invidiare a nessuno. Eravamo uno dei 12 Comuni presenti all’Expo e abbiamo visto ottimi risultati nel presentare la nostra strada che ha valenza storica.”

  Claudio Bernagozzi, in mezzo, con Andrea Accorsi e Monica Barchetti
Il sorriso compiaciuto del sindaco di Vergato, Massimo Gnudi, lascia intendere che anche da parte sua c’è un notevole ottimismo su questo progetto :” E’ coinvolta la parte altra del nostro comune, una zona caratterizzata da un bel paesaggio, da elementi storici e da produzioni tipiche.- ha affermato - Quindi per farlo conoscere va promosso con tutte le forme possibili. So che c’è da lavorare, ma non mancano né voglia, né entusiasmo da parte di tutte le componenti. La concretizzazione di questo progetto può segnare un cambiamento ed è necessario perché il turismo tradizionale è un modello in crisi. Va cambiato e rinnovato e la “Piccola Cassia” ha questo obiettivo. Porterà ad un turismo attivo per tutto l’anno e non più per i soli mesi estivi. Come rappresentante della Città Metropolitana posso già dire che lavoreremo insieme ad un tavolo coordinato da Tamarri sul quale c’è un’attenzione particolare. Turismo per l’Appennino significa sviluppo economico e la collaborazione è lo strumento necessario per avere risultati positivi.”

  Il tracciato della Piccola Cassia
Chiamato in causa un po’ da tutti , Marco Tamarri ha concluso affermando alcune cose essenziali:” Bisogna stare uniti, uno da solo non può rappresentare l’Appennino. La nostra valle deve essere condivisa, così come succede nel trentino ed in altri posti. Non può far uscire dalla crisi la montagna da sola, le terme da sole, i laghi da soli, ma è assolutamente urgente e necessario lavorare tutti insieme, dobbiamo seguire uno spartito che coinvolga tutti. Chi va da solo finirà con l’essere isolato.”
Al termine dopo i dovuti ringraziamenti del presidente del Panathlon Club Valle del Reno, Mario Becca, tutti i presenti si sono dati appuntamento a Savigno dove alle 18 si svolgerà il convegno sulla “Piccola Cassia” a cui seguirà la partenza di professionisti, tra cui Accorsi e Branchetti, e dilettanti, tra cui lo stesso Tamarri, per una corsa notturna che porterà a Rocca Pitigliana…e ritorno per un totale di 100 km.
Al progetto “Piccola Cassia” hanno già aderito queste Associazioni:
  • Club Alpino Italiano
  • Amici e Amiche dei Portici
  • Accademia del Samoggia
  • Terre di Iacopino
  • Nueter
  • Il Rugletto
  • Gente di Gaggio
  • Capotauro
  • Proloco Rocca di Roffeno
  • Castel d’Aiano
  • Il Trebbo


martedì 23 dicembre 2014

Augusto Binelli ospite del Panathlon Valle del Reno a Sasso Marconi.


Gus Binelli assieme al presidente Mario Becca.

Di Glauco Guidastri.

Con i suoi 215 centimetri di talento, professionalità e umanità, Augusto ‘Gus’ Binelli, è stato per quasi vent'anni una colonna portante della Virtus Bologna e uno dei protagonisti dell’epopea di ‘Basket City’, quando Bologna era la ‘capitale’ del basket italiano e i derby tra Virtus e Fortitudo erano spesso decisivi per l’assegnazione dello scudetto.

Il 16 dicembre scorso, Binelli è stato l'ospite d’onore del tradizionale incontro conviviale di fine anno del Panathlon Club ‘Valle del Reno’. Al Ristorante ‘L’Oasi’ di Sasso Marconi, il mitico Gus ha parlato della sua straordinaria carriera, iniziata a 15 anni con l'approdo al settore giovanile del club bolognese, dopo i primi approcci al basket nella natia Carrara. Poi Il trasferimento negli States -1981/82 - per studiare e giocare a basket nella Lutheran High School di New York, e il rientro in Italia, dove contribuisce alla vittoria dello scudetto della formazione Juniores della Virtus. Il sogno di riattraversare l'oceano (“volevo frequentare la Virginia University, avevo anche già parlato con l’allenatore, Terry Holland”) sfuma sul più bello, e inizia così l'avventura nel basket che conta.  Il debutto in prima squadra nel 1983 in un derby con la Fortitudo, Coppa Italia (ne disputerà ben 45 di stracittadine), una partita che Gus non dimenticherà mai. “Avevo appena 19 anni e mi trovai a fronteggiare un centro forte e smaliziato come Heere Williams, appena arrivato dal Maccabi Tel Aviv. Fu un duello spigoloso, ma a fine partita Williams venne a farmi i complimenti: che soddisfazione!”.

Un sodalizio, quello con la Virtus, che nemmeno il richiamo dell'NBA riuscirà a interrompere. 'Lungo' atipico e versatile, capace di abbinare la presenza sotto canestro a una tecnica sopraffina, Binelli finisce presto nel mirino degli Atlanta Hawks, che nel 1986 lo scelgono con il n. 40 al secondo giro(dopo Dino Meneghin, fu il secondo cestista italiano scelto ad un draft NBA). Eppure Gus non approderà mai nel massimo campionato a stelle e strisce. “Già, io chiesi un triennale, ma loro mi potevano offrire solo un contratto annuale”, ricorda l'ex centro virtussino. “Se però, dopo un anno in NBA, fossi tornato a giocare in Italia, per il regolamento FIBA avrei dovuto essere tesserato come straniero: e così declinai l'offerta”. A indurre Gus al rifiuto, però, contribuirono anche le pressioni dall'avvocato Porelli, all'epoca  presidente della Virtus... “Sì è vero, Porelli fece di tutto per convincermi a restare, e devo dire che ci riuscì. Di lui ho un ricordo splendido: dirigente capace e competente come pochi altri, per i più giovani, per quelli che - come me - stavano in foresteria, è stato una sorta di secondo padre”.

Nonostante il mancato approdo nell'NBA, di qua dall'oceano Binelli se n'è tolte parecchie di soddisfazioni. Al suo attivo ci sono 102 presenze e 1 bronzo europeo con la Nazionale, mentre in maglia Virtus ha disputato 845 partite ufficiali (record assoluto) conquistando 5 scudetti, altrettante Coppe Italia, 1 Supercoppa italiana, 1 Coppa Campioni e 1 Coppa delle Coppe (“come dimenticare le emozioni legate alla vittoria del primo scudetto e della Coppa Campioni?”). Un rapporto d'amore che rischiò di incrinarsi solo una volta, come svela lo stesso Binelli. “Sì, accadde nel 1991 dopo una sconfitta rimediata a Caserta. Giocai davvero male, e negli spogliatoi ebbi un litigio con il presidente (Paolo Francia n.d.a.): chiesi di essere ceduto. Poi la società venne rilevata da Cazzola: gli parlai del mio disagio e mi disse, senza mezzi termini, che finché lui sarebbe stato presidente, io sarei rimasto alla Virtus”. E così fu. La canotta della V nera, infatti, Gus la sfilerà solo nel 2000, a 36 anni. Per scendere di categoria con Castelmaggiore e Montegranaro, poi due buone annate sempre in Legadue con Trapani e gli ultimi spiccioli di carriera spesi nelle serie minori (Cento, Anzola e Salus Bologna).

Il legame con Bologna - città che l'ha adottato, apprezzato e amato - non si è più reciso: Gus continua a vivere sotto le Due Torri, dove ora dirige una società, il “San Giorgio Basket”. Da grande appassionato continua a seguire le vicende delle V nere e del basket professionistico in generale. “Quando però accendo la tv e vedo squadre composte da 8/10 stranieri, mi viene voglia di cambiare canale”, confessa con un pizzico di rammarico. E rincara la dose: “ Molti degli USA che oggi giocano nel nostro Paese, ai miei tempi non avrebbero nemmeno messo piede su un parquet di serie A. Io ho giocato contro avversari del calibro di J.B. Carroll e Arvydas Sabonis, oggi atleti così non se vedono più. Il livello del basket si è notevolmente abbassato: vi assicuro che la Montepaschi Siena dei record - indubbiamente un'ottima squadra - contro la mia Virtus dei tempi d'oro (quella  dei 3 scudetti di fila, per intenderci), non avrebbe avuto speranze”. Non esattamente un bel viatico per il nostro basket, anche se chi ama questo sport non perderà mai la speranza di poter rivedere sui parquet di casa nostra talenti cristallini come Augusto Binelli.

  Ipartecipanti alla serata



martedì 15 ottobre 2013

L'autunno 'mette in moto' il Panathlon Club Valle del Reno.


Mario Becca

Di Mario Becca: 

Giovedì  prossimo, 17 ottobre, ripartirà l’attività autunnale del PANATHLON CLUB VALLE DEL RENO.  Nel  meeting conviviale, che si terrà alle 20.30 presso il Ristorante l’Oasi di Sasso Marconi, si parlerà  di automobilismo con i piloti bolognesi Glauco Solieri, Thomas Biagi e Valerio Vecchietti. Ospiti i giornalisti Carlo Cavicchi, direttore di Quattroruote , e Francesco Forni di Repubblica.

Per informazioni,  tel,  339.2445799 


mercoledì 3 luglio 2013

Renato Villalta, neo presidente della VIRTUS, a Sasso Marconi ospite del Panathlon Club Valle del Reno.



Da sin. Renato Albonico, Gigi Serafini, Mario Becca, 
Renato Villalta e il sindaco Stefano Mazzetti



“Se i cuori bianconeri mi saranno vicini, insieme a quelli che condividono la mia idea di Virtus ce la metterò tutta. Magari non riusciremo a cambiare lo stato delle cose al cento per cento, ma ci stiamo attrezzando e sicuramente prenderemo una strada nuova e diversa. E tornerò  a raccontarvi quanto siamo cresciuti, e a sottopormi a una verifica tra un anno”. Con queste parole e questa promessa Renato Villalta,  presidente della Virtus Pallacanestro Bologna da un mese e mezzo, bandiera bianconera da una vita e per sempre, ha salutato i soci del Panathlon Valle del Reno, e quelli che hanno voluto essere presenti alla serata ‘indimenticabile’ tenutasi al ristorante Oasi di Sasso Marconi lunedì scorso.
Con lui hanno accolto l’invito del presidente del Panathlon, Mario Becca, altri due grandi ex della V nera, Gigi Serafini e Renato Albonico che hanno ricordato i tempi della ‘militanza virtussina’, e il sindaco di Sasso Marconi, Stefano Mazzetti.

Il presidente Becca stringe la mano aVillalta.
Villalta ha parlato delle scelte tecniche e del futuro assetto della squadra: saluterà quasi certamente Poeta, cercherà di trattenere Gigli. “Non rinnego quello che ho detto su Peppe, e sarei felice se restasse. Ma sposando un progetto tecnico, quello di Arrigoni, che prevede un play statunitense, e dunque da secondo regista. Che io sposo in pieno. Il concetto è ormai chiaro: sette stranieri, tra comunitari ed extra, e cinque italiani. Allo staff tecnico chiedo solo di valorizzare due o tre giovani a stagione. Il senso delle giovanili è questo, portare talenti in prima squadra. Poi, se vengono gli scudetti di categoria è anche meglio, si capisce”, ha detto.
Agli abbonati, assicura, “ho cercato di andare incontro. Facendo anche errori, lo so. Per esempio, quello di non pensare a una riduzione per gli Over 70. L’anno prossimo colmerò anche questa lacuna. Però proverò ad invertire il trend, riportando tanti amici a palazzo, gente che negli anni si è allontanata ma che nella Virtus, ne sono certo, crede ancora”.
Villalta ha ricordato il ‘grande Porelli’, al quale ha detto di volersi ispirare. Ha aggiunto di voler mettere in piedi, ai primi di ottobre,  un’amichevole in onore suo e di sua moglie Paola. L’avversario? Potrebbe essere Cantù, se accetterà.
La consegna, da parte di Mario Becca, di un gagliardetto del Panathlon Club Valle del Reno e l’applauso dei presenti, hanno salutato  la conclusione dell’incontro che, come da promessa, sarà  ripetuto tra un anno.  


domenica 30 giugno 2013

Sasso Marconi. Renato Villalta ospite del PANATHLON CLUB VALLE DEL RENO.




Domani, lunedì 1 luglio, alle 20.30, al ristorante L’OASI di Sasso Marconi (Via Setta 7), Renato Villalta, il presidente della VIRTUS BASKET,  sarà ospite del Panathlon Club Valle del Reno.
 Il mitico n.10 del team bianconero ha accettato l’invito rivoltogli da Mario Becca, presidente del Club, e  parteciperà all’incontro conviviale in cui ovviamente si parlerà dell’attuale momento della pallacanestro italiana e naturalmente dei progetti della Virtus.
Alla serata parteciperanno anche il giornalista Marco Tarozzi, responsabile Area Comunicazione della Virtus Basket,  Gigi Serafini e non è esclusa la presenza anche di altri ex bianconeri.
Per info: 339.2445799

Abbiamo incontrato il presidente Mario Becca (nella foto) e, dopo averlo ringraziato per la bella novità, gli abbiamo chiesto.

Lei  porta ‘in giro’ lungo la Valle del Reno  sportivi di assoluto valore. Quale è il fine?
“Parlare di sport e territorio favorendo l’incontro fra esperti , operatori e sportivi. Prendiamo la scusa di nomi di prestigio per accentrare l’attenzione sull’avvenimento e parlare dello sport e soprattutto dei problemi che incontra chi vuole fare sport”.

Quali sono questi problemi ?

“Carenza di impianti, difficoltà logistiche e naturalmente, con la crisi di oggi, problemi finanziari”.

Ci sono prospettive di miglioramento?

“Sicuramente. Punto sulla nota caparbietà dei montanari, di cui mi onoro di fare parte, e sul coordinamento delle varie associazioni. L’Appennino poi è una grande palestra che fortunatamente sta riprendendo interesse  nel cuore degli sportivi”.

Quali sono stati gli incontri più fruttiferi e i personaggi che hanno contribuito ad incoraggiare lo sport in Appennino?

“ Indubbiamente Italo Cucci e poi i due vincitori di medaglie olimpioniche Luigi Tesconi, medaglia d’argento al tiro con la pistola a Londra e Mauro Ceccoli . Eccezionale poi la serata con il paralimpico Nicolò Bensi , reduce da Londra dopo aver sfiorato per alcuni secondi il podio . Mi ha aiutato molto il fatto che tutti vengono volentieri nella Valle del Reno”.

I prossimi appuntamenti ?

“ Quello di settembre con Flavio Roda, con cui oltre a parlare di sci parleremo del Corno alle Scale.  Lui è di Vidiciatico e lo conosce quindi molto bene. Riprenderemo il discorso iniziato con Biagi, gestore degli impianti”.

In molti  addebitano alla viabilità inadeguata dell’Appennino una delle ragioni per cui la presenza di sciatori al Corno segna il passo. Cosa ne dice?

“Il tema è già stato affrontato all’interno del programma Panathlon e ne abbiamo dato notizia a tutti gli enti coinvolti. Contiamo su una reazione positiva. Aspetto suggerimenti dagli assessorati allo sport. Inoltre mi aspetto segnalazioni sulla presenza in Appennino di atleti che debbono essere messi in evidenza”.

Da quanto siete ‘sul pezzo’?

“Siamo partiti lo scorso anno ad aprile. Gli incontri sono stati interessanti. Ora mi aspetto adesioni poiché ‘più siamo e più contiamo’.  Siamo in 14 soci: uno di Ferrara, sei di Bologna e 7 di Sasso Marconi. La vallata è molto ampia, i tecnici e i praticanti dello sport sono numerosi  e l’attività sportiva è molto presente. Quindi conto in una espansione appunto perché ‘più siamo, più contiamo’”.

                                      Elenco ospiti al Panathlon Club Valle del Reno:
Massimi dirigenti Panathlon International:
ENRICO PRANDI – Presidente Internazionale Panathlon International,
GIANNI BAMBOZZI, Presidente Distretto Italia,
GIORGIO DAINESE, Governatore Area 5
LUCIO MONTONI – Presidente Panathlon Club Bologna

Giornalisti:
ITALO CUCCI - 
STEFANO MICHELINI –  commentatore RAI TV
MARCO TAROZZI – ex Stadio, L’Informazione

ATLETI:
MAURO CHECCOLI – CONI e Oro olimpico Equitazione
GIGI SERAFINI – campione basket, ex Virtus e Nazionale
DAVIDE LAMMA – basket
LUIGI TESCONI – argento olimpico Londra nel tiro con la pistola
ESTER BALASSINI – campionessa italiana lancio del martello
SIMONE ROTOLO – campione Italiano boxe
NICOLO’ BENSI – atleta paralimpico nuoto reduce da Londra
VALERIO VECCHIETTI – campione europeo automobilismo

Dirigenti .
ANTONIO ZOLLI – tecnico e dirigente Società Pugilistica Alto Reno
MARCO PONDRELLI – Assessore allo Sport della Provincia di Bologna
STEFANO GALETTI – dirigente assessorato sport Provincia Bologna
GIAN CARLO TAMPELLINI – Ass. Sport Cavezzo e dirigente Basket Cavezzo
MAURO TINTI – Vice presidente Com. Prov. CONI di Bologna
LUIGI BIAGI – responsabile impianti Corno alle Scale
MARCO MASINI  – Dir. Tecnico impianti Corno alle Scale


Ospiti locali:

Stefano Mazzetti - Sindaco di Sasso
Ammendola-   Assessore allo Sport di Sasso
Gege Salamone – Consigliere Comunale di Sasso
 Montanari – Pres. Com. Provinciale FISI