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sabato 29 giugno 2019

Stanziati dalla Regione 4,5 milioni per i piccoli Comuni. Ok a emendamento Pd-Si per premiare le fusioni


SEGNALATO

Il provvedimento, che si rivolge principalmente alle aree montane, ha ottenuto il voto unanime dell’Assemblea legislativa
L’Assemblea legislativa approva gli indirizzi per l’attuazione di progetti nei piccoli comuni, sotto i 50 mila abitanti. Il prossimo luglio verranno pubblicati gli avvisi pubblici con indicate le procedure da seguire.
Già nel 2019, ha spiegato Roberto Poli (Pd), “verranno stanziati 2,5 milioni di euro (altri 2 milioni tra il 2020 e il 2021): i singoli progetti dovranno prevedere un budget di circa 100 milioni di euro, finanziati dalla Regione per l’80 per cento. Verranno finanziati interventi a favore delle comunità, con particolare attenzione alle aree montane”.
Il provvedimento ha ottenuto l’unanimità dell’Assemblea: sì da Partito democratico, Sinistra italiana, Lega nord, Cinquestelle, Fratelli d’Italia e Prodi (Misto).
Il consigliere Igor Taruffi di Sinistra italiana ha presentato un emendamento (assieme al collega Yuri Torri, allo stesso Poli e a un altro dem, Gianni Bessi) per chiedere di “prevedere specifiche premialità per i progetti presentati dai Comuni derivanti da fusioni”.
Andrea Bertani dei Cinquestelle, con la presentazione di un ordine del giorno (assieme alla collega Raffaella Sensoli), ha invece sollecitato chiarimenti sui criteri per la scelta dei progetti proposti, chiedendo “l’approvazione di un atto d’indirizzo con indicate le condizioni di ammissibilità e precedenza”. Richiedendo poi “di dare la precedenza ai progetti collegati a percorsi sulla partecipazione”.
Per Michele Facci (Fdi) con questo provvedimento “si cerca di dare una risposta alle esigenze della cittadinanza nelle realtà periferiche”. Valuteremo con attenzione, ha aggiunto, “le ricadute sul territorio”. Il consigliere si è poi dichiarato favorevole alla proposta Pd-Si sulle premialità ai Comuni che hanno aderito a un processo di fusione.
Massimiliano Pompignoli (Ln) ha invece criticato la scelta di favorire i Comuni arrivati a fusione.
L’Assemblea ha approvato l’emendamento presentato dalla maggioranza, mentre ha respinto l’ordine del giorno dei Cinquestelle.

domenica 12 febbraio 2017

Uffuciale l'Ok alla fusione Banco Coop Emiliano-EmilBanca. E' nata la più grande banca di credito cooperatibo del centroNord.


Da ANSA



Dopo il SI' a Bologna, anche a Reggio Emilia il via libera alla fusione tra Banco Cooperativo Emiliano ed Emil Banca, che avrà effetto dal prossimo primo aprile. "L'assenso definitivo - precisa una nota - è giunto dalle assemblee straordinarie delle due banche di credito cooperativo, che hanno approvato il progetto che porterà alla nascita della più grande banca di credito cooperativo del centronord, la seconda in Italia, forte di un capitale sociale di oltre 97 milioni, impieghi lordi per 2,7 miliardi di euro, una raccolta totale di circa 4,7 miliardi di euro, un patrimonio complessivo di circa 306 milioni di euro e di una massa amministrata superiore ai 7 miliardi di euro".
    I 2.814 soci di Banco Cooperativo Emiliano, che complessivamente ne conta oltre 20.000, presenti all'assemblea alle Fiere di Reggio Emilia - 1.444 in sala e 1.370 per delega - si sono espressi con voto palese, approvando il progetto di fusione a larghissima maggioranza. I voti favorevoli sono stati 2.786, i contrari 17 e le astensioni 11.
    Nell'odierna relazione introduttiva del cda sono stati riassunte le ragioni e gli obiettivi della fusione, sostenuta dal Fondo temporaneo del Credito Cooperativo con un intervento complessivo di 126,5 milioni, di cui 96,5 destinati a Banco Cooperativo Emiliano - 66,5 per l'acquisto di sofferenze e 30 per la sottoscrizione di uno strumento patrimoniale irredimibile - e 30 destinati alla nuova banca che manterrà il nome Emil Banca. Emil Banca sarà presente in cinque province emiliane - Parma, Reggio, Modena, Bologna e Ferrara - e nel mantovano con 84 filiali, 137 mila clienti, 44 mila soci e oltre 700 dipendenti.