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giovedì 31 marzo 2022

Ripresi i lavori sulla frana di Gardelletta.

 Erano stati sospesi a causa di un ordigno bellico, ora rimosso.


Ancora un bomba lasciata dal passaggio dell’ultima guerra che ha sospesi i lavori per il ripristino di una infrastruttura importante.

E’ stata ora la volta della Provinciale Val di Setta interrotta all’altezza di Gardelletta  ormai da molti mesi per una frana che ha portato via un lungo tratto della carreggiata.

Durante i rilievi per la risistemazione era stato trovato un piccolo ordigno che doveva essere rimosso per la bonifica dell’area e la sicurezza del sito.



L’operazione , che ha richiesto  l'intervento del Genio Militare e successivo nulla osta, ha costretto a un ritardo dei lavori che comunque sono già ripresi.

Fine modulo

Prevedono l'arretramento della sede stradale verso monte attraverso il rimodellamento della scarpata che verrà ristretta con un aumento della pendenza. La nicchia della frana verrà scavalcata con un viadotto a campata unica lungo 60 metri. Il ponte ad arco esistente lungo parte del tratto interessato dai lavori, verrà parzialmente demolito per permettere la realizzazione di un ulteriore ponte, sempre a campata unica, lungo 18 metri. La strada verrà dotata inoltre di un sistema di drenaggio delle acque.

 

Il ritorno alla normalità dovrebbe avvenire entro l’estate 2023. Il progetto è finanziato per un totale di 4.050.000 euro (3 milioni della Regione Emilia-Romagna - Protezione civile e 1.050.000 della Città metropolitana - manutenzione straordinaria strade ex MIT).



mercoledì 24 febbraio 2021

Le chiusura del Ponte Leonardo da Vinci e della provinciale 325 regalano un percorso a ostacoli sempre piú impegnativo


Il colpevole disinteresse generale sulla viabilità ordinaria delle valli del Reno e del Setta ha portato i suoi frutti. Le due volli sono giunte ormai al collasso. Il colpo di grazia l'ha data la chiusura del ponte Leonardo da Vinci a Sasso Marconi. Ciò che prima era difficile ora si avvicina all'impossibile. E le prospettive non sono rosee: il tempo per la riapertura del ponte in modo efficace e sicuro pare sia di anni ( non si parte bene, i lavori di ripristino non sono iniziati dopo mesi di chiusura poiché non si sa neppure a chi debbono essere affidati, alla Città Metropolitana o all'Anas). Inoltre la prosecuzione della nuova Porrettana da Borgonuovo a Casalecchio è giunta al punto di 'promessa' e si sa quanto poco affidabili siano le promesse in campo amministrativo quando si parla di decine di milioni di euro e di interventi lontani nel tempo. L'aggiornamento efficace della Porrettana Vergato- Sasso Marconi non si farà mai e che il tratto di statale sia pericoloso perche inadeguato ai tempi, è evidente e denunciato anche questo dai fatti. L'elenco delle 'trappole della viabilità' delle due valli prosegue e il quadro per la Valle del Setta l'ha fatto il consigliere regionale di Rete Civica Marco Mastacchi in un suo intervento che riportiamo integralmente:



Abitare nella Val di Setta o trovarsi per motivi di lavoro o di necessitá a doverla attraversare è di questi tempi qualcosa di comparabile a un atto di masochismo. L´intera viabilitá della vallata si presenta come un percorso ad ostacoli che richiede capacitá da olimpionici o virtú di calma olimpica per chi volesse avventurarvisi. C´è solo l´imbarazzo della scelta:

- la Frana della Gardeletta da due anni attende soluzione mentre la deviazione all’interno dell’abitato di Gardelletta, in comune di Marzabotto, da quasi due anni genera gravi disagi rendendo pericolosa la viabilità per gli abitanti della frazione e per chiunque altro. Ad oggi e pur essendo stato promesso, non c’è stato alcuno sgravio del pedaggio autostradale nel tratto Rioveggio – Casalecchio di Reno per gli abitanti dei comuni a sud dei tratti interessati al disagio conseguente le chiusure. Non c´è a oggi ancora sentore di inizio lavori, nonostante le continue assicurazioni che il primo intervento da mettere in cantiere sia senz’altro il ripristino della strada provinciale 325 che, oltre a rappresentare il principale asse viario per tutta l’Alta Val di Setta, è anche considerata viabilità alternativa al tratto dell’A1 Rioveggio-Sasso Marconi in caso di impreviste interruzioni del traffico autostradale.  


- la Frana a Castiglione dei Pepoli verificatasi a gennaio 2021 in localitá Creda per la quale è stato chiuso un tratto della provinciale Pian di Setta  SP235.

- i continui lavori per la manutenzione della variante di valico e della panoramica provocano non pochi disagi alla popolazione e agli utenti della A1 stessa.

- La recente chiusura del Ponte Leonardo da Vinci e le conseguenti deviazioni del traffico all’interno dell’abitato di Sasso Marconi creano gravi problemi alla viabilità cittadina e grandi disagi alla cittadinanza e agli automobilisti costretti a lunghe file.

Ad aggiungere preoccupazioni ai disagi, il programmato passaggio alla gestione Anas, che avrebbe dovuto prendere in carico il ponte lo scorso mese di ottobre, ma a causa della pandemia il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha rimandato a marzo.

Le richieste di Mastacchi alla Giunta riguardano l’imminente passaggio ad Anas previsto nei prossimi mesi, del ponte Leonardo da Vinci a Sasso Marconi: avverrà in costanza di ponte chiuso al transito, senza che ciò generi alcun conflitto di competenza tale da paralizzare i lavori di ripristino dell’opera? e quale sará il cronoprogramma dei lavori per il ponte Leonardo da Vinci a Sasso Marconi e per la sistemazione della frana sulla Sp325 in località Gardelletta?

Risponde l´Assessore Corsini che conferma il passaggio di competenze per le strade da Regione ad Anas nel prossimo mese di marzo e che Anas si prenderá in carico gli oneri di realizzazione per il rifacimento del Ponte, avendo a bilancio le risorse necessarie. Per evitare situazioni di stallo nel passaggio di cambio di gestione ANAS e Cittá Metropolitana si stanno muovendo di concerto e ci sono giá stati degli incontri in tal senso e appena disponibile il cronoprogramma dei lavori, sará comunicato.

Per quanto riguarda le altre due tratte non è previsto alcun trasferimento ad ANAS. La tratta della bretella ex A1 è e rimarrá in carico ad Autostrade per l´Italia, mentre la tratta Sasso Marconi sud (Cinque Cerri) ex Sp325 è stata trasferito dalla Cittá Metropolitana in carico al Comune di Sasso Marconi.

Mastacchi commenta ¨Ottima la notizia del passaggio ad ANAS delle competenze sul Ponte Leonardo da Vinci e rassicurante sapere che la stessa ANAS dispone a bilancio delle risorse per procedere con i lavori. Sono meno soddisfatto invece rispetto alla risposta che riguarda il resto della situazione viabilitá della Provinciale SP325 per la quale da troppo tempo si aspettano interventi e non si danno risposte soddisfacenti alla popolazione.¨


lunedì 30 dicembre 2019

La frana di Gardelletta è ancora in movimento, si potrà progettare il ripristino solo quando si sarà arrestata

Un incontro pubblico tenuto a Vado ha confermato che fino a quando i monitoraggi non confermeranno che la frana si è arrestata non sarà possibile predisporre un progetto e dare avvio ai lavori che si stima costeranno almeno 3 milioni di euro e dureranno almeno un paio d'anni.

di Carmine Caputo
Unione dei comuni dell’Appennino bolognese

Grande partecipazione per l'incontro di mercoledì 18 dicembre a Vado per fare il punto della situazione sulla frana, che nell'aprile scorso ha interrotto la circolazione lungo la strada provinciale 325 Val di Setta, con evidenti disagi per cittadini e automobilisti. Al convegno, organizzato dalla Città metropolitana di Bologna in collaborazione con i Comuni di Monzuno e di Marzabotto, hanno partecipato il consigliere metropolitano con delega alla viabilità Marco Monesi, il dirigente metropolitano Pietro Luminasi, i sindaci di Marzabotto e Monzuno, Valentina Cuppi e Bruno Pasquini e i tecnici specializzati che stanno seguendo il progetto.
Il consigliere Monesi ha aperto la serata illustrando lo stato dell’arte del movimento franoso e i risultati dei monitoraggi realizzati sinora per permettere un primo studio di fattibilità e consentire una prima ipotesi di ripristino della viabilità. Monesi ha confermato una previsione di circa 2 anni necessari alla realizzazione degli interventi, che potranno partire però solo al termine del monitoraggio della frana, che continua ad essere in movimento a causa delle faglie che ne hanno determinato il crollo. Difficile quindi prevedere quanto a lungo si protrarrà tale monitoraggio, indispensabile per garantire la sicurezza dei cittadini di Gardeletta e redigere poi un progetto esecutivo e imbastire la gara di appalto per l'assegnazione dei lavori. Il progetto ovviamente dovrà da un lato essere sostenibile economicamente (ad oggi viene ipotizzato un investimento di circa 3 milioni di euro), dall'altro essere affidabile da un punto di vista strutturale, cioè durare nel tempo, in modo da giustificare la spesa e da garantire la sicurezza di chi la percorrerà.

Nel corso della serata l’ingegner Marchi dell’Università di Bologna e i diversi tecnici coinvolti sinora hanno illustrato la natura del terreno e del territorio e spiegato quali sono le motivazioni di tipo geologico all'origine delle faglie che causano la frana. La soluzione ipotizzata per riaprire la viabilità è quella di scavare la montagna creando degli sbancamenti -come avviene per le cave- in modo da rendere monitorabili più agevolmente le condizioni della strada nel caso in cui si dovessero ripetere in futuro situazioni simili. La strada verrebbe quindi riposizionata a monte di diversi metri rispetto alla sede attuale, con un margine per lato di circa 7 metri di sicurezza; la traiettoria sarebbe leggermente modificata. Lo sbancamento a monte previsto è pari a circa 280.000 mq di materiale e rispetterebbe la naturale pendenza della montagna. Solo attraverso il progetto definitivo, da predisporre quando la frana sarà ferma, sarà possibile avere il dettaglio degli interventi.
Non è invece risultata sostenibile la realizzazione di un viadotto sia perché la zona non garantisce una base solida di appoggio, sia per motivazioni economiche (il preventivo si aggirerebbe intorno ai 20 milioni di euro) e sarebbe comunque un’opera eccessivamente invasiva per il territorio. Motivazioni simili hanno fatto scartare anche l’ipotesi della realizzazione di una galleria.

I sindaci Pasquini e Cuppi hanno confermato la costante collaborazione da parte dei due Comuni nel sollecitare tutti gli enti coinvolti affinché gli interventi concordati e i budget destinati possano essere rispettati. Autostrade per l’Italia ha infine confermato la possibilità di erogare il servizio gratuito per la tratta Sasso Marconi-Rioveggio e viceversa ai residenti dei Comuni di Monzuno, Marzabotto, San Benedetto Val di Sambro, Grizzana Morandi e Castiglione dei Pepoli che ne faranno richiesta. Tale agevolazione sarà sostenuta economicamente dalla Regione Emilia-Romagna e dalla Protezione Civile, ma, non essendoci stato il tempo per deliberare questa spesa a causa delle imminenti elezioni regionali, contrariamente a quanto richiesto e ipotizzato precedentemente, si dovrà attendere l’insediamento della nuova Giunta Regionale a fine gennaio perché le agevolazioni siano attive. 

 

giovedì 5 dicembre 2019

La frana di Gardelletta impone uno spostamento della provinciale

L'intervento richiederà tempo, almeno 2 anni

Sono occorsi otto mesi per indivuduare le cause della frana e studiare una strategia d'intervento che possa garantire la stabilità futura della proivinciale Val Setta, franata all'altezza del caseggiato di Gardelletta in comune di Monzuno. Dal 6 e il 22 aprile diversi distacchi hanno eroso il piano stradale fino a eliminarlo completamente. Anche il fronte roccioso della montagna è stato interessato da un movimento franoso che nella corsa verso valle ha rischiato anche di interessare l'alveo del fiume Setta e provocare un pericolo invaso.


"La causa del crollo - spiega l'amministrazione metropolitana - che da aprile è rimasto in movimento fino a una decina di giorni fa quando si è verificato un ulteriore cedimento, più che a fenomeni di erosione del sottostante corso del torrente Setta o a semplici movimenti franosi è da imputare alla presenza di una faglia proprio nel punto in cui si è verificato il crollo, oltre a una serie di concause come il basso grado di cementazione dell’arenaria di cui è composta la parete. Per questo motivo la strada non si può più ricostruire in quel punto".

I tenici hanno lavorato per tutti questi mesi per giungere all'individuazione della faglia e dopo un ulteriore e importante crollo nel mese di luglio e effettuata la pulizia dell’alveo del fiume, si è provveduto a ripulire anche il bosco sopra il punto crollato per poter effettuare un monitoraggio geologico. 

La Città metropolitana spiega che la perizia svolta da diversi professionisti ha richiesto una spesa di circa 100mila euro, per effettuare indagini geognostiche con trivellazioni propedeutiche ar studiare la geologia e la struttura del versante da parte di un team di geologi e ingegneri (i carotaggi in questi giorni si stanno spingendo fino a 45 metri di profondità).

L’obiettivo di queste indagini, specifica l'amministrazione,  è arrivare a capire se è possibile percorrere la soluzione che sta venendo avanti come unica possibilità per riaprire la viabilità: cioè spostare la strada di circa 17/20 metri all’interno con la costruzione quindi di 300 metri di nuova strada. L’ipotesi di una galleria o di un viadotto sono invece state scartate perché giudicate 'troppo impattanti sia dal punto di vista ambientale che dei costi (occorrerebbe in entrambi i casi circa 1km di nuova strada con costi oltre i 20 milioni di euro).'

Il Consigliere metropolitano con delega alla Viabilità Marco Monesi ha detto: “Ora stiamo studiando la fattibilità della soluzione la cui realizzazione, è bene essere chiari fin da subito, richiederà almeno 2 anni per essere realizzata. La Sp 325 Val di Setta, è bene ricordarlo, rappresenta un’arteria importante non solo per i residenti della zona ma per l’intero Paese. In caso di chiusura dell’autostrada A1 per maltempo o per incidente l’esodo dai caselli di Rioveggio e di Cinque Cerri/Sasso Marconi è previsto su questa strada. Il 18 dicembre come concordato con il sindaco Bruno Pasquini incontrerò i residenti a Vado (Monzuno) per aggiornarli direttamente della situazione”.