Visualizzazione post con etichetta evasione fiscale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta evasione fiscale. Mostra tutti i post

venerdì 27 febbraio 2026

Evasione fiscale da 2 milioni scoperta dalla Guardia di Finanza

Sequestri per 160 mila euro alla società ciclistica. Informata la FIGC



I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bologna hanno scoperto una frode fiscale da circa 2 milioni di euro riconducibile a una società calcistica con sede nella provincia di Bologna , già iscritta al campionato di Lega Pro negli anni oggetto di verifica.

L’indagine ha preso avvio dall’analisi di crediti fiscali per un valore di circa 200 mila euro che il club aveva acquisito da un’impresa toscana per compensare debiti tributari.

Gli accertamenti hanno consentito di appurare che tali crediti, riconducibili al cosiddetto “bonus facciate”, erano in realtà inesistenti, in quanto legati a lavori mai eseguiti. Su disposizione dell’autorità giudiziaria è stato quindi eseguito un sequestro preventivo di beni nei confronti della società e dei suoi rappresentanti legali, per un valore complessivo di circa 160 mila euro. I sigilli hanno riguardato disponibilità su conti correnti, autovetture, motocicli, terreni e immobili situati tra Sicilia e Veneto.

Ulteriori approfondimenti sulla documentazione contabile, risultata frammentaria, hanno permesso di ricostruire ricavi non dichiarati al Fisco per circa 2 milioni di euro e di contestare un’indebita detrazione Iva pari a circa 230 mila euro.

Al termine delle indagini, due persone sono state denunciate alla Procura della Repubblica di Bologna per il reato di indebita compensazione di crediti fiscali inesistenti, fattispecie che prevede la reclusione da un anno e sei mesi a sei anni.

L’esito dell’attività è stato inoltre segnalato alla Federazione Italiana Giuoco Calcio, attraverso i competenti organi di vigilanza, per l’eventuale adozione di provvedimenti in ambito sportivo.

L’operazione si inserisce nel quadro delle attività svolte dalla Guardia di Finanza a tutela della legalità economico-finanziaria, del corretto funzionamento del mercato e della concorrenza, con l’obiettivo di contrastare le frodi fiscali che sottraggono risorse alla collettività.

giovedì 20 marzo 2025

Maxi evasione fiscale con il sistema delle partite IVA "apri e chiudi": sequestrati beni di lusso per oltre 2 milioni di euro

 



Un'imponente operazione della Guardia di Finanza di Bologna ha portato alla scoperta e allo smantellamento di un articolato sistema di evasione fiscale legato al fenomeno delle partite IVA "apri e chiudi". Le indagini hanno condotto al sequestro di beni di lusso per oltre 2 milioni di euro e di sei immobili riconducibili a tre imprenditori cinesi operanti nelle province di Bologna e Firenze.

Secondo quanto accertato dai Finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, gli imprenditori avevano creato una rete di sette aziende intestate a prestanome, sfruttando la collaborazione di professionisti locali. Le società, attive per brevi periodi (generalmente non oltre i due anni), operavano nel settore della moda e fornivano servizi di confezionamento per note aziende italiane senza adempiere agli obblighi fiscali. Una volta accumulati ingenti guadagni, venivano chiuse e sostituite da nuove imprese intestate ad altri prestanome, eludendo così il fisco.

Gli accertamenti hanno rivelato un'evasione complessiva di circa 14 milioni di euro, attraverso reati tributari e operazioni di riciclaggio. Il meccanismo prevedeva l'emissione di fatture false per circa 6 milioni di euro, attraverso quattro società cartiere gestite da prestanome cinesi. Queste società, di fatto inattive, servivano esclusivamente a generare documenti fittizi per abbattere i ricavi e ridurre il carico fiscale.

Le somme illecitamente accumulate venivano poi "ripulite" mediante sistematici prelievi dai conti correnti aziendali e trasferimenti di denaro per oltre 2,6 milioni di euro verso altre società riconducibili agli indagati. Inoltre, i proventi venivano impiegati per l'acquisto di beni di lusso per un valore di oltre 9 milioni di euro, tra cui orologi di prestigiosi brand come Rolex, Audemars Piguet e Patek Philippe, oltre a borse di alta moda, facilmente rivendibili senza obblighi di tracciabilità. La vendita di soli sette orologi, ad esempio, ha fruttato 263 mila euro, parte dei quali reinvestiti nell'acquisto di due appartamenti.

L'indagine ha consentito all'Autorità giudiziaria di Bologna di emettere un decreto di sequestro preventivo d'urgenza, convalidato successivamente dal Giudice per le Indagini Preliminari. L'operazione ha portato al sequestro di 63 orologi di lusso per un valore di quasi 2 milioni di euro, 117 borse firmate – tra cui 26 Hermes per un valore di circa 500 mila euro – oltre a due autovetture e sei appartamenti situati tra le province di Bologna e Milano.

L'operazione rappresenta un duro colpo ai meccanismi di evasione fiscale nel settore della moda, confermando l’impegno della Guardia di Finanza nel contrasto ai reati economico-finanziari e al riciclaggio.

lunedì 7 ottobre 2024

Denunciata Content Creator per Evasione Fiscale di 1,5 Milioni di Euro

 



La Guardia di Finanza  ha denunciato una content creator, residente fittiziamente in Svizzera, per un’evasione fiscale di oltre 1,5 milioni di euro. L’operazione, condotta dalla Compagnia di Gallarate, ha preso il via con il monitoraggio di influencer e creatori di contenuti sul web, scoprendo che la donna, attiva su una piattaforma per adulti, risultava completamente sconosciuta al fisco italiano.

Nonostante dichiarasse un reddito di soli 50 mila euro, la piattaforma ha comunicato guadagni per oltre 1 milione e mezzo tra il 2021 e il 2022.

Il trasferimento della residenza in Svizzera è stato disconosciuto, poiché mancavano i requisiti di un’effettiva residenza fiscale all'estero. La creatrice di contenuti è stata quindi denunciata per dichiarazione infedele

venerdì 3 giugno 2022

Arrestato un imprenditore dei trasporti per evasione fiscale milionaria

Sequestrati 3 immobili, 2 auto e diversi gioielli ed orologi di pregio



La Guardia Di Finanza informa:   

 I finanzieri hanno posto agli arresti domiciliari un imprenditore imolese operante nel settore dei trasporti, indagato per aver organizzato una frode fiscale che gli avrebbe consentito di beneficiare di un indebito risparmio di imposte e contributi per oltre 6,5 milioni di euro.

Inoltre sono sottoposti a sequestro preventivo i beni appartenenti a quattro società riconducibili all’imprenditore e ad altre sei persone, che hanno collaborato a vario titolo con l’arrestato per realizzare lo schema criminoso.

Il sequestro ha riguardato, oltre alle disponibilità finanziarie, 3 immobili, 2 auto e diversi gioielli ed orologi di pregio rinvenuti nella casa dell’imprenditore nel corso della perquisizione.

Nel dettaglio, la società imolese – amministrata formalmente da parenti o stretti collaboratori dell’imprenditore arrestato – offriva servizi di trasporto merci contando su oltre 400 autisti, assunti tuttavia da altre 4 società, soprattutto cooperative. Tali società, prive dei mezzi e delle infrastrutture necessarie per esercitare l’attività, erano amministrate da “teste di legno” con diversi precedenti di polizia e non versavano imposte, né contributi previdenziali ed assistenziali, causando così un danno diretto sia all’erario che ai lavoratori assunti. Acquistando da queste la manodopera, l’imprenditore poteva dedurre i costi del lavoro e spostare sui prestanome le responsabilità del datore di lavoro. Una di queste società “cartiere”, inoltre, aveva stabilito la propria sede in Romania, al fine di eludere la normativa italiana in materia di lavoro e stipulare con gli autisti contratti per loro più sfavorevoli. Detto sistema fraudolento, che vede il coinvolgimento di molteplici soggetti, oltre ad aver causato una rilevante evasione fiscale e contributiva, ha comportato un’illecita concorrenza di mercato, in quanto la società verificata poteva offrire servizi di trasporto a prezzi di gran lunga inferiori rispetto ai suoi competitor.

L’attività si inserisce nel più ampio quadro delle azioni svolte dalla Guardia di Finanza a tutela dell’economia, con lo svolgimento di complesse indagini che hanno l’obiettivo:

• da un lato, di proteggere le imprese sane del tessuto economico nazionale dalla concorrenza sleale di soggetti che pongono in essere reati economico-finanziari sempre più sofisticati;

• dall’altro, di difendere l’interesse pubblico e garantire il recupero dei proventi illeciti delle attività criminali, da destinare, una volta definitivamente acquisiti alle casse dello Stato, anche a importanti interventi economico-sociali.