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martedì 22 aprile 2014

Per la Festa di Liberazione, Laura Boldrini sarà a Monte Sole.



Sarà il presidente della Camera dei Deputati, onorevole Laura Boldrini (nella foto), a tenere il discorso ufficiale a Monte Sole di Marzabotto  venerdì prossimo 25 aprile, Festa della Liberazione.

Il presidente concluderà il ricco programma celebrativo del mattino previsto a San Martino. Per il resto della giornata, la festa continuerà a Monte Sole con tante iniziative di interesse generale, seguendo un già collaudato calendario commemorativo per  ricordare e celebrare le vittime di Monte Sole. 


sabato 12 aprile 2014

Monte Sole: Via Crucis per le vittime .







La parrocchia di Sasso Marconi informa:


Domani, domenica 13 aprile, si terrà a Casaglia di Monte Sole, alle 15,  la Via Crucis in memoria delle vittime e dei sacerdoti che nel tragico autunno del 1944  incontrarono a Monte Sole  la furia tedesca. La funzione religiosa vuole anche ricordare il settantesimo anniversario dell’eccidio. 



L'articolo di Don Dario Zanini per l'Avvenire.

venerdì 14 marzo 2014

SEMINARI SU CHIESA E ‘MEMORIA DIVISA’ IN ITALIA. SI PARLA ANCHE DI MONTE SOLE.



L’Istituto De Gasperi Bologna informa:

Gli storici utilizzano l'espressione ‘memorie divise’ per individuare letture fortemente conflittuali sulla natura e sulle responsabilità delle stragi di civili per rappresaglia, compiute nell'ultimo conflitto mondiale da truppe tedesche e da collaborazionisti italiani. Eventi che ripropongono inevitabilmente alcuni nodi del nostro passato, quali il rapporto della Chiesa cattolica con il Fascismo e con la Resistenza (fortemente evocati dallo stesso avvio del processo canonico di beatificazione dei sacerdoti uccisi a Monte Sole di Marzabotto).

A partire da  oggi,  venerdì 14 marzo alle 18, (Bologna, P.le Bacchelli 4) la Facoltà Teologica dell'Emilia Romagna propone su questi temi dieci seminari di approfondimento, coordinati da Alessandra Deoriti.


Dal 14 marzo all'11 aprile verranno considerati principalmente i macro-contesti, dal 2 al 30 maggio il quadro locale e la vicenda della strage di Monte Sole.
Per la partecipazione è richiesta l’iscrizione (telefonare a 051.3392904  o scrivere a sft@fter.it).

Questa la TRACCIA dei Seminari:
14.03.2014. La questione della “memoria divisa” nel nostro Paese, a confronto con Francia e Germania. Termini essenziali del problema e sua rilevanza, tra storiografia, pubblicistica e luoghi comuni. Anteprima sul caso bolognese di Marzabotto/Monte Sole. (A. Baldassarri, A. Deoriti, A. Grattarola).
21.03.2014. Dalle guerre dei Savoia alle guerre del Fascismo: la posizione della chiesa dinanzi alla guerra: uno sguardo d'insieme. (U. Mazzone).
28.03.2014. 1935-1943: il contesto internazionale e l’espansione dei fascismi in Europa: inquadramento generale del periodo in esame. L’alleanza asimmetrica fra Germania e Italia e i suoi punti critici. La guerra “totale”. Excursus sulla guerra civile spagnola. (A. Deoriti, P. Baisotti)
04.04.2014. Sintetico sguardo comparativo ai caratteri del regime fascista e nazista. Somiglianze e differenze, sulla base di esempi salienti. Il rapporto con la Chiesa cattolica e, in Germania, con il mondo protestante. Le chiese di fronte alla legislazione razziale. (A. Guasco)
11.04.2014. Mussolini dal consenso alla crisi del consenso. Dal 25 luglio al governo Badoglio, alla stipula dell’armistizio. Il fronte delle opposizioni. L’occupazione tedesca dell’Italia e la costituzione della RSI: linee generali. La “brutale amicizia” tra repubblica di Salò e terzo Reich. La nascita dei CLN e i primi movimenti di resistenza. Il rapporto fra Chiesa e RSI. (L. Ceci)
02.05.2014. Il quadro locale: cenni alla situazione materiale di città e provincia, alle autorità di governo, bombardamenti, sfollamento, scioperi tra il 1943 e il 1944. Vescovo, clero e fedeli bolognesi nel periodo bellico: alcune pennellate. Il CLN bolognese e le sue scelte. La nascita di una formazione anomala: la Stella Rossa. (A. Mandreoli)
09.05.2014. I preti e la comunità di Monte Sole: ritratti, dalla normalità all’approssimarsi del pericolo. Le singole storie di vita, con alcune sottolineature peculiari e sullo sfondo di altre figure presbiterali che popolano la montagna. Le suore, le maestre. (N. Apano)
13.05.2014. La strage di Monte Sole nell’ambito del “sistema degli ordini” e della mappa delle stragi naziste. La dinamica della strage ; il modus operandi delle truppe naziste: coerenze e problemi interpretativi. La produzione storiografica su Monte Sole (da “Marzabotto” a Monte Sole: un esempio di riletture). Il ruolo dei fascisti, lo sfaldarsi della Stella Rossa, il “giallo” della morte del Lupo. (A. Mandreoli, A. Deoriti)
23.05.2014. Dopo la strage. Le politiche e le distorsioni della memoria: la stagione dei processi e il caso Reder. Le tensioni acute nel territorio circa la valutazione delle responsabilità della strage. Confronto con altre situazioni. (A. Mandreoli)
30.05.2014. Il lungo silenzio della Chiesa bolognese sui fatti di Monte Sole e la “risalita”. Interpretazione degli omissis e attuali potenzialità di gestione della memoria. Sottolineature a partire dalla ‘Introduzione’ di Dossetti al volume di Gherardi, perché le categorie della storia fattuale non sono sufficienti. (A. Baldassarri, N. Apano)

Agli iscritti sarà fornita una bibliografia specifica a inizio corso.

lunedì 15 aprile 2013

A Sasso Marconi la mostra che ricorda i religiosi uccisi a Monte Sole.




Il sindaco Stefano Mazzetti e  don Dario Zanini
tagliano il nastro e visitano la mostra
E’aperta e visitabile tutti i giorni dalle 16 alle 18, nell’oratorio della parrocchia di Sasso Marconi,  la mostra dedicata ai sacerdoti e alle comunità martiri di Monte Sole.  A tagliare il nastro dell’inaugurazione, il parroco don Dario Zanini, il sindaco di Sasso Marconi Stefano Mazzetti, il dirigente dell’Istituto comprensivo del Capoluogo, Guglielmo Cuppi e mons. Alberto Di Chio.

L’interessante allestimento comprende reperti della II Guerra Mondiale e una serie di cimeli e oggetti sacri appartenuti ai sacerdoti e alle comunità religiose di Monte Sole al momento della rappresaglia nazista. La mostra resterà aperta fino a sabato 20 aprile.

L’inaugurazione  è  avvenuta a conclusione di una mattinata tutta dedicata ai sacerdoti e alle comunità martiri.


L'orchestra dei ragazzi dell'I.C. suona in piazza.
 Protagonisti, i ragazzi dell’Istituto Comprensivo di Sasso Marconi, sulla cui disponibilità ed entusiasmo è poggiata tutta l’organizzazione della commemorazione incentrata sul ricordo  dei religiosi che persero tragicamente la vita insieme ai fedeli loro affidati: don Giovanni Fornasini, don Ferdinando Casagrande, don Ubaldo Marchioni, don Elia Comini, padre Martino Capelli e suor Maria Fiori, dei quali è in corso il processo di beatificazione.


don Dario Zanini
 Abbiamo incontrato don Dario Zanini e gli abbiamo chiesto di commentare l’avvenimento:

“E’ questo un fenomeno sorprendente. Sia da parte mia che della Chiesa c’è gratitudine perché è  evidente la volontà di ricordare e diffondere la memoria di queste figure meravigliose. I sacerdoti martiri hanno seguito le loro comunità e hanno saputo affrontare i carnefici offrendo il loro petto disarmato alla ferocia militare nel vano tentativo di scongiurare il peggio. Sono molto lieto di questa iniziativa della scuola e dell’amministrazione comunale con una atteggiato di partecipazione che mi ha sorpreso molto positivamente”.

Lo sportello dell'ostensorio della chiesa di Casaglia 
  con il foro del proiettile della mitragliatrice tedesca.


Lei li ha conosciuti i sacerdoti martiri.

“Tutti tranne il salesiano don Comini. Aveva la mamma a Salvaro e lì passava le vacanze. Ed era a Salvaro proprio in un periodo di riposo quando ha incontrato la morte.  Ho avuto un legame forte con don Casagrande . In seminario era  il  ‘prefetto’ del mio gruppo, un mio  superiore. Con lui ho una infinità di foto e ricordi. I ricordi sono molti anche con il dehoniano padre Martino Capelli. Era a Castigliane dei Pepoli poiché con i primi bombardamenti di Bologna l’attività del seminario fu trasferita appunto a Castglione.   Un giorno si trovò a valicare le colline a Montorio per una funzione religiosa importante in quella parrocchia. Fu fermato dai partigiani poiché si sapeva di una spia ai loro danni che si travestiva da sacerdote. Non lo conoscevano e quindi sospettavano di lui. Solo grazie a uno del gruppo  che lo riconobbe fu lasciato libero con l’impegno di ripassare, al rientro, dalla postazione partigiana. Cosa che lui fece, anche se sconsigliato,  dicendomi ‘ Voglio parlare loro di Cristo’ e so che gli incontri ‘per parlare di Cristo’ furono più di uno”. Fu poi rastrellato e portato alla botte di Pioppe e qui gli fu offerto, insieme a don Comini, pure lui prigioniero dei tedeschi, di essere liberato. Lui rispose ‘o tutti o nessuno’ e fece la triste fine degli altri rastrellati. Qui il motivo della santità: la rinuncia alla libertà per condividere la sorte degli altri”.

la bicicletta di don Fornasini
A che punto è il processo di beatificazione dei religiosi?

“Di processi ce ne è una infinità perché il secolo scorso è stato il secolo dei martiri. Fra quelli uccisi dai nazisti e quelli dai comunisti si elencano più martiri nel secolo scorso che nel periodo dell’Impero Romano.
Siamo arrivati un po’ in ritardo. Comunque dopo la consegna dei plichi è stato riconosciuto che il materiale è molto interessante. Il processo  richiede tempi lunghi.  Abbiamo speranza perché il Pontefice attuale ha un evidente interesse perché si proceda: padre Marella per esempio è già giudicato ‘venerabile’, il gradino che precede la beatificazione”.

Giudica la partecipazione larga a questo evento, il superamento della lettura politica degli avvenimenti della seconda guerra mondiale e l’avvicinamento a quella storica?

La pisside colpita da un proiettile ritrovata a Casaglia
“La lettura politica rimane con tutto il suo bagaglio. Stanno  diminuendo i protagonisti di allora. Sono comunque fiducioso nel futuro perché la verità a lungo andare emerge sempre. Il fanatismo che ha ispirato una versione di parte si sta attenuando e le figure dei sacerdoti che si sono comportati come sappiamo diventeranno i protagonisti di una storia dolorosa ma edificante. Aggiungo la mia  convinzione che il martirio di questi sacerdoti e dei loro fedeli, soprattutto dei bambini, riscatterà l’orrore della strage, come è avvenuto per la storia dei martiri. Adesso, ad esempio, si parla dei martiri della catacombe ma non di chi li ha uccisi”.