Recuperati 4mila reperti, giro d'affari da 500mila euro
Migliaia di monete di
epoca punica, romana e bizantina, alcune in oro, trafugate negli anni con scavi
archeologici clandestini in tutta la Sardegna e vendute nelle aste
specializzate di mezza Europa, per un giro d'affari di circa mezzo milione di
euro.
È il traffico internazionale di monete antiche smantellato
dai carabinieri del Nucleo tutela del patrimonio culturale di Cagliari, con
indagini coordinate dalla Procura di Sassari, che ha portato all'iscrizione di
sette persone nel registro degli indagati, con ipotesi di reato
"ricettazione ed esportazione illecita di monete di valore
archeologico".
Sei dei sette indagati sono sardi, uno è di Bologna.
Fra i sei sardi uno è un ex numismatico
sassarese che faceva da garante nelle varie aste sull'autenticità dei reperti.
Quattromila di queste monete sono state recuperate dai
carabinieri in tutta Italia, in Spagna e in Austria; altre migliaia non sono
state ancora rintracciate e per questo, su richiesta del pm, Ermanno Cattaneo,
il gip del Tribunale di Sassari, ha disposto il sequestro dei conti correnti
degli indagati, per un totale di 250mila euro.
Fra i reperti recuperati c'è anche un busto in marmo,
riconducibile a un culto pagano in età romana, che è stato trasferito al Centro
di restauro e conservazione dei beni culturali di Li Punti, a Sassari, per
essere restaurato e catalogato dagli esperti della Soprintendenza.
Le indagini sono iniziate nel 2022, quando i carabinieri del
Nucleo tutela patrimonio culturale di Cagliari hanno individuato a un'asta
estera di 36 rare monete d'oro di epoca sardo-bizantina. (ANSA)
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