domenica 8 marzo 2026

Fonte Cerelia chiusa, cresce il malcontento: interrogazione in Regione e una proposta per riaprire l’accesso all’acqua

 



La chiusura della storica fontana alimentata dalla Fonte Cerelia continua a far discutere. La cessazione del servizio nella frazione montana di Cereglio, nel comune di Vergato, ha infatti suscitato critiche e disappunto tra residenti e frequentatori della zona, fino ad arrivare in Regione Emilia-Romagna con un’interrogazione del consigliere Marco Mastacchi.

Nell’atto ispettivo si ricorda come la sorgente, scoperta nel 1902, rappresenti da oltre un secolo una risorsa identitaria per l’Appennino bolognese. Per molti anni ha alimentato una fontana pubblica utilizzata gratuitamente da cittadini e visitatori, diventando anche un punto di incontro per la comunità locale.

Secondo quanto riportato nell’interrogazione, la nuova proprietà avrebbe interrotto l’utilizzo pubblico della fonte, una decisione che ha provocato proteste tra i residenti. Mastacchi chiede quindi alla Giunta regionale se intenda intervenire per ripristinare l’alimentazione della fontana pubblica e se valuti l’introduzione, nelle concessioni relative alle acque minerali, dell’obbligo di destinare una quota della risorsa all’uso pubblico, per garantire la fruizione collettiva e rafforzare il legame tra risorse naturali e comunità locali.

Accanto all’iniziativa politica emerge anche una possibile soluzione pratica avanzata da Dubbio: installare una “casetta dell’acqua” a pagamento a cura della società concessionaria che utilizza la sorgente. Il sistema permetterebbe di garantire la distribuzione nel rispetto delle prescrizioni sanitarie e dei controlli sulla qualità dell’acqua, analogamente a quanto avviene nella filiera dell’imbottigliamento.

In questo modo si potrebbe superare, almeno in parte, i tempi della politica e restituire ai cittadini la possibilità di accedere all’acqua della fonte. Parallelamente, si suggerisce che l’amministrazione comunale possa intervenire con opere di supporto, come la realizzazione di un piccolo parcheggio nelle vicinanze e l’installazione di paletti stradali per evitare soste pericolose in semicurva.

Una soluzione che, secondo i promotori, potrebbe conciliare le esigenze della concessionaria con la richiesta della comunità di tornare a fruire di una risorsa storica del territorio.  

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Ogni scusa è buona per NON valorizzare il nostro Appennino

Anonimo ha detto...

Non si può chiudere un servizio storico come quello della mitica Fonte Cerelia. Ricordo da giovane, quando transitavo scollinando con la mia bicicletta, le soste in fregio alla fontanella per cercare ristoro e dissetarmi. Era fantastico! Non si può cancellare la sua presenza! I soldi si trovano sempre se ora mancano. Cercate, cari amministratori, nei rami secchi e improduttivi della gestione territoriale, cercate, cercate e allora li troverete, ne sono certo!

Anonimo ha detto...

Buongiorno, siete forti , una cassetta dellacqua a pagamento, loro l'hanno quasi a gratis e noi dopo centanni dovremmo pagarla!
Siete forti davvero forti e pensare che siete o meglio dovreste essere stati eletti per proteggere la comunità o no. Cordialità