venerdì 6 marzo 2026

Chiudono i Cau del Maggiore e del Sant’Orsola

I medici di base esultano: “Era ora. Ora avanti con le Aft”



Chiuderanno i Cau dell’ospedale Maggiore e del policlinico Sant’Orsola. Una decisione accolta con favore dalla segretaria bolognese della Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale), Ilaria Piana, che parla di un risultato importante.

Secondo Piana, la chiusura dei Cau ospedalieri “rappresenta un traguardo fondamentale per la Fimmg, in particolare per la sezione di Bologna che si è spesa con determinazione per raggiungere questo obiettivo”. A suo giudizio, infatti, la presenza di queste strutture all’interno degli ospedali “finisce per disorientare l’utenza, costringendo di fatto i cittadini a recarsi comunque in ambito ospedaliero anche per problemi di lieve entità e sovrapponendosi ai Pronto soccorso”.

Per i pazienti, sottolinea la segretaria della Fimmg, la chiusura dei Cau “non significa perdere un servizio, ma riportarlo dove serve davvero: nella rete territoriale, in reale prossimità del cittadino”.

“Abbiamo più volte evidenziato come la collocazione dei Cau all’interno delle mura ospedaliere fosse una soluzione organizzativa molto discutibile – prosegue Piana – e distante dall’accordo firmato in Regione. Una scelta che ha finito per generare confusione e che non risponde adeguatamente alle reali esigenze di cura di prossimità dei cittadini”.

Il nuovo presidio territoriale di riferimento saranno le Aft, le Aggregazioni funzionali territoriali previste dal sistema sanitario pubblico, nelle quali opereranno i medici di medicina generale.

“Oggi raccogliamo i frutti di questo lavoro e la nostra attenzione è già rivolta, in modo costruttivo, a garantire il rigoroso rispetto degli standard che dovranno essere alla base dei nuovi ambulatori delle Aft”, conclude Piana.

 (Inviato da Dubbio)

1 commento:

Anonimo ha detto...

Monta, Smonta, Rimonta, ma che giostra sulle spalle dei cittadini.
Quando è in atto un cambiamento da parte di una amministrazione sanitaria ci si aspetta, prima o poi, un miglioramento del servizio. Macché, sembra invece che la NAVE non sia in mano al capitano ma al cuoco di bordo (senza offesa per i cuochi ovviamente).