mercoledì 31 dicembre 2025

Un lupo sui colli bolognesi: ordinanza del Comune per la sicurezza

 Avvistamenti nel parco di Villa Ghigi. Vietato lasciare cibo e rifiuti, cani al guinzaglio. Il Comune invita alla prudenza


Un lupo è stato avvistato nei giorni scorsi nella zona collinare di Bologna. A darne notizia è il Comune, che informa di numerose segnalazioni e avvistamenti nell’area del parco di Villa Ghigi.

In seguito alla presenza dell’animale, il sindaco Matteo Lepore ha emanato un’ordinanza con alcune prescrizioni volte a «evitare situazioni di disagio o potenziali interazioni con l’animale» e a tutelare sia il lupo sia gli animali domestici.

Tra le principali disposizioni, per chi frequenta l’area collinare è vietato depositare rifiuti o cibo al di fuori degli appositi contenitori, poiché potrebbero costituire un elemento di attrazione per il lupo. L’ordinanza prevede inoltre l’obbligo di tenere i cani al guinzaglio e il divieto di somministrare cibo ad animali domestici in spazi aperti e non protetti o all’esterno delle abitazioni.

In caso di avvistamento, il Comune invita i cittadini a contattare i Carabinieri Forestali o la Polizia locale della Città Metropolitana di Bologna, evitando comportamenti che possano mettere a rischio la sicurezza propria e dell’animale.

Marzabotto: volontari dell’ambiente in azione anche l’ultimo giorno dell’anno

A Sasso Marconi l’inciviltà è stata scoperta su via Castello






Anche nell’ultimo giorno dell’anno c’è chi continua a prendersi cura dell’ambiente, impegnandosi a rimediare ai gesti irresponsabili di chi abbandona rifiuti in modo indiscriminato sul territorio. Sono gli instancabili “Volontari del rusco” della Consulta dell’Ambiente del Comune di Marzabotto, che hanno scelto di salutare il 2025 dedicandosi a una nuova giornata di pulizia.

A darne notizia, con grande apprezzamento, è stato lo stesso Comune di Marzabotto che sulla propria pagina Facebook ha scritto:
«Incuranti del freddo di questo fine dicembre, anche questa mattina, mercoledì 31 dicembre, i componenti della Consulta hanno raccolto enormi quantità di rifiuti abbandonati nelle scarpate nei dintorni di Medelana. L’Amministrazione comunale ringrazia di cuore i volontari che, con grande costanza, ci consentono di vivere in spazi più puliti».



La situazione ambientale non appare migliore a Sasso Marconi, dove sono iniziati i lavori per un importante riordino del corso del Rio d’Arca, nel tratto che costeggia via Castello, alle porte del paese. Un intervento impegnativo e molto atteso, finalizzato a evitare che il corso d’acqua prosegua verso il centro abitato anziché deviare correttamente nel Rio Gemese.

Appena entrate in funzione, le grandi macchine operatrici si sono però imbattute in un vero e proprio campionario – tutt’altro che edificante – di rifiuti ingombranti, recuperati e selezionati in attesa del trasferimento in discarica.

Ancora una volta colpisce lo sfregio all’ambiente, tanto più incomprensibile se si considera che nella vicina Ganzole è attiva un’Isola Ecologica dove è possibile conferire correttamente e gratuitamente ogni tipo di rifiuto non speciale.

L’augurio di buon anno si estende dunque anche all’ambiente, nella speranza che il nuovo anno porti con sé una maggiore e ormai indispensabile attenzione verso il territorio in cui viviamo.

Castel di Casio, perfezionata la Procedura Abilitativa Semplificata per un impianto fotovoltaico da 1 MW

 



È stato pubblicato l’avviso di avvenuto perfezionamento della Procedura Abilitativa Semplificata (PAS), ai sensi dell’articolo 8, comma 9, del Decreto legislativo n. 190/2024, relativa alla realizzazione di un impianto a fonte rinnovabile nel territorio comunale di Castel di Casio, in provincia di Bologna.

L’intervento riguarda un impianto solare fotovoltaico con potenza nominale pari a 1.000 kW (1 MW), destinato alla produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile. Il perfezionamento della PAS attesta la conclusione positiva dell’iter amministrativo semplificato previsto dalla normativa vigente per impianti di questa tipologia e dimensione, nel rispetto delle condizioni e dei termini stabiliti dal decreto.

La procedura rientra nel quadro delle misure di semplificazione introdotte a livello nazionale per favorire lo sviluppo delle energie rinnovabili, ridurre i tempi autorizzativi e contribuire al raggiungimento degli obiettivi di transizione energetica e decarbonizzazione.

L’impianto rappresenta un ulteriore passo verso il rafforzamento della produzione energetica sostenibile sul territorio appenninico bolognese, con potenziali ricadute positive in termini ambientali e di sicurezza energetica.

Parco regionale del Corno alle Scale, escursione serale dedicata ai rapaci notturni

“Allocco a chi?”: sabato 3 gennaio 2026 passeggiata guidata nei boschi dell’Appennino


I rapaci notturni sono stati, nel corso dei secoli, oggetto di giudizi contrastanti: venerati nella Grecia classica, temuti e perseguitati nel Medioevo, rivalutati in epoca più recente grazie agli studi scientifici e alla sensibilità ambientale. Predatori altamente specializzati, si distinguono per vista e udito eccezionali, volo silenzioso e artigli efficienti.

Protagonista dell’escursione sarà in particolare l’allocco, che in questo periodo dell’anno fa risuonare nei boschi dell’Appennino il suo caratteristico canto territoriale, utilizzato per corteggiare e conquistare la compagna in vista dell’accoppiamento. Un’occasione unica per ascoltare e conoscere da vicino una delle specie più affascinanti della fauna notturna.

La camminata, in programma sabato 3 gennaio 2026 dalle 16.30 alle 19.30, si svolgerà con “le orecchie ben aperte”, ribaltando ironicamente il significato comune dell’espressione “essere un allocco”, che in questo contesto diventa un vero complimento.

L’escursione è rivolta agli adulti.
Ritrovo alle ore 16.30 presso il parcheggio adiacente al Rifugio Segavecchia, a Lizzano in Belvedere (Bologna). Il rientro è previsto per le ore 19.30 nello stesso luogo.

Caratteristiche del percorso:

·         Difficoltà: T (turistica)

·         Lunghezza: 2,5 km

·         Dislivello: 190 metri

·         Tempo di cammino effettivo: circa 2 ore

·         Itinerario in gran parte ad anello

Equipaggiamento consigliato: acqua, macchina fotografica, telo per sedersi o stendersi a terra, eventuali bastoncini telescopici, torcia frontale con luce bianca e luce rossa.

Il programma e l’itinerario potranno subire variazioni in base alle condizioni meteo, anche il giorno stesso dell’escursione.

Prenotazione obbligatoria entro il venerdì prossimo, 2 gennaio.

Informazioni e prenotazioni:
Cell. 333 2660329
Tel. 051 6254821
Email: eventi@enteparchi.bo.it

Immobiliare, come cambia il settore secondo l’Osservatorio Guru Jobs: cresce il turnover, l’80% cambia lavoro dopo sei mesi

 


di Deborah Dirani


Il mercato immobiliare italiano sta attraversando una trasformazione profonda. Aumentano le aspettative dei candidati, cresce il turnover e le nuove generazioni mostrano priorità sempre più lontane dai modelli tradizionali. In questo contesto, per le agenzie non è più sufficiente inserire “nuovi agenti”: diventa essenziale individuare persone realmente compatibili con la cultura aziendale, i valori e gli obiettivi dell’organizzazione.

È quanto emerge dall’analisi dell’Osservatorio Guru Jobs, società specializzata nella selezione del personale per il settore immobiliare, secondo cui oggi la vera discriminante non è il numero delle candidature, ma la loro qualità.

Negli ultimi cinque anni il turnover nel comparto è aumentato del 35%, un dato che evidenzia una crescente difficoltà nel trattenere le risorse. Solo il 30% dei nuovi agenti rimane oltre i primi sei mesi, mentre l’80% interrompe la collaborazione a causa della mancanza di supporto, di chiarezza sul ruolo e di un onboarding efficace. Il problema, dunque, non è la scarsità di profili, ma la loro capacità di integrarsi in modo solido e coerente nel percorso aziendale.

Le aspettative dei candidati confermano questo cambiamento. In particolare la Generazione Z, sempre più presente nei processi di selezione, non cerca soltanto un impiego stabile, ma opportunità di crescita personale, riconoscimento concreto e coerenza valoriale con l’azienda. Per i più giovani il lavoro non significa “restare”, ma crescere nel posto giusto.

L’Osservatorio Guru Jobs, analizzando i primi dieci mesi del 2025, evidenzia anche un altro elemento chiave: il settore attrae sempre più persone in cerca di un riposizionamento professionale. Su un campione di 132 mila candidature, il 68% dei candidati ha cambiato ruolo nell’ultima esperienza lavorativa, l’85% proviene da un settore completamente diverso e il 76% si è candidato per posizioni appartenenti a un’area aziendale differente da quella di provenienza. Un segnale chiaro di come il curriculum, che racconta il passato, non sia più sufficiente a prevedere performance, motivazione e stabilità futura.

Dall’analisi delle candidature e dal confronto con i dati di performance delle agenzie, Guru Jobs ha individuato tre attitudini determinanti per il successo nel ruolo di agente immobiliare. La prima è l’espansività, ovvero la capacità di creare connessioni autentiche e immediate con le persone. La seconda è l’attitudine commerciale, intesa come combinazione di influenza, orientamento al risultato e abilità nel guidare il cliente verso una scelta consapevole. La terza è l’automotivazione, fondamentale per sostenere costanza, resilienza e continuità anche nei momenti più complessi.

Il settore immobiliare, dunque, non sta semplicemente cambiando, ma sta ridefinendo i criteri con cui seleziona e valorizza i propri professionisti.

«La stabilità non è più garantita: va costruita. E il futuro dell’immobiliare appartiene a chi sa attrarre, comprendere e valorizzare le persone», sottolinea il team di Guru Jobs.

martedì 30 dicembre 2025

Droga e 60 chili di fuochi d’artificio illegali in casa: arrestato un 25enne a Casalecchio



Droga, una serra domestica per la coltivazione di marijuana e circa 60 chilogrammi di fuochi d’artificio detenuti senza autorizzazione. È quanto ha scoperto la Squadra Mobile di Bologna in un’abitazione di Casalecchio di Reno, al termine di un’attività investigativa che ha portato all’arresto di un cittadino italiano di 25 anni, nato nel 2000 e originario di Bologna.

L’operazione è scattata dopo alcune segnalazioni dei residenti, che avevano riferito di un presunto giro di spaccio nella zona. Gli agenti hanno avviato appostamenti e controlli, culminati in una perquisizione domiciliare che ha confermato i sospetti.

All’interno dell’appartamento sono stati rinvenuti, nascosti in diverse stanze, vari tipi di sostanze stupefacenti e materiale per il confezionamento. In totale sono stati sequestrati 43 grammi di cocaina, 26 grammi di marijuana, 4 grammi di ecstasy e 21 pasticche di metilone, una droga sintetica. Secondo gli investigatori, la varietà e la disposizione della droga indicano un’attività di spaccio organizzata e non occasionale.

Nel garage dell’abitazione gli agenti hanno poi scoperto una serra completamente attrezzata per la coltivazione di marijuana, dotata di lampade, pannelli riflettenti, aspiratori, filtri e termostato. Un impianto ritenuto “perfettamente funzionante”, pensato per garantire una produzione autonoma e continuativa di cannabis.

Sempre nel garage è stato trovato anche un ingente quantitativo di materiale pirotecnico: circa 60 chili di fuochi d’artificio detenuti illegalmente. Per ragioni di sicurezza, il materiale esplodente è stato immediatamente sequestrato, trattandosi di una situazione potenzialmente pericolosa anche per i residenti dello stabile.

Nel corso della perquisizione, in particolare nella camera da letto, la polizia ha inoltre rinvenuto una pistola scacciacani con cartucce e circa 9.000 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività di spaccio.

Il giovane è stato arrestato con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio e denunciato per la detenzione illegale di materiale esplosivo. Tutto il materiale rinvenuto – droga, denaro, arma scacciacani, attrezzature e fuochi d’artificio – è stato posto sotto sequestro. Le indagini della Squadra Mobile proseguono per chiarire l’origine del materiale e verificare eventuali collegamenti con altre attività illecite sul territorio bolognese.

Turismo a Capodanno, in regione verso il tutto esaurito

In Riviera camere occupate all'85%, ancora meglio l'Appennino

 

 

Vanno bene le prenotazioni per Capodanno in Emilia-Romagna: la costa al momento registra percentuali di camere occupate fino all'85% e i principali comprensori sciistici dell'Appennino, in vista del 31 dicembre, si avvicinano al tutto esaurito.

In crescita anche le città d'arte, con Bologna capofila: sono oltre il 90% le camere occupate sotto le Due Torri.
    "I dati sulle presenze turistiche e sulle prenotazioni per queste festività sono molto positivi - commentano il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l'assessora al Turismo, Roberta Frisoni, in visita al comprensorio sciistico del Cimone (Modena ) - Ancora una volta, la nostra si conferma una regione dalle mille anime, capace di attrarre e accogliere un pubblico vasto e differenziato".
    In Riviera le prenotazioni hanno superato i livelli dello scorso anno, tornando ai volumi che hanno preceduto la pandemia.
    In tutte le località è in aumento il numero delle strutture alberghiere aperte (circa 500 a Rimini, più di 150 a Riccione, circa 60 a Cesenatico), con prenotazioni delle camere attualmente intorno all'85% per gli alberghi che offrono servizi all inclusive (pensione completa e veglione) e al 60% per i bed&breakfast.
    Per quanto riguarda l'Appennino, alla vigilia del Capodanno le strutture sono quasi al completo nei comprensori sciistici del Cimone e del Corno alle Scale. (ANSA)m

Influenza, 75mila persone colpite la settimana di Natale

 Dal primo gennaio vaccinazione gratis per tutti


 

Sono 75.631 le persone colpite da sindrome respiratorie acute legate a virus influenzale nel periodo compreso tra il 15 e il 22 dicembre 2025 in Emilia-Romagna, con un'accelerazione significativa della curva epidemica e un'incidenza settimanale totale pari a 19,39 casi su mille assistiti.
    I dati, in base alle stime del sistema di sorveglianza integrata dei virus respiratori 'RespiVirNet' sono forniti dalla Regione.

Nel complesso, il quadro mostra una maggiore incidenza nei bambini e nei ragazzi: nella fascia 0-4 anni l'intensità è alta, con un'incidenza settimanale di 63,48, (9.456 casi).
    Ancora più marcata risulta la situazione nei 5-14 anni, dove l'intensità raggiunge un livello molto alto, con un'incidenza di 27,93 (10.559 casi).

Nella popolazione 15-64 anni l'intensità è invece bassa, con un'incidenza settimanale di 16,59 (47.089 casi). Negli over 65, l'intensità è media, con un'incidenza di 7,63 (8.527 casi). La stima dei casi da inizio epidemia è di 436.115.
    Al fine di aumentare la copertura vaccinale la Regione dal primo gennaio 2026 prevede l'estensione dell'offerta antinfluenzale gratis a tutti i cittadini residenti o assistiti dal Servizio sanitario regionale che ne facciano richiesta, compatibilmente con la disponibilità delle scorta.
    "I dati della sorveglianza regionale - commenta l'assessore alle Politiche per la salute, Massimo Fabi -ci indicano che la stagione influenzale in corso sta mostrando una crescita costante, con un impatto già evidente sui servizi sanitari. In questo contesto, la vaccinazione antinfluenzale rappresenta uno strumento fondamentale di prevenzione, in particolare per le persone anziane, fragili e per chi convive o lavora a stretto contatto con loro. (ANSA)
 

Contatori dell’acqua a rischio gelo: semplici accorgimenti per evitare danni e spese

Alcune semplici precauzioni possono evitare brutte sorprese dovute alle basse temperature: il ‘promemoria’ di Hera per evitare disagi

 


di Valentina Beltrame

 

Con l’abbassamento delle temperature di questi giorni si alza la soglia di attenzione sugli impianti idrici delle abitazioni, in particolare sui contatori dell’acqua, che possono arrivare a rompersi. Hera ricorda alcuni semplici accorgimenti che possono evitare disagi nella fruizione del servizio e spese impreviste, poiché ai clienti spetta la corretta custodia di questi apparecchi. 

I contatori esterni sono i più soggetti a rotture da gelo

I contatori più “a rischio” sono quelli collocati all’esterno dei fabbricati, in locali non isolati o in abitazioni utilizzate raramente, come le case al mare o in montagna in cui si trascorrono le vacanze.

Se i misuratori si trovano nei bauletti o in nicchie esterne ai fabbricati, in locali non riscaldati o non abitati, e se la temperatura esterna dovesse rimanere per vari giorni sottozero, è consigliabile lasciare che da un rubinetto esca un filo d’acqua. È sufficiente una modesta quantità, evitando inutili sprechi. 

Isolare i vani esterni che contengono i contatori

I bauletti o le nicchie, compresi gli sportelli, devono essere opportunamente coibentati, ovvero rivestiti di materiale isolante. Si può usare polistirolo o poliuretano espanso, materiali facilmente reperibili presso rivenditori del settore edile. Lo spessore dei pannelli deve essere di almeno due centimetri e mezzo.

Occorre evitare, invece, di rivestire le tubature avvolgendole con stracci che, assorbendo l’acqua e ghiacciandosi, possono aumentare il rischio. 

Chiudere l’acqua nelle case disabitate

Se i contatori sono in fabbricati disabitati, è bene chiudere il rubinetto che si trova sopra il misuratore e provvedere allo svuotamento dell’impianto. 

Tutti i consigli, compreso un interessante video tutorial, sono disponibili anche on line sul sito di Hera all’indirizzo https://www.gruppohera.it/offerte-e-servizi/casa/acqua/protezione-contatori-dal-gelo 

In caso di rotture o danni al contatore, i clienti possono dare immediata comunicazione a Hera, telefonando al numero verde del Pronto Intervento Acqua e depurazione: 800.713.900, attivo tutti i giorni 24 ore su 24.

Il report del 2025 al Marconi della Guardia di Finanza Bologna

 Sequestrati 12 mila farmaci e cosmetici illegali. denunciati 14 passeggeri



Nel corso del 2025, presso l’aeroporto internazionale “Guglielmo Marconi” di Bologna, i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza, in collaborazione con i funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, hanno sequestrato circa 12.000 unità di medicinali e cosmetici illegali, per un peso complessivo di circa 346 chilogrammi.

I prodotti, rinvenuti durante le attività istituzionali di controllo sui passeggeri in arrivo, sono stati sottoposti a sequestro. I responsabili sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Bologna per i reati di detenzione di prodotti cosmetici dannosi e commercializzazione di medicinali privi delle prescritte autorizzazioni dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA). In totale, sono 14 i passeggeri deferiti all’autorità giudiziaria.

L’introduzione fraudolenta di medicinali al di fuori dei canali ufficiali rappresenta un serio rischio per la salute pubblica, poiché si tratta di prodotti non certificati e non autorizzati dalle competenti autorità sanitarie, che non garantiscono il rispetto degli standard di sicurezza. Per questo motivo sono stati intensificati i controlli nei confronti dei passeggeri provenienti da Paesi considerati a rischio, in particolare Nigeria, Ghana e Repubblica Dominicana.

Nel corso di uno di questi controlli, le Fiamme Gialle hanno sequestrato circa 2.700 confezioni di medicinali e cosmetici, per un peso complessivo superiore a 38 chilogrammi, rinvenute all’interno dei bagagli di un solo passeggero proveniente da un Paese a rischio. Le valigie risultavano quasi interamente colme dei prodotti illeciti.

L’operazione si inserisce in un più ampio piano di intensificazione dei controlli in materia di sicurezza dei prodotti, finalizzato alla tutela della salute dei consumatori e alla salvaguardia di un mercato leale e competitivo.

Chiapporato (Camugnano). Denuncia pubblica di ARCA Appennino Bolognese sulla gestione del borgo medievale

 



ARCA Appennino Bolognese, gruppo di ricerca e volontariato impegnato nella tutela, valorizzazione e promozione del territorio, ha diffuso un atto di denuncia pubblica e dichiarazione di responsabilità in merito alla gestione, alla sicurezza e alla tutela del borgo medievale di Chiapporato, nel comune di Camugnano.

L’associazione chiede chiarimenti sulle condizioni di sicurezza del sito e segnala presunte situazioni di pericolo e gravi comportamenti offensivi che si sarebbero verificati negli ultimi mesi, attribuiti a soggetti riconducibili al Comitato “Chiapporato Ri-Vive”.

ARCA Appennino Bolognese sottolinea di non accettare in alcun modo minacce, ingerenze o imposizioni da parte di gruppi definiti “prepotenti”. Nell’ultimo anno, l’associazione si è assunta la responsabilità operativa della stabilità del progetto di recupero del borgo in una fase di forte criticità, intervenendo direttamente nella gestione, nella mediazione delle complessità organizzative e nella creazione, su richiesta esplicita della proprietà (Curia), di una rete strutturata di associazioni. Complessivamente sono state coinvolte oltre 45 realtà associative, con l’obiettivo di evitare la chiusura definitiva del sito e la perdita di un patrimonio collettivo.

Secondo quanto denunciato, nel corso del 2025 si sarebbero verificati almeno cinque episodi di particolare gravità:

1. Accuse infondate e offensive rivolte al referente di ARCA, Fabio Righi, da parte di una collaboratrice vicina ai responsabili del Comitato Chiapporato Ri-Vive, con intento ritenuto lesivo della reputazione personale.

2. Attacchi ingiustificati a collaboratori tecnici, in particolare a un elettricista impegnato nel ripristino dei servizi presso la canonica, accusato senza prove nonostante l’operato svolto nell’interesse della collettività.

3. Aggressione e diffamazione di un volontario, che aveva donato materiale per l’allestimento della canonica e che sarebbe stato vittima di strattonamenti e offese in un locale pubblico; episodi che l’associazione dichiara documentabili.

4. Minacce dirette e personali, avvenute il 26 dicembre, con prospettazione di aggressioni gravi nei confronti del referente dell’associazione.

5. Tentativi di delegittimazione e sabotaggio del progetto, tra cui la rimozione della segnaletica per i viandanti. Un atto considerato di estrema gravità, soprattutto in un’area di alto Appennino, dove l’assenza di indicazioni può esporre escursionisti e visitatori a rischi concreti per l’incolumità.

ARCA Appennino Bolognese rende inoltre nota una rendicontazione dettagliata delle attività svolte nell’ultimo anno. L’associazione riferisce di aver realizzato 11 interventi sul borgo, spesso con permanenze di due giorni consecutivi, coinvolgendo 2–3 volontari per sessione e una media di 8 ore di lavoro ciascuno.

Il totale stimato è compreso tra le 170 e le 260 ore di lavoro volontario, pari a un valore economico indicativo tra i 2.600 e i 4.000 euro. A queste si aggiungono donazioni dirette per un importo stimato tra i 2.000 e i 3.000 euro, sotto forma di materiali, interventi tecnici e supporto logistico.

L’associazione ha inoltre curato l’organizzazione di un convegno con associazioni locali e regionali, ritenuto un passaggio fondamentale per costruire una rete territoriale stabile e garantire un futuro a un sito particolarmente isolato. Grazie a questo lavoro, secondo ARCA, è stato possibile ripristinare una condizione di normalità nel borgo dopo precedenti episodi di vandalismo.

Durante il percorso sarebbero però emerse gravi criticità organizzative interne all’associazione che gestiva il borgo, incluse problematiche legate a rimborsi, documentazione di spesa e preventivi, che avrebbero messo a rischio il lavoro svolto.

Nel complesso, ARCA stima il proprio contributo – tra lavoro volontario, competenze, risorse economiche dirette e coordinamento – in una cifra compresa tra i 7.000 e i 10.000 euro, interamente offerti dall’associazione.

Dopo un anno di tensioni e tentativi di mediazione ritenuti infruttuosi, ARCA Appennino Bolognese ha deciso di rendere pubblica la denuncia in data 27 dicembre, trasmettendola anche ai responsabili e agli uffici competenti.

L’associazione annuncia inoltre l’intenzione di monitorare attentamente le condizioni di ospitalità turistica e la sicurezza dei viandanti nell’Alto Appennino Bolognese, con particolare attenzione alle aree di Fossato e Stagno. Qualora venissero riscontrati pericoli per l’incolumità degli escursionisti o comportamenti ritenuti instabili o violenti da parte di collaboratori del Comitato Chiapporato Ri-Vive, ARCA dichiara che procederà a segnalarli tempestivamente alle autorità competenti.

Secondo l’associazione, si tratta di un dovere civico per contrastare comportamenti che arrecherebbero danno al territorio e al lavoro dei volontari impegnati nel miglioramento della qualità della vita nelle valli appenniniche.


AMRER dona nuove tecnologie diagnostiche agli ospedali di San Giovanni in Persiceto e Maggiore di Bologna

 



Si rafforza la rete ospedale–territorio e si ampliano i servizi diagnostici e di presa in carico negli ospedali di prossimità dell’area bolognese. Grazie a una donazione di AMRER – Associazione Malati Reumatici Emilia-Romagna – l’Ospedale di San Giovanni in Persiceto e l’Ospedale Maggiore di Bologna potranno contare su nuove tecnologie diagnostiche di ultima generazione, a beneficio in particolare delle persone affette da patologie croniche e rare, come la Sclerosi Sistemica.

L’iniziativa si inserisce nel modello di sanità di prossimità che si sta consolidando sul territorio, basato sull’integrazione tra ospedali, servizi territoriali e Case della Comunità. Un’evoluzione che non comporta lo spostamento dei servizi dall’ospedale al territorio, ma la loro integrazione, portando anche nei presidi di prossimità attività diagnostiche e terapeutiche di secondo e terzo livello, in condizioni di sicurezza e con elevati standard di qualità.

«L’integrazione di questi servizi sul territorio è il risultato di un lavoro portato avanti da molti anni – spiega Massimo Reta, direttore della UOC di Medicina Interna a indirizzo reumatologico interaziendale AUSL e AOU Policlinico Sant’Orsola di Bologna –. Nelle progettualità a breve termine, in ogni distretto, all’interno di una Casa di Comunità, sarà attivata un’attività di secondo livello di prossimità. L’obiettivo è costruire una rete ospedale–territorio con più punti strategici per la presa in carico delle persone con malattie infiammatorie croniche, tenendo conto dei loro bisogni. Questo significa portare sul territorio parte della diagnostica, come ecografia, radiologia ed esami ematochimici specifici, ma anche terapie complesse, comprese quelle infusionali, che a San Giovanni in Persiceto vengono proposte anche in modalità domiciliare».

A rafforzare questo modello contribuisce l’introduzione di tecnologie innovative donate da AMRER, grazie a un lascito in memoria di Silvia Manelli, paziente affetta da una patologia reumatologica.

All’Ospedale di San Giovanni in Persiceto è stato donato un ecotomografo con tecnologia REMS (Radiofrequency Echographic Multi Spectrometry), che consente di stimare la densità minerale ossea mediante ultrasuoni e di valutare il rischio di frattura a cinque anni sulla base della qualità dell’osso. Si tratta di una metodica rapida, non invasiva e priva di radiazioni ionizzanti, utilizzabile direttamente in ambulatorio o al letto del paziente, anche in donne in gravidanza e in età pediatrica, offrendo ai clinici informazioni utili già in fase di visita.

All’Ospedale Maggiore di Bologna è stato invece consegnato un capillaroscopio di ultima generazione, in grado di consentire una diagnosi ancora più precoce del fenomeno di Raynaud, della Sclerosi Sistemica e di altre connettiviti. Grazie alle sue caratteristiche tecniche, lo strumento permette di misurare rapidamente la densità dei capillari sottoungueali, inviare i dati al Fascicolo Sanitario Elettronico e supportare attività di ricerca clinica avanzata.

«L’integrazione tra il DM 70 e il DM 77, unita all’innovazione tecnologica, rappresenta un passaggio fondamentale verso un servizio sanitario sempre più orientato ai bisogni di salute della popolazione – sottolinea Francesca Santoro, direttrice del Distretto Pianura Ovest dell’AUSL di Bologna –. Portare strumenti diagnostici avanzati nei presidi ospedalieri di prossimità rafforza l’assistenza territoriale e garantisce continuità delle cure anche per bisogni complessi, grazie a una collaborazione sempre più stretta tra specialisti e medicina generale. Un ringraziamento sentito va ad AMRER, il cui impegno rappresenta un valore importante per il rapporto tra servizi sanitari, territorio e comunità».

Le due donazioni – l’ecotomografo REMS per San Giovanni in Persiceto e il capillaroscopio per l’Ospedale Maggiore di Bologna – hanno un valore complessivo di circa 63.000 euro.

«Grazie al lascito in memoria di Silvia Manelli abbiamo potuto acquistare due macchinari all’avanguardia, utilizzati nella diagnosi dell’osteoporosi e delle principali vasculopatie reumatologiche – spiega Daniele Conti, direttore di AMRER –. Come associazione di pazienti crediamo fortemente che sostenere il Servizio sanitario pubblico sia fondamentale e consideriamo il territorio un setting strategico per la reumatologia. Insieme alle istituzioni continueremo a lavorare affinché la reumatologia di prossimità possa crescere e rispondere ai bisogni dei cittadini di oggi e di domani».

 

Sasso Marconi: semaforo verde al Bilancio 2026

Approvato dal Consiglio comunale il documento di previsione che conferma gli investimenti su servizi alla persona, sicurezza e cura del territorio



Il Comune informa: 


Il Consiglio comunale di Sasso Marconi ha approvato il Bilancio di previsione 2026. Un documento che, seppure in un contesto di risorse sempre più limitate, conferma la scelta dell'Amministrazione di concentrare gli investimenti su aspetti strategici come i servizi alla persona, la sicurezza idrogeologica e la cura del territorio.

Una quota rilevante degli investimenti, per oltre 700.000 Euro, è stata destinata agli interventi sulla viabilità (asfaltature, segnaletica), con particolare attenzione alla situazione del ponte di Vizzano per il quale è prevista l'attivazione di un mutuo del valore di 350.000 Euro per le opere di manutenzione straordinaria e riqualificazione dell'infrastruttura. Sono state inoltre previste risorse per interventi diretti o in appalto destinati alla sicurezza e manutenzione del territorio (lavori di prevenzione del rischio idrogeologico e di manutenzione di fossi e scoline).

Il piano delle opere, oltre a confermare l'impegno dell'Amministrazione comunale nel completamento delle grandi opere in corso di realizzazione, prevede lo stanziamento di oltre 300.000 Euro per gli interventi di manutenzione ordinaria degli edifici pubblici, di adeguamento sismico delle scuole, manutenzione di palestre e impianti sportivi.

Confermati poi gli investimenti sui servizi alla persona, in particolare per quanto riguarda le fasce di popolazione più fragile. Oltre a un aumento del 5% dello stanziamento ad Asc-Insieme, la cui quota supera 1.000.000 Euro, destinata a interventi sociali rivolti a minori, anziani o persone con disabilità, sono state confermate tutte le risorse a supporto delle famiglie in difficoltà, alle persone in condizioni di fragilità e per le politiche giovanili e culturali, anche tramite la collaborazione con le associazioni del territorio.

Per fare questo non è stato previsto alcun aumento della tassazione locale e del carico fiscale complessivo: restano infatti invariate IMU, IRPEF e le tariffe dei servizi scolastici, senza che questo vada a incidere sulla quantità e qualità dei servizi al cittadino.

"In uno scenario reso sempre più difficile dalle politiche nazionali sulla finanza locale, che riducono i trasferimenti ai Comuni obbligando gli Enti locali a far fronte da soli a spese come l'aumento strutturale dei costi energetici e delle materie prime ma anche a una crescita esponenziale delle spese sociali legate alla solitudine, alla povertà e all'emergenza abitativa, abbiamo scelto di non aumentare le tasse e rinnovare il nostro impegno per la sicurezza del territorio e la tutela dei servizi essenziali - dice il sindaco Sasso Marconi, Roberto Parmeggiani (nella foto) -costruendo con attenzione e senso di responsabilità un bilancio capace di mantenere il giusto rapporto tra le richieste dei cittadini e i servizi garantiti alla comunità".

lunedì 29 dicembre 2025

La sinistra di Vergato boccia la proposta di nuovi supermecati

 



È stata presentata da due gruppi della grande distribuzione una richiesta per l’apertura di due nuovi supermercati sul territorio comunale di Vergato. L’Amministrazione ha avviato la procedura di cambio di destinazione d’uso di una delle aree interessate, passaggio preliminare che, dopo la monetizzazione a favore del Comune, potrebbe portare all’assegnazione dell’area.

Sull’operazione interviene il gruppo consiliare di opposizione, che esprime forti perplessità. «Si tratta di un intervento con ricadute rilevanti, che non può essere affrontato con superficialità, alla luce dei potenziali effetti sul tessuto economico locale e sulle attività commerciali già esistenti», sottolineano i consiglieri. Secondo l’opposizione, Vergato avrebbe bisogno di nuovi servizi e investimenti, ma non di ulteriori strutture medio-grandi dedicate alla vendita di prodotti alimentari.

Il gruppo ribadisce inoltre la necessità di mantenere l’attuale destinazione urbanistica delle aree coinvolte, orientando le scelte verso il sostegno e l’eventuale incentivazione di insediamenti produttivi in grado di favorire il rilancio delle attività artigianali e industriali del territorio.


Dal canto suo, il sindaco di Vergato, Giuseppe Argentieri (nella foto), dopo aver sottolineato che le preoccupazioni del gruppo di opposizione sono comprensibili, sottolinea come il rilancio del commercio locale, a suo avviso, non possa  attraverso forme di protezionismo. «È sufficiente osservare i centri commerciali di Casalecchio di Reno per constatare che circa il 70 per cento della clientela proviene dall’Appennino. A questo si aggiunge l’impatto sempre più rilevante del commercio online», afferma il primo cittadino.

Secondo Argentieri, la strada da percorrere è quella di aumentare l’attrattività del commercio locale. In questo senso, l’amministrazione ha ottenuto l’approvazione dell’Hub commerciale, che prevede importanti misure di sostegno per il settore. «Vergato si trova ora in una posizione favorevole per l’assegnazione di questi contributi», precisa il sindaco.

Argentieri chiarisce infine che è prevista l’apertura di un solo nuovo supermercato e che, per individuarne il soggetto attuatore, è stato pubblicato un bando aperto a tutti gli operatori del settore, al fine di garantire una scelta chiara e trasparente.

Coordinamento dei Giuristi e Avvocati per la Palestina sull’arresto del presidente dell’Associazione dei Palestinesi in Italia Mohammed Hannoun

Solidarietà non è reato: fiducia nella Magistratura, ma allarme per la criminalizzazione del dissenso e della tutela dei diritti

 

Da Dante Franchi


Il Coordinamento dei Giuristi e Avvocati per la Palestina esprime stupore e sconcerto per la grancassa mediatica alimentata, in queste ore, da alcune testate dell’area della destra politica e culturale in merito alla notizia di cronaca dell’indagine che ha portato questa mattina all’arresto del presidente dell’Associazione dei Palestinesi in Italia, Mohammed Hannoun, accusato di aver gestito una rete di finanziamenti diretti ad Hamas. I toni allusivi, strumentalmente e farisaicamente scandalistici e spesso deformanti, utilizzati dagli articolisti sembrano perseguire l’obiettivo di trasformare ogni forma di denuncia del Genocidio e delle gravissime violazioni del diritto internazionale perpetrate da Israele in Palestina, nonché ogni manifestazione di solidarietà attiva verso il popolo palestinese, in un sospetto “fiancheggiamento” di presunte attività terroristiche.

Riaffermiamo con chiarezza la massima fiducia nell’operato della Magistratura italiana e il pieno rispetto delle sue prerogative costituzionali. Proprio per questo auspichiamo che ogni accertamento venga condotto con rigore, serenità e garanzie piene, senza cedere a pressioni esterne, né lasciarsi condizionare da campagne mediatiche che, al di là dei singoli casi, mirano a disegnare un quadro “politico” utile a intimidire e delegittimare il dissenso.

Non è affatto chiaro, allo stato, il motivo per cui i fondi di cui disponevano gli arrestati suano stati ritenuti destinati a finalità diverse da quelle umanitarie. Il ricorso a fonti israeliane per dichiarare l'appartenenza ad Hamas di determinate organizzazioni umanitarie non può essere ritenuto decisivo per la scarsa attendibilità di tali fonti, in quanto provenienti da Stato uso alla manipolazione politica della giustizia oltre che sotto accusa per genocidio e altri gravi crimini internazionali. Peraltro va considerata anche la natura complessa delle organizzazioni politiche palestinesi, sorrette da un certo consenso sociale e legittimate dalle norme di diritto internazionale alla resistenza contro l'occupante.

È doveroso ricordare che la solidarietà, la libertà di manifestazione del pensiero, la libertà di associazione e l’impegno civile a tutela dei diritti fondamentali sono pilastri dell’ordinamento costituzionale. Allo stesso modo, l’azione di informazione, denuncia e tutela legale relativa a gravi violazioni del diritto internazionale umanitario – incluse le condotte genocidarie che la Corte Internazionale di Giustizia e la Corte Penale Internazionale stanno valutando e investigando – non può essere compressa o delegittimata con insinuazioni, etichette infamanti o generalizzazioni che finiscono per colpire indiscriminatamente attivisti, volontari, operatori umanitari, giuristi e cittadini.

In un contesto segnato da una tragedia umanitaria di proporzioni immani, quella dell’Olocausto del popolo palestinese, la pretesa di presentare la solidarietà come “sospetta” e la difesa dei diritti come “pericolosa” costituisce un rovesciamento grave dei principi democratici: si tenta di spostare l’attenzione dalla protezione delle vittime e dall’accertamento delle responsabilità verso un terreno di delegittimazione del movimento di solidarietà e delle sue forme pubbliche e trasparenti di impegno.

Come Giuristi e Avvocati per la Palestina continueremo, con ancora maggiore determinazione, nell’opera di tutela e assistenza legale volontaria a favore di chiunque subisca provvedimenti repressivi ingiusti o sproporzionati, lesivi dei principi del diritto costituzionale e del diritto internazionale. Continueremo a farlo apertamente, in modo trasparente e nel pieno rispetto della legalità, nella convinzione che i principi di solidarietà, eguaglianza e giustizia non siano negoziabili e debbano prevalere su ogni tentativo di intimidazione o criminalizzazione del dissenso, così come continueremo a denunciare e chiedere l’avvio di indagini penali per l’accertamento delle responsabilità e la punizione di autori e complici del genocidio tuttora in atto.

Invitiamo, pertanto, tutte le istituzioni, l’avvocatura, il mondo accademico, la società civile e gli organi di informazione a respingere la logica delle insinuazioni e a difendere lo spazio democratico di chi chiede verità, responsabilità e protezione dei diritti umani per il popolo palestinese, senza ambiguità e senza doppi standard. 

Coordinamento dei Giuristi e Avvocati per la Palestina (GAP)"

Nella Valle dell’Olivetta di Sasso Marconi, il presepe vivente nato da una risata e divenuto tradizione

 



Per il terzo anno consecutivo, all’Olivetta è tornato il presepe vivente: un appuntamento ormai atteso, che ha saputo rinnovarsi senza perdere la sua anima più autentica. Un’iniziativa nata quasi per gioco, tra una risata e l’altra al Bar il Mulino, e che oggi si conferma come uno dei momenti più sentiti della vita comunitaria locale.

Il pomeriggio ha visto la partecipazione di numerosi visitatori, accolti in un’atmosfera semplice e genuina, dove il tempo sembrava rallentare per lasciare spazio alla memoria e alla condivisione. Tra scene di vita contadina, rappresentazioni dei mestieri antichi e profumi di cucina tradizionale, il presepe vivente dell’Olivetta si è trasformato in un piccolo viaggio collettivo nel passato, capace di parlare anche al presente.

Non si è trattato soltanto di una rievocazione simbolica, ma di un’esperienza vissuta con entusiasmo e partecipazione: mani che impastano, gesti tramandati, racconti sussurrati e tavole imbandite con cibo semplice e genuino, espressione di quello spirito campagnolo che ancora oggi rappresenta un valore identitario forte per la comunità.

Dietro la riuscita dell’evento c’è il lavoro silenzioso e appassionato di tante persone. Un ringraziamento sentito va a tutti i partecipanti, e in particolare ai clienti e agli amici che, senza esitazione, hanno offerto tempo, energie e competenze per rendere possibile un’impresa tutt’altro che semplice. La loro disponibilità e il loro affetto hanno dimostrato come la collaborazione e il senso di appartenenza possano trasformare un’idea nata per scherzo in una tradizione viva e condivisa.

Il presepe vivente dell’Olivetta non è soltanto un evento natalizio, ma un’occasione per ritrovarsi, riconoscersi e riscoprire il valore delle relazioni, della memoria e del fare insieme. Un piccolo esempio di come la comunità, quando cammina unita, sappia creare qualcosa di bello e duraturo.

Famiglia Benini