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venerdì 4 agosto 2023

Commemorata strage del treno Italicus, 12 morti e 48 feriti

Sono passati 49 anni, nessun responsabile condannato

 

Due giorni dopo l'anniversario della strage alla stazione (2 agosto 1980, 85 morti e 200 feriti), Bologna e l'Emilia-Romagna hanno ricordato quella dell'Italicus, avvenuta all'1.23 di notte del 4 agosto 1974, quando l'esplosione di una bomba sul treno Roma-Monaco - nel tratto di transito a San Benedetto Val di Sambro, sull'Appennino bolognese - causò 12 morti e 48 feriti.

Tra le vittime anche il 24enne forlivese Silver Sirotti, medaglia d'oro al valore civile, controllore che fu tra i primi a soccorrere i passeggeri nella carrozza colpita, la quinta, sventrata all'uscita dalla lunga galleria dell'Appennino toscoemiliano, e che morì sopraffatto dal fuoco.

    Sirotti è stato ricordato oggi a Forlì in una cerimonia istituzionale alla presenza dei familiari, tra cui il fratello Franco, e del sindaco Gian Luca Zattini. "La sua figura c'è sempre, è un esempio per tutti", ha detto Zattini. La strage fu rivendicata da Ordine Nero, ma non ebbe responsabili: tutti gli imputati processati sono stati assolti. L'espresso 1486 era partito dalla stazione di Roma Tiburtina alle 20.35 ed era transitato da Firenze Santa Maria Novella a mezzanotte e mezzo, con 23 minuti di ritardo: questo 'slittamento' sull'orario previsto impedì che l'ordigno esplodesse nella stazione di Bologna. Dieci anni dopo l'Italicus, un altro attentato all'interno della stessa galleria, quello del rapido 904 (23 dicembre '84), costò la vita a 16 persone, 267 i feriti. Corone sono state deposte due giorni fa, in occasione del 43/o anniversario della strage, al cippo che ricorda il sacrificio di Sirotti sul primo binario della stazione centrale e alle lapidi che a San Benedetto Val di Sambro ricordano le vittime dell'Italicus e del 904. 

domenica 19 novembre 2017

Anche lo sport minore serve ' a fare memoria'.

di Gianni Passini

Lo scorso 6 agosto ho partecipato alla camminata organizzata per ricordare la strage del treno Italicus a San Benedetto Val di Sambro, dove vi furono numerose vittime e altrettanto feriti. Una delle tante efferate stragi commesse in un periodo buio della nostra storia, quando il terrorismo la faceva da padrone. La memoria è importante. Tenere viva la memoria è di vitale importanza per le generazioni future affinchè ciò non accada mai più.

Poco prima del 'via' si è tenuto un momento di raccoglimento ed è stata posta una corona nel luogo della strage, la stazione di San Benedetto Val di Sambro. Alla cerimonia hanno assistito autorità e alcuni famigliari delle vittime, i podisti che hanno partecipato alla gara e diversi ciclisti provenienti da tutta la provincia che avevano pedalato fino lassù per dimostrare ancora una volta la loro solidarietà e la loro partecipazione al dolore dei famigliari.

Passini è a destra
All’ora stabilita fu dato il via alla camminata, un serpentone multicolore animò i caratterizzò il percorso. Pur non essendo la corsa competitiva, era stato previsto un tracciato alternativo per i meno preparati. 

Gli organizzatori ebbero il piacere di constatare una bella adesione alla loro proposta. Ho camminato insieme alla mia cagnolina, Maya che ha attirato  l’attenzione di molti dei presenti. L'ho educata in modo che non dia fastidio e la sua tranquillità nel partecipare alla camminata l'ha fatta apprezzare e in tanti non hanno elemosinato complimenti. 
All’arrivo il nostro capo gruppo, Franco Raimondi, l'ha premiata con una saporita fettina di salame e lei ha gradito assai!
Franco è il responsabile del gruppo podistico Polisportiva Monte San Pietro di cui faccio parte da molto tempo. In tutte le camminate, dopo l’arrivo, prepara un abbondante ristoro per i soci del gruppo, cui a volte si aggregano ospiti 'affamati': dar da mangiare agli affamati e un imperativo anche per gli sportivi .

Constatare la bella e nutrita partecipazione alla gara di ricordo è stata una soddisfazione. Assaggiare un boccone in compagnia e in allegria è sempre bello e porta alla fratellanza. Se poi si aggiunge l'armonia, è il 'companitico del companitico' , il meglio del meglio. 

Per onor di cronaca, anche se la camminata era ludico motoria e non competitiva, va ricordato che il vincitore è stato uno del nostro gruppo: Michelangelo Di Venere. Ha coperto il percorso di 10 chilometri e 500 metri in un tempo più che apprezzabile. Complimenti anche alla prima signora che ha tagliato il traguardo. Non ricordo il nome, ma ho apprezzato le sue qualità sportive e la sua determinazione. 

 

giovedì 4 agosto 2016

UN CONCERTO PRESSO IL SANTUARIO DELLA MADONNA DELLA SERRA DI RIPOLI commemora la strage del treno Italicus del 4 agosto 1974.



Ida Zanini, dell'Associazione Arsarmonica, informa:

A Ripoli, presso il Santuario della Madonna della Serra, oggi, giovedì 4 agosto, alle 21, verrà commemorata la strage del treno Italicus, con il concerto di Irene De Ruvo all’organo costruito dai F.lli Orsi nel 1888.

Il programma spazia dal Cinquecento di G.B. Dalla Gostena, di cui ha registrato l’integrale delle sue musiche, fino a J. S. Bach con la Fantasia e fuga in la minore.

Introdurrà il concerto la storica della musica Maria Chiara Mazzi.

Anche quest’anno ha già preso il via la XXXI rassegna Itinerari Organistici nella provincia di Bologna che tocca i diversi paesi dell’Appennino e i suoi preziosi organi. Grazie alla collaborazione con la Reverenda Curia di Bologna, con i Parroci e con i Comuni di Monzuno, Monghidoro e San Benedetto Val di Sambro, l’Unione dei Comuni, le Associazioni e i Comitati locali, con il contributo di Emilbanca e di AERCO, da maggio a dicembre vengono presentati concerti sugli organi storici nei paesi lungo delle valli del Reno, del Lavino, del Setta, del Sambro, e del Savena. S’incontrano organi del 1500 (Monte San Giovanni), del Seicento (Madonna dei Boschi di Monghidoro), del Settecento (San Benedetto Val di Sambro), dell’Ottocento (Brigola, Gaggio Montano, Boschi di Granaglione, Santuario della Serra di Ripoli, ecc.) dei primi anni del Novecento (Monzuno). Nei mesi autunnali si passa alla città di Bologna con i suoi blasonati organi e Musei. Varietà nelle proposte degli interpreti: dagli organisti L. Tamminga e U. Forni, alle compagini corali (Coro Euridice, Coro Accanto al Sasso, Coro Gaudium, Gurzenich-Chor Koln di Colonia, Coro Ravel) ai cantanti (B. Zuniga) e alle compagini strumentali: duo oboe e organo (Soprana-Morelli), mandolino e organo/clavicembalo (Zigiotti-Scaioli), canto, flauti dolci, arpa celtica e organo (Parigi-Troilo-De Stasio).
Quest’anno all’interno della rassegna, il Festival Nuovi Orizzonti Sonori proporrà tre giorni di dibattito, studio, analisi, concerti sul tema Il Coro Contemporaneo con il patrocinio dell’Associazione Emiliano-Romagnola Cori (AERCO).
Non è da tralasciare l’interesse per gli organi dell’Appennino da parte degli studenti delle classi di Organo del conservatorio di Pesaro che, per il secondo anno, nel mese di maggio hanno fatto visita a una decina di organi del territorio.
Tutto questo e altro ancora sono radunati nel pieghevole consultabile al sito dell’Associazione Arsarmonica (arsarmonica.jimdo.com), alla pagina Facebook di Arsarmonica, al sito del Gruppo di Studi Savena Setta Sambro (www.savenasettasambro.com) e in distribuzione presso i Comuni interessati, le biblioteche, e le filiali di Emilbanca.

Tutti i concerti sono ad ingresso libero.