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mercoledì 27 ottobre 2021

La riorganizzazione del centro di Sasso Marconi, argomento dell'incontro organizzato dai Dimmi

Il gruppo consiliare di minoranza guidato da Marco Mastacchi ha organizzato per domani, giovedì 28 ottobre, alle 18, nella Sala Giorgi, un incontro pubblico per discutere del progetto che l'Amministrazione comunale ha intenzione di portare avanti per riorganizzare il centro cittadino di Sasso Marconi. 

Il progetto coinvolge la ricollocazione della Scuola Media, i parcheggi, la viabilità e il rifacimento della piazza. La proposta ha suscitato perplessità e discussioni. Per fare il punto su questo argomento e raccogliere eventuali critiche e suggerimenti, il gruppo di minoranza ha inviato i cittadini, oltre al Sindaco, alla Giunta e al Consiglio comunale. 




Sull'argomento abbiamo fatto alcune domande a Marco Mastacchi:

 La riorganizzazione del centro cittadino pensata dall’amministrazione comunale parte dalla rivisitazione dei plessi scolastici per passare attraverso un radicale cambiamento nella viabilità. Quali sono, secondo lei, le parti condivisibili, quali quelle da modificare e quali da rigettare?

Noi della Lista Dimmi eravamo favorevoli a ristrutturare le scuole nel centro cittadino, tant’è che lo avevamo dichiarato in campagna elettorale e quando l’amministrazione dichiarò di voler andare in questa direzione avevamo dato un parere favorevole di massima.

La parte assolutamente non condivisibile è che, paradossalmente, il progetto presentato anziché aiutare il centro cittadino dandogli più vita, lo penalizza. L’occupazione del parcheggio retrostante l’edicola, oggi tanto utilizzato, riduce drasticamente i parcheggi auto.

Il problema dei parcheggi pare quello che preoccupa maggiormente i commercianti. La perdita del grande parcheggio centrale per far posto alla nuova scuola media può essere ovviato con altre soluzioni? Se sì, quali?

Il centro cittadino ha bisogno di maggiore vivibilità dando la possibilità a chi vuole frequentarlo di poter accedere con la massima facilità. Togliere un numero consistente di posti auto costruendo la scuola sull’attuale parcheggio va nella direzione opposta e significherebbe limitare ulteriormente l’accessibilità al centro, penalizzando di conseguenza i negozi. A questo punto mi sembra più utile prendere in considerazione le altre due ipotesi:

1)            Un recupero dei fabbricati esistenti senza penalizzare la viabilità e i parcheggi.

2)            Valutare nuovamente l’ipotesi di realizzare le scuole nell’area ex Metalplast come previsto in origine. 

In questi giorni stiamo facendo le nostre valutazioni    e durante l’assemblea del 28, dopo aver ascoltato i cittadini, i genitori e l’amministrazione comunale, (se riterrà opportuno partecipare) faremo le nostre proposte e daremo il nostro parere.

Come le è sembrata la gestione di questa proposta di progetto, che in molti considerano non sufficientemente discussa con la cittadinanza?

Il risultato del sondaggio che abbiamo promosso come Lista Dimmi parla chiaro: la grande maggioranza dei cittadini sassesi dichiara di non saperne nulla e di non essere stato coinvolto nella scelta. Credo sia opportuno recuperare ed è questo che intendiamo fare con l’assemblea pubblica che abbiamo organizzato per giovedì 28/10 nella sala Giorgi, per ascoltare i commercianti, i genitori e più in generale i cittadini di Sasso Marconi che avranno la possibilità di dire la loro.

C’è stato un unico incontro sul tema, al termine del quale il sindaco assicurò che tutte le osservazioni e tutte le critiche scaturite dalla discussione sarebbero state prese in considerazione. Ha notizie di qualche modifica nel progetto in questo senso?

Dopo l’incontro che si tenne in estate durante il quale si parlò molto del progetto della scuola e molto poco delle implicazioni che questo progetto avrebbe avuto sulla viabilità, rimandando il tutto ad un futuro studio complessivo, la Lista Dimmi ha consultato i cittadini attraverso un sondaggio on line e anche attraverso la distribuzione cartacea. In oltre 200 hanno risposto e i risultati hanno indicato che solo il 18% si è dichiarato sufficientemente informato e coinvolto dal Comune sulle scelte di questo progetto. Inoltre alla domanda su quale viene ritenuta la migliore ubicazione per le nuove scuole il 70% ha risposto l’area della ex Metalplast, il 22% considera l’attuale sede la migliore, dopo le opportune ristrutturazioni e interventi di adeguamento, mentre solo i rimanenti pensano che sia giusto lo spostamento nell’attuale attiguo parcheggio, come prevede il progetto. Risultati che si commentano da soli.


Una sua considerazione su tutto l’argomento:

Alla luce della situazione credo sia necessario un profondo ripensamento sulle scelte fatte, tenendo in considerazione quanto è emerso dalla consultazione fatta e dalle risposte date che non lasciano spazio a dubbi. Condividere e coinvolgere maggiormente la cittadinanza porterà sicuramente alla scelta migliore.


sabato 22 febbraio 2020

Al via il Piano Territoriale Metropolitano: dal PTCP al PTM si apre una nuova era per la pianificazione urbanistica e lo sviluppo sostenibile del territorio

Il Consiglio approva i 10 obiettivi strategici, parte la fase di consultazione



Dubbio segnala

Grafica relativa agli obiettivi


Dieci obiettivi per un nuovo strumento che definirà le scelte strategiche e strutturali di assetto del territorio e che si pone al crocevia tra pianificazione strategica, piani clima e per l’energia sostenibile, piani per la mobilità, progetti territoriali e settoriali, nella cornice del PSM (Piano Strategico Metropolitano) e dell'Agenda Metropolitana per lo Sviluppo Sostenibile.
Si tratta del Piano Territoriale Metropolitano (PTM) che raccoglie l’eredità del PTCP (Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, approvato nel 2004) e a cui la nuova legge urbanistica regionale affida compiti fondamentali per la riduzione del consumo di suolo e lo sviluppo sostenibile del territorio metropolitano attraverso due grandi scelte: una nuova disciplina del territorio agricolo e naturale e l'assegnazione di
quote di capacità edificatoria a Comuni e Unioni fino ad un massimo del 3% del territorio urbanizzato oggi esistente, con l’obiettivo di azzerare il consumo entro il 2050. Ciò avverrà anche grazie all’istituzione di un fondo perequativo metropolitano che creerà maggiore equità fra tutti i 55 Comuni della Città metropolitana.
Con il via libera agli obiettivi strategici ottenuto il 12 febbraio all'unanimità in Consiglio metropolitano, il PTM muove i primi passi verso un percorso di consultazione e partecipazione per arrivare all’approvazione definitiva a marzo 2021.
Il PTCP fu concepito negli anni del “super” ciclo edilizio ed ebbe il merito di contribuire a una pianificazione ordinata del territorio grazie all’individuazione di “poli funzionali” e aree produttive di rango metropolitano, fortemente attrattivi (si pensi ad esempio al caso della Philip Morris) e affidando al Servizio Ferroviario Metropolitano un ruolo ordinatore per lo sviluppo residenziale. Il PTM avrà come obiettivo prioritario l’ambiente inteso in senso lato: un territorio sostenibile e resiliente, attrattivo, in cui la tutela del territorio, la bellezza dei luoghi urbani e naturali, il lavoro e l’innovazione possano trovare una sintesi unitaria e propulsiva. Parole chiave: rigenerazione e stop al consumo di suolo per una “Bologna, metropoli composita e a misura d’uomo”.
La cornice nella quale dobbiamo inquadrare tutto questo – spiega il sindaco metropolitano Virginio Merola - è quella degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell'Agenda ONU 2030. L’espansione è finita, dobbiamo lavorare su un’idea diversa di comunità metropolitana, assumendo la dimensione urbana come il nostro principale punto di vista, aggiornando l’idea di urbano alla Città metropolitana di cui siamo artefici. Al centro del PTM ci saranno tre parole chiave: sviluppo sostenibile, ambiente e sicurezza del territorio con l’obiettivo della cittadinanza equa per tutti coloro che vivono nella città metropolitana, aumentando le nostre capacità di protezione e di sostegno alle zone che si sentono abbandonate ed escluse, elaborando quindi il decisivo tema dell’infrastrutturazione”.
La quota del 3% riferita al consumo di suolo e la perequazione rappresentano i due pilastri fondamentali del PTM - ha sottolineato il consigliere delegato alla Pianificazione Marco Monesi nella presentazione in aula – ogni area dovrà concorrere in maniera adeguata valorizzando le proprie risorse allo sviluppo sostenibile di tutto il territorio metropolitano. Nei prossimi mesi dovremmo impegnarci per raggiungere i 10 obiettivi del Piano, sarà un lavoro complesso ma le premesse già ci sono. Il percorso è breve, perché vogliamo approvarlo definitivamente entro marzo del prossimo anno, ma articolato e coinvolgerà tutto il territorio: Comuni, Unioni e stakeholder.”


Questi in sintesi i
10 obiettivi del PTM:
1)
PUMS come impalcato per le infrastrutture e l’assetto dei servizi della mobilità, riferimento per le dorsali dell’infrastruttura informatica, sollecitazione alla rigenerazione dello spazio stradale e piena valorizzazione di Centri per la mobilità, stazioni e fermate del SFM;
2)
Carta di Bologna come riferimento generale per tutti i tipi di intervento e specifico per una riorganizzazione sostenibile dei flussi di acqua, energia, rifiuti perseguendo un diverso metabolismo urbano;
3)
Re-infrastrutturazione sostenibile, ovvero: sicurezza idrogeologica e sismica, ammodernamento e rigenerazione delle infrastrutture, infrastrutture verdi a corredo di nuove strade, riuso degli inerti provenienti da demolizioni edilizie in alternativa all’apertura di nuove cave;
4) Individuazione della “
bellezza” e valorizzazione delle “vocazioni” delle diverse parti del territorio e dei “ruoli” dei centri abitati;
5)
Rigenerazione in tutti i tipi di insediamento e in tutte le forme: con priorità alle periferie, alle grandi aree/edifici strategici dismessi e alle aree produttive esistenti;
6)
Contrasto al consumo di suolo, riduzione dell’urbanizzazione di nuovi suoli del 20% al 2020 fino all’azzeramento nel 2050, e individuazione delle parti di territorio metropolitano escluse dalle nuove urbaniz­zazioni ammesse dalla legge regionale;
7)
Nodi: insediamenti produttivi e poli funzionali come luoghi abitabili, garantendone l’accessibilità sostenibile, contrastando il fenomeno “isola di calore” e favorendo l’assorbimento delle acque da pioggia;
8)
Agricoltura come attività economica fondamentale anche per l’equilibrio ecosistemico del territorio, da trattare con orientamenti e regole pertinenti alle for­me diverse delle attività in pianura, in collina e mon­tagna, nelle frange periurbane (cunei agricoli);
9) Conservazione del
patrimonio storico e paesaggisti­co da mettere in rete attraverso la costruzione della trama della mobilità dolce e delle infrastrutture verdi e blu (reti naturali e artificiali che interessano l'acqua);
10)
Strumenti adeguati ai nuovi obiettivi e affinati per quanto riguarda praticabilità ed efficacia.