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giovedì 15 novembre 2018

Gioco d'azzardo, a Bologna si stimano 1.500 ludopatici

Dai dati sulle dipendenze dell’Osservatorio epidemiologico dell’Ausl di Bologna relativi al 2017 emerge che il numero delle persone con problemi legati al gioco è in costante aumento. Il direttore del Sert: “E’ un problema che va affrontato non solo dal punto di vista medico”

Da E-R Sociale


Mentre aumentano a Bologna i malati di gioco che si rivolgono al Sert, la maggior parte dei ludopatici rimane tuttavia sottotraccia. In tutta l'area metropolitana si stimano "tra le 1.000 e le 1.500 persone che avrebbero bisogno di essere curate per il gioco", con una prevalenza di 1,78 giocatori problematici ogni mille residenti. Lo segnala Raimondo Pavarin, direttore dell'Osservatorio epidemiologico dell'Ausl di Bologna, presentando il rapporto 2017 sulle dipendenze nel capoluogo emiliano.
L'anno scorso si sono presentate al Sert 200 persone per problemi dovuti al gioco, in costante aumento rispetto al passato (erano 32 casi nel 2009). Cresce anche l'età media di chi chiede aiuto (49,6 anni) e la percentuale di non nativi (10%). In calo la quota di femmine e quella di soggetti con scolarità medio alta. Il 65,5% ha un programma di recupero in corso (in media durano sei mesi), il 9% lo ha già completato. In aumento i casi di abbandono: dall'7,7% del 2016 all'8,5% dell'anno scorso. Nel 5% dei casi, i ludopatici arrivati al Sert avevano anche altre dipendenze, per lo più dovute all'abuso di alcol.
"Abbiamo realizzato uno studio, pubblicato sul Journal of clinical medicine - spiega Pavarin - su tutte le persone che si sono rivolte a un Sert o in ospedale o a un servizio di salute mentale con problemi legati al gioco e una diagnosi di ludopatia. Abbiamo visto che il 40% sono persone che si erano già rivolte ai servizi, negli anni precedenti, per altri problemi di salute mentale. Quindi probabilmente il target è abbastanza definito", afferma il direttore dell'Osservatorio.
Sul gioco però "bisogna affrontare bene il discorso - ammonisce Pavarin - perché un conto è giocare, un conto è rovinarsi e un conto è sviluppare dipendenza". Nel 2017 sono aumentate le persone che si sono rivolte ai servizi, ma "se ragioniamo sull'incidenza e sui nuovi casi, considerando chi è stato al Sert e in altre strutture, vediamo che c'è stato un aumento fino al 2015 e poi un calo", segnala Pavarin. Allo stesso tempo, "c'è anche una tendenza molto forte a medicalizzare il gioco - continua il direttore dell'Osservatorio - un conto è un problema sociale, ad esempio determinato dalla solitudine, e un conto è sviluppare una dipendenza. Se pensiamo che ognuno che gioca e si rovina debba essere trattato solo dal punto di vista medico-sanitario, non facciamo un buon servizio. Il problema sociale va affrontato con altri strumenti", mette in guardia Pavarin.


martedì 23 ottobre 2018

'Mafie Sotto Casa'. Anpi vuole affrontarle.


Marco Odaldi dell'ANPI Alta Valle del Reno, invita all'iniziativa 'Mafie sotto casa, il gioco d’azzardo' programmata per venerdì prossimo, 26 ottobre, presso la sede di Gomma Bicromata, in via Berzantina di Porretta Terme.

Nella serata si affronterà la problematica del radicamento del fenomeno mafioso anche in Emilia Romagna, dell’infiltrazione mafiosa nel gioco d’azzardo e della ricaduta in campo socio - sanitario delle problematiche legate alla ludopatia.




lunedì 20 novembre 2017

A Casalecchio di Reno ritorna ' Politicamente Scorretto'.

Il Comune di Casalecchio di Reno informa:


Primi appuntamenti aperti al pubblico per la XIII edizione di Politicamente Scorretto, il progetto culturale ideato nel 2005 dall'Istituzione (oggi Servizio) Casalecchio delle Culture con Carlo Lucarelli, per combattere le mafie e la corruzione con le sole armi della cultura.
  
Domani, martedì 21 novembre
Alle 21, in Casa della Conoscenza , don Giacomo Panizza, fondatore e presidente della Comunità Progetto Sud di Lamezia Terme, presenta il suo ultimo libro Cattivi Maestri. La sfida educativa alla pedagogia mafiosa, in dialogo con Stefania Pellegrini dell'Università di Bologna.
L'incontro "Come educa la mafia", a ingresso libero e con diretta streaming sul canale Youtube di Casa della Conoscenza, partirà dal testo per discutere le agenzie educative della mentalità mafiosa, il suo insinuarsi nel pensare comune ben oltre i clan, la necessità di contrapporre a questa mentalità, basata sul potere della forza, una meditata e valida educazione alternativa. Il tutto sulla base della testimonianza di vita di don Panizza, sacerdote bresciano in Calabria da decenni, che non esita a elencare nel suo libro "Le cose che mi piacciono del Sud" o a proporre la "Ballata dell’antiracket", e che vive sotto protezione dal 2002, quando è stato testimone di giustizia contro un clan di 'ndrangheta e ha preso in gestione un edificio confiscato.
 
Don Panizza, insieme a Maria Pia Tucci di Comunità Progetto Sud, incontrerà le scuole secondarie di II grado di Casalecchio mercoledì mattina, nell'appuntamento "Rimettere in cammino la speranza" in cui saranno proiettati i documentari Dall'altra parte c'è sempre il mare di Günther Pariboni e Maria Pia Tucci, che raccontano le storie di vittime di tratta di esseri umani in Calabria raccolte dalla Comunità.
 
Mercoledì 22 novembre
Alle 18, in Casa della Conoscenza l'incontro "Giocare a perdere" farà il punto sul business del gioco d'azzardo in Italia, partendo dal recentissimo volume Lose for life. Come salvare un paese in overdose da gioco d'azzardo. A discutere saranno Massimo Masetti, assessore al Welfare del Comune di Casalecchio di Reno, la co-curatrice Giulia Migneco, Responsabile dell'ufficio stampa di Avviso Pubblico – Enti Locali e Regioni per la formazione civile contro le mafie, e la giornalista di Il Sole 24ore Serena Uccello.

Anche per questo incontro l'ingresso è libero ed è prevista diretta streaming sul canale Youtube di Casa della Conoscenza.

Nella giornata di mercoledì 22 novembre prende anche il via "Giuseppe Ferrara. Omaggio a un regista politicamente scorretto", progetto promosso da Fondazione Cineteca di Bologna, Associazione Piantiamolamemoria, D.E-R Documentaristi Emilia-Romagna e Arci Bologna, con presentazioni, proiezioni e incontri dedicati al regista scomparso nel 2016 e alla figura di Carlo Alberto Dalla Chiesa da lui descritta nel film Cento giorni a Palermo.

Il programma completo di Politicamente Scorretto, i cui appuntamenti aperti a tutti proseguono fino a domenica 26 novembre, è online sul sito www.politicamentescorretto.org e disponibile anche tramite i canali social (hashtag #PS2017).


lunedì 25 maggio 2015

Monzuno. Incontro per vincere la piaga del gioco d'azzardo.



Di Antonella Sarti

Sabato prossimo, 30 maggio alle 16, nella biblioteca di Vado, si terrà un incontro per affrontare le difficoltà legate al gioco d'azzardo e le possibili implicazioni e dipendenze che ne derivano. Un'opportunità per avere qualche strumento in più per riconoscere e gestire questa diffusa problematica. 

L’incontro è aperto a tutti.

La psicologa Serena Tosato aiuterà ad approfondire la delicata tematica del gioco d’azzardo attraverso un intervento dinamico e interattivo rivolto alla popolazione e ai giovani adolescenti.

Il gioco d’azzardo ha assunto dimensioni rilevanti e una spinta commerciale facilmente percepibile dalle innumerevoli pubblicità che sempre più sono presenti sui media. (Gioco d’Azzardo Patologico, GAP). Da un punto di vista sociale, il GAP presenta elevati rischi di compromissione personale e finanziaria che ha evidenti ripercussioni in ambito familiare e lavorativo, in particolare ci concentreremo sulle interferenze che il Gioco d'azzardo può avere rispetto alla vita quotidiana, la famiglia, il lavoro e le relazioni sociali dei giocatori.

venerdì 24 gennaio 2014

Raccolta di firme contro il gioco d'azzardo.



L’assessore  Massimo Masetti 
presidia il banchetto del 21 gennaio

Il comune di Sasso Marconi  ha aderito all’iniziativa ‘1.000 piazze contro l’azzardo’ e promuove una raccolta di firme a sostegno della legge popolare per regolamentare il gioco d’azzardo in Italia.
 Invita quindi a firmare la petizione all’ufficio comunale ‘@TUxTU con il cittadino’ (num. verde 800-273218). La raccolta di firme si conclude alla fine di gennaio.
Chi vorrà potrà approfittare del banchetto  organizzato al mercato di martedì prossimo, 28 gennaio.  

Sasso Marconi è tra i comuni che hanno sottoscritto il ‘Manifesto dei sindaci per la legalità contro il Gioco d’azzardo’, per sensibilizzare i cittadini sulle dimensioni assunte oggi dal gioco d’azzardo, sui rischi legati alla dipendenza dal gioco e sulla necessità di avere nuovi e più efficaci strumenti legislativi per contrastare questo dilagante fenomeno.

L’obiettivo è quello di ottenere una legge popolare capace di proteggere le persone più fragili e curare chi è dipendente dal gioco, dare potere di ordinanza ai Sindaci, definire in modo certo i luoghi deputati al gioco d’azzardo (e le caratteristiche del gioco), imporre sanzioni e recuperare così le risorse necessarie per un’adeguata attività di informazione e sensibilizzazione.

Per informazioni  sulla campagna,  www.scuoladellebuonepratiche.it
 

mercoledì 3 luglio 2013

La Regione Emilia Romagna ha adottato una legge contro slot e gioco d'azzardo.




Il Consiglio regionale ha approvato alla 'unanimità’ la legge contri il gioco d'azzardo: il fine è quello di contrastare le troppo spesso tragiche conseguenze e il danno sociale legati alla dipendenza dal Gioco d'azzardo (Gap). Un fenomeno si identifica con un ‘giro d’affari’ annuale pari a 6,4 miliardi in Emilia-Romagna, per un importo medio di 1.840 euro  pro-capite. Primo firmatario della legge,  il consigliere del PD Beppe Pagani. Il testo è stato presentato dai capigruppo di maggioranza (Monari Pd, Barbati Idv, Sconciaforni Fds e Naldi Sel-Verdi).  
Il testo definitivo assegna ai Comuni la possibilità di dettare indicazioni sulla localizzazione delle sale da gioco, ad esempio lontano dalle scuole, definisce gli strumenti per il contrasto, la prevenzione, la riduzione del rischio della dipendenza in collaborazione con scuole, Enti locali, Ausl, Terzo settore e associazioni e lei misure sanitarie di cura e riabilitazione. .
Infine prevede che la Regione rilasci  un marchio (Slot freE-R) ai gestori di esercizi commerciali, circoli privati e di altri luoghi d'intrattenimento che scelgano di non installare apparecchiature per il gioco d'azzardo. La legge istituisce anche  un Osservatorio regionale, definisce le sanzioni per i trasgressori e impone a i gestori di frequentare corsi per aggiornarsi sui rischi del gioco.

Il Consigliere regionale  Giovanni FAVIA ha divulgato un suo comunicato sul gioco d’azzardo dal titolo  “PASSO AVANTI MA NON RISOLUTIVO. REGIONE ARRIVA TARDI”, in cui si legge:
Se la Regione avesse colto al volo il progetto di legge che presentai come primo firmatario oltre un anno fa sulle localizzazioni e avesse evitato di guardare alle bandierine anticipando i tempi, forse si sarebbe potuto fare qualcosa di più consistente.  Oggi abbiamo in mano delle frecce spuntate e con questa legge facciamo un piccolo passo avanti ma non risolveremo di certo il problema. Noi dobbiamo essere per il gioco misurato, consapevole e regolare e questo sarà possibile solo quando riusciremo a mettere in campo un sistema di tracciabilità che verifichi quanto la persona stia giocando e sia anche in grado di fermarla. E se non riusciremo a mettere un argine alla spesa del singolo, ci renderemo responsabili di tragedie personali che con l’acuirsi della crisi diventeranno sempre più drammatiche.

Michele Dell’Orco Deputato del Movimento 5 Stelle aggiunge:

Il gioco d’azzardo è un grave e conclamato problema sociale eppure, da parte del Governo, non c’è nessuna iniziativa a riguardo mentre viene conferita la delega sui  Monopoli, e quindi sui giochi, proprio ad Alberto Giorgetti, l’uomo che secondo le associazioni dei consumatori sarebbe molto vicino ai concessionari e sotto il cui governo, già in passato, si vide proliferare il settore. I primi di aprile il Movimento 5 stelle aveva già tentato di sollecitare il governo Letta con un'interrogazione presentata dalla deputata Maria Edera Spadoni ma che purtroppo non ha ottenuto ancora risposta.  Le famiglie  soffrono per la crisi economica eppure la spesa per il gioco d’azzardo cresce colpendo soprattutto le fasce più deboli e meno istruite. Secondo le stime del 2012 dei Monopoli di Stato, la spesa annua pro capite sul gioco d'azzardo è di 1703 euro mentre i costi sanitari e sociali complessivi causati in Italia da ludopatie sono stimabili tra i 5,5 e i 6,6 miliardi di euro. Cosa si aspetta ad intervenire? Senza parlare poi dell’evasione fiscale che ruota attorno al settore che, negli anni passati,  la Guardia di finanza ha calcolato in oltre 98 miliardi accertati. In questi giorni poi l’inchiesta “Rischiatutto” della procura Antimafia di Napoli, con i suoi 57 arresti, 165 indagati e 450 milioni di euro sequestrati alle cellule modenesi del clan dei Casalesi, riporta all'attenzione pubblica un tema un ben noto al nostro governo, quello dell’infiltrazione della criminalità organizzata nel settore dei giochi.