Nei comuni del distretto
sanitario di Casalecchio di Reno si registra ormai uno sfratto esecutivo al
giorno.
Questo è l’allarmante dato che il
coordinatore del ‘Centro per le vittime di reato e di calamità di Casalecchio
di Reno’, professor Gianni Devani ha utilizzato, durante una sua relazione al
Consiglio Comunale di Sasso Marconi, per
dare la misura della difficoltà in cui versa la società bolognese a seguito del
perdurare della crisi economica.
Il Centro, sorto da una costola
del Comitato per le vittime del Salvemini, è gestito da volontari e si propone
di affiancare le istituzioni nel difficile momento che stiamo vivendo per dare un
sostegno fattivo, compreso quello legale, alle vittime di reato e di calamità del
distretto di Casalecchio di Reno, che comprende oltre Casalecchio di Reno,
Sasso Marconi, Monte San Pietro, Zola Predosa, i comuni della Valle del
Samoggia, da Savigno e Bazzano, per un totale di circa 60.000 famiglie. Un’area
quindi neanche tanto vasta e notoriamente ricca.
Con il motto scherzoso, ma non
troppo, ‘Quando non sai dove sbattere la testa, da noi un muro lo trovi
sempre’, ogni giorno i volontari del Centro si trovano a contatto con i diversi
drammi sociali di cui quelli famigliari sono i più devastanti, ha spiegato
Devani. Il professore, dopo aver
spiegato che nel 2012 le richieste di sostegno
al Centro ‘sono esplose’ divenendo ben 345 nell’arco di un anno, ha
riferito che le più frequenti richieste di aiuto sono originate da drammi domestici
con conseguenze spesso terribili. A muovere la richiesta è un pestaggio, cui
segue la richiesta di allontanamento del soggetto manesco e assistenza legale e
psicologica per la vittima, anche con terapie di gruppo.
In forte incremento le truffe, la
principale delle quali è causata dalla accettazione di cambiare gestore di una
utenza. La vittima si trova poi a dover affrontare la richiesta di pagamento
dello stesso servizio da entrambi, il vecchio e il nuovo, gestori-fornitori.
Non mancano poi le vendite porta
a porta praticate da agenti di società fittizie che una volta raccolta la
caparra scompaiono lasciando gli acquirenti senza soldi e senza la merce
pattuita. Come i raggiri per lo più rivolti agli anziani, cui viene ‘scippata’
la firma di un acquisto del valore molto più basso di quanto sono stati
impegnati a pagare, come per esempio quello di ‘Bibbie dorate’.
C’è poi un dato che molto
preoccupa i soci, quello del ‘disagio sociale’ generato dalla perdita del
lavoro a fronte di impegni già presi. La quotidianità diventa ‘dramma’ e spesso
dietro ci sono minori che, più degli altri, ne risentono.
Il professor Devani ha auspicato
una celere soluzione della crisi in corso. La sua associazione cerca di
alleviare chi è in difficoltà anche con
‘il prestito d’onore’ cui ha impegnato in passato 20.000 euro e che quest’anno,
grazie all’aiuto della Regione, è lievitato con una disponibilità che è
arrivata a 130.000 euro. Per qualcuno è l’opportunità di superare il momento
difficile e di evitare di ‘dover sbattere la testa contro il muro’.