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domenica 17 marzo 2013

La crisi 'attanaglia' sempre più le famiglie.




Nei comuni del distretto sanitario di Casalecchio di Reno si registra ormai uno sfratto esecutivo al giorno.
Questo è l’allarmante dato che il coordinatore del ‘Centro per le vittime di reato e di calamità di Casalecchio di Reno’, professor Gianni Devani ha utilizzato, durante una sua relazione al Consiglio Comunale di Sasso Marconi,  per dare la misura della difficoltà in cui versa la società bolognese a seguito del perdurare della crisi economica.
Il Centro, sorto da una costola del Comitato per le vittime del Salvemini, è gestito da volontari e si propone di affiancare le istituzioni nel difficile momento che stiamo vivendo per dare un sostegno fattivo, compreso quello legale, alle vittime di reato e di calamità del distretto di Casalecchio di Reno, che comprende oltre Casalecchio di Reno, Sasso Marconi, Monte San Pietro, Zola Predosa, i comuni della Valle del Samoggia, da Savigno e Bazzano, per un totale di circa 60.000 famiglie. Un’area quindi neanche tanto vasta e notoriamente ricca.

Con il motto scherzoso, ma non troppo, ‘Quando non sai dove sbattere la testa, da noi un muro lo trovi sempre’, ogni giorno i volontari del Centro si trovano a contatto con i diversi drammi sociali di cui quelli famigliari sono i più devastanti, ha spiegato Devani.  Il professore, dopo aver spiegato che nel 2012 le richieste di sostegno  al Centro ‘sono esplose’ divenendo ben 345 nell’arco di un anno, ha riferito che le più frequenti richieste di aiuto sono originate da drammi domestici con conseguenze spesso terribili. A muovere la richiesta è un pestaggio, cui segue la richiesta di allontanamento del soggetto manesco e assistenza legale e psicologica per la vittima, anche con terapie di gruppo.

In forte incremento le truffe, la principale delle quali è causata dalla accettazione di cambiare gestore di una utenza. La vittima si trova poi a dover affrontare la richiesta di pagamento dello stesso servizio da entrambi, il vecchio e il nuovo, gestori-fornitori.
Non mancano poi le vendite porta a porta praticate da agenti di società fittizie che una volta raccolta la caparra scompaiono lasciando gli acquirenti senza soldi e senza la merce pattuita. Come i raggiri per lo più rivolti agli anziani, cui viene ‘scippata’ la firma di un acquisto del valore molto più basso di quanto sono stati impegnati a pagare, come per esempio quello di ‘Bibbie dorate’.

C’è poi un dato che molto preoccupa i soci, quello del ‘disagio sociale’ generato dalla perdita del lavoro a fronte di impegni già presi. La quotidianità diventa ‘dramma’ e spesso dietro ci sono minori che, più degli altri, ne risentono.

Il professor Devani ha auspicato una celere soluzione della crisi in corso. La sua associazione cerca di alleviare chi è in difficoltà  anche con ‘il prestito d’onore’ cui ha impegnato in passato 20.000 euro e che quest’anno, grazie all’aiuto della Regione, è lievitato con una disponibilità che è arrivata a 130.000 euro. Per qualcuno è l’opportunità di superare il momento difficile e di evitare di ‘dover sbattere la testa contro il muro’.