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mercoledì 27 novembre 2019

Il post sisma del 2012 in un convegno

La Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio informa:

Domani, giovedì 28 novembre, alle 18 , nel Salone d'Onore di Palazzo Dall'Armi Marescalchi, sede della Soprintendenza, si terrà un convegno su ' Ricostruzione post sisma 2012: il punto sui cantieri del mibact. Lʼattività ispettiva e di direzione tecnica degli uffici periferici del MiBACT nei cantieri post sisma'.

Il convegno è aperto a tutti. Per gli Ingegneri è obbligatoria l'iscrizione su https://formazione.ordingbo.it/
 
La Chiesa di S. Felice Vescovo a San Felice sul Panaro (MO)
Il terremoto del 20 e 29 maggio 2012  investì le province di Modena, Ferrara, Reggio Emilia e Bologna colpendo 55 comuni e i 4 capoluoghi. In questi sette anni gli uffici periferici del MiBACT hanno concorso alla raccolta dei dati, alle procedure ricostruttive formali e agli sforzi dispiegati per ricostruire abitazioni, imprese, opere pubbliche e beni artistici e storici e artistici.
Il convegno vuole presentare al pubblico i risultati, in termini di tutela e miglioramento delle conoscenze storiche e tecniche, dell'attività di ispezione e direzione tecnica dei cantieri post sisma svolti da questi uffici.
In questa occasione si farà un consuntivo generale dell'attività degli uffici periferici del MiBACT che nella ricostruzione post sisma 2012 hanno attivato numerosi cantieri sia pubblici che privati e un consistente numero di cantieri condotti direttamente dal MiBACT.
Alla luce dei casi emblematici presentati nel convegno sarà possibile riflettere da un lato su alcuni cantieri direttamente seguiti dalla stazione appaltante Segretariato Regionale con i funzionari architetti della Soprintendenza coinvolti in qualità di professionisti tecnici, dall'altro sulle tematiche di livello trasversale che scaturiscono dall'attività di vigilanza sui cantieri pubblici allestiti per la ricostruzione post sisma.
Programma del Convegno
Introduce Cristina Ambrosini, Soprintendente della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara (SABAP-BO) che parlerà del ruolo del Segretariato Regionale nel coordinamento dei cantieri e degli appalti

Corrado Azzollini, Direttore del Segretariato regionale del MiBACT per lʼEmilia-Romagna, tratterrà di L'attività di valutazione progetti e gli orientamenti per la ricostruzione di questi anni

Quindi intervento di Keoma Ambrogio , Architetto SABAP-BO
Casi esemplificativi
Reggiolo (Reggio Emilia): il centro storico e la ricostruzione post-sisma, rapporti di cooperazione tra entiAlessandra Alvisi e Valentina Oliverio, Architetti SABAP-BO
Edifici religiosi nel ferrarese: le finiture interne tra puliture e riscoperteMaria Luisa Laddago, Architetto SABAP-BO
Chiesa di S. Francesco a Ferrara: Il restauro post sisma tra consolidamenti e scopertePaola Zigarella, Architetto SABAP-BO
Chiesa di S. Francesco a Mirandola (Modena): stato di fatto e prospettiveFrancesca Tomba, Architetto SABAP-BO
Chiesa di S. Bartolomeo a Finale Emilia (Modena): il processo di analisi preliminare al progetto di miglioramento sismicoEmanuela Storchi, Architetto SABAP-BO
 


Per info convegno e logistica: Katia Miele 0516451311 dalle 9 alle 13 okatia.miele@beniculturali.it
 


giovedì 24 ottobre 2019

Una conversazione sul glamour e le sue sfaccettature con l'archeologa Cinzia Cavallari e la storica dell'arte Anna Stanzani

Dai gioielli e accessori rinvenuti negli scavi archeologici ai documenti di età moderna che descrivono i sontuosi armadi delle donne bolognesi. Protagonista la nobildonna Nicolosa Sanuti, moglie del primo conte della Porretta, passata alla storia per uno scontro con il Cardinale Bressanone in difesa della 'femminilità e delle esigenze della donna.
La Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio di Bologna infoirma:


Domani, venerdì 25 ottobre, alle 16.30, nel Palazzo Dall’Armi Marescalchi in via IV Novembre, 5 a Bologna, si terrà una  conferenza sul tema 'Gli inganni dell’esteriorità: moda ed economia dalla tarda antichità all’Ottocento'



E’ a partire dagli ultimi secoli del Medioevo che si consolidano i codici basati su colori, tessuti o fogge delle vesti, finalizzati a rendere riconoscibili gerarchie e funzioni anche se l’abbigliamento connotava il rango degli individui fin dall’antichità.
L'incontro con l'archeologa Cinzia Cavallari e la storica dell'arte Anna Stanzani entrerà nei bauli di nobildonne e illustri personaggi del passato, dalla tarda antichità al XIX secolo, con l’intento di svelare i segreti della moda che da sempre coniuga elementi diversi: materie prime e lavorazione ma anche economia e gerarchie sociali.
Dai gioielli ed elementi d'abbigliamento provenienti dai contesti archeologici di Spilamberto, Imola e altri siti della regione alla lettura degli atti notarili e altri documenti di età moderna che danno conto dei sontuosi armadi delle donne bolognesi.
Con un curioso cameo dedicato alla disputa tra la nobildonna Nicolosa Sanuti, moglie del primo Conte della Porretta, e il  cardinale legato di Bologna, Bessarione, che nel 1453 aveva emanato norme suntuarie tese a limitare le eccessive ostentazioni dell'abbigliamento, soprattutto di quello femminile. Con l'orazione passata alla storia con il nome di Orazione per la restituzione de' vani ornamenti, la Sanuti -femminista ante litteram- contestò al cardinale in perfetto latino gli assunti teorici alla base della sua politica, sottolineando l'ingiustizia di obbligare le bolognesi ad adottare costumi diversi e più modesti di quelli di tutte le altre italiane e rimarcando quanto fosse intollerabile togliere alle donne gli abiti e i gioielli simbolo della loro femminilità quando già era loro impedito di vestire i panni di  magistrati, sacerdoti e militari.

L'ingresso è libero e gratuito


A cura della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara nell’ambito della XVI edizione della "Festa internazionale della storia" che si tiene a Bologna dal 19 al 27 ottobre 2019


giovedì 13 giugno 2019

Sotto-Sopra: ricerca archeologica e narrazione del passato

Domani, venerdì 14 giugno, alle 15.30, il Salone d’onore di Palazzo dall’Armi Marescalchi
Sede della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio in Bologna via IV novembre n. 5, ospita “Sotto-Sopra: ricerca archeologica e narrazione del passato”: un incontro con archeologi, restauratori e rappresentanti di enti locali moderato dalla Soprintendente Cristina Ambrosinisi

Ingresso libero

Lo scavo della terramara
 di Malalbergo

Partendo dall’illustrazione di alcuni scavi, gli archeologi spiegheranno le principali tematiche che devono quotidianamente affrontare. Lo scavo di una stazione di posta romana (una mansio) a Castelfranco Emilia sarà l’occasione per parlare di archeologia preventiva e di ciò che comporta mentre l’indagine di una terramara a Malalbergo mostrerà le sfide, i problemi e le soluzioni di uno scavo condotto a grandi profondità. Un importante intervento di archeologia privata (lo scavo di un cimitero ebraico medievale in via Orfeo a Bologna) consentirà di illustrare quanto l’integrazione di diverse discipline sia fondamentale per una migliore comprensione dei dati di scavo ma anche come relazionarsi con un’importante comunità religiosa; infine, la pubblicazione dello scavo di via Fondazza a Bologna aiuterà a capire come possono essere riletti e diffusi i risultati di un’indagine condotta trent’anni fa.
Si cercherà anche di spiegare come e quanto sia cambiata negli ultimi decenni la professione dell’archeologo, come si sia evoluta in funzione delle "nuove" metodologie d'indagine e del rapporto con esperti di altre discipline, e quanto sia importante la collaborazione con i restauratori, a loro volta impegnati in continui aggiornamenti sulle più innovative soluzioni tecnologiche.
 
Lo scavo degli anni Ottanta 
in via Fondazza. Grandezza
 del passato che emerge 
dal sottosuolo si confronta 
e dialoga con il degrado
 degli edifici in superficie
Grazie alla presenza del direttore dell’IBC Laura Moro sarà aperta un’ulteriore finestra sul rapporto tra musei, comunità e territorio, con particolare attenzione al delicato tema della restituzione alla collettività del patrimonio archeologico rinvenuto o restaurato tramite mostre, incontri ed eventi ma anche grazie alle pubblicazioni di cui la soprintendenza è particolarmente feconda.
Archeologia a tutto tondo, insomma, che non è solo scoprire, conoscere e proteggere ma continuo confronto con l’applicazione di norme, l’adozione delle pratiche più virtuose e l’ascolto dei propri interlocutori, siano enti pubblici, privati cittadini, terzo settore o sponsor
 


Scaletta degli interventi:

15:30 – Cristina Ambrosini, Soprintendente Archeologia, belle arti e paesaggio
Introduzione alla giornata: obiettivi, ruolo e lavoro della Soprintendenza archeologica

15:45 – Laura Moro, Direttore IBC
Il ruolo dell’IBC nel rapporto tra Musei-comunità-territorio

16:00 – Chiara Guarnieri, Archeologa SABAP-BO
La professione dell’archeologo

16.15 – Monica Miari, Archeologa SABAP-BO
Caso per caso. Ogni scavo è diverso: norma, contesto, strategia d’intervento

16:30 – Sara Campagnari, Valentina Manzelli, Archeologhe SABAP-BO
Archeologia preventiva: la mansio di Forum Gallorum a Castelfranco Emilia

16:45 – Monica Miari, Tiziano Trocchi, Rossana Gabusi, Archeologi SABAP-BO
Archeologia in profondità: un abitato del II Millennio a Ponticelli di Malalbergo

17:15 – Renata Curina, Valentina Di Stefano, Archeologhe SABAP-BO
Archeologia privata: il cimitero ebraico medievale di via Orfeo a Bologna

17:30 – Diana Neri, Direttore del Museo Archeologico di Castelfranco Emilia
Archeologia recuperata: lo studio dello scavo di Via Fondazza a Bologna, un’indagine degli anni ’80

17:45 – Mauro Ricci, Virna Scarnecchia, Restauratori SABAP-BO
Il lavoro dei restauratori su oggetti e aree archeologiche

18:05 – Annalisa Capurso, Archeologa SABAP-BO
Le pubblicazioni archeologiche della Soprintendenza

18:10 – Dibattito

lunedì 30 aprile 2018

Il Primo Maggio a Marzabotto è anche la festa degli Etruschi

Museo Nazionale Etrusco "Pompeo Aria" e area archeologica dell’antica città di Kainua aperti dalle 11 alle 18.30  e in più, domenica 6 maggio,  ingresso gratuito per l’intera giornata

Bronzetti votivi esposti nel Museo
di Marzabotto ( foto Iago Corazza)
 Polo Museale dell’Emilia-Romagna e la Soprintendenza Archeologia informano 

Anche il Primo Maggio il Museo Nazionale Etrusco "Pompeo Aria" di Marzabotto e l'area archeologica dell'antica città di Kainua sono aperti dalle 11 alle 18.30 con biglietto d’ingresso ordinario di € 3,00.
Inoltre domenica 6 maggio ingresso gratuito dalle 11 alle 18.30 grazie all'iniziativa del MiBACT #domenicalmuseo che prevede l’ingresso gratuito in tutti i luoghi della cultura statali la prima domenica di ogni mese.
Due ragioni in più per visitare il vasto pianoro su cui si snodano i resti dell’abitato e le ampie strade, salire alle costruzioni sacre dell’acropoli e ridiscendere alle aree funerarie situate subito al di fuori della città dei vivi.

Nel museo dedicato a Pompeo Aria, organizzatore del primo nucleo della collezione, si possono ammirare le suggestive testimonianze della vita della città che prosperò dalla fine del VI alla metà del IV secolo a.C., con i ricchi corredi delle necropoli, le ricostruzioni di tetti e degli alzati delle case, le statuette votive in bronzo e una preziosa testa di Kouros, insieme a testimonianze dal territorio circostante, tra cui gli splendidi corredi funerari recuperati a Sasso Marconi.

info 051 932353
pm-ero.museonazionaletrusco@beniculturali.it 




mercoledì 20 settembre 2017

Presentazione del restauro della Specola di Bologna, l’Osservatorio Astronomico della città, dopo il terremoto di cinque anni fa. Interventi di Roberto Balzani, Paola Zigarella e Gerardo Mastropaolo.

La Soprintendenza Archeologia e il Sistema Museale di Ateneo - Università di Bologna informano:

  
Sabato prossimo, 23 settembre, alle 10.30, si terrà un incontro/confronto sull’intervento di restauro della Specola di Bologna, interessata dal sisma di cinque anni fa.

L’appuntamento è nella Sala di Ulisse (Via Zamboni 33, piano terra) con interventi di Roberto Balzani, Presidente Sistema Museale di Ateneo dell'Università di Bologna, Paola Zigarella, della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara e Gerardo Mastropaolo, Area Edilizia e Logistica dell'Università di Bologna.


Info 051 2099610, sma.museizamboni33@unibo.it

I lavori di costruzione della torre della Specola ebbero inizio nel 1712, su progetto dell’architetto Giuseppe Antonio Torri. L’osservatorio astronomico di Bologna doveva sorgere sul cinquecentesco Palazzo Poggi dove, nel 1711, venne fondato da Luigi Ferdinando Marsili l’Istituto delle Scienze.
L’edificio fu terminato nel 1726 da Carlo Francesco Dotti e nello stesso anno cominciarono le osservazioni di Eustachio Manfredi, primo scienziato a condurre ricerche astronomiche, su incarico di Marsili.
Uno dei contributi più importanti che Manfredi diede a questi studi, fu la pubblicazione del catalogo astronomico Ephemerides Bononienses, tra i più accurati del Settecento. Grazie alle sue osservazioni sui moti apparenti delle stelle, riuscì anche a verificare il moto della Terra intorno al Sole.
La torre astronomica ospita il Museo della Specola dal 1979 e ancora oggi è possibile vedere gli antichi strumenti nelle stesse sale in cui venivano utilizzati dagli astronomi bolognesi dei secoli precedenti.
Tra gli ambienti più suggestivi è senz’altro da ricordare la Sala della Meridiana, costruita nel 1727 per osservare gli astri nel momento di massima altezza sull’orizzonte. Il pavimento attuale risale al 1742 quando l’artista Ercole Lelli realizzò la meridiana in ottone, utilizzata fino alla metà del Novecento per segnalare quotidianamente alla cittadinanza il mezzogiorno.
Proprio sopra questa sala si trovavano lo studio e l’abitazione dell’astronomo.
Accanto alla Sala della Meridiana trova posto il Telescopio a tasselli ideato da Guido Horn d’Arturo e realizzato nel 1952. Con 61 tasselli esagonali si riuscì a creare uno strumento di osservazione di 1,81 m di diametro superando le difficoltà tecniche di realizzazione degli specchi monoblocco. L’invenzione di Horn è considerata oggi anticipatrice dei moderni telescopi a più specchi.
Oltre a strumenti per lo studio e l’osservazione del cielo, il Museo conserva antichi globi, sfere armillari e carte geografiche. Di eccezionale valore sono due rare carte cinesi risalenti ai primi anni del XVII secolo, una delle quali fu realizzata a Pechino dal gesuita Matteo Ricci nel 1602 (se ne conoscono solo altri sei esemplari nel mondo).
Percorrendo la scala elicoidale che conduce alla terrazza della Specola, da cui si gode di una splendida e insolita vista sulla città, è possibile seguire l’esperimento che, nel 1790, portò Giovan Battista Guglielmini a ideare una prova empirica per dimostrare la rotazione della Terra grazie alla misurazione della deviazione dalla verticale dei gravi in caduta libera.

lunedì 13 marzo 2017

Il 14 marzo, prima Giornata Nazionale del Paesaggio, gli architetti della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio illustrano le problematiche della tutela del paesaggio.

La Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio  informa:
 
Soprintendenze aperte, domani 14 marzo, dalle 9 alle 11 e i funzionari della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio di Bologna illustranno al pubblico le procedure e il lavoro di tutela del paesaggio.


  
Il paesaggio è parte integrante del patrimonio culturale del nostro Paese, il prodotto di un processo di accumulazione e stratificazione misurabile in generazioni. Come e più che in altri paesi, questo patrimonio immenso e universalmente riconosciuto per la sua unicità è un elemento fondativo dell’identità nazionale che incide profondamente sulla qualità della vita individuale e collettiva degli italiani. Saperlo salvaguardare significa non solo preservarne la storia e la memoria ma consegnare alle generazioni future la cultura di un uso consapevole del territorio e la capacità di agire secondo i dettami di uno sviluppo sostenibile. Lo dice anche l’articolo 9 della Costituzione che nel prescrivere la sua tutela sancisce di fatto il diritto dei cittadini di oggi e di domani alla storia e alla bellezza.
Presidi di questa tutela sono anche le Soprintendenze che, pur tra mille difficoltà e scarsità di risorse, riconoscono e custodiscono questo straordinario bene pubblico.
In occasione della prima Giornata Nazionale del Paesaggio, istituita nel 2016 dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio di Bologna aderisce al progetto “Soprintendenze aperte” aprendo al pubblico i propri uffici dalle 9 alle 11 di via IV Novembre 5 a Bologna per illustrare ai cittadini le procedure relative al paesaggio e il complesso lavoro di tutela di questa straordinaria eredità materiale della nostra storia.


L'ingresso libero
Info 0516451311

Il coordinamento è dell’arch. Leonardo Marinelli



sabato 4 marzo 2017

Domani a Marzabotto l'incontro con 'gli Etrusci' è gratis.

La Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio informa che domani, domenica 5 marzo, per iniziativa del MiBACT #domenicalmuseo, l'ingresso all'antica città etrusca di Kainua e al Museo Etrusco 'Pompeo Aria' di Marzabotto sarà gratuito per l'intera giornata.

Il museo è aperto dalle 9 alle 17.30; l'area archeologica dalle 8 alle 17.30.

Anche l'8 marzo, giornata internazionale della Donna, l'ingresso sarà gratuito per tutte le donne.


Ciò che fa di Marzabotto, l’antica Kainua, una testimonianza unica nell’ambito della civiltà etrusca è la straordinaria conservazione dell’impianto originale della città, scandito dalle ampie strade che si incrociano ortogonalmente, suddividendo in modo regolare lo spazio urbano orientato secondo i canoni dell’etrusca disciplina.

Un motivo in più per visitare il vasto pianoro su cui si snodano i resti dell’abitato e le ampie strade, salire alle costruzioni sacre dell’acropoli e ridiscendere alle aree funerarie situate subito al di fuori della città dei vivi.
Nel museo dedicato a Pompeo Aria, organizzatore del primo nucleo della collezione, si possono ammirare le suggestive testimonianze della vita della città che prosperò dalla fine del VI alla metà del IV secolo a.C., con i ricchi corredi delle necropoli, le ricostruzioni di tetti e degli alzati delle case, le statuette votive in bronzo e una preziosa testa di Kouros, insieme a testimonianze dal territorio circostante, tra cui gli splendidi corredi funerari recuperati a Sasso Marconi.

 
info 051 932353