Visualizzazione post con etichetta Università di Bologna. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Università di Bologna. Mostra tutti i post

venerdì 19 giugno 2026

"Rocchetta Mattei, nasce la Scuola del Costruito Storico: l’Università di Bologna forma i professionisti del futuro per i borghi dell’Appennino".

 Il 25 giugno 2026  presentazione del percorso dedicato al recupero e alla conservazione del patrimonio storico appenninico. Cinque mesi di lezioni, 10 CFU e una formazione interdisciplinare tra università, professionisti e imprese del territorio.

Sarà la suggestiva cornice della Rocchetta Mattei a ospitare, giovedì 25 giugno 2026 dalle ore 14 alle 18, l'evento ufficiale di lancio del Corso di Alta Formazione in Recupero e Conservazione del Patrimonio Storico dell'Appennino, promosso dall'Università di Bologna – Dipartimento di Architettura nell'ambito della Scuola del Costruito Storico dell'Appennino.

L'incontro, aperto al pubblico con ingresso libero, rappresenterà un'importante occasione per conoscere nel dettaglio il nuovo percorso formativo, approfondirne contenuti e obiettivi e confrontarsi direttamente con i docenti universitari, i professionisti e i partner coinvolti nel progetto. Durante il pomeriggio saranno presentati il calendario delle attività, l'articolazione dei moduli didattici e le opportunità professionali offerte da un'iniziativa che punta a formare nuove competenze specialistiche per la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico dell'Appennino Tosco-Emiliano.

Il corso costituisce il livello universitario avanzato della Scuola del Costruito Storico dell'Appennino, progetto che nasce con l'obiettivo di creare una filiera formativa integrata capace di mettere in relazione ricerca accademica, saperi artigianali e pratica di cantiere.

Un ruolo centrale è svolto da IIPLE – Istituto Istruzione Professionale Lavoratori Edili di Bologna, che coordina i percorsi tecnico-pratici e la fase sperimentale della Scuola, favorendo il dialogo tra formazione professionale e alta formazione universitaria.

Il Corso di Alta Formazione, progettato e realizzato dall'Università di Bologna, riconosce 10 Crediti Formativi Universitari (CFU), ha una durata di cinque mesi ed è erogato in lingua italiana. L'obiettivo è fornire competenze avanzate nel recupero, nella conservazione e nel restauro del patrimonio edilizio storico, con particolare attenzione alle specificità architettoniche, paesaggistiche e culturali dell'Appennino.

Il programma affronta il tema della conservazione sia alla scala del singolo manufatto sia a quella dei sistemi insediativi complessi, come borghi e nuclei storici, dedicando inoltre una particolare attenzione al paesaggio rurale.

L'approccio didattico integra competenze storiche, tecniche, costruttive e prestazionali secondo una visione interdisciplinare orientata al recupero sostenibile e alla valorizzazione del patrimonio esistente. Le attività formative alterneranno lezioni teoriche, laboratori progettuali, revisioni con i docenti e momenti di confronto con professionisti e aziende del settore.

Le lezioni si svolgeranno in modalità mista, online e in presenza presso la Casa delle Arti di Grizzana Morandi, con una frequenza obbligatoria pari al 70%.

Il percorso è articolato in tre moduli principali.

Il primo, "Comprendere il paesaggio e il costruito appenninico", fornirà gli strumenti culturali e metodologici per interpretare la storia del territorio, le dinamiche insediative, il paesaggio e le strategie contemporanee dell'abitare in montagna, attraverso l'analisi di casi studio e attività di ricerca.

Il secondo modulo, "Conoscenza e miglioramento prestazionale degli edifici esistenti", approfondirà gli aspetti tecnici del costruito storico: rilievo, analisi costruttiva, diagnostica dei dissesti, interventi strutturali e conservativi, materiali tradizionali, normativa ambientale e strategie per l'efficientamento energetico.

Il terzo modulo, "Recupero dell'edilizia tradizionale: casi teorici, pratici e normativa", sarà dedicato allo sviluppo di progetti su casi reali. Sono previste visite in cantiere, dimostrazioni pratiche realizzate in collaborazione con IIPLE e Mazzetti Marmi, oltre a una visita guidata al borgo di Campolo. Il percorso si concluderà con la presentazione pubblica degli elaborati progettuali e un confronto con professionisti e imprese del settore.

Iscrizioni aperte fino al 23 luglio

Il corso prenderà avvio nel settembre 2026 e accoglierà un massimo di 25 partecipanti.

Informazioni principali

·         Inizio corso: settembre 2026

·         Termine iscrizioni: 23 luglio 2026

·         Durata: 5 mesi

·         Crediti formativi: 10 CFU

·         Numero massimo partecipanti: 25

·         Lingua: italiano

·         Modalità: mista (online e in presenza presso la Casa delle Arti di Grizzana Morandi)

·         Frequenza obbligatoria: 70%

Il Corso di Alta Formazione rappresenta una delle azioni strategiche della Scuola del Costruito Storico dell'Appennino, prevista dal progetto pilota PNRR "Da Campolo l'arte fa Scola", promosso dal Comune di Grizzana Morandi nell'ambito dell'investimento M1C3 – Misura 2.1 "Attrattività dei Borghi Storici" finanziato da Next Generation EU.

Un'iniziativa che punta a formare nuove professionalità capaci di coniugare conservazione, innovazione e sviluppo sostenibile, contribuendo alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio storico e culturale dell'Appennino.

sabato 20 dicembre 2025

Debutta 'Bernina', una nuova varietà di mela nata all'Università di Bologna

Frutto della ricerca insieme alla Fondazione Fojanini di Sondrio e Ersaf Lombardia

 


Debutta in questi giorni in Valtellina 'Bernina', la nuova varietà di mela nata all'Università di Bologna.

Il frutto, spiegano dall'ateneo emiliano, risulta "croccante, succoso, con buccia rosa-rosso brillante e sapore dolce-acidulo ed è il risultato di anni di ricerca sviluppati dal Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari dell'Alma Mater insieme alla Fondazione Fojanini di Sondrio, Ersaf Lombardia e i produttori del territorio".

Nel dettaglio, viene evidenziato in una nota, la varietà è stata ottenuta incrociando Primiera e Cripps Pink. Scelta nel 2020 dalla Fondazione Fojanini con il sostegno di Regione Lombardia, è stata sperimentata in campo per creare una filiera produttiva esclusiva in Valtellina, dove esprime il massimo potenziale grazie alle condizioni climatiche del territorio.

"È una grande soddisfazione poter contribuire a un progetto complesso di sviluppo territoriale", dicono Roberto Gregori, Stefano Tartarini e Silviero Sansavini, che hanno sviluppato il progetto all'università bolognese. "Oggi vediamo con soddisfazione Bernina nei primi punti vendita valtellinesi e lombardi, ma è solo il primo passo - osserva nella nota Fernando Baruffi, presidente della Fondazione Fojanini - : il territorio produce la mela in esclusiva e saremo impegnati nel promuoverla". (ANSA)  

lunedì 10 aprile 2023

Una nuova idea di frutteto per combattere il cambiamento climatico

Guidata dall’Università di Bologna, l’iniziativa darà vita a piantagioni sperimentali con l’obiettivo di offrire agli agricoltori un agroecosistema alternativo per la produzione di frutta di alta qualità, che sia resiliente e adatto a diverse aree produttive



Una nuova idea di frutteto per combattere le conseguenze del cambiamento climatico, dagli eventi meteo estremi, alla perdita di biodiversità, fino alla crisi idrica. Ci stanno lavorando gli studiosi di DREAM (Diversified orchards for REsilient and sustAinable Mediterranean farming systems), progetto di ricerca promosso da PRIMA Foundation e guidato dall’Università di Bologna. L’obiettivo è offrire agli agricoltori un agroecosistema alternativo per la produzione di frutta di alta qualità, che sia resiliente e adatto a diverse aree produttive.

I primi test saranno fatti in Italia e in Marocco, che ospiteranno piantagioni sperimentali di meli, mentre in Spagna saranno piantate piantagioni di peri. Proprio in questi giorni, nell’Azienda agraria dell’Alma Mater, a Bologna, è in corso la messa a dimora del meleto sperimentale che permetterà di monitorare l’efficienza fisiologica, produttiva e qualitativa del nuovo agroecosistema.

“A causa del cambiamento climatico sono oggi necessarie misure di adattamento che permettano ai frutticoltori un approccio più resiliente agli stress biotici e abiotici e agli eventi estremi”, spiega Brunella Morandi, professoressa al Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari dell’Università di Bologna e coordinatrice del progetto. “Per questo vogliamo dare vita a una nuova tipologia di frutteto, con varietà diverse e scalari, che fioriscono e maturano in diversi momenti della stagione, così che, nel caso in cui il clima sorprenda con gelate tardive, ondate di calore o stress idrici eccessivi, il danno sia limitato solo alle piante che si trovano nella fase più sensibile”.

Le varietà di alberi da frutto testate sono in alcuni casi nuove e in altri antiche, ma tutte accomunate da un'elevata qualità e dalla capacità di resistere alle più comuni patologie fungine. Gli studiosi stanno pensando inoltre al tema della perdita di biodiversità, e per questo i frutteti saranno arricchiti da un mix di piante e fiori in grado di attirare gli insetti impollinatori e le diverse specie di insetti utili, antagonisti naturali di quelli dannosi. E, in tempi di crisi idrica, un’attenzione particolare sarà dedicata anche all’irrigazione, con sistemi innovativi, pensati per risparmiare acqua e aumentare al contempo la qualità dei frutti.

Questo nuovo agroecosistema è pensato in particolare per piccole aziende a conduzione familiare, che nel panorama europeo rappresentano circa la metà di tutte le aziende agricole. A loro, gli studiosi offriranno anche indicazioni per accompagnare tutto il percorso del prodotto, dal frutteto fino al consumatore finale, con strategie di marketing mirate per dare modo ai cittadini di comprendere il valore aggiunto della frutta che cresce in queste piantagioni.

“Vogliamo stimolare un cambio di paradigma, perché è importante avere a disposizione soluzioni alternative e nuove idee con cui poter fare fronte in modo efficace a un contesto in cui il clima diventa sempre più imprevedibile”, aggiunge Morandi. “Per questo, i risultati delle sperimentazioni che stiamo mettendo in campo ci forniranno certamente informazioni e strumenti utili per migliorare la sostenibilità dei frutteti e la loro resilienza nei confronti dei cambiamenti climatici”.

lunedì 14 novembre 2022

Un nuovo bersaglio per la lotta contro il tumore al polmone

Uno studio guidato dall’Università di Bologna ha dimostrato come il nichel – sostanza coinvolta nello sviluppo del cancro polmonare – si lega a una specifica porzione della proteina chiamata NDRG1. I risultati potrebbero avere conseguenze rilevanti nella ricerca farmacologica per la lotta ai tumori


Il nichel è una sostanza carcinogena presente sia nel fumo di sigaretta che nell’inquinamento atmosferico: entrambi fattori che possono indurre lo sviluppo del cancro al polmone, prima causa di morte correlata a tumori a livello globale. Non sono però ancora chiari i meccanismi attraverso i quali il nichel favorisce lo sviluppo di cellule tumorali.


Un importante passo avanti su questo tema arriva ora da un gruppo di ricerca guidato da studiosi dell’Università di Bologna, che ha studiato un possibile collegamento tra la presenza di nichel e l’azione di una particolare proteina chiamata NDRG1. I risultati ottenuti – pubblicati sulla rivista Biomolecules – identificano quindi un possibile bersaglio per la lotta contro il tumore al polmone, con conseguenze rilevanti per la ricerca farmacologica.

"Bersagliare la proteina NDRG1, che è coinvolta sia nella risposta cellulare al nichel che nella trasformazione tumorale, potrebbe essere una strategia per combattere il cancro al polmone", spiega Barbara Zambelli, professoressa al Dipartimento di Farmacia e Biotecnologie dell’Università di Bologna, che ha coordinato la ricerca. "Riuscire ad individuare nel dettaglio il ruolo che gioca questa proteina nel processo di cancerogenesi a livello cellulare, molecolare e strutturale è infatti molto importante per mettere a punto farmaci che possano modularne o inibirne l’azione".

Il nichel è un metallo essenziale per la vita degli organismi unicellulari e delle piante, ma negli animali superiori come i mammiferi è associato allo sviluppo di diverse patologie. Gli effetti tumorali del nichel sui tessuti respiratori nell'uomo sono noti da oltre trent'anni e derivano principalmente dall'assunzione di questa sostanza per via inalatoria, ad esempio attraverso il fumo di sigaretta o per la sua presenza tra le polveri sottili in atmosfera.

"Oggi sappiamo che l'esposizione al nichel inganna le cellule facendole sentire povere di ossigeno, e questo provoca una serie di eventi che, a cascata, favoriscono la trasformazione tumorale", dice ancora Zambelli. "Inoltre, il nichel provoca tumori anche attraverso la sua capacità di legare alcune proteine, in modo non fisiologico, alterandone la funzione".

In entrambi i casi tra le proteine coinvolte c'è NDRG1, la cui presenza in quantità elevate è correlata ad una prognosi sfavorevole nei casi di tumore al polmone. Gli studiosi si sono quindi chiesti in che modo questa proteina favorisca la trasformazione tumorale e in che modo la presenza del nichel modifichi le sue funzioni.

"Abbiamo osservato che NDRG1 contiene, nella sua parte terminale, una lunga regione molto flessibile, che definiamo 'intrinsecamente disordinata'", spiega Stefano Ciurli, professore al Dipartimento di Farmacia e Biotecnologie dell'Alma Mater, co-coordinatore dello studio. "È questa particolare regione che, in base alle sue caratteristiche peculiari, potrebbe essere direttamente responsabile della funzione specifica della proteina".

Attraverso una combinazione di tecniche biofisiche e di studi cellulari, gli studiosi hanno infatti dimostrato che il nichel si lega proprio alla specifica porzione terminale della proteina. E con esperimenti di risonanza magnetica nucleare (NMR) sono anche riusciti a mappare il sito di legame sulla sequenza proteica.

"Questi risultati sono un primo fondamentale passo per comprendere, a livello molecolare, l’azione della proteina NDRG1 all’interno della cellula", conclude Zambelli. "Si tratta di risposte che possono aiutarci a capire il ruolo del nichel nel processo tumorale e possono quindi favorire lo sviluppo di strumenti farmacologici efficaci".

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Biomolecules con il titolo “The Ni(II)-Binding Activity of the Intrinsically Disordered Region of Human NDRG1, a Protein Involved in Cancer Development”. Realizzata da un gruppo del Dipartimento di Farmacia e Biotecnologie dell’Università di Bologna, co-coordinato da Stefano Ciurli Barbara Zambelli, in collaborazione con Vittoria Cenni dell’Istituto di Genetica Molecolare del CNR di Bologna e Mario Piccioli dell’Università di Firenze, la ricerca è stata finanziata dalla Fondazione Carisbo e ha beneficiato dell’accesso alla strumentazione NMR grazie a INSTRUCT, una piattaforma europea di infrastrutture per la ricerca.

(Proposto da Dubbio)

giovedì 30 settembre 2021

Bella notizia: Bologna tra le migliori Business School al mondo

 Ricevuto l'accreditamento Equis, lo ha solo 1% scuole manageriali



 La Bologna Business School entra nel novero delle migliori Business School al mondo: l'istituto emiliano ha ricevuto l'accreditamento Equis riconosciuto alle realtà internazionali i che rispettano i più rigorosi requisiti di qualità.

    L'accreditamento è assegnato da Efmd, l'organismo internazionale composto da circa 1.000 scuole di formazione manageriale che verifica il raggiungimento e la manutenzione di elevati standard Si tratta di un riconoscimento esclusivo - il percorso di accreditamento alla certificazione Equis è durato circa 3 anni - ottenuto da appena l'1% delle Business School nel mondo.

"Siamo molto orgogliosi, anche se questa non è una medaglia ma l'inizio di una nuova fase di forte responsabilità", osserva Massimo Bergami, rettore della Bologna Business School. "È un risultato raggiunto da un grande team che include i nostri Soci, la Governance, i docenti, lo staff, i business partner e gli alumni della Scuola".
    L'istituto, aggiunge il rettore dell'Università di Bologna, Francesco Ubertini, "rappresenta una grande risorsa per l'Ateneo e per il territorio. Oggi, è riconosciuto come una Business School internazionale e potrà in questo modo portare a Bologna ancora più studentesse e studenti dall'estero e sostenere le imprese nelle sfide dell'internazionalizzazione, della sostenibilità e dell'intelligenza artificiale".
    "Tutti i sistemi economici competitivi si basano su capitale umano che sappia coniugare le competenze tecniche con quelle imprenditoriali - sottolinea l'ex premiere, Romano Prodi, Presidente del Collegio di Indirizzo di Bologna Business School -: le Business School svolgono un ruolo fondamentale nella creazione di questo capitale umano, una risorsa indispensabile allo sviluppo dell'economia italiana ed europea" La Bologna Business School è una fondazione di partecipazione che coinvolge ogni anno oltre 2.000 partecipanti ai propri corsi, rivolti a studenti che hanno un'età media intorno ai 25 anni e provengono da 47 paesi al mondo e ha appena celebrato i primi 20 anni di attività.

 

lunedì 8 marzo 2021

Vaccinazioni anti-COVID 19, al via da oggi, 8 marzo, la campagna per il personale dell’Università di Bologna

Sono state somministrate oggi le prime dosi del vaccino Astra Zeneca al personale dell’Università di Bologna, presso l’hub vaccinale in Fiera a Bologna. La campagna, che interessa circa 12 mila persone, entrerà a pieno regime dopodomani, 10 marzo, con 200 vaccinazioni al giorno. A Bologna, solo nel weekend, registrate 3.600 prenotazioni.

“Oggi è davvero una bella giornata - ha dichiarato il Rettore Francesco Ubertini -  perché è partita ufficialmente la campagna vaccinale dell’Università di Bologna presso i centri vaccinali messi a disposizione dalle Ausl di Bologna e della Romagna. In meno di 24 ore dalla comunicazione della Regione abbiamo avviato un sistema per registrare le adesioni che, nel solo fine settimana, hanno superato, per Bologna e la Romagna, quota 4.500. Ho potuto constatare di persona l’ottima organizzazione del Centro vaccinale allestito alla Fiera. Questo è un passo decisivo per sconfiggere il virus e, per noi, per continuare a garantire tutte le nostre attività in presenza”.

“La partenza immediata della campagna vaccinale rivolta all’Università di Bologna dimostra, una volta di più della straordinaria potenza della nostra macchina vaccinale - è il commento di Paolo Bordon, Direttore generale dell’Azienda Usl di Bologna - Solo vaccinando il più rapidamente possibile potremo mettere in sicurezza la nostra comunità. Determinante, quindi, avere oggi quanti più vaccini possibili”.

martedì 25 agosto 2020

Smog e covid, il nuovo studio dell’Università di Bologna è l’ennesimo campanello d’allarme

Piccinini (M5S): “La Regione non può più permettersi di restare a guardare”  

Riceviamo
   
Alla luce del nuovo studio condotto da alcuni ricercatori dell’Università di Bologna sulla correlazione tra smog e Covid-19 non possiamo più permetterci di restare immobili. Servono azioni concrete e urgenti per cercare di migliorare la pessima qualità della nostra aria. Starcene con le mani in mano aspettando l'autunno per testare sulla pelle dei cittadini ‘l’effetto che fa’, così come la Regione sembra intenzionata a fare, sarebbe davvero molto grave”. È quanto dichiara Silvia Piccinini, capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle, commentando il nuovo studio di un team di ricercatori dell’Alma Mater che dopo quello sulla correlazione tra smog e diffusione del Coronavirus ha messo a punto un modello di previsione per capire che impatto ci potrà essere in autunno per un’eventuale seconda ondata della pandemia. “Fino ad oggi la Regione ha sottovalutato questi studi non facendo assolutamente nulla sul fronte ambientale – aggiunge Silvia Piccinini – Nell’ultimo assestamento di bilancio noi avevamo proposto alcune misure per migliorare, soprattutto nel breve periodo, la pessima qualità dell'aria che respiriamo in Pianura Padana. Era già necessario intervenire prima, ma con queste nuove e ulteriori prospettive su Covid e inquinamento diventa più che mai urgente farlo oggi. Eppure, tutti i nostri emendamenti sono stati bocciati da PD, Verdi e Coraggiosi, senza alcuna giustificazione credibile. Se queste sono le premesse di un dialogo che dovrebbe nascere, tanto per tornare su un tema di attualità come quello delle alleanze su temi e contenuti, non vedo all'orizzonte una concreta volontà di convergenza su queste - ormai quasi più mitologiche che reali- battaglie ambientaliste progressiste. Continueremo comunque a portare avanti le nostre priorità e a mettere i nostri temi sul tavolo. In attesa che anche la maggioranza che governa questa regione decida da che parte stare” conclude la capogruppo M5S.

giovedì 18 giugno 2020

Sasso Marconi. Consegnata la Borsa di studio intitolata alla memoria di Giacomo Carbonchi.

Il sindaco Roberto Parmeggiani, 
i genitori di Giacomo, Nicolò 
Cancello, Francesca Bendini e 
Luca Borghesani
Giacomo Carbonchi era uno studente universitario e una giovane promessa dell’atletica leggera sassese. 

Scomparso nel 2002 in seguito ad un incidente stradale, viene ricordato ogni anno con un meeting di atletica leggera (che quest’anno non è stato possibile organizzare per le misure di contenimento del Coronavirus) e una borsa di studio del valore di 2.000 Euro messa in palio dal Comitato “Amici di Giacomo” (www.amicidigiacomo.it).

La borsa di studio è rivolta a studenti universitari che praticano sport a livello agonistico: ad aggiudicarsela quest’anno è stato Nicolò Cancello, 21enne studente di Ingegneria Gestionale all’Università di Bologna e atleta di basket del CSI Sasso Marconi.

La cerimonia di consegna si è svolta nella Sala Consiliare del Municipio. Presenti i genitori di Giacomo, la Vice Presidente del Comitato “Amici di Giacomo” Patrizia Gollini, il presidente del CSI Sasso Marconi, Luca Borghesani e Francesca Bendini, docente dell’Istituto Comprensivo di Sasso Marconi e componente della Commissione Giudicante. A far gli onori di casa e a consegnare la borsa di studio il sindaco Roberto Parmeggiani.





giovedì 5 marzo 2020

Qs, Bologna in top 100 atenei mondiali

Prima in Italia per numero materie presenti nella graduatoria

 
È l'Università di Bologna il primo ateneo d'Italia per numero di materie presenti nella 'Top 100' della nuova classifica 'QS World University Rankings by Subject'. L'Alma Mater rientra tra i primi 100 atenei a livello globale in 21 discipline. Si tratta di un risultato che possono vantare solo 70 università al mondo. L'edizione 2020 del QS World University Rankings - una delle più prestigiose classifiche internazionali declinata per discipline - raccoglie informazioni su più di 13.000 corsi di studio in quasi 1.400 atenei.
    Tra le 21 discipline dell'Università di Bologna presenti nella graduatoria 4 rientrano tra i primi 50 posti al mondo: 'Storia classica e antica' al 19/o posto; 'Lingue Moderne' al 39/o posto; 'Agraria' al 39/o posto e 'Odontoiatria' al 40/o posto. Guardando invece alle macro-aree del sapere, cioè i raggruppamenti tematici delle singole materie, l'Alma Mater è nella top 100 mondiale in tre casi: 'Arti e Scienze umane'; 'Scienze sociali e Management' e 'Scienze della vita e Medicina'. (ANSA)
   

mercoledì 18 dicembre 2019

Verso lo studentato diffuso dell’Appennino: i primi fuorisede incontrano la comunità di Monteacuto Vallese

Si è tenuto un incontro a cui hanno partecipato gli studenti che hanno aderito al progetto del Comune di San Benedetto Val di Sambro di cercare casa in Appennino. Ad ascoltarli c’era il prorettorre Degli Esposti e la direttrice di Ergo Mondin

di Carmine Caputo
 
Era gremito di cittadini il piccolo circolo Arci di Monteacuto Vallese, frazione del Comune di San Benedetto Val di Sambro, che lunedì scorso ha ospitato in serata un incontro a cui hanno preso parte gli studenti universitari venuti a vivere in Appennino per frequentare l’Università di Bologna, i residenti - alcuni dei quali padroni degli alloggi dati in affitto - il sindaco di San Benedetto Alessandro Santoni, il prorettore vicario dell’Università di Bologna, il professor Mirko Degli Esposti e la direttrice di Ergo, Azienda regionale per il diritto agli studi superiori dell'Emilia-Romagna Patrizia Mondin.
Il Comune infatti nei mesi scorsi ha lanciato una iniziativa per proporre a studenti universitari che non riescono a trovare un alloggio a Bologna, visti i costi proibitivi, di cercare una sistemazione nelle frazioni più vicine alla stazione ferroviaria, da dove si raggiunge il centro di Bologna in una quarantina di minuti. Oltre a mettere a disposizione le risorse per tre mesi di affitto e abbonamento ferroviario ai primi che avessero accettato, il Comune ha prima individuato una serie di alloggi che avrebbero potuto essere dati in affitto a prezzi concorrenziali (in media 300 € al mese per un appartamento di 4 persone) poi ha coinvolto in questa iniziativa l’Università di Bologna e Ergo, che hanno favorito la diffusione delle informazioni. E i risultati non sono mancati: sono già dodici i ragazzi che si sono trasferiti in Appennino per frequentare l’Università.
«Questa esperienza è l'inizio di un grande progetto, uno studentato diffuso su tutto l'Appennino nel quale crediamo» ha commentato il prorettore Degli Esposti «ci vorrà del tempo ma sarà una grande possibilità per questo territorio e per l'Università di Bologna. È un bellissimo progetto che vogliamo estendere e potenziare, dando una mano per risolvere alcuni problemi pratici».
L’incontro è servito per permettere loro di conoscere la cittadinanza, che li ha accolti subito con affetto: c’è chi si è proposto per dar loro dei passaggi in auto, chi li inviterà alle escursioni sui per i monti, chi vuole insegnare loro a cucinare le tagliatelle. E ai ragazzi è stato chiesto cosa chiedono per migliorare la loro condizione. La risposta è stati quasi unanime: tutti si trovano bene ma hanno il problema della corriera Tper che parte dalla stazione di San Benedetto, perché è piccola e spesso strapiena di persone (e questo l’hanno sottolineato anche i residenti) e soprattutto non c’è la sera. La risposta delle istituzioni in questo caso è stata veloce: Comune e Università infatti hanno studiato la possibilità di mettere a disposizioni alcune auto per attivare un servizio di car-sharing che consenta gli spostamenti, anche serali, dalla stazione alle abitazioni degli studenti. Si conta di far attivare il servizio già nelle prossime settimane, così come si affronterà il tema dell’assistenza sanitaria per i fuori-sede e si studierà la possibilità di individuare qualche punto in cui installare il wi-fi gratuito.
In merito il sindaco ha ricordato come il Comune offra già dei punti dove studiare e usufruire della banda ultra-larga: la biblioteca di San Benedetto, per esempio, e il centro di formazione di Ripoli. Per quest’ultimo l’amministrazione si riserva di progettare il modo per renderlo fruibile, anche in serata, agli studenti che cercassero un ambiente dove studiare in tranquillità.
«Gli studenti ospiti qui a San Benedetto sono parte integrante della grande comunità dell'Università di Bologna: siamo contenti di accompagnare questo progetto che ha interessanti prospettive di sviluppo» ha spiegato la direttrice Mondin. «Bologna e la sua università possono essere considerate in maniera ampia, i comuni vicini possono essere la casa degli studenti che frequentano i corsi, noi mettiamo la nostra disponibilità per rendere fruibili i nostri servizi».

venerdì 7 dicembre 2018

In grotte Venezuela indizi su vita Marte

Ricerca dell'ateneo bolognese sulla rivista Scientific Report

Le grotte venezuelane possono offrire informazioni preziose per cercare e trovare microrganismi sotto la superficie di Marte e altri pianeti. Analizzando campioni di silice opalina prelevati dentro Imawarì Yeuta, la più grande grotta in quarzite del mondo, i ricercatori guidati dagli italiani Francesco Sauro e Martina Cappelletti, dell'università di Bologna, hanno dimostrato che questi depositi rocciosi nascono grazie al metabolismo di complesse comunità di microrganismi, simili a quelli osservati sul Pianeta Rosso.
Nello studio pubblicato sulla rivista Scientific Report, gli scienziati spiegano che si tratta di microrganismi fino ad oggi sconosciuti, che essendo cresciuti in ambienti estremi, con pochissimi nutrienti organici, potrebbero rivelare inattese capacità metaboliche. La scoperta potrebbe rivelarsi utile anche per la nascita di nuove molecole bioattive da impiegare nelle biotecnologiche. (ANSA)

mercoledì 20 settembre 2017

Presentazione del restauro della Specola di Bologna, l’Osservatorio Astronomico della città, dopo il terremoto di cinque anni fa. Interventi di Roberto Balzani, Paola Zigarella e Gerardo Mastropaolo.

La Soprintendenza Archeologia e il Sistema Museale di Ateneo - Università di Bologna informano:

  
Sabato prossimo, 23 settembre, alle 10.30, si terrà un incontro/confronto sull’intervento di restauro della Specola di Bologna, interessata dal sisma di cinque anni fa.

L’appuntamento è nella Sala di Ulisse (Via Zamboni 33, piano terra) con interventi di Roberto Balzani, Presidente Sistema Museale di Ateneo dell'Università di Bologna, Paola Zigarella, della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara e Gerardo Mastropaolo, Area Edilizia e Logistica dell'Università di Bologna.


Info 051 2099610, sma.museizamboni33@unibo.it

I lavori di costruzione della torre della Specola ebbero inizio nel 1712, su progetto dell’architetto Giuseppe Antonio Torri. L’osservatorio astronomico di Bologna doveva sorgere sul cinquecentesco Palazzo Poggi dove, nel 1711, venne fondato da Luigi Ferdinando Marsili l’Istituto delle Scienze.
L’edificio fu terminato nel 1726 da Carlo Francesco Dotti e nello stesso anno cominciarono le osservazioni di Eustachio Manfredi, primo scienziato a condurre ricerche astronomiche, su incarico di Marsili.
Uno dei contributi più importanti che Manfredi diede a questi studi, fu la pubblicazione del catalogo astronomico Ephemerides Bononienses, tra i più accurati del Settecento. Grazie alle sue osservazioni sui moti apparenti delle stelle, riuscì anche a verificare il moto della Terra intorno al Sole.
La torre astronomica ospita il Museo della Specola dal 1979 e ancora oggi è possibile vedere gli antichi strumenti nelle stesse sale in cui venivano utilizzati dagli astronomi bolognesi dei secoli precedenti.
Tra gli ambienti più suggestivi è senz’altro da ricordare la Sala della Meridiana, costruita nel 1727 per osservare gli astri nel momento di massima altezza sull’orizzonte. Il pavimento attuale risale al 1742 quando l’artista Ercole Lelli realizzò la meridiana in ottone, utilizzata fino alla metà del Novecento per segnalare quotidianamente alla cittadinanza il mezzogiorno.
Proprio sopra questa sala si trovavano lo studio e l’abitazione dell’astronomo.
Accanto alla Sala della Meridiana trova posto il Telescopio a tasselli ideato da Guido Horn d’Arturo e realizzato nel 1952. Con 61 tasselli esagonali si riuscì a creare uno strumento di osservazione di 1,81 m di diametro superando le difficoltà tecniche di realizzazione degli specchi monoblocco. L’invenzione di Horn è considerata oggi anticipatrice dei moderni telescopi a più specchi.
Oltre a strumenti per lo studio e l’osservazione del cielo, il Museo conserva antichi globi, sfere armillari e carte geografiche. Di eccezionale valore sono due rare carte cinesi risalenti ai primi anni del XVII secolo, una delle quali fu realizzata a Pechino dal gesuita Matteo Ricci nel 1602 (se ne conoscono solo altri sei esemplari nel mondo).
Percorrendo la scala elicoidale che conduce alla terrazza della Specola, da cui si gode di una splendida e insolita vista sulla città, è possibile seguire l’esperimento che, nel 1790, portò Giovan Battista Guglielmini a ideare una prova empirica per dimostrare la rotazione della Terra grazie alla misurazione della deviazione dalla verticale dei gravi in caduta libera.

venerdì 10 marzo 2017

Offerte di lavoro, alcune opportunità di marzo in provincia Università di Bologna, Aster E-R, e i Comuni della Valsamoggia cercano laureati per incarichi di collaborazione a vario titolo.

Riceviamo:

Bandi e offerte di lavoro per collaborare con Ateneo, Aster, e comuni della provincia. Sono online i bandi e gli annunci rivolti a laureati, per la selezione di figure a vario titolo. L'Università di Bologna, in particolare, ha licenziato 25 bandi per incarichi di collaborazione, mentre le unioni di comuni di Valli del Reno, Lavino, e Samoggia sono alla ricerca di due coordinatori pedagogici. Sempre la Valsamoggia ricerca un istruttore di Polizia Municipale, mentre Aster EMilia Romagna è alla ricerca di un Project Manager nell'ambito dell'internazionalizzazione del diritto allo studio, per un incarico consulenziale. I bandi sono tutti in scadenza in marzo, per ulteriori informazioni è utile visitare gli indirizzi riportati sotto ogni offerta.



UNIVERSITA’ DI BOLOGNA
Tipo di offerta:
25 Bandi per incarichi di collaborazione


UNIONE DEI COMUNI VALLI DEL RENO, LAVINO E SAMOGGIA
Tipo di offerta:
Selezione pubblica per la copertura a tempo indeterminato di un posto di istruttore direttivo polizia municipale categoria d posizione giuridica d1 Comune di Valsamoggia
Requisiti:
Maggiore età alla data di scadenza del presente bando
Laurea triennale; Diploma di Laurea vecchio ordinamento; Laurea specialistica o Laurea magistrale.
Possesso  della  patente  di  guida  di  categoria  B  o  equivalenti  e  disponibilità  alla  guida  per servizio dei veicoli in dotazione al Corpo di Polizia Municipale.
Scadenza: 29/03/2017


UNIONE DEI COMUNI VALLI DEL RENO, LAVINO E SAMOGGIA
Tipo di offerta:
Selezione pubblica per la copertura a tempo indeterminato di due posti di coordinatore pedagogico categoria d posizione giuridica d1 servizio sociale associato coordinamento pedagogico
Requisiti:  
Lauree  di  cui  alle  classi:  18  e  L-19  –  Scienze  dell’educazione  e  della  formazione;  34  e  L-24  –Scienze e tecniche psicologiche;  Diploma  di  Laurea  vecchio  ordinamento  in  Psicologia,  Pedagogia,  Scienze  dell’Educazione, Scienze della Formazione primaria; Lauree specialistiche e Lauree magistrali di cui alle classi: 58/S o LM-51 – Psicologia; 87/S o LM-85  –  Scienze  pedagogiche;  56/S  o  LM-50  –  Programmazione  e  gestione  dei  servizi  educativi  e formativi; 63/S o LM-55 – Scienze cognitive; 65/S o LM-57 – Scienze dell’educazione degli adulti e della formazione continua; LM-85bis Scienze della formazione primaria; titoli  equipollenti, equiparati  o riconosciuti  ai sensi di  legge (l’equipollenza,  l’equiparazione  o il riconoscimento  dovranno  essere  espressamente  indicati  dall’interessato/a,  mediante  la  citazione della norma specifica, in sede di domanda, fatti salvi gli accertamenti d’ufficio)
Scadenza: 27/03/2017

ASTER EMILIA ROMAGNA
Tipo di Offerta:
Ricerca un candidato per l’affidamento di un incarico consulenziale
Requisiti:
Essere in possesso di titolo di Laurea, triennale o magistrale, in discipline di area tecnico scientifica; possedere comprovata esperienza in: progetti di internazionalizzazione del diritto allo studio universitario e del sistema educativo; cooperazione e sviluppo internazionale;  progetti di attrazione, accoglienza e integrazione per studenti internazionali; essere in possesso di approfondita conoscenza di un continente extra-europeo, con preferenza per il continente africano, a seguito di attività professionali realizzate in alcuni paesi del continente.
Avere una buona conoscenza di una lingua straniera (inglese o francese) scritta e parlata; avere una buona conoscenza dei principali pacchetti informatici; avere capacità di operare in contesti multiculturali.
Inoltre, costituisce titolo preferenziale: aver collaborato con enti e istituzioni attive nel campo dell’istruzione universitaria in Emilia-Romagna.
Scadenza: 10/03/2017



sabato 13 dicembre 2014

L'Università di Bologna, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna, propone INVERNO CON GLI ETRUSCHI, con un programma di visite guidate, conferenze e laboratori per i più piccoli legati alla mostra ‘Il Viaggio Oltre la Vita. Gli Etruschi e l'Aldilà tra capolavori e realtà virtuale". Domani, 14 dicembre, il primo appuntamento.



Domani, domenica 14 dicembre, alle 17, al Museo Pompeo Aria di Marzabotto e antica città di Kainua,  Giuseppe Sassatelli professore di Etruscologia e Archeologia Italica dell’Università di Bologna, terrà una conferenza su ‘Gli Etruschi e l’Aldilà’.  

La conferenza è preceduta, alle  15, da una visita guidata condotta da archeologi dell'Università di Bologna, incentrata sulla religiosità degli Etruschi, con tappa ai templi della città.
 
Alle 17, in contemporanea con la conferenza, laboratorio ludico-didattico per i più piccoli (prenotazione obbligatoria al 334 9303338, minimo 15 partecipanti) per avvicinare i giovani alla realtà funeraria e al banchetto degli Etruschi tramite l'utilizzo e la manipolazione di ceramica originale etrusca


sabato 27 settembre 2014

Bologna. Oggi e domani, manifestazione dedicata alla geologia.



Dall’'ordine dei Geologi dell'Emilia Romagna.  
L’Ordine dei Geologi della Regione Emilia Romagna, per il secondo anno consecutivo, partecipa con entusiasmo ai Geoday, Quattro secoli di geologia a Bologna, una manifestazione dedicata alla geologia in programma oggi sabato 27 e domani domenica 28 settembre tra via Zamboni e piazza di Porta San Donato promossa dalla Sezione di geologia del Dipartimento di scienze biologiche, geologiche e ambientali dell’Università di Bologna. Due giorni aperti al pubblico con mostre, spazi espositivi, presentazioni e dimostrazioni in cui l'Ordine sarà presente con un proprio stand pronto ad accogliere i tanti cittadini che desiderano conoscere l'attività dei geologi (info programma completo http://www.bigea.unibo.it/it/eventi/geoday-2014)
Tutto ciò che facciamo quotidianamente è in qualche modo legato alla terra: il cibo che mangiamo, l’acqua che beviamo, l’energia che utilizziamo e l’aria che respiriamo. E’ necessario quindi saperne di più sul nostro pianeta, le sue risorse e il suo ambiente per comprendere e apprezzare il nostro complesso mondo. Questo è lo spirito con cui il Settore di Scienze della Terra dell’Università di Bologna ha organizzato due giornate completamente dedicate alle Scienze della Terra. L’Ordine dei Geologi della Regione Emilia Romagna, sarà presente con un proprio spazio espositivo. 
E’ proprio in questo momento, nel quale il nostro territorio è flagellato da eventi catastrofici, come la piena del Santerno dei giorni scorsi, che è importante sensibilizzare la cittadinanza e le giovani generazioni sul ruolo chiave delle Scienze della Terra, sia nell’ambito dell’Università e della Ricerca, sia a livello della coscienza collettiva” sottolinea il presidente dell’Ordine dei Geologi, Gabriele Cesari (nella foto).Ci sentiamo per questo di ringraziare il settore di Scienze della Terra dell’Università per la grande sensibilità dimostrata nell’organizzazione di questo evento” gli fa eco Raffaele Brunaldi, geologo, rappresentante dei geologi emiliano-romagnoli  "e vogliamo dare appuntamento ai cittadini per queste giornate di festa e per il convegno che l’Ordine organizzerà in città a fine novembre sulle opportunità che le scienze della terra e la cura del territorio possono offrire all’economia della città e del paese”.