L'appuntamento è per l'11 maggio, ma è già possibile ed è consigliabile prenotare ai numeri riportati nel volantino.
lunedì 29 aprile 2024
domenica 18 aprile 2021
La Federazione Italiana Scuole Materne (FISM) scrive alle famiglie e chiede il sostegno dello Stato anche per la ripresa demografica del paese
Potremmo raddoppiare la nostra attività se lo Stato ci sostiene
Carissima famiglia,
la FISM Nazionale, da sempre impegnata a sostenere le scuole associate, è convinta che occorra agire urgentemente per attivare tutte le azioni volte a raggiungere una effettiva parità, obiettivo importante e ormai non più procrastinabile, indispensabile per il superamento dell’ingiustizia che oggi le famiglie, i bambini, il nostro personale, subiscono. La pesante esperienza della pandemia ha ulteriormente evidenziato, impietosamente, le disparità del sostegno economico tra scuole statali e paritarie no profit, entrambe facenti parte dell’unico Sistema nazionale d’istruzione voluto dalla Legge 62/2000.
Il permanere ingiustificato delle forti differenze nel sostegno pubblico tra la scuola statale e quella paritaria gestita dal “terzo settore” vanifica le ragioni stesse della Legge. Un esempio significativo: tutte avete sperimentato l’ingiustizia delle rette da versare anche se l’attività didattica era sospesa, per non compromettere la chiusura delle “vostre” scuole...Noi, come FISM, siamo fortemente impegnati perché venga finalmente attuato il dettato costituzionale e legislativo, affinché sia definitivamente eliminata l’ingiustizia di trattamento economico che le famiglie che usufruiscono delle scuole paritarie devono subire.
Garantire a ciascuna famiglia parità di trattamento, nella libera scelta di una scuola dell’infanzia paritaria o statale è obiettivo prioritario di questa mobilitazione educativa e sociale a cui ti chiediamo non solo di aderire, ma di esserne promotore e generoso sostenitore. La FISM chiede a Governo, Parlamento e istituzioni un vero disegno che, anche a vantaggio della ripresa demografica del Paese (attualmente sulla soglia delle 400.000 nascite annue) e nell’ambito delle applicazioni del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, sostenga i necessari investimenti nell’intero segmento 0 –6, in particolare per le scuole dell’infanzia, senza discriminazioni fra chi, in diverse forme, offre un servizio pubblico. Siamo convinti che sia una risposta necessaria anche come argine alla crisi delle nascite, al sostegno alla genitorialità e alla parità di genere che la FISM con circa 9000 realtà tra scuole dell’infanzia paritarie no profit, nidi integrati e sezioni primavera, chiede con forza e da tempo,anche con la forza dei dati: 40.000 dipendenti coinvolti e circa 500.000 bambini. C’è da aggiungere che le 9000 realtà educative della FISM sono pronte ad essere una leva di investimento di grande valore sociale. Le nostre Scuole sarebbero in grado di raddoppiare la loro offerta di posti, se adeguatamente finanziate, contribuendo a consentire uno sviluppo dei servizi educativi per i bambini in età zero-tre anni, di cui l’Italia è carente e garantendo il mantenimento del segmento tre-sei anni! Offerta che la famiglia ci chiede sempre con maggior insistenza.
Raggiungere questo obiettivo comporta un intervento economico importante da parte dello Stato. Pertanto, diventa indispensabile un’azione mirata non solo da parte della Scuola per il tramite del Gestore e del Personale Educativo, ma con il coinvolgimento in prima persona da parte della tua famiglia,il più possibile allargata, per sostenere questa improrogabile azione, a beneficio del tuo bambino!
martedì 10 gennaio 2017
Saasso Marconi. L'asilo Grimaldi si presenta ai futuri allievi
lunedì 8 febbraio 2016
Sasso Marconi. Apertura straodinaria dell'Asilo Grimaldi per la presentazione.
sabato 30 gennaio 2016
Monzuno. I bambini della scuola materna e gli anziani della casa di riposo insieme per un laboratorio culinario.
sabato 24 dicembre 2011
Gli auguri dei monzunesi.
Organizzata dalla ‘Macelleria Zivieri’ anche per ringraziare i monzunesi per l’importante aiuto ricevuto in occasione della manifestazione ‘Chef al Massimo’, si è tenuto ieri, venerdì 23 dicembre, nella chiesa parrocchiale di Monzuno il tradizionale Concerto di Natale affidato alla indubbia capacità di direzione di Massimo Zanotti, alle voci di Cristiano Cremonini e di Tiziana Quadrelli, la batteria di Bruno Farinelli, al basso di Pier Mingotti e alla chitarra di Placido Salamone. I brani presentati erano tutti caratterizzati da arrangiamenti inediti scritti dagli stessi musicisti.
L’incontro musicale è stato preceduto dalla esposizione da parte dei Vigili del Fuoco di Monzuno del cartello con il nome Simone Messina, di cui ricorre in questi giorni il quinto anniversario della morte e a cui era dedicato il concerto. Simone rimase ucciso nel soccorrere le vittime del tragico scoppio di San Benedetto del Querceto .
A questo commovente ricordo è seguita la sfilata dei bambini della scuola materna parrocchiale che, indossando la maglietta con la scritta augurale del Buon Natale, hanno eseguito alcuni canti natalizi guidati dalle loro tate e dalle note alla chitarra del parroco don Marco Pieri. Alla scuola materna sono state devolute le offerte della serata.
Così, ricordando le proprie eccellenze, Massimo le cui capacità e intuizioni professionali lo hanno portato ad elevare la sua macelleria alla fama nazionale e Simone vigile del fuoco volontario e dedito al servizio fino al punto da immolare la propria vita e guardando al futuro incarnato dai piccoli studenti della materna, i monzunesi si sono scambiati gli auguri.
Alla serata erano presenti i genitori e fratelli di Massimo Zivieri, i genitori e la sorella di Simone Messina, i sindaci di Monzuno, Marco Mastacchi, di Monghidoro Ronni Ferretti e di Loiano Giavanni Maestrami, il consigliere di Monterenzio Gentilini, il direttore generale di Emil Banca Daniele Ravaglia e il noto e affermato musicista Fio Zanotti, padre di Massimo Zanotti, che a sorpresa si è aggiunto alla formazione musicale per l’esecuzione di alcuni brani.
Mastacchi, a margine della serata, ha voluto ringraziare, a nome della comunità monzunese, la famiglia Zivieri per aver voluto il concerto al solo scopo di ringraziate i concittadini che li avevano sostenuti nell’importante incontro conviviale di settembre, quando oltre 1500 invitati trovarono tutto pronto per un pranzo collettivo in linea con gli insegnamenti qualitativi di Massimo e per aver voluto aggiungere un importante contributo economico per la scuola parrocchiale.
giovedì 30 giugno 2011
In Appennino il 60% dei Comuni non ha asili o materne.

“In commissione, l’assessore Teresa Marzocchi ha presentato i dati statistici di copertura degli asili nidi e delle scuole materne in Regione. L’obiettivo di Lisbona, il 33%, è fallito. Siamo fermi al 30,3%, ” riferisce Andrea Defranceschi, capogruppo del Movimento 5 Stelle “Siamo la prima Regione d’Italia, ma non possiamo certo accontentarci. Il conformarsi al meno peggio è quello che sta trascinando il Paese in basso, non accontentiamoci. Le politiche alternative, mai perseguite con convinzione, non hanno riscontrato successo. Si possono ripensare, evitando di appiattirci su una miope valutazione dei costi: i nidi a gestione diretta (pubblica) costano un terzo in più ad utente rispetto a quelli a gestione indiretta o a quelli privati. Ma è un calcolo parziale. La principale voce di ‘risparmio’, infatti,” sostiene il capogruppo, “sono i bassi salari che le cooperative sociali danno ai propri dipendenti. E’ scandaloso che i soci-lavoratori guadagnino circa la metà dei loro colleghi pubblici. E, inoltre, è anche anti-economico per la collettività. Con uno stipendio di 700-800 € al mese, infatti, una persona non vive: sarà quindi naturale conseguenza che si rivolga con frequenza ai servizi del welfare, facendo quindi ricadere il risparmio del datore di lavoro sulla collettività. Senza considerare che, anche dal punto di vista del servizio, è probabile che debba cercarsi un secondo lavoro, non garantendo quindi serenità e freschezza. Crediamo che sia imprescindibile,” chiede Defranceschi, “ che si equiparino gli stipendi dei soci-lavoratori a quelli dei dipendenti pubblici. Inoltre le cooperative dovrebbero garantire il rispetto dell’articolo 18 sul licenziamento dei lavoratori, norma che invece non sono tenute a rispettare.”
Andrea Defranceschi entra poi nello specifico: “A Piacenza e a Rimini la copertura si ferma al 21,1% e al 20,5%, contro il 36,7% di Bologna. Eppure anche nel ‘centro’ del sistema, è notizia di questi giorni, ben 300 bambini sono rimasti fuori dalle liste. Inoltre,”conclude, “c’è un oggettiva scarsa copertura in Appennino. Ben il 60% dei Comuni
montani non ha servizi per la prima infanzia. Associando questi dati a quelli dell’offerta scolastica per le medie e le superiori, il rischio di uno svuotamento delle nostre montagne è concreto.”
lunedì 28 febbraio 2011
Fatta la legge trovato l’inganno.
‘Fatta la legge trovato l’inganno’.
Il motto sembra sempre più veritiero e ha avuto l’ennesima conferma in una denuncia di un cittadino di Monzuno durante la presentazione-discussione del bilancio comunale in un incontro pubblico rivolto ai residenti della sua frazione.
Il cittadino lamentava il costo eccessivo della retta per la scuola materna cui aveva affidato il proprio bambino e soprattutto denunciava quello che è, a suo giudizio, un evidente abuso. Ci sono coppie con figli che, conoscendo bene i regolamenti in materia, rinunciano al matrimonio, così che la madre risulta ‘ragazza madre’ e come tale esentata da qualsiasi onere per i servizi scolastici comunali per la prima infanzia.
In sostanza si sa, sottolineava il denunciate, che i mancati coniugi continuano a essere componenti della famiglia d’origine solo per comodità ‘economica’. Oggi giorno ‘i fidanzati’ spesso dormono insieme in una o nell’altra famiglia, per cui risulta tutto verosimile e consente loro di essere eterni fidanzati e ottenere buoni risparmi. Insomma una ragione in più e non di poco ‘conto’ per non scomodare il parroco o il sindaco. Il denunciante faceva notare che costoro, i cui redditi sono simili ai suoi, non pagano, a differenza di lui, una retta pari a circa 400 euro al mese. Un bel risparmio.
Gli amministratori presenti all’incontro non hanno potuto che sottolineare il loro obbligo irrinunciabile ad attenersi alle leggi e ai regolamenti.
A parte che la ‘furbizia di qualcuno’ ricade sugli onesti che si troveranno certamente a sostenere un onere maggiore, c’è da aggiungere un’altra considerazione: quando ‘ i furbi’ saranno molti, troppi’, un provvedimento a favore delle vere ‘ragazze madri’, la cui finalità è quella di dare un giusto aiuto a chi è in difficoltà, potrebbe essere ritirato così che finirebbero per rimetterci anche coloro che realmente ne hanno la necessità.




