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sabato 18 aprile 2020

E' consentito curare il proprio orto

Il ministro Teresa Bellanova  chiarisce le possibilità di curare il proprio orto, anche fuori comune, purchè con le dovute certificazioni
Mi avete scritto in tanti, chiedendo di potervi prendere cura del vostro orto, a rischio per l'abbandono forzato dovuto alla quarantena. Per molti di voi poter andare nei vostri terreni significa garantire frutta e verdura in tavola di qualità e assicurare un risparmio economico importante per la famiglia, oltre che - lo comprendo bene - passare un po’ di tempo fuori casa ma in sicurezza. Oggi sono contenta di potervi dare una buona notizia, riportata finalmente nelle FAQ sul sito del governo: è consentita la cura e manutenzione di orti e terreni privati, ed è consentito spostarsi per raggiungerli, anche nel caso in cui siano in comuni diversi da quello di residenza, certificando la proprietà o il possesso, la produzione per autoconsumo e indicando il percorso. Resta purtroppo il divieto di spostarsi in un altro comune per la cura di giardini ed orti di seconde case. Spero che questo primo risultato che siamo riusciti ad assicurare possa andare incontro alle esigenze di tanti. Continuiamo a lavorare per risolvere le tante criticità provocate dall'emergenza sanitaria.
Per tutte le informazioni sulla questione e per rimanere sempre aggiornati, potete fare riferimento a: http://www.governo.it/it/faq-iorestoacasa


martedì 22 ottobre 2019

CIMICE ASIATICA, DAL MINISTRO BELLANOVA PRIMA RISPOSTA POSITIVA

Riceviamo:

Apprezziamo l’impegno del ministro delle Politiche agricole Teresa Bellanova ( nella foto) che, nel corso dell’incontro che si è svolto oggi a Ferrara, ha annunciato un immediato intervento finanziario per le aziende colpite dalla cimice asiatica di 40 milioni di euro, a cui si aggiungerebbero altri 40 milioni per i prossimi due anni. Una buona base di partenza, anche se ancora lontana da quelle che sono le reali necessità delle aziende che, solo per pere e pesche, hanno subito danni per 350 milioni di euro”. Così il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti ha commentato l’esito dell’incontro che si è svolto in Prefettura, per discutere dei danni provocati da questo terribile insetto. Un vero e proprio flagello che rischia di affossare il settore ortofrutticolo del Nord Italia. Sono migliaia, infatti, le aziende agricole che minacciano di estirpare i frutteti, dove le perdite vanno dal 40 al 100% della produzione, mandando in fumo ingenti investimenti realizzati negli anni, ma anche tradizioni produttive e possibilità occupazionali per migliaia di persone.

Confagricoltura ha accolto positivamente l’annuncio dell’avvio della riforma Fondo di solidarietà nazionale e la convocazione di un tavolo di confronto con l’Associazione Bancaria Italiana per verificare la possibilità di una moratoria sui mutui per le imprese agricole colpite. Così come la possibilità, prospettata dal ministro Bellanova, di un coinvolgimento dell’Unione europea per trovare ulteriori risorse attraverso l’utilizzo dell’art.241 del Regolamento comunitario 1308/2013. Provvedimenti più volte sollecitati da Confagricoltura che permettano di ristorare la liquidità delle imprese agricole colpite e che compensino le pesanti perdite di reddito subite da alcuni comparti. Misure di emergenza come i benefici previsti in termini di esenzioni dai pagamenti fiscali, degli oneri previdenziali, nonché di tutte le forme di agevolazione creditizia e di sospensione dei pagamenti relativi alle varie forme di indebitamento a carico delle imprese.

Abbiamo anche chiesto al ministro di mettere in campo tutte le risorse necessarie per fornire agli agricoltori gli strumenti di difesa necessari per contrastare la cimice asiatica – ha detto il presidente della Federazione nazionale ortofrutticola di Confagricoltura Albano Bergami, che ha partecipato oggi all’incontro - promuovendo la ricerca scientifica e sollecitando il ministero dell’Ambiente a varare le linee guida per l’introduzione della vespa samurai, antagonista naturale nei Paesi d’origine dell’insetto, l’unica in grado di agire efficacemente, dal momento che tutti i rimedi messi finora in atto, dalla lotta chimica con antiparassitari, a quella biologica con antagonisti indigeni, fino alle reti protettive, attenuano il danno, ma non sono sufficienti.”

L’auspicio di Confagricoltura è che il dialogo iniziato oggi prosegua e che si apra subito una discussione seria in tutte le sedi istituzionali per salvaguardare un comparto fondamentale per l’economia agricola, ma anche per quella dell’intero Paese.