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lunedì 13 ottobre 2025

Cimice asiatica, torna l’allarme anche in Emilia-Romagna

 Mammi: “Nel 2025 peggioramento dopo due anni di tregua. Dieci milioni già stanziati per indennizzi. In corso ricerche internazionali”



Dopo un biennio di relativa tregua, torna a crescere in Emilia-Romagna l’allarme per la cimice asiatica (Halyomorpha halys), l’insetto infestante originario dell’Asia orientale che negli ultimi anni ha causato gravi danni alle colture frutticole e orticole del Nord Italia.

Solo nella nostra regione sono stati stanziati oltre 10 milioni di euro in ristori e indennizzi per gli agricoltori colpiti. Nel 2025, dopo due anni di miglioramento, la situazione è tornata a peggiorare e per questo stiamo portando avanti nuove ricerche, anche in collaborazione con istituti scientifici degli Stati Uniti, per individuare soluzioni efficaci e durature”, ha spiegato l’assessore regionale all’Agricoltura Alessio Mammi, rispondendo in Assemblea legislativa a un’interrogazione presentata dalla consigliera di Fratelli d’Italia Annalisa Arletti.

Secondo Mammi, “l’Emilia-Romagna si trova oggi in una condizione analoga a quella di altre regioni del Nord, come il Veneto e la Lombardia”, dove l’insetto ha ripreso a diffondersi in seguito a condizioni climatiche favorevoli e alla riduzione dell’efficacia dei sistemi di contenimento biologico.

L’assessore ha ricordato che la Regione è impegnata su più fronti: dal monitoraggio delle popolazioni di cimice asiatica alla diffusione del parassitoide “vespa samurai” (Trissolcus japonicus), introdotto in via sperimentale negli anni scorsi per limitare la riproduzione dell’insetto. Parallelamente, prosegue il confronto con le organizzazioni agricole per valutare ulteriori misure di sostegno economico alle imprese danneggiate.

L’obiettivo, ha concluso Mammi, “è tutelare il reddito degli agricoltori e la qualità delle nostre produzioni, garantendo al contempo un approccio sostenibile nella lotta agli insetti infestanti”.

domenica 22 maggio 2022

Recrudescenza degli attacchi di cimice asiatica

 Il caldo estivo fuori stagione spinge la proliferazione dell’insetto killer


di Barbara Bertuzzi 

Confagricoltura Emilia Romagna



L’anticipo del grande caldo ha portato con sé una invasione di cimici asiatiche mai vista prima in Emilia-Romagna soprattutto a ridosso dei corsi d’acqua, in prossimità dei boschi o dei siti di svernamento.

 

«L’aumento delle temperature ha favorito la fuoriuscita dal letargo dell’insetto killer mostrando i primi danni sui frutti quasi pronti per la raccolta, ciliegie e pesche. Stiamo monitorando il fenomeno con sopralluoghi tecnici sull’intero territorio regionale» spiega il presidente dei frutticoltori di Confagricoltura Emilia Romagna, Marco Piccinini.

 

Va ripensata l’attività di prevenzione e contrasto alla proliferazione della cimice asiatica portata avanti a partire dal 2020 mediante i rilasci dell’antagonista Trissolcus japonicus impropriamente con il nome di “vespa samurai”. 

 

«Alla luce di questa importante recrudescenza i lanci effettuati si stanno rivelando al momento insufficienti. Il numero di cimici aumenta invece di diminuire, pertanto – chiarisce Piccinini - la lotta biologica non sta risolvendo il problema. La strategia va rivista nei tempi e nelle modalità per scongiurare il ripetersi di calamità naturali oltre che economiche».

 

Si ricorda peraltro che il patogeno minaccia le specie frutticole - dalle drupacee alle pomacee, in particolare pere e mele -, ma anche la soia e altre colture erbacee.  

 

Il presidente dei frutticoltori di Confagricoltura Emilia Romagna invita a rivedere il piano regionale: «Siamo lontani dal buon risultato ottenuto con la lotta biologica contro il Cinipide del castagno grazie all’impiego del suo predatore naturale. E questo ci deve fare riflettere su quale possa essere il metodo più efficace per combattere la cimice asiatica, per poi apportare le giuste modifiche e invertire la rotta».

lunedì 16 dicembre 2019

Una mano agli agricoltori colpiti dalla cimice asiatica

Venti milioni di euro di finanziamenti agevolati per le aziende della Regione associate a Cia e Confagricoltura

di Filippo Benni

Credito in tempi rapidi e a basso costo per permettere alle aziende agricole di risollevarsi dopo un’annata rovinata dalla cimice asiatica. Grazie all’impegno del credito cooperativo e delle associazioni di categoria, le aziende agricole della regione avranno fino a cinque anni di tempo per recuperare i maggiori costi sostenuti o il mancato guadagno maturato la scorsa estate.


Emil Banca, La Bcc, Confagricoltura e Cia dell’Emilia-Romagna hanno infatti firmato un accordo per permettere alle aziende agricole di ottenere liquidità a costi calmierati, con una durata che può arrivare fino a 60 mesi, attraverso un prodotto che permette di rinviare all’anno prossimo la restituzione del prestito che potrà arrivare fino al 100 per cento dei danni subiti. E per la valutazione dei danni o del mancato guadagno da perdita del raccolto basterà una semplice autocertificazione dell’azienda agricola convalidata da una delle due associazioni di categoria.

Nello specifico, il prodotto prevede finanziamenti a tassi calmierati di un importo massimo di 500 mila euro e di durata fino a 60 mesi con la possibilità di attivare un pre-ammortamento di sei mesi ad un tasso decisamente inferiore a quello previsto dal mercato.

Il finanziamento, che sarà erogato in tempi rapidissimi, potrà essere richiesto a copertura dei danni subiti in termini di minori ricavi e/o maggiori costi a seguito dell’attacco della cimice asiatica o di altre patologie della frutta subite durante il 2019.

L’importo massimo finanziabile è pari al 100% del mancato reddito e dei maggiori costi per la cui valutazione basterà una semplice autocertificazione dell’azienda agricola convalidata dall’associazione di categoria della provincia in cui l’azienda è attiva.

Potranno accedere ai finanziamenti tutte le aziende agricole associate a Confagricoltura o alla Cia della provincie di Bologna, Modena, Reggio Emilia, Parma, Ferrara e Mantova, Ravenna, Forlì-Cesena.

 Daniele Ravaglia (direttore generale Emil Banca), Cristiano Fini (presidente regionale Cia) e Guido Zama (direttore regionale confagricoltura)


martedì 22 ottobre 2019

CIMICE ASIATICA, DAL MINISTRO BELLANOVA PRIMA RISPOSTA POSITIVA

Riceviamo:

Apprezziamo l’impegno del ministro delle Politiche agricole Teresa Bellanova ( nella foto) che, nel corso dell’incontro che si è svolto oggi a Ferrara, ha annunciato un immediato intervento finanziario per le aziende colpite dalla cimice asiatica di 40 milioni di euro, a cui si aggiungerebbero altri 40 milioni per i prossimi due anni. Una buona base di partenza, anche se ancora lontana da quelle che sono le reali necessità delle aziende che, solo per pere e pesche, hanno subito danni per 350 milioni di euro”. Così il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti ha commentato l’esito dell’incontro che si è svolto in Prefettura, per discutere dei danni provocati da questo terribile insetto. Un vero e proprio flagello che rischia di affossare il settore ortofrutticolo del Nord Italia. Sono migliaia, infatti, le aziende agricole che minacciano di estirpare i frutteti, dove le perdite vanno dal 40 al 100% della produzione, mandando in fumo ingenti investimenti realizzati negli anni, ma anche tradizioni produttive e possibilità occupazionali per migliaia di persone.

Confagricoltura ha accolto positivamente l’annuncio dell’avvio della riforma Fondo di solidarietà nazionale e la convocazione di un tavolo di confronto con l’Associazione Bancaria Italiana per verificare la possibilità di una moratoria sui mutui per le imprese agricole colpite. Così come la possibilità, prospettata dal ministro Bellanova, di un coinvolgimento dell’Unione europea per trovare ulteriori risorse attraverso l’utilizzo dell’art.241 del Regolamento comunitario 1308/2013. Provvedimenti più volte sollecitati da Confagricoltura che permettano di ristorare la liquidità delle imprese agricole colpite e che compensino le pesanti perdite di reddito subite da alcuni comparti. Misure di emergenza come i benefici previsti in termini di esenzioni dai pagamenti fiscali, degli oneri previdenziali, nonché di tutte le forme di agevolazione creditizia e di sospensione dei pagamenti relativi alle varie forme di indebitamento a carico delle imprese.

Abbiamo anche chiesto al ministro di mettere in campo tutte le risorse necessarie per fornire agli agricoltori gli strumenti di difesa necessari per contrastare la cimice asiatica – ha detto il presidente della Federazione nazionale ortofrutticola di Confagricoltura Albano Bergami, che ha partecipato oggi all’incontro - promuovendo la ricerca scientifica e sollecitando il ministero dell’Ambiente a varare le linee guida per l’introduzione della vespa samurai, antagonista naturale nei Paesi d’origine dell’insetto, l’unica in grado di agire efficacemente, dal momento che tutti i rimedi messi finora in atto, dalla lotta chimica con antiparassitari, a quella biologica con antagonisti indigeni, fino alle reti protettive, attenuano il danno, ma non sono sufficienti.”

L’auspicio di Confagricoltura è che il dialogo iniziato oggi prosegua e che si apra subito una discussione seria in tutte le sedi istituzionali per salvaguardare un comparto fondamentale per l’economia agricola, ma anche per quella dell’intero Paese.



domenica 20 ottobre 2019

Cimice asiatica, vademecum anti-insetto

Dalla Regione Emilia-Romagna i consigli di un esperto

 © ANSA

È il flagello delle campagne, con danni stimati per quest'anno nel Nord Italia per 350 milioni di euro solo per pere, pesche e nettarine, ma è una fastidiosa presenza anche in casa: è la cimice asiatica, sulla quale la Regione Emilia-Romagna diffonde un vademecum con i consigli e le informazioni di un esperto.
Con l'inizio dell'autunno la cimice cerca riparo nelle case, spiega Massimo Bariselli, esperto del Servizio fitosanitario regionale. "Non nidificano nelle case, ma a differenza delle cimici 'nostrane', quella asiatica emette un ferormone di aggregazione che ne richiama altre, arrivando a creare gruppi anche di 50-100 esemplari", il che può creare disagi. "Non punge, non morde e non è pericolosa per l'uomo o gli animali domestici", sottolinea Bariselli, ma è necessario eliminarle per i gravi danni che creano all'agricoltura. Quindi il consiglio è munirsi di zanzariere per evitare che entrino in casa ma, qualora entrassero, eliminarle e non buttarle vive all'esterno.

martedì 15 ottobre 2019

Da Emil Banca liquidità per le aziende colpite dalla cimice asiatica

Accordo fra Emil Banca e Coldiretti per un sostegno alle aziende agricole danneggiate dalla cimice asiatica; 20 milioni di euro
 per finanziarie a basso costo le imprese agricole danneggiate


Quattro anni di tempo recuperare dai danni della cimice asiatica che in questa pazza estate ha colpito duramente gli agricoltori della regione.

Emil Banca, La Bcc e la Coldiretti regionale hanno firmato un accordo per permettere alle aziende agricole di ottenere liquidità a costi calmierati, con una durata che può arrivare fino a 48 mesi, attraverso un prodotto che permette di rinviare all’anno prossimo la restituzione del prestito che potrà arrivare fino al 100 per cento dei danni subiti. E per la valutazione dei danni o del mancato guadagno da perdita del raccolto basterà una semplice autocertificazione dell’azienda agricola convalidata dalla Coldiretti.


La firma sull'accordo siglato  da Giulio Magani (presidente Emil Banca), Daniele Ravaglia (DG Emil Banca), Nicola Bertinelli (presidente di Coldiretti Emilia Romagna) e Valentina Borghi (presidente Coldiretti Bologna e vicepresidente Coldiretti Emilia-Romagna)

Il testo dell'accordo

Emil Banca, La Bcc e la Coldiretti regionale hanno firmato un accordo per permettere alle aziende agricole di ottenere liquidità a costi calmierati, con una durata che può arrivare fino a 48 mesi, attraverso un prodotto che permette di rinviare all’anno prossimo la restituzione del prestito che potrà arrivare fino al 100 per cento dei danni subiti. E per la valutazione dei danni o del mancato guadagno da perdita del raccolto basterà una semplice autocertificazione dell’azienda agricola convalidata dalla Coldiretti.

Sia Emil Banca, la Bcc presente con 88 filiali in cinque provincie emiliane (Bologna, Modena, Reggio Emilia, Parma, Ferrara) e nel mantovano, sia La Bcc, la banca di credito cooperativo attiva a Bologna, Ravenna, Forlì e Cesena, hanno stanziato per questo prodotto ben 10 milioni di euro mettendo così a disposizione degli agricoltori della regione ben 20 milioni di euro.

Nello specifico, il prodotto prevede finanziamenti a tassi calmierati di un importo massimo di 500 mila euro e di durata fino a 48 mesi con la possibilità di attivare un pre-ammortamento di sei mesi ad un tasso decisamente inferiore a quello previsto dal mercato.

Il finanziamento potrà essere richiesto a copertura dei danni subiti in termini di minori ricavi e/o maggiori costi a seguito dell’attacco della cimice asiatica o di altre patologie della frutta subite durante il 2019.

L’importo massimo finanziabile è pari al 100% del mancato reddito e dei maggiori costi per la cui valutazione basterà una semplice autocertificazione dell’azienda agricola convalidata dalla Coldiretti della provincia in cui l’azienda è attiva.

Potranno accedere ai finanziamenti tutte le aziende agricole associate alla Coldiretti della provincie di Bologna, Modena, Reggio Emilia, Parma, Ferrara e Mantova, Ravenna, Forlì, Cesena.



mercoledì 18 settembre 2019

La Cimice asiatica porta in piazza gli agricoltori Emiliano Romagnoli

Confagricoltura, 'comparto sta perdendo i suoi pezzi migliori'



"Il comparto ortofrutticolo dell'Emilia-Romagna sta perdendo i suoi pezzi migliori, non è accettabile". È il grido di protesta che si è levato oggi dai presidi davanti a diverse prefetture della regione di agricoltori, alcuni alla guida del proprio trattore, e sindacati del settore per denunciare la crisi dell'ortofrutta e i danni provocati dalla cimice asiatica. Presidi si sono svolti in diverse piazze, da Ferrara a Bologna, Modena, Ravenna, Forlì-Cesena.
"È l'epilogo di un'annata in cui tutto è andato storto - spiega Eugenia Bergamaschi, presidente di Confagricoltura Emilia-Romagna, in corteo a Ferrara - Il danno da cimice è stimato in circa 200 milioni di euro, su una produzione lorda vendibile ortofrutticola di 1.151 miliardi di euro, pari al 25%" di quella agricola della regione. "Poi la crisi dei prezzi ha fatto il resto, riducendo all'osso il reddito d'impresa". A Bologna una delegazione ha incontrato il prefetto Patrizia Impresa dopo la riunione di ieri con i rappresentanti di Coldiretti.

martedì 17 settembre 2019

Sos cimice, la salvezza affidata alla 'vespa samurai'

Coldiretti incontra Prefetto di Bologna. Tra le richieste, la vigilanza di porti e dogane su merci in arrivo

Vigilanza di porti e dogane su merce in ingresso nell'Unione europea, rapida introduzione dell'insetto antagonista, la vespa samurai, supporto alla ricerca sulle strategie di lotta e contenimento della cimice, rifinanziamento straordinario del fondo di solidarietà nazionale, moratoria di rate di mutui o prestiti e condizione agevolate per credito di liquidità alle imprese: sono le proposte illustrate dai vertici di Coldiretti Bologna al Prefetto Patrizia Impresa per far fronte all'emergenza delle cimice asiatica che sta flagellando le campagna mettendo a serio rischio i reddito delle imprese agricole.
Coldiretti ha parlato di una "emergenza agricoltura". "I danni da cimice - ha spiegato la presidente della sezione bolognese Valentina Borghi - arrivano a superare il 70% della produzione della pere con l'Abate tra le varietà più colpite, ma non sono state risparmiate ciliegie, kiwi, albicocche e piante da vivai".


lunedì 16 settembre 2019

Il mondo agricolo si mobilita contro la cimice asiatica

Agrinsieme organizza presidi, 'la situazione grave, si deve intervenire'

Il mondo agricolo regionale dell'Emilia-Romagna si mobilita contro la cimice asiatica e per farlo organizza per la mattinata di mercoledì 18 settembre presidi sotto le prefetture della regione. L'iniziativa è organizzata dai frutticoltori di Agrinsieme Emilia-Romagna, il coordinamento che riunisce le federazioni regionali di Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari.
    Obiettivo, portare alla "piena consapevolezza della gravità della situazione" e favorire "la fattiva collaborazione tra le istituzioni preposte, Mef compreso" per "tenere alta l'attenzione dell'opinione pubblica sulla grave problematica che rischia di mettere in ginocchio un fiore all'occhiello dell'agroalimentare regionale e nazionale". Alle istituzioni si chiede chiedere di "adoperarsi in difesa del comparto, messo in serio rischio dall'avanzare del parassita", insetto che ha provocato danni che "superano i 200 milioni".

Le organizzazioni agricole fanno quadrato contro la 'cimice asiatica' e altro.

Presidio degli agricoltori davanti alla Prefettura di Bologna, mercoledì 18 settembre. Le Organizzazioni agricole: «Cimice asiatica, eventi climatici disastrosi e prezzi troppo bassi hanno messo in ginocchio la nostra agricoltura»
 
Confagricoltura, Cia, Copagri, Ugc Cisl, Confcooperative, Legacoop Agroalimentare , Agci informano:

«Cimice asiatica, eventi climatici disastrosi e prezzi troppo bassi hanno messo in ginocchio la nostra agricoltura» è il grido d’allarme lanciato da una compagine molto nutrita, che raggruppa le Organizzazioni sindacali agricole più rappresentative del territorio metropolitano di Bologna - Confagricoltura, Cia, Copagri, Ugc Cisl, Confcooperative, Legacoop Agroalimentare Nord Italia, Agci Area Emilia Centro – le quali, unite, annunciano di scendere in piazza con un presidio di agricoltori davanti alla Prefettura di Bologna (p.zza Roosevelt), mercoledì 18 settembre dalle ore 8.30 alle 11.30.
L’obiettivo è sensibilizzare l’opinione pubblica e il Governo sulla grave crisi del comparto ortofrutticolo, dopo un’annata agricola che ha visto praticamente dimezzarsi le quotazioni all’origine e le produzioni.
Le Organizzazioni agricole bolognesi aderiscono così alla mobilitazione di respiro regionale, promossa per il 18 settembre da Agrinsieme Emilia Romagna davanti alle Prefetture della regione. Come spiega in una nota il coordinamento che riunisce le federazioni regionali di Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, «occorre affrontare rapidamente l’emergenza della cimice asiatica accelerando con la diffusione dell’antagonista naturale, ovvero la vespa samurai, per il cui utilizzo è recentemente arrivato il via libera in Gazzetta Ufficiale, DPR del 05/09/2019. In questa situazione non si possono aspettare 6 mesi per avere le linee guida del Ministero dell’Ambiente, anche 6 settimane sono troppe e non abbiamo nemmeno bisogno di una nuova Commissione in quanto c’è già quella sui fitofarmaci. Si chiede inoltre di tenere attive le molecole in scadenza al 01/01/2020 lavorando al contempo per stanziare risorse per risarcire i numerosissimi agricoltori danneggiati, andando a intervenire sulla normativa europea che vieta gli aiuti di stato per le calamità ‘non da quarantena’. Non va infatti dimenticato che stiamo parlando di un insetto che ha già causato danni che superano i 200 milioni di euro e che, se non si interviene rapidamente, rischia concretamente di espandersi nelle regioni limitrofe. Parliamo di una seria problematica, che è paragonabile per danni e per diffusione solo all’epidemia di Xylella fastidiosa in Puglia».



venerdì 13 settembre 2019

La cimice asiatica è un vero disastro. Coldiretti lancia un 'Sos' per ritorno caldo

'Insetto ha già fatto strage raccolti, danni per 250 milioni'

Da ANSA

Con il ritorno del grande caldo fuori stagione non solo si moltiplicano le zanzare ma è allarme per la proliferazione della cimice asiatica nelle campagne, dove già hanno questo insetto 'alieno' ha provocato "una strage dei raccolti con danni stimati in 250 milioni di euro". Lo afferma Coldiretti Emilia-Romagna in riferimento al 'ritorno' di temperature estive per i prossimi giorni, anche fino a 35 gradi.
    Tale condizione, sottolinea Coldiretti E-R - favorisce il moltiplicarsi di insetti come la cimice asiatica "che nel Nord Italia sta devastando meli, peri, kiwi, ma anche peschi, ciliegi, albicocchi e piante da vivai con danni alle produzioni e un pesante impatto occupazionale". L'associazione denuncia una situazione già "drammatica", con alcune aziende emiliane che hanno perso anche la totalità della produzione di pere.

martedì 10 settembre 2019

Confagricoltura Emilia Romagna :«La cimice asiatica è un flagello come la Xylella e sta facendo collassare la frutticoltura dell’Emilia-Romagna. Il comparto merita un sostegno»


di Barbara Bertuzzi  



Confagricoltura Emilia Romagna desidera esprimere al meglio il proprio augurio di buon lavoro al nuovo Governo e in particolare al neo ministro delle Politiche Agricole e Forestali, Teresa Bellanova. «Le nostre aziende hanno bisogno di un dicastero agricolo che risponda in tempi stretti alle richieste dei settori in difficoltà – è l’auspicio della presidente di Confagricoltura Emilia Romagna, Eugenia Bergamaschi -. Ci permettiamo di sottolineare al ministro Bellanova la drammatica crisi della frutticoltura emiliano-romagnola e dell’intera filiera dal post-raccolta alla distribuzione, con gravissime ricadute sul sociale. La cimice asiatica è un flagello come la Xylella e sta facendo collassare la frutticoltura dell’Emilia-Romagna. Chiediamo un sostegno concreto per salvare il comparto e ridare dignità ai produttori».

Il settore ortofrutticolo dell’Emilia-Romagna conta 20.000 aziende attive sul territorio e 200.000 addetti impiegati nell’aggregato agroindustriale; una superficie totale di 104.000 ettari (il 10% della Sau regionale); una PLV di 1.151 miliardi di euro pari al 25% della PLV agricola regionale (4.800 M€) e che rappresenta il 12% della PLV ortofrutticola nazionale.
L’Emilia-Romagna è il terzo produttore nazionale, in valore. Si distingue inoltre per l’elevato numero di prodotti a denominazione d’origine, che in tutto sono 11 (9 IGP e 2 DOP).

Confagricoltura Emilia Romagna ha accolto con favore, all’inizio di agosto, l’ok del Mipaaft a convocare un tavolo interministeriale per fare fronte comune a sostegno delle aziende danneggiate dalla cimice asiatica attraverso l’adozione di provvedimenti d’urgenza, per scongiurare il crollo della filiera e le gravi ricadute sul sociale. «I tempi della politica hanno rimandato l’appuntamento atteso da migliaia di imprenditori e lavoratori, preoccupati per le sorti della frutticoltura regionale. Ora, però, chiediamo al nuovo ministro di agire con concretezza e rapidità» conclude Bergamaschi.

domenica 25 agosto 2019

Sos cimice asiatica, Coldiretti chiede summit Regione

'Perdita di prodotto va dal 40 al 100% in tutto il territorio'



"Con una perdita di prodotto che va dal 40 al 100% in tutta la regione e un danno sulla produzione nazionale che ha raggiunto i 250 milioni di euro, il flagello della cimice asiatica si è trasformato in una vera e propria emergenza ed è necessario organizzare al più presto un incontro con i vertici della Regione per attivare immediatamente una serie di soluzioni per far fronte a una situazione ormai insostenibile". Lo chiede Coldiretti Emilia-Romagna denunciando un impatto della cimice asiatica sulle colture che è oltre "i livelli di guardia".
Gli agricoltori chiedono "che sia garantito un significativo finanziamento del Fondo di solidarietà nazionale per le calamità in una situazione in cui dall'inizio dell'estate si sono verificati lungo la penisola 725 eventi estremi tra tempeste, trombe d'aria grandinate e nubifragi, quasi il doppio dello scorso anno (+88%) che hanno devastato le campagne italiane e hanno colpito duramente anche la nostra regione"


domenica 28 luglio 2019

Agricoltura in ginocchio per la cimice

Colpita in particolare la frutta, sui peri anche del 100%

Da ANSA
 
"La cimice asiatica si sta confermando come una nuova piaga per l'agricoltura in Romagna".
    Lo sostiene la Cia, associazione degli agricoltori.
    In incremento in Romagna e riscontrata in tutte le zone produttive della regione, pur con una forte variabilità di presenza, è un insetto molto mobile, prolifico e che si nutre di diverse piante, sta causando seri danni alla frutticoltura e al vivaismo, ma non solo. Un insetto contro il quale, al momento, non esistono strategie di controllo efficaci: tutta la difesa fitosanitaria effettuata in impianti con forte presenza di cimici sta dando scarsi risultati. "In Romagna - dice la Cia - la cimice asiatica ha provocato danni ingenti nelle drupacee colpendo il 25-30% dei frutti. I danni sul pero sono importanti e raggiungono in alcune aziende anche il 100%. Molto numerosa la presenza della cimice asiatica anche su melo e kiwi, con diversi frutti danneggiati, tolti in parte con i diradamenti. I danni aumenteranno sicuramente con la maturazione dei frutti".

lunedì 22 aprile 2019

Reti e predatori naturali contro la cimice asiatica

Progetto cooperative valuta l'efficacia di antidoti sostenibili


Reti protettive e predatori naturali per difendere le coltivazioni di frutta dalla cimice asiatica (Halyomorpha halys), insetto esotico presente da diversi anni sul territorio italiano, temuto perché in grado di provocare ingenti danni agli alberi da frutto, in particolare a pero, kiwi, melo e pesco. A evidenziare l'efficacia dei due sistemi 'anti-cimice' è un progetto triennale emiliano-romagnolo finanziato dalla Regione e coordinato dalla cooperativa Centro ricerche produzioni vegetali (Crpv) con il coinvolgimento di altre strutture di ricerca e delle principali realtà produttive cooperative.


Il progetto, denominato 'Halys' e nato nel 2016 per affrontare la cimice asiatica che è presente in Emilia-Romagna dal 2012, punta a individuare nuovi sistemi di difesa contro l'insetto, che siano sostenibili e rispettosi dell'ambiente. Tra questi, secondo i ricercatori, spiccano le reti protettive e multifunzionali, le trappole a feromoni e i predatori naturali. (ANSA)