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martedì 30 aprile 2024

Alla Rocchetta Mattei con 10 Righe


La segreteria del Gruppo di studi 'Progetto 10 Righe' informa:  

Sabato prossimo,  4 maggio, alle 17, verrà presentato il libro 'La carezza segreta', di Nicoletta Poli, un romanzo ambientato all’interno della Rocchetta.

Ingresso libero.

Il sabato successivo,11 maggio, visite guidate alla Rocchetta Mattei con i soci, loro familiari o conoscenti

previa prenotazione obbligatoria:

-        infor@10righe.org

-        oppure telefonando a cell. 340.773.58.34. 

1° turno: ingresso ore 15,45 (20 posti)

2° turno: ingresso ore 16,15 (20 posti)

Il castello definito 'Rocchetta Mattei', presso il comune di Grizzana Morandi, deve il suo nome al conte Cesare Mattei (1809-1896) che lo fece edificare sulle rovine di una antica costruzione risalente al XIII secolo, la Rocca di Savignano.

La struttura del castello fu modificata più volte dal conte durante la sua vita e dai suoi eredi, rendendola un labirinto di torri, scalinate monumentali, sale di ricevimento, camere private che richiamano stili diversi: dal neomedievale al neorinascimentale, dal moresco al Liberty.

Grazie alla Fondazione Cassa in Risparmio di Bologna che l’ha acquistato nel 2005 e riaperto al pubblico nel 2015, e al Comune di Grizzana Morandi che lo gestisce con il patrocinio dell’Unione dei comuni dell’Appennino bolognese e della Città metropolitana di Bologna, la Rocchetta Mattei è un gioiello architettonico che tutti oggi possono visitare.

Maggiori informazioni su:

La storia della Rocchetta Mattei in breve - Rocchetta Mattei (rocchetta-mattei.it)


venerdì 10 marzo 2023

Domani si presenta il n.46 del semestrale AL SAS


 Verrà presentato domani, sabato 11 marzo, alle 17 , in Sala Giorgi, il nuovo numero (46) del semestrale Al Sas, edito dal Gruppo di Studi Progetto 10 Righe.

Anche in questo numero un po’ di storia, di cultura e di particolari del paesaggio e dell’ambiente del Comune di Sasso Marconi.

Interessante e ampiamente documentato l’articolo sulla tipografia che nel ‘700 operava a Colle Ameno, come quello sul Mulino degli Albani, o dell’Albano, sorto sulle rive del fiume Reno per sfruttarne l’energia idraulica.


Una interessante dissertazione è stata prodotta su un personaggio, nato a Praduro e Sasso nell’800, di cui pochi conoscono l’esistenza: il pittore Fortunato Rossi, vissuto nell’ottocento che ebbe una certa fama anche presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna.

Per quanto riguarda le bellezze del territorio sassese vi sono le foto e le testimonianze che riguardano la zona dei Prati di Mugnano. 

La rivista è anche l’occasione per celebrare la ricorrenza dei 40 anni di direzione sanitaria della Pubblica Assistenza sassese da parte del dottor Eros Tommasi. Egli ha vissuto fin dalla sua fonazione tutte le vicende dell’apprezzata associazione, nata per l’intraprendenza di alcuni residenti e che si è dimostrata nel tempo un punto di riferimento fondamentale per tutta la comunità. Tommasi ripercorre in un articolo tutte le tappe significative nella vita e nell’organizzazione delle pubblica e mette in risalto l’operato di tanti volontari che, trascinati dall’entusiasmo e dalla volontà di rendersi  utili, hanno garantito negli anni un servizio che ha salvato tante vite. Il dottor Tommasi termina spiegando infine quali sono le ragioni per cui ha deciso di abbandonare il ruolo dirigenziale della Pubblica e di continuare comunque ad essene parte.  



venerdì 23 settembre 2022

In edicola il numero 45 della rivista Al Sas.

 


di Luigi Ropa Esposti

 

E’ in distribuzione il numero 45 del semestrale Al Sas, curato dal Gruppo di Studi ’10 Righe’. 

La bella pubblicazione tratta dell’ambiente, delle caratteristiche, della cultura  e della storia locale , la storia ritenuta di secondo livello, ma proprio perché è di interesse di un ambito territoriale ristretto acquista maggior valore e interesse in quanto tramanda avvenimenti, tratta di personaggi ed emergenze il cui ricordo andrebbe perso e che invece caratterizzano un tratto della storia locale. 

In particolare questo numero contiene un articolo  a ricordo di Giovanna Bassi e Giuseppe Dall'Olio, recentemente scomparsi e uno di Giancarlo Dalle Donne in cui si testimoniano  i primi esperimenti di coltivazione della patata in Provincia di Bologna  fatti da Pietro Maria Bignami nei suoi terreni sulle colline di Moglio nella seconda metà del '700: dal  2010 la patata bolognese è diventata un prodotto DOP.

Molto interessante anche la ricerca di Mauro Filippini sull'antica chiesa di San Giovanni del Monazzo e sulla vicina sorgente.