
Si stanno facendo sempre più serrate le discussioni sulla eventuale modifica o soppressione dell’art. 18 della legge 300 che regola la licenziabilità dei lavoratori.
Abbiamo ricevuto una comunicazione, che vuole essere provocatoria, sull’argomento da parte di Dante Franchi di Marzabotto.
Lo pubblichiamo nell’intento di stimolare una discussione su questo importante tema di fortissima attualità.
Daremo spazio a chi vorrà inviare contributi e pareri.
Dante Franchi scrive:
Ma qualcuno ricorda il referendum sull’abolizione della scala mobile?
Dai! La scala mobile, quella che consentiva ai lavoratori di non farsi mangiare il salario dall’inflazione!
Beh, ricordiamo come è andata a finire, no?
Si consentì allora (per amore o per forza) che su un istituto che salvaguardava il potere d’acquisto dei salari decidessero anche quelli che intanto evadevano le tasse, partite iva varie, gente che i soldi che avrebbe dovuto versare come tasse allo Stato li ha dati in prestito, comprando bot e cct sui quali ci guadagnava, gente che con quei soldi ci comprava case e immobili che poi ci dava in affitto a prezzi che ci han convinto che tanto valeva indebitarsi con le banche e fare quel maledetto mutuo da trent’anni… ,
Attenzione che la storia dell’art. 18 è una roba tipo scala mobile.
Anche allora quella sciagurata scelta fu motivata dai suoi sostenitori con gli stessi argomenti con cui oggi si vuole superare l’art. 18: PER DARE FUTURO E LAVORO AI GIOVANI.
Non è possibile che da quella lezione chi è in buona fede non abbia imparato nulla.
In realtà è fin troppo evidente che qualcuno gioca sulla memoria corta e sul fatto che sono passati oltre 35 anni e quanti affrontarono (e persero) quella battaglia di certo non lavorano più e spesso non consumano più neppure la pensione perché passati a miglior vita.
La storia si ripete e anche oggi sull’articolo18 ci vogliono mettere il becco tutti, basta che non ne parlino i lavoratori, gli unici coinvolti.
E’ appena il caso di ricordare che diversi Sindacati allora fecero il salto della quaglia e molti fra i loro vertici finirono dall’altra parte del tavolo, magari a fare i Manager o i Ministri, tipo quello delle FS e tanti altri.
I lavoratori interessati non si facciano fregare di nuovo delegando ad altri i loro interessi vitali.
Nessuno può sapere meglio di loro che il futuro dei propri figli ha bisogno di cose in più e non di cose in meno!

