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martedì 15 luglio 2014

Marzabotto interviene su ‘Conflilto israelo-palestinese’.



Il vicesindaco di Marzabotto Valentina Cuppi ( nella foto) ha inviato la delibera della Giunta Comunale relativa al conflitto israelo-palestinese. “Il confronto militare”, sostiene il vicesindaco nella presentazione della delibera, “ si è trasformato in un tragico  massacro di civili palestinesi inermi, di innocenti, di bambini. Per quanto possa servire abbiamo ritenuto doveroso da parte di un paese, che ha una storia come la nostra, dare un contributo alle tanti voci che chiedono giustizia, libertà e salvezza per il popolo palestinese, condannando fermamente l'uso della forza da entrambe le parti e chiedendo il cessate il fuoco”.

La delibera:

Marzabotto ha conosciuto 70 anni fa la barbarie dello sterminio di civili, di bambini e di donne inermi.
In questi giorni a Gaza stanno perdendo la vita persone che hanno l’unica colpa di vivere in un luogo nel quale viene negato loro il diritto di abitare la propria terra.

LA GIUNTA COMUNALE DI MARZABOTTO CONDANNA l’uso della violenza in tutte le sue forme e CHIEDE:
- di porre fine all’occupazione militare israeliana del territorio palestinese
- di bloccare immediatamente i raid aerei e le azioni militari via terra condotte da Israele e  la fornitura di materiale bellico allo stesso da parte di altri paesi
- di fermare il lancio di missili da parte di Hamas
- di garantire la protezione e la sicurezza del popolo palestinese e di quello israeliano
- di assicurare l’assistenza medica e sanitaria, così come l’approvvigionamento alimentare a tutti i palestinesi che sono stati costretti ad abbandonare le loro abitazioni per cercare la salvezza
- il riconoscimento dello Stato di Palestina
- che il Governo Italiano, attualmente alla Presidenza dell’Unione Europea, si adoperi al fine di realizzare tali obiettivi con fermezza e convinzione, in ottemperanza all’articolo 11 della nostra Costituzione, che dall’esperienza tragica della guerra trae origine e così recita in apertura: “L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli”.