di
Mauro Muratori
Il
rapporto tra cittadini e istituzioni pubbliche è sempre più fragile. Strade
dissestate, centri abitati trascurati, aree verdi invase dai rifiuti e corsi
d’acqua abbandonati alla loro sorte raccontano un territorio in sofferenza.
Dove un tempo c’era cura, oggi si moltiplicano segnali di degrado e potenziali
rischi ambientali e idrogeologici.
Le
istituzioni, chiamate a governare e tutelare il territorio, appaiono spesso
lontane dai bisogni concreti delle comunità. Il malcontento cresce, alimentato
dalla percezione che il peso fiscale – tra tasse e addizionali – non trovi
adeguato riscontro nei servizi offerti.
Una
frattura che non è solo sociale, ma anche economica. Nell’Appennino e nelle
aree interne, l’assenza di un sistema logistico efficiente e di una burocrazia
snella frena le imprese, aumenta i costi e scoraggia nuovi investimenti.
Non
è un atto d’accusa, ma una presa di coscienza: è tempo di rimettere al centro
l’ascolto dei territori. Serve una politica capace di ricostruire la fiducia,
fondata su responsabilità, trasparenza e servizio.
Da
qui, la proposta: più autonomia per Bologna e la sua provincia. Un’autonomia
amministrativa che consenta di dare risposte rapide, efficaci e calibrate su
chi ogni giorno vive, lavora e contribuisce al bene comune.

