Interventi straordinari nell’Appennino bolognese per contenere il rischio contagio. Le autorità: “Ridurre la presenza degli animali è fondamentale”
Via libera a un piano straordinario di contenimento
dei cinghiali nei territori dell’Appennino bolognese. L’Ente Parchi Emilia Orientale ha approvato una
serie di interventi mirati alla riduzione della popolazione degli ungulati
all’interno del Parco regionale del Corno alle
Scale, con l’obiettivo di contrastare la diffusione della Peste suina africana (Psa), che rappresenta una
minaccia crescente per il territorio e per il comparto zootecnico regionale.
Il piano, già validato dall’ISPRA, interessa in particolare il Comune di Lizzano in Belvedere, classificato come “zona di
restrizione 1”: un’area ancora indenne dal virus, ma considerata ad alto
rischio per la vicinanza a territori dove sono stati rinvenuti animali infetti.
«Dobbiamo fare tutto il possibile per
contenere e isolare l’infezione», ha dichiarato Tiberio
Rabboni. «La peste suina africana è già presente in aree confinanti con
il bolognese: è quindi necessario intervenire riducendo la presenza dei
cinghiali, possibili vettori della diffusione del virus».
Le operazioni riguarderanno anche
aree protette dove la caccia è normalmente vietata, ma dove la presenza degli
animali è significativa. Oltre al Corno alle Scale, gli interventi
interesseranno anche il Parco regionale dei Laghi
di Suviana e Brasimone, al confine con le province toscane di Pistoia e
Prato, dove il livello di allerta resta elevato.
Sul campo opereranno guardiaparco,
agenti della polizia metropolitana e cacciatori locali abilitati, coinvolti
come coadiutori volontari. Parallelamente alle attività di contenimento,
saranno intensificate le operazioni di monitoraggio sanitario, con la ricerca
attiva di carcasse e controlli veterinari per individuare tempestivamente
eventuali focolai.
Nonostante le misure straordinarie,
le istituzioni rassicurano cittadini e turisti: le aree interessate resteranno
accessibili. «Le attività all’aperto proseguono regolarmente – ha spiegato la
sindaca di Lizzano, Barbara Franchi –. Si
tratta di un piano mirato, attuato nel rispetto di rigorosi protocolli di
sicurezza».
L’obiettivo
è duplice: contenere la diffusione del virus e tutelare al tempo stesso la
fruibilità di un territorio a forte vocazione naturalistica e turistica
2 commenti:
Ecco come lavorano i criminali in Regione, se si tratta di difendere l'agricoltore dai cinghiali, tattacchi, se si tratta di difendere il cittadino che fa due passi sul SUO appennino, allora strage.
Per ora non c'è nessun motivo di allarmismo di peste suina perché non esiste nel territorio di Lizzano in belvedere e corno alle scale
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