Via libera dell’Ufficio di Presidenza alla richiesta
firmata da 346 cittadini per rivedere i piani di gestione della specie.
L’Assemblea legislativa regionale ha dichiarato
ammissibile la petizione presentata da Claudio Cella (prot. n.
30/03/2026.0010759.E), sostenuta da 346 firme raccolte su 23 fogli. L’istanza
chiede una revisione dei piani di gestione e conservazione del lupo, alla luce
delle crescenti criticità segnalate nei territori rurali e montani.
Nel dettaglio, la petizione sollecita un approccio
basato su evidenze scientifiche ma anche su valutazioni territoriali e sociali,
con il coinvolgimento delle comunità locali. Tra le richieste figurano inoltre
la possibilità di interventi di contenimento o abbattimento selettivo nei casi
più critici, in linea con quanto avviene in altri Paesi europei, e
l’introduzione di risarcimenti più rapidi ed efficaci per i danni subiti da
allevatori e agricoltori.
Il documento evidenzia anche un
aumento degli episodi di predazione ai danni di greggi, bovini e animali
domestici, oltre a un diffuso clima di preoccupazione tra i residenti, con
ricadute sulle attività agricole e pastorali.
Il tema si inserisce in un quadro
normativo in evoluzione: a livello europeo, nel 2025 è stato modificato lo
status di protezione del lupo, passato da “rigorosamente protetto” a
“protetto”, aprendo alla possibilità di una gestione più flessibile delle
popolazioni. In Italia, la normativa continua a privilegiare la tutela della
specie, demandando però alle Regioni competenze rilevanti in materia di
gestione faunistica e interventi di controllo.
Alla luce
di tali elementi, l’Ufficio di Presidenza ha riconosciuto la piena ammissibilità
della petizione, avviando così l’iter istituzionale che porterà alla sua
valutazione da parte degli organi competenti.
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