sabato 18 aprile 2026

Frana di Ca’ di Sotto, a oltre trent’anni l’emergenza resta aperta: tra rischio geologico e allarme zanzare

 Question time in Regione: i residenti chiedono certezze su delocalizzazione e interventi sanitari



A più di trent’anni dalla frana del 1994, il territorio di Ca’ di Sotto, nel Comune di San Benedetto Val di Sambro, continua a fare i conti con le conseguenze di un evento che ha cambiato in modo permanente il paesaggio e la vita dei residenti. Il tema è tornato al centro del dibattito istituzionale con un question time presentato dal consigliere regionale Marco Mastacchi.

Al centro dell’interrogazione, non solo la persistente instabilità geologica dell’area, ma anche un’emergenza ambientale sempre più pressante: la proliferazione massiccia di zanzare favorita dal bacino d’acqua formatosi dopo la frana.

Era il giugno 1994 quando un imponente movimento franoso – circa 13 milioni di metri cubi di materiale – travolse un intero versante, distruggendo edifici, compromettendo la viabilità e ostruendo il corso del torrente Sambro. Il materiale accumulato diede origine a una sorta di diga naturale, creando un invaso artificiale che ancora oggi caratterizza l’area. Quella che doveva essere una situazione temporanea si è trasformata in una criticità strutturale.

Negli ultimi anni, alla preoccupazione per il rischio idrogeologico si è aggiunto un disagio quotidiano sempre più evidente: le acque stagnanti del bacino rappresentano infatti un ambiente ideale per la proliferazione degli insetti. Con l’arrivo anticipato delle alte temperature, nella primavera 2026 la situazione è ulteriormente peggiorata, con una presenza di zanzare superiore agli anni precedenti e crescenti timori per la salute pubblica.

Mastacchi ha evidenziato anche la condizione di incertezza vissuta dai residenti, molti dei quali abitano in aree ancora instabili. L’attuale quadro normativo – in particolare l’Ordinanza n. 53/2025 – consente la delocalizzazione degli immobili solo in presenza di gravi danni e dell’impossibilità di ricostruire in loco, ma l’ipotesi di trasferimento resta, nei fatti, ancora senza atti concreti e comunicazioni chiare.

«I cittadini – ha sottolineato il consigliere – vivono in una condizione di incertezza inaccettabile, senza sapere se e quando potranno accedere a misure di delocalizzazione».

Alla richiesta di chiarimenti ha risposto la sottosegretaria alla Presidenza Manuela Rontini, spiegando che sono in corso aggiornamenti normativi. In particolare, si è in attesa della conversione in legge del Decreto-Legge 27 febbraio 2026 n. 25, il cosiddetto “Decreto Maltempo Sud”, che prevede un ampliamento delle possibilità di delocalizzazione anche per situazioni di rischio idrogeologico.

Parallelamente, è in fase di elaborazione una variante al Piano di Assetto Idrogeologico (PAI) del bacino del Po, con una modifica puntuale della scheda di zonizzazione “Ca’ di Sotto”. Questo passaggio consentirà l’attivazione di misure temporanee di salvaguardia, tra cui la possibilità di procedere alla demolizione degli edifici senza ricostruzione nelle aree più esposte.

Sul fronte sanitario, è stato ribadito che spetta al Comune attivare un confronto con l’Azienda sanitaria per predisporre interventi tempestivi contro la proliferazione delle zanzare.

Nella replica, Mastacchi ha auspicato tempi rapidi: l’obiettivo è consentire ai cittadini, già entro l’estate, di esercitare l’opzione della delocalizzazione, eventualmente anche verso comuni limitrofi. «È necessario – ha concluso – restituire certezze e prospettive concrete ai residenti, superando una fase di stallo che dura da troppo tempo e avviando finalmente un percorso chiaro di tutela, sicurezza e futuro».

 

Nessun commento: