Question time in Regione: i residenti chiedono certezze su delocalizzazione e interventi sanitari
A più di trent’anni dalla frana del 1994, il
territorio di Ca’ di Sotto, nel Comune di San Benedetto Val di Sambro, continua
a fare i conti con le conseguenze di un evento che ha cambiato in modo
permanente il paesaggio e la vita dei residenti. Il tema è tornato al centro
del dibattito istituzionale con un question time presentato dal consigliere
regionale Marco Mastacchi.
Al centro dell’interrogazione, non solo la persistente
instabilità geologica dell’area, ma anche un’emergenza ambientale sempre più
pressante: la proliferazione massiccia di zanzare favorita dal bacino d’acqua
formatosi dopo la frana.
Era il giugno 1994 quando un
imponente movimento franoso – circa 13 milioni di metri cubi di materiale –
travolse un intero versante, distruggendo edifici, compromettendo la viabilità
e ostruendo il corso del torrente Sambro. Il materiale accumulato diede origine
a una sorta di diga naturale, creando un invaso artificiale che ancora oggi
caratterizza l’area. Quella che doveva essere una situazione temporanea si è
trasformata in una criticità strutturale.
Negli ultimi anni, alla preoccupazione
per il rischio idrogeologico si è aggiunto un disagio quotidiano sempre più
evidente: le acque stagnanti del bacino rappresentano infatti un ambiente
ideale per la proliferazione degli insetti. Con l’arrivo anticipato delle alte
temperature, nella primavera 2026 la situazione è ulteriormente peggiorata, con
una presenza di zanzare superiore agli anni precedenti e crescenti timori per
la salute pubblica.
Mastacchi ha evidenziato anche la
condizione di incertezza vissuta dai residenti, molti dei quali abitano in aree
ancora instabili. L’attuale quadro normativo – in particolare l’Ordinanza n.
53/2025 – consente la delocalizzazione degli immobili solo in presenza di gravi
danni e dell’impossibilità di ricostruire in loco, ma l’ipotesi di trasferimento
resta, nei fatti, ancora senza atti concreti e comunicazioni chiare.
«I cittadini – ha sottolineato il
consigliere – vivono in una condizione di incertezza inaccettabile, senza
sapere se e quando potranno accedere a misure di delocalizzazione».
Alla richiesta di chiarimenti ha
risposto la sottosegretaria alla Presidenza Manuela
Rontini, spiegando che sono in corso aggiornamenti normativi. In
particolare, si è in attesa della conversione in legge del Decreto-Legge 27
febbraio 2026 n. 25, il cosiddetto “Decreto Maltempo Sud”, che prevede un
ampliamento delle possibilità di delocalizzazione anche per situazioni di
rischio idrogeologico.
Parallelamente, è in fase di
elaborazione una variante al Piano di Assetto Idrogeologico (PAI) del bacino
del Po, con una modifica puntuale della scheda di zonizzazione “Ca’ di Sotto”.
Questo passaggio consentirà l’attivazione di misure temporanee di salvaguardia,
tra cui la possibilità di procedere alla demolizione degli edifici senza
ricostruzione nelle aree più esposte.
Sul fronte sanitario, è stato
ribadito che spetta al Comune attivare un confronto con l’Azienda sanitaria per
predisporre interventi tempestivi contro la proliferazione delle zanzare.
Nella
replica, Mastacchi ha auspicato tempi rapidi: l’obiettivo è consentire ai
cittadini, già entro l’estate, di esercitare l’opzione della delocalizzazione,
eventualmente anche verso comuni limitrofi. «È necessario – ha concluso –
restituire certezze e prospettive concrete ai residenti, superando una fase di
stallo che dura da troppo tempo e avviando finalmente un percorso chiaro di
tutela, sicurezza e futuro».
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