La minoranza attacca: “Criticità note da anni, serve subito un piano di risanamento”
La Corte dei Conti dell’Emilia-Romagna richiama anche il Comune di San Benedetto Val di Sambro, portando alla luce una serie di criticità nella gestione finanziaria dell’ente guidato dal sindaco civico di centrodestra Alessandro Santoni.
Dopo i recenti rilievi rivolti al Comune di Bologna e ad alcune aziende sanitarie, i giudici
contabili puntano dunque l’attenzione anche sull’Appennino bolognese. A
intervenire con toni duri sono i consiglieri di minoranza di centrosinistra —
Fabiana Ciampi, Angelo Stefanini, Gianluca Stefanini e Stefano Monciatta — che
parlano di “criticità segnalate da anni”.
Al centro della delibera n.
38/2026/PRSP, un documento di 61 pagine sui bilanci comunali, emergono diversi
elementi di criticità: la capacità di riscossione dei crediti (residui attivi)
ferma tra il 38% e il 41%, percentuale che rischia di compromettere la
stabilità finanziaria e la qualità dei servizi; ritardi sistematici nei
pagamenti ai fornitori; riapprovazione del rendiconto oltre i termini di legge;
passività che hanno raggiunto circa 1,9 milioni di euro.
Sotto la lente della Corte finiscono
anche i premi di produttività erogati ai responsabili, giudicati non conformi
alla normativa, soprattutto alla luce dei ritardi nei pagamenti e dei
conseguenti accantonamenti di garanzia. I giudici hanno disposto il recupero di
almeno il 30% delle somme erogate e la trasmissione degli atti alla Procura
contabile.
“La situazione descritta conferma
purtroppo le nostre preoccupazioni espresse da anni”, sottolinea la minoranza,
che torna a chiedere un piano di risanamento “serio e incisivo”. La capogruppo
Ciampi ricorda come già tre anni fa fosse stata presentata un’interrogazione
sui residui attivi, allora pari a 1,9 milioni di euro: “Ci fu risposto che si
trattava di una scelta legata all’emergenza Covid, ma avevamo evidenziato i
rischi per gli equilibri di bilancio e per i servizi”.
I consiglieri denunciano inoltre
carenze strutturali nel servizio economico-finanziario e ribadiscono la
necessità di rafforzare le attività di recupero crediti e il personale
dedicato.
“Assistiamo a una gestione che
privilegia l’apparenza e il consenso immediato rispetto alla responsabilità
verso le generazioni future — affermano —. Mentre sui social si moltiplicano
annunci e inaugurazioni, i conti pubblici versano in condizioni critiche. È una
politica miope che antepone il ‘like’ alla costruzione di basi solide per lo
sviluppo del territorio”.
La minoranza conclude chiedendo un cambio di rotta: “Una gestione seria richiede scelte anche impopolari, come il recupero rigoroso dei crediti e il controllo della spesa. Rimandare i problemi significa scaricare sui cittadini di domani il peso degli errori di oggi. Questa non è politica, ma demagogia che danneggia profondamente la comunità”.
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