giovedì 23 aprile 2026

San Benedetto Val di Sambro, la Corte dei Conti richiama il Comune

 La minoranza attacca: “Criticità note da anni, serve subito un piano di risanamento”


La Corte dei Conti dell’Emilia-Romagna richiama anche il Comune di San Benedetto Val di Sambro, portando alla luce una serie di criticità nella gestione finanziaria dell’ente guidato dal sindaco civico di centrodestra Alessandro Santoni.

Dopo i recenti rilievi rivolti al Comune di Bologna e ad alcune aziende sanitarie, i giudici contabili puntano dunque l’attenzione anche sull’Appennino bolognese. A intervenire con toni duri sono i consiglieri di minoranza di centrosinistra — Fabiana Ciampi, Angelo Stefanini, Gianluca Stefanini e Stefano Monciatta — che parlano di “criticità segnalate da anni”.

Al centro della delibera n. 38/2026/PRSP, un documento di 61 pagine sui bilanci comunali, emergono diversi elementi di criticità: la capacità di riscossione dei crediti (residui attivi) ferma tra il 38% e il 41%, percentuale che rischia di compromettere la stabilità finanziaria e la qualità dei servizi; ritardi sistematici nei pagamenti ai fornitori; riapprovazione del rendiconto oltre i termini di legge; passività che hanno raggiunto circa 1,9 milioni di euro.

Sotto la lente della Corte finiscono anche i premi di produttività erogati ai responsabili, giudicati non conformi alla normativa, soprattutto alla luce dei ritardi nei pagamenti e dei conseguenti accantonamenti di garanzia. I giudici hanno disposto il recupero di almeno il 30% delle somme erogate e la trasmissione degli atti alla Procura contabile.

“La situazione descritta conferma purtroppo le nostre preoccupazioni espresse da anni”, sottolinea la minoranza, che torna a chiedere un piano di risanamento “serio e incisivo”. La capogruppo Ciampi ricorda come già tre anni fa fosse stata presentata un’interrogazione sui residui attivi, allora pari a 1,9 milioni di euro: “Ci fu risposto che si trattava di una scelta legata all’emergenza Covid, ma avevamo evidenziato i rischi per gli equilibri di bilancio e per i servizi”.

I consiglieri denunciano inoltre carenze strutturali nel servizio economico-finanziario e ribadiscono la necessità di rafforzare le attività di recupero crediti e il personale dedicato.

“Assistiamo a una gestione che privilegia l’apparenza e il consenso immediato rispetto alla responsabilità verso le generazioni future — affermano —. Mentre sui social si moltiplicano annunci e inaugurazioni, i conti pubblici versano in condizioni critiche. È una politica miope che antepone il ‘like’ alla costruzione di basi solide per lo sviluppo del territorio”.

La minoranza conclude chiedendo un cambio di rotta: “Una gestione seria richiede scelte anche impopolari, come il recupero rigoroso dei crediti e il controllo della spesa. Rimandare i problemi significa scaricare sui cittadini di domani il peso degli errori di oggi. Questa non è politica, ma demagogia che danneggia profondamente la comunità”.

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