Con una cerimonia privata svoltasi il 24 febbraio
2026, il Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Torino ha restituito
alla Biblioteca Comunale dell'Archiginnasio
un rarissimo opuscolo del XVI secolo dal titolo “Odae felices, per Nicolaum Nomeseium”, edito a Roma nel
1588. Si tratta dell’unico esemplare attualmente conosciuto in Italia.
L’opera faceva parte della straordinaria raccolta libraria appartenuta al marchese Aldobrandino Malvezzi de' Medici (1881–1961), donata all’Archiginnasio nel 1931 e composta da oltre 22.000 volumetti e opuscoli databili tra il XIII e il XVIII secolo. Dopo i bombardamenti che colpirono Bologna nel 1944, durante la Seconda guerra mondiale, e che danneggiarono gravemente il palazzo dell’Archiginnasio, il libretto risultò disperso e non più rintracciabile negli inventari postbellici.
Le
indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Torino, sono scattate
alla fine del 2024, a seguito della richiesta di un “Certificato di Avvenuta
Importazione” (CAI) presentata all’Ufficio Esportazione della Soprintendenza di
Torino per il rientro del bene sul territorio italiano.
Durante l’esame del volume, gli
storici dell’arte hanno notato sul frontespizio un timbro e la nota manoscritta
«Ulyssis Aldrovandi et amicorum», attribuibile ai collaboratori del naturalista
Ulisse Aldrovandi e riconducibile al
cosiddetto “lascito Malvezzi”. A quel punto è stato immediatamente attivato il
Nucleo TPC competente che, al termine di approfonditi accertamenti, ha ottenuto
un decreto di sequestro, interrompendo la circolazione del prezioso opuscolo,
già destinato a una compravendita all’estero.
Gli investigatori sono riusciti a
ricostruire parzialmente la filiera possessoria: il testo era nella
disponibilità di un collezionista emiliano che lo aveva acquistato da una
libreria antiquaria statunitense. È emerso inoltre che l’opuscolo era stato
oggetto di uno scambio commerciale tra la libreria USA e un analogo esercizio
di Zurigo, in Svizzera, confermando l’avvenuta esportazione illecita.
Una
volta recuperato il volume — privo della legatura originale, elemento che
avrebbe potuto facilitarne l’identificazione — i Carabinieri del reparto
specializzato hanno condotto un’analisi estremamente accurata. Decisiva si è
rivelata una segnatura a matita “UA” in calce al frontespizio.
La sigla è stata ricondotta dai
bibliotecari bolognesi alla mano di Lodovico
Montefani Caprara (1709-1785), bibliotecario dell’Istituto delle
Scienze, che contrassegnava in questo modo i volumi aldrovandiani giunti in
biblioteca. Un segno apparentemente semplice che, a oltre due secoli di
distanza, si è rivelato determinante per consentire all’opera di tornare nel
proprio fondo originario.
L’Archiginnasio
custodisce oggi un patrimonio librario di oltre 1.360.000 opere tra volumi,
manoscritti, periodici e fondi antichi. L’opuscolo, stampato a Roma nel 1588, è
considerato dagli esperti di eccezionale importanza: fino a oggi, infatti,
l’unica copia nota risultava conservata presso la Bibliothèque nationale de
France di Parigi, rendendo quello recuperato dai Carabinieri TPC l’unico
esemplare accertato in Italia.
L’intervento tempestivo del Nucleo
TPC di Torino ha così impedito una nuova dispersione del bene sul mercato
internazionale, permettendone la definitiva ricollocazione nella collezione di
appartenenza.
L’operazione testimonia ancora una volta l’efficacia della collaborazione tra istituzioni, forze dell’ordine e personale scientifico nella tutela e nel recupero del patrimonio culturale dello Stato, restituendo alla collettività un bene prezioso e a lungo ritenuto perduto.
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