La giurista delle Nazioni Unite Francesca Albanese ( nella foto) è ufficialmente cittadina onoraria di Marzabotto. La decisione è stata approvata dal Consiglio comunale al termine di una seduta caratterizzata da un intenso e acceso confronto tra maggioranza e opposizione.
La proposta è stata presentata dalla sindaca Valentina Cuppi (nella foto) , che ha motivato l’iniziativa ricordando il ruolo dell’Albanese come esperta di diritto internazionale e diritti umani per le Nazioni Unite. La prima cittadina ha sottolineato come la giurista abbia “relazionato con rigore sulla situazione del popolo palestinese e sulle violazioni del diritto internazionale da parte dello Stato di Israele, denunciando un genocidio in atto finalizzato alla cancellazione coloniale”.
Dalla proposta si è tuttavia dissociato il consigliere Emiliano Palmieri ( nella foto) di Marzabotto Civica, che ha richiamato le condizioni e i criteri che dovrebbero motivare l’attribuzione della cittadinanza onoraria, ritenendo che non fossero applicabili al caso dell’Albanese. “La storia di Marzabotto, il simbolo che il paese rappresenta con le vittime di Monte Sole, impone di evitare questa attribuzione”, ha dichiarato Palmieri.
Più dura la posizione del capogruppo di Voce per Marzabotto – Forza Italia, Morris Battistini (nella foto), che ha criticato il metodo con cui la proposta è stata inserita “tardivamente” all’ordine del giorno, senza il tempo necessario per una valutazione preventiva dei capigruppo. Battistini ha inoltre accusato Francesca Albanese di essere “vicina ad Hamas”, interpretando in tal senso alcune sue dichiarazioni pubbliche e un confronto giornalistico con il sindaco di Reggio Emilia, Luca Massari. Inoltre, l’ha accusata di aver dichiarato il falso riguardo alla propria qualifica di avvocato al momento dell’assegnazione dell’incarico presso le Nazioni Unite.
A replicare
è stata la consigliera di maggioranza Valentina Franco, secondo cui
almeno una delle condizioni indicate da Palmieri risultava rispettata. La
sindaca Cuppi ha poi precisato che le parole dell’Albanese su Hamas erano state
“mal interpretate”: “La giurista dell’ONU – ha spiegato – si è limitata a
descrivere le condizioni oggettive in cui si è trovata la popolazione
palestinese, affinché si comprenda come certe situazioni di oppressione possano
generare movimenti armati, e per evitare che simili dinamiche si ripetano”.
Il
dibattito, durato a lungo, ha assunto toni accesi. La sindaca ha invitato i
consiglieri a “studiare e documentarsi” per affrontare il tema con maggiore
consapevolezza, un’affermazione che ha provocato una reazione stizzita di
Battistini, il quale – a microfono spento – ha inveito contro la
presidenza. Nel corso della seduta è stato citato anche un episodio che ha
coinvolto un’emittente televisiva locale, accusata di aver espresso giudizi
inadeguati sulla vicenda.
La
discussione si è ulteriormente infiammata dopo l’intervento della consigliera Di
Maio, che ha provocatoriamente osservato come, se le condizioni della
Palestina possono giustificare la nascita di gruppi armati, “un parallelo
potrebbe essere tracciato anche con i fascisti di Monte Sole, le Brigate Rosse
o altri movimenti terroristici”.
In chiusura,
la sindaca Cuppi ha ribadito la piena convinzione nella bontà della proposta,
esprimendo il desiderio che la cerimonia ufficiale di conferimento potesse
avvenire in occasione delle celebrazioni per l’eccidio di Monte Sole del 1944.
L’Albanese, tuttavia, non potrà essere presente, e la consegna avverrà in una
data successiva.
La delibera è stata approvata con il solo voto favorevole della maggioranza, mentre le opposizioni hanno votato contro.










