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sabato 4 ottobre 2025

Francesca Albanese cittadina onoraria di Marzabotto: il Consiglio comunale si divide

 



La giurista delle Nazioni Unite Francesca Albanese ( nella foto) è ufficialmente cittadina onoraria di Marzabotto. La decisione è stata approvata dal Consiglio comunale al termine di una seduta caratterizzata da un intenso e acceso confronto tra maggioranza e opposizione.

La proposta è stata presentata dalla sindaca Valentina Cuppi (nella foto) , che ha motivato l’iniziativa ricordando il ruolo dell’Albanese come esperta di diritto internazionale e diritti umani per le Nazioni Unite. La prima cittadina ha sottolineato come la giurista abbia “relazionato con rigore sulla situazione del popolo palestinese e sulle violazioni del diritto internazionale da parte dello Stato di Israele, denunciando un genocidio in atto finalizzato alla cancellazione coloniale”.


Dalla proposta si è tuttavia dissociato il consigliere Emiliano Palmieri ( nella foto) di Marzabotto Civica, che ha richiamato le condizioni e i criteri che dovrebbero motivare l’attribuzione della cittadinanza onoraria, ritenendo che non fossero applicabili al caso dell’Albanese. “La storia di Marzabotto, il simbolo che il paese rappresenta con le vittime di Monte Sole, impone di evitare questa attribuzione”, ha dichiarato Palmieri.

Più dura la posizione del capogruppo di Voce per Marzabotto – Forza Italia, Morris Battistini (nella foto), che ha criticato il metodo con cui la proposta è stata inserita “tardivamente” all’ordine del giorno, senza il tempo necessario per una valutazione preventiva dei capigruppo. Battistini ha inoltre accusato Francesca Albanese di essere “vicina ad Hamas”, interpretando in tal senso alcune sue dichiarazioni pubbliche e un confronto giornalistico con il sindaco di Reggio Emilia, Luca Massari. Inoltre, l’ha accusata di aver dichiarato il falso riguardo alla propria qualifica di avvocato al momento dell’assegnazione dell’incarico presso le Nazioni Unite. 

A replicare è stata la consigliera di maggioranza Valentina Franco, secondo cui almeno una delle condizioni indicate da Palmieri risultava rispettata. La sindaca Cuppi ha poi precisato che le parole dell’Albanese su Hamas erano state “mal interpretate”: “La giurista dell’ONU – ha spiegato – si è limitata a descrivere le condizioni oggettive in cui si è trovata la popolazione palestinese, affinché si comprenda come certe situazioni di oppressione possano generare movimenti armati, e per evitare che simili dinamiche si ripetano”.

Il dibattito, durato a lungo, ha assunto toni accesi. La sindaca ha invitato i consiglieri a “studiare e documentarsi” per affrontare il tema con maggiore consapevolezza, un’affermazione che ha provocato una reazione stizzita di Battistini, il quale – a microfono spento – ha inveito contro la presidenza. Nel corso della seduta è stato citato anche un episodio che ha coinvolto un’emittente televisiva locale, accusata di aver espresso giudizi inadeguati sulla vicenda.

La discussione si è ulteriormente infiammata dopo l’intervento della consigliera Di Maio, che ha provocatoriamente osservato come, se le condizioni della Palestina possono giustificare la nascita di gruppi armati, “un parallelo potrebbe essere tracciato anche con i fascisti di Monte Sole, le Brigate Rosse o altri movimenti terroristici”.

In chiusura, la sindaca Cuppi ha ribadito la piena convinzione nella bontà della proposta, esprimendo il desiderio che la cerimonia ufficiale di conferimento potesse avvenire in occasione delle celebrazioni per l’eccidio di Monte Sole del 1944. L’Albanese, tuttavia, non potrà essere presente, e la consegna avverrà in una data successiva.

La delibera è stata approvata con il solo voto favorevole della maggioranza, mentre le opposizioni hanno votato contro. 

venerdì 28 febbraio 2025

Perchè Fratelli d'Italia si è astenuta sulla proposta di revoca della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini

 


Riportiamo il comunicato del capogruppo di Fratelli d’Italia nel Consiglio comunale di Casalecchio di Reno, Pietro Capellini ( nella foto), in cui motiva la sua posizione sulla revoca della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini. Alla proposta di revoca, il suo gruppo consiliare si è astenuto. 

Il comunicato: 

Riteniamo che demonizzare un’ideologia, per quanto controversa e discutibile, sia un atto da stolti. La storia deve essere analizzata con senso critico e obiettività, evitando di cadere nella trappola della semplificazione e della polarizzazione.

In quegli anni molti comuni concessero al capo del Governo questo riconoscimento, lo fece anche Bologna. Non mi risulta che la stragrande maggioranza delle città abbia revocato il conferimento, compreso il capoluogo emiliano. Non si capisce l’utilità della revoca.

La nostra posizione non è una giustificazione delle azioni del passato, ma un invito a riflettere su come affrontare il nostro patrimonio storico in modo maturo e consapevole. Solo attraverso il dialogo e la comprensione possiamo costruire una società migliore, senza cadere nell’errore di cancellare il passato. Non è necessario rimettere in discussione un periodo storico che ormai appartiene al passato. 

In conclusione ci chiediamo, pariteticamente ci  sono esponenti del comunismo a cui sono intitolate strade che meriterebbero la revoca?  

mercoledì 23 dicembre 2020

Il Sindaco vuole dare cittadinanza onoraria al soldato Adler

A Monterenzio, dopo ritrovamento 3 bambini conosciuti nel '44

Il Comune di Monterenzio, nel Bolognese, ha intenzione di conferire la cittadinanza onoraria all'ex soldato americano Martin Adler, che proprio pochi giorni fa, a distanza di 76 anni, è riuscito a ritrovare e parlare con i tre bambini, Bruno, Mafalda e Giuliana Naldi, conosciuti nel '44 quando si trovava con le truppe statunitensi a combattere sulla Linea Gotica. Una storia che ha fatto il giro del mondo, finendo sui siti e sui giornali non solo europei, ma anche di India, Messico e Giappone, solo per citare alcuni Paesi.

Il sogno di Adler è stato possibile grazie al lavoro del giornalista e scrittore reggiano Matteo Incerti, che ha raccolto l'appello lanciato sui social dalla figlia dell'ex militare statunitense, oggi 96enne. I fratelli Naldi vissero a Monterenzio fino al 1953, prima di trasferirsi a Castel San Pietro, sempre nel Bolognese. "Come amministrazione abbiamo deciso di conferire la cittadinanza onoraria a questo amico - ha spiegato il sindaco di Monterenzio, Ivan Mantovani - per quello che ha fatto in passato, liberandoci dal nazifascismo, e per l'amicizia e la fratellanza che ha dimostrato nei confronti della nostra gente.
    Per ora è solo un annuncio, ma il 29 dicembre la questione è già all'ordine del giorno in consiglio comunale, per l'approvazione della delibera". C'è poi l'idea di far incontrare Adler e i fratelli Naldi, non solo in video ma anche di persona. "Con l'emergenza sanitaria in corso dobbiamo essere prudenti, ma vogliamo realizzare anche questo sogno. Speriamo di riuscire a farli incontrare verso maggio o giugno, magari quando saranno tutti e quattro vaccinati, viste che parliamo di persone anziane", ha concluso in sindaco. (ANSA).

 

lunedì 3 febbraio 2020

Monzuno propone la cittadinanza onoraria all'onorevole Liliana Segre


di Elisabetta Di Natale
capogruppo di minoranza a Monzuno.


Informo che nel prossimo consiglio comunale verrà approvata la proposta avanzata dal mio gruppo consiliare, 'Per Una Nuova Stagione' di conferire la cittadinanza onoraria alla senatrice a vita Liliana Segre.

Insieme ai consiglieri Luigi Epifani, Cinzia Bertusi e Massimo Tagliati esprimo viva soddisfazione per avere riscontrato il consenso unanime sia della lista Dimmi sia del Gruppo Misto sulla nostra iniziativa, il cui scopo è quello di dare un segnale di gratitudine all'instancabile testimone della Shoah italiana in un periodo caratterizzato da un crescente clima d'intolleranza. 



giovedì 28 novembre 2019

La senatrice Liliana Segre è cittadina onoraria di Sasso Marconi

La senatrice Liliana Segre   (nella foto) è da oggi cittadina onoraria di Sasso Marconi. Il Consiglio Comunale ieri sera le ha conferito infatti il titolo e ha chiesto alla Giunta comunale di invitare la senatrice a una seduta consiliare per ufficializzarne l'attribuzione.

L'ordine del giorno, proposto dalla maggioranza, posto al voto del consiglio motivava la richiesta con le precisazioni: “La senatrice Liliana Segre, sopravvissuta miracolosamente ai lager nazisti , rappresenta con la sua storia e il suo agire un simbolo e un esempio di rispetto e tolleranza dei valori civili e democratici. Alla luce di questi elementi e per la grande autorevolezza incarnata dalla sua storia umana e culturale, il Consiglio Comunale chiede l'attribuzione della cittadinanza onoraria”.

Il documento è stato approvato con il voto favorevole della maggioranza, di Mauro Muratori della Lega e l'astensione dei consiglieri della Lista Civica Dimmi. Ha motivato la scelta di astenersi il capogruppo Marco Mastacchi che, dopo aver riferito di essere molto vicino alla Segre poiché il padre ha vissuto durante il secondo conflitto mondiale una esperienza simile a quella della senatrice, ha spiegato che la sua lista civica, caratterizzata da adesioni di provenienza di ogni formazione politica, ha scelto di non partecipare a discussioni di carattere politico-ideologico al fine di non avviare contrasti interni, ma di partecipare solamente al dibattito di tipo amministrativo locale. La posizione è stata fortemente contrastata dal gruppo di maggioranza. La consigliera Martini ha invitato il gruppo Dimmi a valutare l'opportunità di cambiare opinione e dare un voto favorevole. Fortemente critico anche in vice sindaco Luciano Russo e il sindaco Roberto Parmeggiani si è chiesto come faccia un gruppo politico a non fare politica e a non partecipare al dibattito politico. Ha poi chiesto un ripensamento a Dimmi poiché l'indifferenza può dare adito a diverse e preoccupanti interpretazioni e aprire 'fessure politiche' in cui potrebbero incunearsi proprio i nemici della democrazia. Alla resa dei conti però tutto è andato come annunciato: il gruppo Dimmi si è astenuto e l'ordine del giorno è stato approvato dalla maggioranza e dalla Lega. Il leghista Mauro Muratori ha fatto poi seguire un comunicato in cui scrive: “ Il mio voto è stato favorevole perchè sono d'accordo sulla cittadinanza onoraria a persone che hanno meriti particolari. La cittadinanza onoraria alla signora Segre deve essere un segnale di rispetto e non di propaganda. Se così non fosse sarebbe il peggior insulto alla Shoa che non ha bandiera di sorta anche perchè si sa che in passato gli ebrei furono perseguitati in tutta Europa e non solo”.

martedì 12 novembre 2019

Il Centrodestra di Marzabotto propone la cittadinanza onoraria alla Senatrice Liliana Segre

Il Capogruppo del Centro Destra di Marzabotto, Morris Battistini ha portato al vaglio del Consiglio comunale un ordine del giorno con cui il suo gruppo consiliare propone il conferimento della Cittadinanza onoraria alla senatrice Segre


Ritengo che un Comune come il nostro debba essere uno tra i primi, ed arriviamo già tardi, a concedere la Cittadinanza Onoraria alla Senatrice Segre,” scrive Battistini.
Marzabotto, luogo di tragici fatti che ha visto durante la seconda guerra mondiale morire civili inermi fra cui donne, anziani e bambini, deve essere da monito al mondo intero circa la testimonianza di ciò che le guerre producono: vittime innocenti,” prosegue ilo capogruppo. “Ci corre l'obbligo, a fronte della memoria che deve sempre rimane viva in ognuno di noi, proporre di concedere la cittadinanza onoraria ad una donna che quei tragici momenti li ha vissuti sulla pelle e che nel corso della vita ha speso il suo tempo nel volerli raccontare, seppur con grande dolore e coraggio,” conclude.


Ecco il testo presentato dal Centro Destra


Oggetto: Risoluzione su Ordine del giorno “ Sostegno e solidarietà alla Senatrice a vita Liliana Segre” e proposta di conferimento della Cittadinanza Onoraria

Premesso che Liliana Segre ( nella foto), nata a Milano in una famiglia ebraica, l’11 Dicembre del 1943, a soli 14 anni venne arrestata, incarcerata e poi trasferita al campo di concentramento di Auschwitz Birkenau, dove rimase prigioniera fino al Maggio del ‘45;

Su 776 bambini italiani deportati nei campi, ne rimasero in vita soltanto 25 e la Segre è una dei sopravvissuti;

Il 19 Gennaio 2018, anno in cui ricadeva l’80° anniversario delle leggi razziali, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in base all’Art.59 della Costituzione, ha nominato Liliana Segre Senatrice a vita “ per avere illustrato la Patria con altissimi meriti nel campo sociale”;

Da allora ad oggi la Senatrice ha visto aumentare offese e minacce a lei rivolte soprattutto attraverso i social network, al punto che il Prefetto di Milano, Renato Saccone, si è recentemente visto cosretto ad assegnarle una scorta;

Considerato che Liliana Segre e la sua testimonianza sono un prezioso baluardo della memoria storica del nostro paese;
Marzabotto, città di pace, è simbolo di quanto più terrificante sia stato il risultato della seconda guerra mondiale a fronte delle oltre settecento vittime cadute sulla nostra terra e principalmente monte sole;
Durante gli anni bui della guerra, come tutto il resto d’Italia, Marzabotto venne dilaniata dalle tragedie umane dello sterminio del popolo ebraico e dei civili e pagò un altissimo tributo ancora vivo nella memoria di tutti;
Risulta doveroso da parte del popolo marzabottese stringersi accanto alla senatrice Segre alla quale oltre alla nostra stima, al nostro rispetto, deve correre l’obbligo di elogiare la forza e la determinazione con cui oggi porta avanti battagli contro l’antisemitismo;

Tutto ciò premesso, SI IMPEGNA IL SINDACO E IL CONSIGLIO COMUNALE a concedere la cittadinanza onoraria della città di Marzabotto alla Senatrice a vita Liliana Segre

venerdì 16 febbraio 2018

Loriano Macchiavelli da domani è cittadino onorario di Vergato

Domani, sabato 17 febbraio, l'amministrazione comunale di Vergato conferirà la cittadinanza onoraria a Loriano Macchiavelli ( nella foto) , quale riconoscimento a uno scrittore straordinario che non ha mai dimenticato le sue origini e i suoi legami con Vergato, contribuendo quindi a far conoscere l’Appennino bolognese a generazioni di lettori.

L ’appuntamento ufficiale per il conferimento è alle 11 in Sala Consiliare. Il programma celebrativo proseguirà nel pomeriggio con un incontro alle 16 nella biblioteca “P. Guidotti” : Loriano Macchiavelli dialogherà con Marco Tamarri, responsabile della cultura per l’Unione dei comuni dell’Appennino bolognese sulla 'attività dello scrittore'.
 
All’incontro saranno presenti anche Francesco Guccini e Marcello Fois.

Loriano Macchiavelli è nato a Pioppe nel 1934 e conosce bene l’Appennino che frequenta tutt’ora, in particolare nella zona di Zocca, nel modenese.
Recentemente ha ironicamente dichiarato “ Della mia infanzia ricordo i brividi tragici nell’andare
a letto d’inverno, tra le lenzuola gelate... Non ho nostalgia dei sacrifici che si facevano allora,
preferisco il mio pigiamino caldo di adesso”.
Ha frequentato l’ambiente teatrale come organizzatore e come autore; sue opere teatrali sono
state rappresentate da varie compagnie italiane.
Dal 1974 si è dedicato al genere poliziesco e ha pubblicato numerosi romanzi divenendo uno
degli autori italiani più conosciuti e letti. Nel 1997 è iniziata la collaborazione con Francesco
Guccini , che continua tutt’ora e che pochi mesi fa li ha portati alla pubblicazione del romanzo
Tempo da elfi”, l’ultimo uscito cronologicamente.

Io e Francesco,” ha precisato Macchiavelli, “ abbiamo due concezioni diverse del romanzo: più legato alla fantasia e all’invenzione il mio, più realistico il suo. Eppure sono vent’anni che lavoriamo insieme, nonostante lui si lamenti e borbotti dei miei interventi sui suoi testi per amalgamare lo stile.”

Da tempo ormai si citano i due autori, grazie a questi personaggi, come fondatori del cosiddetto “giallo appenninico”.
Assieme a Marcello Fois e Carlo Lucarelli ha fondato il Gruppo 13, un gruppo di scrittori legati dalla passione per il genere. Con Renzo Cremante ha fondato e dirige Delitti di Carta, prima e ancora sola rivista che si occupi esclusivamente di poliziesco italiano. È considerato uno dei principali artefici del nuovo romanzo poliziesco italiano.

giovedì 30 giugno 2016

Da sabato prossimo Jvonne Paganelli sarà grizzanese.


Sabato prossimo Grizzana Morandi avrà un cittadino in più. E' l'artista Jvonne Paganelli, che alle 17, nella sala consiliare del municipio, riceverà dal sindaco Graziella Leoni l'investitura ufficiale a 'cittadina onoraria di Grizzana'.

Il primo cittadino ha sottolineato nella motivazione, i grandi meriti artistici di Jvonne e la sua predilezione per Grizzana. Tutto ciò legittima, precisa la Leoni, il privilegio di divenire 'concittadina d'affetto' di Giorgio Morandi. 
Nell'occasione sarà inaugurata la mostra della pittrice.  

Ecco cosa scrive Graziella Leoni.


Il Comune di Grizzana Morandi in questi anni ha inteso divenire un punto di riferimento per gli artisti, una sorta di casa, sempre aperta per accogliere e dare ascolto alle diverse forme di ricerca, il tutto partendo dal grande insegnamento di un Maestro come Giorgio Morandi, figura di riferimento di tutta l’arte del’ 900, che elesse il nostro territorio a propria musa.


Questa eredità è per Grizzana elemento non soltanto simbolico ma assolutamente forte e immediato…è qualcosa che si respira nell’aria e si percepisce con lo sguardo, che si posa sui calanchi, i fienili e le strade sterrate che parlarono al cuore dell’artista...gli stessi paesaggi nei quali oggi siamo immersi e che, nonostante gli anni trascorsi, si conservano pressoché inalterati e pieni di pathos e suggestione.
Nel nostro percorso culturale molti degli artisti che abbiamo avuto il piacere di ospitare presso i suggestivi siti del territorio, hanno poi ritenuto opportuno lasciare alla nostra Amministrazione e al paese dove visse e lavorò Morandi, le loro opere ( nelle foto quelle di Jvonne).
In questo contesto si inserisce l’importante lavoro di Jvonne Paganelli, valente pittrice che sa creare nelle sue opere , con una sensibilità tutta al femminile, un profondo rapporto tra natura e territorio appenninico, giungendo attraverso il pennello a coglierne l’intima essenza.

In questa occasione si tratta di un piacevole ritorno. Infatti, dopo aver ospitato a Grizzana la mostra 'Nel Cuore dell’Arte' 2010, quest’anno siamo orgogliosi di avere ancora Jvonne nel fantastico contesto di Villa Mingarelli, con una nuova straordinaria novità: non solo verrà inaugurata la nuova mostra, frutto del lavoro di ricerca di questi ultimi anni, ma l’artista ha deciso di fare a favore del Comune di Grizzana un’importante donazione delle sue opere. Questo ci riempie di orgoglio e conferma il paese di Grizzana Morandi come vera 'casa' degli artisti, luogo dell’anima ideale per l’incontro con le loro diverse poetiche.


Il responsabile Settore Turismo e Cultura dell'Unione Appennino Bolognese, Marco Tamarri, ha aggiunto:

Quando mi fu proposto di scrivere un testo per l’inaugurazione della mostra di Jvonne Paganelli, precisai subito che ero onorato di tale richiesta, ma che non avevo assolutamente nel mio bagaglio di conoscenze, il linguaggio e le tecniche espressive di un critico d’arte. Visto la disponibilità a confermarmi tale richiesta, mi accingo a scrivere due righe, usando come unico parametro per le mie considerazioni, le emozioni e le suggestioni che ho incontrato nel visionare le opere della pittrice Jvonne Paganelli. Ed ecco che si verifica quell’esperienza così unica che incontra un semplice fruitore di lavori artistici, un semplice lettore, si è verificato lo stupore , l’incanto, cioè quel livello a cui tendere quando ci capita di incontrare il lavoro di un qualsiasi artista, sia esso uno scrittore, un teatrante, un musicista, o come in questo caso, una pittrice. L’incanto a me procurato dall’opera di Jvonne, è la sua capacità di prendermi per mano e farmi viaggiare nel paesaggio del nostro Appennino. Ritrovo i luoghi in cui sono nato, i tipici profili dei monti, delle case, dei boschi, di una natura sempre splendida in ogni stagione. Lo stupore consiste nel presentarmi tali elementi del paesaggio, in modo originale non banale, con quella capacità degli artisti di rango, di svelare un mondo di suggestioni e emozioni, che spesso nella quotidianità non cogliamo. E’ come uno slancio vitale che permette all’artista di presentarci le stesse cose che abbiamo tutti i giorni sotto gli occhi, ma che non riusciamo a cogliere nel loro profondo significato estetico; di presentarcele con una luce nuova, la luce dell’incanto. Non mi resta che ringraziare Jvonne perché col suo lavoro raggiunge quella sintonia e quella capacità espressiva, che permette ad un qualsiasi fruitore di un ‘opera d’arte, di risultarne arricchito dopo la sua visione. Grazie Jvonne per avermi fatto viaggiare in un paesaggio che pensavo di conoscere a mena dito e che mi hai svelato in una luce nuova e affascinante.

lunedì 29 ottobre 2012

Padre Gabriele Digani è da ieri cittadino di Monzuno.


Padre Gabriele, il sindaco Mastacchi e 
Claudia Conti
presidente del Circolo di Brento.


  

Padre Gabriele Digani dell'opera Padre Marella è da ieri cittadino di Monzuno. Ha ricevuto infatti dalle mani di sindaco Marco Mastacchi l’onorificenza  della cittadinanza onoraria, ieri domenica 28 ottobre, in occasione della festa parrocchiale di Sant’ Ansano a Brento.

Padre Gabriele, dalla morte di padre Marella, ha seguito la chiesa di Brento, voluta appunto da padre Marella, celebrando per la comunità ospite tutte le funzioni religiose affidate al parroco. Presente ormai da 35 anni ha allacciato un fortissimo legame con la comunità di Brento non solo sotto il profilo religioso, ma anche  umano. 
Ha espresso questo sentimento l’assessore alla cultura di Monzuno Ermanno Pavesi, che risiede a Brento: “Padre Gabriele,” ha detto, “ ha preso il testimone lasciato da Padre Marella con uno spirito di servizio che ha coinvolto tutti. Lo riteniamo  uno di noi. L’ufficializzazione della sua cittadinanza è solo un ‘timbro’ che dà forma a una realtà concreta da tempo”. 

alla cerimonia di consegna era presente anche Francesco Manieri, presidente del circolo PD di Monzuno.

sabato 27 ottobre 2012

Pupi Avati cittadino onorario di Sasso Marconi !?


Pupi Avati

Il consigliere comunale Andrea Micheletti ha chiesto al Consiglio comunale di assegnare la cittadinanza onoraria di Sasso Marconi a Pupi Avati.

Ha concretizzato la sua proposta con questa nata indirizzata al sindaco, alla giunta e ai colleghi del consiglio:

Giuseppe Avati, a tutti noto come ‘Pupi’, è nato a Bologna nel 1938. Regista e sceneggiatore pluripremiato e pluridecorato, ha saputo attraversare con risultati anche molto apprezzati quasi tutti i generi cinematografici, dal noir al drammatico, dalla commedia (più o meno musicale) all'horror. Produce film, scrive, ed ama la musica.

Ha sempre avuto un rapporto molto speciale con Sasso Marconi. Qui la sua mamma veniva a trovare le zie, una parte delle sua famiglia a cui era molto legata. Qui i suoi genitori si sono conosciuti. Qui ha girato varie sue pellicole. Credo che in tanti ricordino con piacere, ad esempio, il fermento in occasione del casting di quel Testimone dello sposo, del 1997, con Diego Abatantuono, Ines Sastre e tanti sassesi  in ruoli più o meno secondari.

Il 13 ottobre scorso Pupi Avati, insieme al fratello Antonio, era a Sasso Marconi, per partecipare all'assegnazione dei Premi dedicati a Nik Novecento ed è stato un piacere sentirgli annunciare  che il prossimo inverno verrà messa in onda sulle reti nazionali la fiction Un matrimonio, con Christian de Sica e Micaela Ramazzotti, che prende ispirazione dalla storia d'amore dei suoi genitori, che proprio a Sasso Marconi ha preso l'avvio.
E anche il suo affetto per Nik Novecento, al secolo Leonardo Sottani, di Borgonuovo, rappresenta un segno importantissimo della relazione di Pupi Avati con Sasso Marconi.
So che in tanti a Sasso lo vorrebbero ‘cittadino onorario’  e so che in tanti si augurano  che possa succedere.

Il sindaco Stefano Mazzetti ha accolto con condivisione la richiesta,  anche perché, ha ricordato, in più di una selezione  Pupi Avati è stato fra i candidati  al premio ‘Città di Sasso Marconi’. Ha quindi assicurato che la proposta verrà presa in esame, formalizzata e portata al voto del Consiglio comunale.