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sabato 26 settembre 2026

Marzabotto, la cittadinanza onoraria a Francesca Albanese nel segno della memoria e dei diritti umani

Il Comune precisa le ragioni del conferimento: “La memoria di Monte Sole deve tradursi in impegno nel presente”


Il Comune di Marzabotto interviene per precisare il significato del conferimento della cittadinanza onoraria a Francesca Albanese, assegnata nel corso di una cerimonia svoltasi mercoledì al Teatro Comunale. Il conferimento era stato deliberato a maggioranza dal Consiglio comunale il 3 ottobre 2025.

La scelta, spiega l'Amministrazione, si inserisce nel lungo percorso intrapreso da Marzabotto sui temi della memoria, della pace, dei diritti umani e della solidarietà con i popoli vittime di conflitti e violenze. Un impegno che il Comune riconduce in particolare alla propria storia e al lavoro sviluppato, a partire dagli anni Sessanta, anche attraverso l'esperienza di Dante Cruicchi, prima come sindaco, poi come presidente del Comitato per le Onoranze ai Caduti di Marzabotto e come fondatore dell'Unione Mondiale delle Città Martiri.

Marzabotto, Città Messaggera di Pace, lega infatti la propria identità alla memoria degli eccidi nazifascisti di Monte Sole. Un'eredità che l'Amministrazione considera non soltanto come patrimonio storico da custodire, ma anche come responsabilità civile da esercitare di fronte alle violazioni dei diritti umani contemporanee.

Nel Sacrario di Marzabotto, ricorda il Comune, lungo la scalinata che conduce alle vittime degli eccidi di Monte Sole sono presenti targhe dedicate ad altri luoghi e popolazioni colpite dalla violenza: Auschwitz, Halabja, Srebrenica. È da questo itinerario della memoria che l'Amministrazione fa discendere la propria scelta di intervenire nel dibattito internazionale sui conflitti e sulla tutela dei diritti fondamentali.

Dalla memoria all'impegno nel presente

La posizione espressa dal Comune riguarda in particolare la situazione nei territori palestinesi occupati e nella Striscia di Gaza. L'Amministrazione sottolinea di avere promosso negli anni iniziative di dialogo e confronto tra realtà israeliane e palestinesi impegnate per la pace e ricorda l'accoglienza, a Marzabotto, di giovani israeliani e palestinesi fin dagli anni Ottanta.

«Per noi la Memoria deve essere uno strumento per agire nel presente», è il principio ribadito dal Comune, secondo il quale il lavoro sulla memoria deve accompagnarsi alla costruzione di ponti tra comunità e alla denuncia delle violazioni dei diritti umani.

È in questo quadro che viene motivata la cittadinanza onoraria ad Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nel territorio palestinese occupato dal 1967, incarico che ricopre tuttora secondo l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani. spinternet.ohchr.org

L'Amministrazione comunale definisce il lavoro della relatrice «un impegno instancabile nella tutela del diritto internazionale e nella difesa dei diritti umani», sottolineandone le denunce relative all'occupazione, alla situazione umanitaria a Gaza e alle responsabilità di Stati, imprese e individui.

Albanese ha sostenuto, nei suoi rapporti alle Nazioni Unite, che vi siano ragionevoli motivi per ritenere raggiunta la soglia indicativa del genocidio a Gaza. Si tratta delle conclusioni espresse dalla relatrice speciale nell'ambito del proprio mandato e non di una sentenza giudiziaria definitiva. ohchr.org

La questione è inoltre oggetto di un procedimento davanti alla Corte internazionale di giustizia nel caso Sudafrica c. Israele, nel quale la Corte ha disposto misure provvisorie vincolanti nei confronti di Israele ai sensi della Convenzione sul genocidio. Il procedimento sul merito è distinto dalle valutazioni contenute nei rapporti della relatrice speciale. Corte Internazionale di Giustizia+1

Il riconoscimento ad Albanese

Nel motivare il conferimento, il Comune di Marzabotto attribuisce ad Albanese il merito di avere svolto il proprio mandato con «rigore e indipendenza», denunciando, secondo la prospettiva espressa nei suoi rapporti, violazioni del diritto internazionale e dei diritti della popolazione palestinese.

La motivazione ufficiale della cittadinanza onoraria richiama inoltre il suo lavoro di denuncia delle responsabilità di Stati, aziende e individui e l'attenzione dedicata alle conseguenze dell'occupazione e delle operazioni militari sulla popolazione palestinese.

Sul piano giudiziario internazionale, va ricordato che nel novembre 2024 la Corte penale internazionale ha emesso un mandato d'arresto nei confronti del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, contestando, a livello di accuse, crimini di guerra e crimini contro l'umanità; il mandato non equivale a una condanna e il procedimento riguarda responsabilità individuali specifiche. Corte Penale Internazionale

La visita a Monte Sole

Nel messaggio del Comune, un passaggio particolare è dedicato alla presenza di Francesca Albanese a Marzabotto e alla visita ai luoghi della memoria.

L'Amministrazione ringrazia la relatrice speciale per avere visitato il Sacrario di Marzabotto, il Centro di Interpretazione di Monte Sole, la Scuola di Pace e il Poggio Re_Esistente, fermandosi a parlare con le persone impegnate nelle attività del territorio.

Un'esperienza che, nelle parole del Comune, ha rappresentato anche un'occasione di confronto sul significato della memoria e sul lavoro quotidiano svolto sulle colline di Monte Sole.

È proprio da questo incontro tra memoria storica e responsabilità nel presente che Marzabotto fa discendere il senso della cittadinanza onoraria: ricordare le vittime degli eccidi e, nello stesso tempo, mantenere viva l'attenzione sui diritti umani, sulla legalità internazionale e sulla necessità di prevenire nuove violenze.

«Qui ci sono mani disposte ad alimentare il fuoco della Memoria», è la frase con cui il Comune conclude il proprio messaggio, trasformando il riconoscimento ad Albanese in un ulteriore richiamo al ruolo che Marzabotto intende svolgere come luogo della memoria, del dialogo e della cultura della pace.

giovedì 24 settembre 2026

Francesca Albanese è cittadina onoraria di Marzabotto

 La relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati ha ricevuto il riconoscimento dalla sindaca Valentina Cuppi, davanti a un teatro gremito. «Marzabotto è un testamento vivente della resistenza all’oppressione».



Francesca Albanese è cittadina onoraria di Marzabotto. La relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nei territori palestinesi occupati ha ricevuto il riconoscimento dalle mani della sindaca Valentina Cuppi, davanti a un teatro gremito e a un pubblico di alcune centinaia di persone, che l’ha accolta con un lungo applauso.

Con la cerimonia, Marzabotto ha confermato la decisione di conferire la cittadinanza onoraria ad Albanese, una scelta che nelle ultime settimane aveva alimentato un confronto politico, anche in relazione al mancato invito alla cerimonia di altre istituzioni locali e regionali.

A fare gli onori di casa è stata la sindaca Valentina Cuppi, che ha espresso il proprio compiacimento per il conferimento del riconoscimento e ha rivendicato la scelta dell’amministrazione comunale. Nel motivarla, Cuppi ha richiamato il ruolo storico di Marzabotto e Monte Sole, sottolineando la necessità di mantenere viva la memoria delle stragi nazifasciste e, al tempo stesso, di tradurre quella memoria in un impegno concreto per la tutela dei diritti umani nel presente.

Secondo la sindaca, Marzabotto non poteva «mancare» di fronte alle violazioni dei diritti umani e doveva assumere una posizione coerente con la propria storia. Il riconoscimento ad Albanese è stato quindi motivato anche con il lavoro svolto dalla giurista nell’ambito del suo mandato come relatrice speciale delle Nazioni Unite.

Alla base della scelta dell’amministrazione, ha spiegato Cuppi, ci sono dunque il rispetto per il significato storico di Marzabotto e Monte Sole e la convinzione che il lavoro sulla memoria non possa esaurirsi nel ricordo del passato, ma debba tradursi anche in un impegno sui diritti umani nel presente.

«Un luogo che non si visita, si onora»: è questo il senso attribuito alla cerimonia, in una giornata nella quale la storia di Marzabotto è stata posta in dialogo con le questioni contemporanee legate alla tutela dei diritti e alla resistenza all’oppressione.


mercoledì 23 settembre 2026

Francesca Albanese diventa cittadina di Marzabotto



di Dubbio


Marzabotto consegna oggi, mercoledì 23 settembre, la cittadinanza onoraria a Francesca Albanese, nonostante le polemiche suscitate dalla decisione. La sindaca del Pd Valentina Cuppi ha confermato sia l’onorificenza sia la cerimonia, in programma al Teatro Comunale: «Non mi interessano le polemiche: ritengo le motivazioni per il conferimento assolutamente valide e le confermo».

Contro la decisione si è schierata la Federazione Italiana Associazioni Partigiane (FIAP), che, come riporta la Gazzetta di Bologna, contesta il significato del riconoscimento proprio nella città simbolo degli eccidi nazifascisti di Monte Sole.

Secondo la Federazione, la cittadinanza ad Albanese non può essere considerata semplicemente uno dei tanti riconoscimenti assegnati da un’amministrazione comunale. «Il gonfalone del Comune di Marzabotto è decorato con la Medaglia d’Oro al Valor Militare. La cittadinanza onoraria di Marzabotto non sarebbe un riconoscimento fra i tanti, ma un atto compiuto in nome di quelle vittime e della comunità che ne custodisce il ricordo».

La FIAP ha chiesto quindi alla sindaca di considerare anche «l’impatto simbolico» della decisione, richiamando il legame tra Marzabotto, Monte Sole e la memoria degli eccidi nazifascisti del 1944.

La Federazione precisa di non contestare il diritto di sostenere le posizioni espresse da Albanese, ma ritiene che queste non debbano essere associate alla storia della Resistenza italiana e alla memoria delle vittime di Monte Sole.

Il passaggio più duro della presa di posizione riguarda il possibile accostamento tra le vittime di Gaza e quelle degli eccidi nazifascisti. La FIAP parla di un «parallelismo tacito, non dichiarato ma inequivocabile: le vittime di Gaza come le vittime del nazifascismo, gli israeliani di oggi come i tedeschi di ieri».

Da qui la durissima conclusione della Federazione: «È un insulto alla memoria, oltre che un’inaccettabile narrazione antisemita, ed è tanto più grave che avvenga a Marzabotto, laddove i nomi incisi sulle pietre chiedono l’esatto contrario: precisione storica, distinzione, riconoscimento delle responsabilità reali e coerenza con i valori della Liberazione trasfusi nella Costituzione».

Contrario alla decisione si era dichiarato, già dopo l’annuncio, anche il capogruppo consiliare di Marzabotto, Morris Battistini, che aveva definito la scelta «un’offesa alla Memoria imperitura di Marzabotto e uno sfregio al simbolo di pace che il paese, con le vittime di Monte Sole, porta con orgoglio in giro per tutto il mondo».

Battistini ha annunciato che sarà presente alla cerimonia di conferimento della cittadinanza e ha preannunciato un intervento di dura disapprovazione.

Foto Gazzetta di Bologna 

sabato 4 ottobre 2025

Francesca Albanese cittadina onoraria di Marzabotto: il Consiglio comunale si divide

 



La giurista delle Nazioni Unite Francesca Albanese ( nella foto) è ufficialmente cittadina onoraria di Marzabotto. La decisione è stata approvata dal Consiglio comunale al termine di una seduta caratterizzata da un intenso e acceso confronto tra maggioranza e opposizione.

La proposta è stata presentata dalla sindaca Valentina Cuppi (nella foto) , che ha motivato l’iniziativa ricordando il ruolo dell’Albanese come esperta di diritto internazionale e diritti umani per le Nazioni Unite. La prima cittadina ha sottolineato come la giurista abbia “relazionato con rigore sulla situazione del popolo palestinese e sulle violazioni del diritto internazionale da parte dello Stato di Israele, denunciando un genocidio in atto finalizzato alla cancellazione coloniale”.


Dalla proposta si è tuttavia dissociato il consigliere Emiliano Palmieri ( nella foto) di Marzabotto Civica, che ha richiamato le condizioni e i criteri che dovrebbero motivare l’attribuzione della cittadinanza onoraria, ritenendo che non fossero applicabili al caso dell’Albanese. “La storia di Marzabotto, il simbolo che il paese rappresenta con le vittime di Monte Sole, impone di evitare questa attribuzione”, ha dichiarato Palmieri.

Più dura la posizione del capogruppo di Voce per Marzabotto – Forza Italia, Morris Battistini (nella foto), che ha criticato il metodo con cui la proposta è stata inserita “tardivamente” all’ordine del giorno, senza il tempo necessario per una valutazione preventiva dei capigruppo. Battistini ha inoltre accusato Francesca Albanese di essere “vicina ad Hamas”, interpretando in tal senso alcune sue dichiarazioni pubbliche e un confronto giornalistico con il sindaco di Reggio Emilia, Luca Massari. Inoltre, l’ha accusata di aver dichiarato il falso riguardo alla propria qualifica di avvocato al momento dell’assegnazione dell’incarico presso le Nazioni Unite. 

A replicare è stata la consigliera di maggioranza Valentina Franco, secondo cui almeno una delle condizioni indicate da Palmieri risultava rispettata. La sindaca Cuppi ha poi precisato che le parole dell’Albanese su Hamas erano state “mal interpretate”: “La giurista dell’ONU – ha spiegato – si è limitata a descrivere le condizioni oggettive in cui si è trovata la popolazione palestinese, affinché si comprenda come certe situazioni di oppressione possano generare movimenti armati, e per evitare che simili dinamiche si ripetano”.

Il dibattito, durato a lungo, ha assunto toni accesi. La sindaca ha invitato i consiglieri a “studiare e documentarsi” per affrontare il tema con maggiore consapevolezza, un’affermazione che ha provocato una reazione stizzita di Battistini, il quale – a microfono spento – ha inveito contro la presidenza. Nel corso della seduta è stato citato anche un episodio che ha coinvolto un’emittente televisiva locale, accusata di aver espresso giudizi inadeguati sulla vicenda.

La discussione si è ulteriormente infiammata dopo l’intervento della consigliera Di Maio, che ha provocatoriamente osservato come, se le condizioni della Palestina possono giustificare la nascita di gruppi armati, “un parallelo potrebbe essere tracciato anche con i fascisti di Monte Sole, le Brigate Rosse o altri movimenti terroristici”.

In chiusura, la sindaca Cuppi ha ribadito la piena convinzione nella bontà della proposta, esprimendo il desiderio che la cerimonia ufficiale di conferimento potesse avvenire in occasione delle celebrazioni per l’eccidio di Monte Sole del 1944. L’Albanese, tuttavia, non potrà essere presente, e la consegna avverrà in una data successiva.

La delibera è stata approvata con il solo voto favorevole della maggioranza, mentre le opposizioni hanno votato contro.