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mercoledì 20 marzo 2024

Digitale: In ritardo la banda ultralarga nelle aree bianche

I rilievi , le considerazioni e le raccomandazioni della Corte dei Conti al MIMIT.

Il Collegio del Controllo  della Corte dei Conti rileva:

 

E’ sensibile il ritardo registrato nella realizzazione delle infrastrutture digitali legate al Piano Banda Ultralarga - Aree Bianche per la connettività di circa 8.400.000 abitazioni in Italia, con una dilatazione dei tempi medi delle fasi procedurali e uno spostamento in avanti della concreta attuazione rispetto alle scadenze originarie.

E’ quanto rileva il Collegio del controllo concomitante della Corte dei conti nell’analisi, approvata con Delibera n. 4/2024/CCC, sullo stato di avanzamento del Piano Banda Ultralarga relativo alle cosiddette Aree Bianche, definite “a fallimento di mercato” per l’assenza di investimenti privati.

Il Piano - posto sotto il controllo del MIMIT e finanziato prevalentemente con i fondi strutturali europei FESR e FEASR, nonché con il fondo nazionale FSC - interessa 7.413 comuni italiani, con la copertura di circa 6.300.000 unità immobiliari a tecnologia Fiber To The Home (FTTH), 2.100.000 a tecnologia Fixed Wireless Access (FWA) e 29.895 tra sedi PA e aree industriali. 

A fine 2023 - evidenzia la Corte - risultavano coperte in FTTH circa 3,4 milioni di abitazioni (il 54% del target finale) e 18.616 sedi PA e aree industriali (il 62%), oltre a 437.000 unità immobiliari in fase di collaudo (7%) e più di 2,2 milioni in fase di lavorazione (36%). Meno positivi i dati emersi sugli investimenti di rete FWA che - spiegano i giudici contabili - vanno interpretati con cautela in virtù della tipologia di architettura FWA.

I ritardi registrati finora sono stati governati con il ricorso all’istituto delle penali che, a fine 2023, risultano applicate per un importo complessivo di 54,6 milioni di euro. Una cifra per la quale - sottolinea la magistratura contabile - emerge, su alcuni lotti, la riduzione dei margini per ricorrere a ulteriori iniziative, anche in virtù dell’attuale assetto contrattuale.

In caso di disallineamento tra effettivo progresso dei lavori e scadenza finale del Piano (settembre 2024), andranno definiti i necessari interventi correttivi anche sul fronte della scarsità di manodopera specializzata e adottato un nuovo cronoprogramma che garantisca la chiusura dei lavori in tempi celeri, con un controllo serrato sul rispetto delle nuove scadenze da parte di tutti i soggetti coinvolti.

(Segnalato da Dubbio) 

domenica 9 luglio 2023

Nel settembre 2024 tutti i comuni montani avranno la ‘banda ultralarga’

Stilato il nuovo crono programma. ‘Fusse che fusse la volta buona’

 

Si è svolto l’incontro tra UNCEM e Lepida per fare il punto sullo stato di avanzamento degli interventi per la banda larga, la fibra ottica e le infrastrutture per la telefonia mobile nei Comuni montani dell’Emilia-Romagna.

All’incontro, svoltosi online con ampia partecipazione di amministratori e tecnici di Comuni e Unioni, ha partecipato, ovviamente, il direttore generale di Lepida, Gianluca Mazzini, il quale ha fornito l’aggiornamento sullo stato di fatto degli interventi, anche alla luce della delibera regionale che ha approvato il nuovo testo (si tratta della terza revisione) della convenzione operativa per lo sviluppo della banda ultra larga nel territorio emiliano-romagnolo tra il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e la stessa Regione Emilia-Romagna in attuazione dell’Accordo di programma sottoscritto nell’aprile 2016.

Dopo l’apertura del presidente UNCEM Emilia-Romagna, Giovanni Battista Pasini, e i saluti del presidente UNCEM nazionale, Marco Bussone, Mazzini, attraverso la proiezione di slide ha messo in evidenza il fatto che dopo il periodo di rallentamento dovuto alla pandemia, gli interventi non sono ripresi in pieno come si sperava. Questo per diverse cause, ma principalmente per i fortissimi aumenti delle materie prime, che in molti casi hanno comportato fino al raddoppio dei costi.
Ha poi elencato, per sommi capi, quali sono le novità della nuova convenzione, in particolare riguardo all’aggiornamento del cronoprogramma generale che, secondo quanto presentato dal concessionario Open Fiber, prevede uno slittamento che porta la data di completamento degli interventi in Emilia-Romagna al giugno 2024, al netto dei tempi per i collaudi stimati in ulteriori tre mesi. Quanto allo stato dell’arte, su 126 comuni montani e parzialmente montani, ne rimangono da completare 46, sia con fibra (in prevalenza) che in wireless. In totale gli interventi andranno a servire un totale di 97.223 unità abitative in questi territori. Al momento le richieste attivate sono 2.504 su 4.444 presentate, con 642 in lavorazione.
Rispetto invece ai tralicci per la telefonia mobile in montagna, ne sono stati finora realizzati 20, con altri 4 in arrivo entro l’estate. Di altri 9 è in corso l’iter per i permessi e altri 12 sono in fase di progettazione o di ricerca del terreno di ubicazione.
Il direttore di Lepida ha poi risposto a numerosi quesiti posti dai partecipanti, molti riguardanti situazioni particolari con lavori in corso o da poco ultimati. Chiosa finale del presidente dell’UNCEM Pasini, che ha dato voce al desiderio di tutti augurandosi che davvero, entro la fine del 2024, si possa concludere il grosso dei lavori.

Se lo augurano in molti,  anche perché, a riprova dello spiacevole ritardo, sulle colline marconiane di Sasso Marconi ( dove è nata  l’era delle telecomunicazioni grazie a Marconi) i cellulari non hanno campo. E questo stupisce non poco i visitatori che oggi percorrono i sentieri dedicati proprio a Marconi.