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mercoledì 10 gennaio 2024

Parte la nuova campagna di comunicazione Inail sugli infortuni domestici

 Con l’hashtag #bastaunattimo, l’iniziativa parte il 27 dicembre e prosegue per tutto il mese di gennaio, attraverso tv, radio, web, social e carta stampata per sensibilizzare sui rischi più frequenti tra le pareti di casa e ricordare la scadenza al 31 gennaio 2024 del rinnovo dell’assicurazione obbligatoria


INAIL informa: 

Chi si occupa della gestione quotidiana della propria abitazione sottovaluta spesso i rischi connessi allo svolgimento dei lavori domestici. Secondo uno studio della Sorveglianza Passi (Progressi delle aziende sanitarie per la salute in Italia) dell’Istituto superiore della Sanità, che analizza dati relativi al periodo 2021-2022, la consapevolezza del rischio di infortunio domestico è scarsa: solo sei intervistati su 100 considerano alta o molto alta la possibilità di avere un incidente in casa. Con la nuova campagna di comunicazione, in programma dal 27 dicembre e per tutto il mese di gennaio 2024, l’Inail intende promuovere l’importanza delle misure di prevenzione al fine di evitare gli infortuni che possono verificarsi nella cura della casa e della famiglia.

Conoscere i rischi per prevenirli. Con l’obiettivo di diffondere la consapevolezza delle insidie nascoste nell’esercizio giornaliero delle attività domestiche, la campagna mira a promuovere comportamenti virtuosi utili a prevenire infortuni più o meno gravi che possono verificarsi nell’abitazione e nelle sue pertinenze. Mettendo sotto i riflettori alcune azioni quotidiane, come la preparazione dei pasti o la pulizia di stoviglie o arredi, vengono evidenziati i rischi specifici di ogni ambiente domestico, facendo notare come basta anche la più piccola disattenzione perché si possa verificare un evento pericoloso.


#Bastaunattimo anche per i più giovani. La campagna si rivolge alla figura tradizionale delle casalinghe e dei casalinghi, ma mette in evidenza che destinatari dell’assicurazione sono anche giovani studenti che si occupano dell’ambiente in cui abitano, disoccupati o lavoratori in cassa integrazione e in generale tutti coloro che si occupano a titolo gratuito e in maniera esclusiva della cura della propria casa e famiglia. Per avvicinare il pubblico dei più giovani l’iniziativa fa leva sull’utilizzo dei media digitali per veicolare i contenuti informativi, utilizzando anche il linguaggio e i formati tipici di queste piattaforme quali le storie e i reel.

L’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni domestici a soli 24 euro l’anno. Tutte le persone di età compresa tra i 18 e i 67 anni che si prendono cura della casa e dei propri familiari in maniera abituale, esclusiva e gratuita e sono già assicurate devono rinnovare l’assicurazione entro il 31 gennaio 2024 versando il premio annuale di 24 euro.  La copertura assicurativa decorre dal 1° gennaio se il pagamento è effettuato entro il termine stabilito. Se il versamento è effettuato dopo la scadenza, l’assicurazione decorre dal giorno successivo al pagamento. È sempre possibile sottoscrivere l’assicurazione durante tutto l’anno per chi non sia già assicurato. Per le famiglie a basso reddito, il premio assicurativo è a carico dello Stato.

giovedì 17 febbraio 2022

Accordo Inail e Gruppo Monti per Porretta Terme

 

Il sindaco di Alto Reno Terme, Giuseppe Nanni, con grande soddisfazione, ha dato l’annuncio che è stato sottoscritta la convenzione fra Inail e Gruppo Monti.

L’importante  accordo, ha spiegato il primo cittadino,   porterà a Porretta Terme investimenti per decine di milioni di euro per nuove costruzione e per riqualificazioni di quelle esistente. 

“ E’ un importante punto fermo per la ripartenza,” ha sottolineato Nanni. “Questo primo grande investimento non sarebbe stato possibile senza l’aiuto di Inail che non avrebbe dato il consenso se non ci fosse stata la disponibilità del gestore.”

Il sindaco ha poi ringraziato tutti coloro che si sono resi protagonisti per arrivare al risultato sperato e in particolare i parlamentari del territorio grazie a quali nel 2018 e stata modificata la legge finanziaria in modo tale da rendere possibile il risultato ottenuto.

Nanni ha poi concluso dicendo che a breve tecnici del gruppo attuatore e del Comune si incontreranno per elaborare e depositare i progetti esecutivi

lunedì 28 dicembre 2020

Covid. Inail: “Superate le 100mila infezioni sul lavoro”. Seconda ondata peggio della prima. Nella sanità il 68,7% delle denunce e il 23,7% dei casi mortali. Gli infermieri i più colpiti

La “seconda ondata” dei contagi ha avuto un impatto più significativo della prima anche in ambito lavorativo. La categoria professionale più colpita è quella dei tecnici della salute, con il 38,6% delle infezioni denunciate, circa l’82% delle quali relative a infermieri, seguita dagli operatori socio-sanitari (18,6%), dai medici (9,5%), dagli operatori socio-assistenziali (7,6%) e dal personale non qualificato nei servizi sanitari, come ausiliari, portantini e barellieri (4,7%). I casi mortali tra i sanitari sono il 23,7%, al primo posto infermieri con il 9,3% dei morti e poi i medici con il 6,5%. IL RAPPORTO.

Le infezioni da Covid-19 di origine professionale denunciate all’Inail alla data del 30 novembre sono 104.328, pari al 20,9% del complesso delle denunce di infortunio sul lavoro pervenute dall’inizio dell’anno e al 13% dei contagiati nazionali comunicati dall’Istituto superiore di sanità (Iss) alla stessa data.
 
Rispetto alle 66.781 denunce rilevate alla data del 31 ottobre i casi in più sono 37.547, di cui 27.788 riferiti a novembre e 9.399 a ottobre,
per un totale al 30 novembre di 104.328 denunce.
 
Lo rileva oggi l'Inail che sottolinea come la “seconda ondata” dei contagi abbia avuto un impatto più significativo della prima anche in ambito lavorativo. Nel bimestre ottobre-novembre, infatti, si rileva il picco dei contagi con quasi 49mila denunce di infortunio (pari al 47% del totale) rispetto alle circa 46.500 registrate nel bimestre marzo-aprile. Il divario, peraltro, è destinato ad aumentare nella prossima rilevazione per effetto del consolidamento particolarmente influente sull’ultimo mese della serie.

 
Ricordiamo che l'Inail non registra i casi di contagio e i decessi dei sanitari non assicurati con Inail (mmg, liberi professionisti, farmacisti, ecc.)
 
I casi mortali dall'inizio della pandemia sono 366, pari a circa un terzo del totale dei decessi denunciati all’Inail dall’inizio dell’anno, con un’incidenza dello 0,7% rispetto ai deceduti nazionali da Covid-19 comunicati dall’Iss alla stessa data. Rispetto ai 332 decessi rilevati dal monitoraggio al 31 ottobre, i casi mortali segnalati all’Istituto sono 34 in più, di cui 20 nel solo mese di novembre. La metà dei decessi (50,3%) è avvenuta ad aprile, il 33,1% a marzo, il 6,0% a maggio, il 5,5% a novembre, l’1,6% a luglio e a ottobre, l’1,4% a giugno e lo 0,3% ad agosto e settembre.
 
Sul totale dei 366 decessi, il settore della sanità e assistenza sociale (ospedali, case di cura e di riposo, istituti, cliniche e policlinici universitari, residenze per anziani e disabili…) registra il 23,7% dei decessi codificati (pari a 87 decessi); seguito dalle attività del manifatturiero (addetti alla lavorazione di prodotti chimici, farmaceutici, stampa, industria alimentare) con il 13,7%; dal trasporto e magazzinaggio con l’11,5%; dall’amministrazione pubblica (attività degli organismi preposti alla sanità – Asl - e amministratori regionali, provinciali e comunali) con il 10,3%; dal commercio all’ingrosso e al dettaglio con il 9,9%, dalle costruzioni con il 7,6%; dalle attività professionali, scientifiche e tecniche (dei consulenti del lavoro, della logistica aziendale, di direzione aziendale) con il 4,6%; dalle attività finanziarie e assicurative con il 3,8%; da quelle dei servizi di alloggio e ristorazione, dalle altre attività dei servizi (pompe funebri, lavanderia, riparazione di computer e di beni alla persona, parrucchieri, centri benessere…) e dalle attività inerenti il noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese (servizi di vigilanza, attività di pulizia, fornitura di personale, call center…), tutte con il 3,4% ciascuna.
 
Nel dettaglio, le categorie più colpite dai decessi sono quelle dei tecnici della salute (il 58% sono infermieri, di cui circa la metà donne) con il 9,3% dei casi codificati e dei medici con il 6,5% (un decesso su dieci è femminile).
A seguire gli operatori socio-sanitari con il 5,1% (oltre la metà sono donne), il personale non qualificato nei servizi sanitari (ausiliari, portantini, barellieri, tra questi il 27% sono donne) con il 3,1% e gli operatori socio-assistenziali (due su tre sono donne) con il 2,8%, gli specialisti nelle scienze della vita (tossicologi e farmacologi) con il 2,0%.
 
Le restanti categorie professionali coinvolte riguardano gli impiegati amministrativi con l’11,8% (nove su dieci sono uomini), gli addetti all’autotrasporto con il 5,9% (tutti uomini), gli addetti alle vendite e i direttori e dirigenti amministrativi e sanitari con il 2,5% ciascuno, gli artigiani meccanici con il 2,2%, gli addetti ai servizi di sicurezza, vigilanza e custodia e gli artigiani e operai specializzati nelle rifiniture e mantenimento delle strutture edili, tutti con il 2,0% ciascuno.
 
L’analisi territoriale conferma che le denunce di infezione ricadono soprattutto nel Nord del Paese: il 50,3% nel Nord-Ovest (il 30,5% in Lombardia), il 21% nel Nord-Est, il 13,7% al Centro, l’11,1% al Sud e il 3,9% nelle Isole. Le province con il maggior numero di contagi sono Milano (11,9%), Torino (7,6%), Roma (4,2%), Napoli (3,9%), Brescia (3,2%), Genova (2,8%), Varese (2,7%) e Bergamo (2,6%). In termini relativi, però, sono le province meridionali a registrare i maggiori incrementi: Reggio Calabria, Caltanissetta, Caserta e Salerno vedono più che triplicare i casi denunciati rispetto alla rilevazione di fine ottobre.
 
Concentrando l’analisi esclusivamente sui decessi, la percentuale del Nord-Ovest sale al 53,8% (il 39,3% in Lombardia), ma rispetto al totale delle denunce si osserva una quota più elevata al Sud, che con il 16,9% dei casi mortali precede il Centro (13,7%), il Nord-Est (12,8%) e le Isole (2,8%). Le province che contano più decessi si confermano essere quelle di Bergamo (11,2%), Milano (8,5%), Brescia (6,8%), Napoli (6,3%), Roma (5,5%) e Cremona (4,9%).
 
Rispetto alle attività produttive coinvolte dalla pandemia, il settore della sanità e assistenza sociale – che comprende ospedali, case di cura e di riposo, istituti, cliniche e policlinici universitari, residenze per anziani e disabili – con il 68,7% delle denunce (pari a 71.673 casi) precede l’amministrazione pubblica (attività degli organismi preposti alla sanità – Asl – e amministratori regionali, provinciali e comunali), in cui ricadono il 9,2% delle infezioni denunciate e il 10,3% dei decessi.
 
Gli altri settori più colpiti sono i servizi di supporto alle imprese (vigilanza, pulizia e call center), il manifatturiero (tra cui gli addetti alla lavorazione di prodotti chimici e farmaceutici, stampa, industria alimentare), le attività dei servizi di alloggio e ristorazione e il commercio.
 
Ripartendo l’intero periodo di osservazione in tre intervalli – fase di “lockdown” (fino a maggio compreso), fase “post lockdown” (da giugno ad agosto) e fase di “seconda ondata” di contagi (settembre-novembre) – per l’insieme dei settori della sanità, assistenza sociale e amministrazione pubblica (Asl) si osserva una progressiva riduzione dell’incidenza delle denunce tra le prime due fasi e una risalita nella terza (si è passati dall’80,5% dei casi codificati nel primo periodo al 49,2% del trimestre giugno-agosto, per poi risalire al 76,3% nel trimestre settembre-novembre). Viceversa altri settori, con la graduale ripresa delle attività, in particolare nel periodo estivo, hanno visto aumentare l’incidenza dei casi di contagio tra le prime due fasi e una riduzione nella terza.
 
È il caso, per esempio, dei servizi di alloggio e ristorazione (passati dal 2,5% del primo periodo, al 6,3% del trimestre successivo e al 2,4% nel trimestre settembre-novembre) e dei trasporti (passati dall’1,2%, al 5,8% e al 2,4%). Il decremento osservato in questi settori nell’ultimo trimestre analizzato non deve però trarre in inganno. In ottobre e, in particolare, a novembre il numero dei contagi sul lavoro da Covid-19 denunciati all’Inail è tornato ad aumentare vigorosamente in tutti i settori di attività. A diminuire è la quota di questi casi sul totale, a fronte del più consistente aumento che caratterizza nuovamente la sanità, sia in valore assoluto che relativo.
 
La categoria professionale più colpita continua a essere quella dei tecnici della salute, con il 38,6% delle infezioni denunciate, circa l’82% delle quali relative a infermieri, e il 9,3% dei casi mortali, seguita dagli operatori socio-sanitari (18,6%), dai medici (9,5%), dagli operatori socio-assistenziali (7,6%) e dal personale non qualificato nei servizi sanitari, come ausiliari, portantini e barellieri (4,7%). Le altre categorie più coinvolte sono quelle degli impiegati amministrativi (4,3%), degli addetti ai servizi di pulizia (2,2%), dei conduttori di veicoli (1,2%) e dei dirigenti amministrativi e sanitari (1,0%).
 
Dall’analisi dei dati per mese di accadimento emerge una progressiva riduzione dell’incidenza dei casi di contagio per le professioni sanitarie nelle prime due fasi e una risalita nella terza. La categoria dei tecnici della salute, in particolare, è passata dal 39,3% del primo periodo, fino a maggio compreso, al 21,4% del trimestre giugno-agosto, per poi risalire al 38,6% nell’ultimo trimestre. I medici, scesi dal 10,2% della fase di “lockdown” al 3,7% in quella “post lockdown”, hanno fatto registrare il 9,0% nella “seconda ondata” dei contagi.
 
Con la ripresa delle attività, altre professioni hanno invece visto aumentare l’incidenza dei casi di contagio tra le prime due fasi e registrato una riduzione nella terza. Gli esercenti e addetti nelle attività di ristorazione, per esempio, sono passati dallo 0,6% del primo periodo al 4,2% di giugno-agosto e allo 0,8% tra settembre e novembre. Gli addetti ai servizi di sicurezza, vigilanza e custodia, tra la prima e la seconda fase hanno raddoppiato la percentuale dei contagi rispetto al totale (dallo 0,6% all’1,2%), per poi attestarsi allo 0,9% nell’ultimo trimestre. Le infezioni relative agli artigiani e operai specializzati delle lavorazioni alimentari, invece, sono aumentate dallo 0,2% al 7,1%, per poi tornare allo 0,2% dei contagi denunciati tra settembre e novembre.
 
La maggioranza dei lavoratori contagiati sono donne (69,4%), con un’età media dall’inizio dell’epidemia di 46 anni per entrambi i sessi. Il 42,5% delle denunce riguarda la classe 50-64 anni, seguita dalle fasce 35-49 anni (36,8%), 18-34 anni (18,8%) e over 64 anni (1,9%). I decessi, invece, sono concentrati soprattutto tra gli uomini (84,2%) e nella fascia 50-64 anni, con il 71,6% del totale dei casi. Seguono le fasce over 64 anni (18,6%) e 35-49 anni (8,7%), con un’età media dei deceduti di 59 anni.
 
L’85,6% dei contagi denunciati riguarda lavoratori italiani. Il restante 14,4% sono stranieri (otto su 10 donne), concentrati soprattutto tra i lavoratori rumeni (pari al 20,2% dei contagiati stranieri), peruviani (15,0%), albanesi (7,8%) ed ecuadoregni (5,1%).   


Inviato da Dubbio


 

martedì 7 aprile 2015

On line lo sportello virtuale dei lavoratori.



Da E-R, segnalato da un lettore. 

L’Inail ha attivato on line “Sportello virtuale lavoratori”, un nuovo servizio on line che consentirà ai lavoratori infortunati, tecnopatici e titolari di rendita di accedere alla propria posizione e verificare in tempo reale lo stato delle pratiche avviate.

Dopo una prima sperimentazione nel Lazio, il servizio è ora attivo su tutto il territorio nazionale  e in una prima fase permetterà di consultare i dati anagrafici, lo stato delle pratiche, le modalità di pagamento, i pagamenti e la certificazione unica.
Una volta a regime, sarà possibile anche autenticarsi allo sportello tramite una procedura guidata, partecipare direttamente ai processi di gestione dei propri adempimenti, inoltrare le richieste via web e ricevere risposte ai propri quesiti.

Una nota dell’Inail precisa che si è al lavoro per permettere di accedere allo sportello anche via smartphone e tablet. Sempre nel comunicato si apprende che, anticipando in parte quanto previsto con l’attivazione del Sistema Pubblico di Identità Digitale, gli utenti in possesso delle credenziali INPS potranno utilizzarle per fruire dei servizi offerti sul nuovo canale.

martedì 24 settembre 2013

In Regione, MAGGIORANZA E MINORANZA UNITE a favore della ‘ COPERTURA ASSICURATIVA PER I CICLISTI’. LA GIUNTA RIQUALIFICHERÀ ANCHE RASTRELLIERE E PISTE CICLABILI.





Da Ufficio Stampa di Lega Nord:




“Approvata la copertura assicurativa ai ciclisti, lungo il tragitto casa-lavoro. Ora si garantisca la copertura”.

E’ passata infatti all’unanimità in Regione la proposta del gruppo Lega Nord.  Ora la giunta dovrà fare pressing su Roma per ottenere la copertura dei costi dei premi assicurativi a favore degli appassionati delle due ruote che ogni mattina si avventurano nella ‘giungla’ urbana.

“Una promessa mantenuta” commenta Manfredini, ricordando che l’impegno per ottenere nuove garanzie per i ciclisti fa seguito alle richieste delle associazioni di appassionati - che hanno anche promosso una petizione a riguardo - e arriva a pochi giorni dalla chiusura della settimana europea della mobilità, andata in scena dal 16 al 22 settembre, e dalle contestuali iniziative organizzate dalla Regione.

L’obiettivo di maggioranza e minoranze unite è ottenere dal Governo - tramite l’Inail - il riconoscimento di tutele per i ciclisti, che hanno fatto la scelta della mobilità sostenibile e quindi di non inquinare”, visto che “la bicicletta è a impatto zero” rimarca Manfredini.

Ma dalla Regione il Carroccio (e con esso l’intera assemblea) intende ottenere anche una generale riqualificazione di rastrelliere, piste ciclabili e attrezzature in uso ai dipendenti. Nei giorni scorsi, infatti, tramite la piattaforma ‘Internos’, i lavoratori regionali avevano sollecitato interventi, visto che le strutture iniziano a portare i segni del tempo e in alcuni casi sono addirittura inutilizzabili o assenti.




giovedì 19 settembre 2013

Per le 'casalinghe' c'è una nuova forma assicurativa.



Un lettore sollecita la pubblicazione della lettera inviata dall'Inail ai Sindaci di tutta Italia affinchè questi informino di una  particolare forma assicurativa contro gli infortuni riservata alle casalinghe.
Con piacere diamo seguito alla richiesta:

http://www.mutinanet.com/albovergato/2013/docs/20130822_02PROT.PDF