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lunedì 29 agosto 2016

Sui Prati di Mugnano risponde il direttore Mino Petazzini





Mino Petazzini. direttore della Fondazione Villa Ghigi, cui è affidata la gestione del Parco dei Prati di Mugnano, interviene sull'argomento 'degrado del Parco denunciata con insistenza da alcuni frequentatori'.


Scrivo in riferimento all’articolo comparso il 25 agosto scorso nel blog Notizie dalle valli del Reno e del Setta. Nell’articolo Il parco Prati di Mugnano è ‘preda’ dei vandali si dava conto della situazione di degrado del parco denunciata nei giorni precedenti dal signor Franco Venturini e documentata da un paio di fotografie di cestini portarifiuti ricolmi e di altri rifiuti sparsi nelle immediate vicinanze di un’area di sosta.
Intervengo in quanto la Fondazione cura la manutenzione dei Prati di Mugnano dagli ultimi mesi del 2014, nell’ambito di un più ampio accordo con il Comune di Bologna (che, dunque, non si disinteressa affatto del parco).
Intanto colgo l’occasione per scusarmi con il signor Venturini e gli altri frequentatori per l’imprevista interruzione del servizio di tutela igienica da parte della ditta da noi incaricata che, come abbiamo potuto appurare, per alcuni problemi interni ha compiuto l’ultima tutela igienica il 13 agosto e ha ripreso il servizio solo il 26 agosto (venerdì scorso). Sarà nostra cura fare in modo che ciò non accada più.
Più in generale, posso dire che da quando gestiamo il parco, il servizio di tutela igienica viene svolto con regolarità, come in precedenza non avveniva più da tempo. La frequenza è di un intervento a settimana, di preferenza il lunedì, con la possibilità di intensificare gli interventi nei periodi di maggiore frequentazione e di rarefarli nei periodi di minore frequentazione e cattivo tempo (in inverno, soprattutto). Nel 2014 la situazione di partenza è risultata piuttosto critica, sia per il sostanziale abbandono di alcuni settori del parco sia per la dispersione di rifiuti dovuti alla presenza abbondante di fauna selvatica richiamata dai resti di cibo nei pressi delle piazzole di sosta e delle aree barbecue. Dalla scorsa primavera, a questo proposito, in accordo con il Comune di Sasso Marconi, è stata avviata una sperimentazione per riorganizzare la raccolta di rifiuti nel parco, concentrando nell’area del parcheggio una serie di nuovi contenitori per la raccolta differenziata (carta, plastica, vetro e indifferenziata) ed eliminando i vecchi contenitori presso le due aree barbecue più vicine al parcheggio (nelle due aree sono stati inseriti appositi cartelli che invitano i frequentatori a portare i propri rifiuti nei contenitori del vicino parcheggio).
Insieme al servizio di tutela igienica e agli sfalci dei prati, che sono ripresi in maniera più organica anche in zone trascurate negli anni precedenti, nel parco viene svolto un controllo e monitoraggio sulle condizioni della copertura vegetale, degli arredi, dei sentieri e dei fossi di regimazione delle acque, che in questi due anni scarsi ha portato all’esecuzione di vari interventi. Dal punto di vista strettamente manutentivo, dunque, il parco è tutt’altro che abbandonato.
È vero, tuttavia, che un parco così ampio e interessante, per una buona metà compreso all’interno di una riserva naturale, meriterebbe un’attenzione maggiore e una serie di decisioni finalizzate alla sua valorizzazione, tenendo anche conto della crescente fortuna turistica della Via degli Dei. Anche per questo, nel 2014, avevamo accettato volentieri di occuparcene (anzi, di tornare ad occuparcene, perché dalla metà degli anni ’80 a oggi, il Centro Villa Ghigi e poi la Fondazione omonima hanno più volte coinvolto il parco in pubblicazioni e iniziative).
Il primo punto da risolvere, come adombrato anche nel vostro articolo, è il destino degli edifici interni al parco, a cominciare da quello che ospitava il ristorante, chiuso ormai da quasi un anno. Dopo l’espletamento della prevista gara per la vendita di quest’ultimo, che personalmente mi auguro vada deserta, spero che ci sarà la possibilità di riprendere su questo e su altri punti relativi al parco, come l’integrazione nell’area verde di terreni di proprietà Manutencoop prevista dal Piano strutturale di Sasso Marconi, la discussione avviata nel recente passato con i comuni di Bologna e di Sasso Marconi per un impegno di rilancio del parco.
Nel frattempo, continueremo a gestire il parco con cura, cercando di evitare il ripetersi di inconvenienti come quello capitato a Ferragosto.
Grazie per l’attenzione.
Con i più cordiali saluti